Archive for March 26th, 2011

Da domenica torna l’ora legale

Saturday, March 26th, 2011

Torna l’ora legale. Alle 2 del mattino di domenica 27 marzo si dovranno spostare in avanti di un’ora le lancette e i display degli orologi. Per i telefonini e i computer, dipende: alcuni fanno da sé altri hanno necessità di un aggiornamento manuale. Il ritrono all’ora solare è previsto per domenica 30 ottobre.

NEL MONDO - Quasi tutti i paesi industrializzati si sono dati una regola: nell’emisfero boreale (il nostro) il regime di ora legale comincia alla fine di marzo, mentre nell’emisfero australe, la stessa data ne sancisce il termine. Tra i principali Paesi industrializzati, l’unico che non adotta l’ora legale è il Giappone. Disinteressati per ora all’adozione dell’ora legale anche la maggior parte dei paesi dell’Africa e dell’Asia. In Italia l’ora legale è stata adottata per la prima volta tra il 1916 e il 1920. Da allora è stata ripristinata diverse volte tra il 1940 e il 1948. Nel dopoguerra, il ritorno dell’ora legale è nel 1966. Fino al 1980 entrava in vigore a fine maggio mentre l’ora solare tornava in vigore a fine settembre. Dal 1981 al 1995 è stata estesa dall’ultima domenica di marzo all’ultima di settembre. Il regime definitivo è entrato in vigore nel 1996, quando a livello europeo si è deciso di applicarla nel periodo da fine marzo a fine ottobre.

Fonte: Corriere della Sera

Acqua, in piazza per il referendum

Saturday, March 26th, 2011

Domani a Roma l’appuntamento che lancia la campagna per il voto del 12 e 13 giugno. Alla mobilitazione contro la privatizzazione degli acquedotti, si affiancano anche i timori provenienti dal Giappone: “Basta scelte dettate solo da interessi economici” di CARMINE SAVIANO

SI DEFINISCONO i garibaldini dell’acqua. Hanno percorso il Belpaese raccogliendo oltre un milione e quattrocentomila firme. Per dire no alla privatizzazione di un bene pubblico essenziale, con una mobilitazione dal basso che ha coinvolto movimenti e associazioni. E domani saranno in piazza. Manifestazione nazionale a Roma. Si parte alle 14 da Piazza della Repubblica. Una giornata organizzata dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua 1 per promuovere la battaglia referendaria in vista delle consultazioni del prossimo 12 e 13 giugno. E non solo. Alla piattaforma programmatica si è aggiunto l’impegno contro l’intervento militare in Libia e contro il nucleare in Italia. Per protestare contro “una drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi”.

L’appello. La preparazione per la manifestazione è stata lunga e accurata. Documenti, campagne informative, iniziative preparatorie. E un appello, per richiamare l’attenzione dei cittadini sul senso della mobilitazione e sull’importanza del voto referendario: “Noi che ci siamo nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti pensiamo che i referendum siano un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva

Il referendum. Per il comitato promotore, la vittoria al referendum del 12 giugno “può costituire una prima e fondamentale tappa non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali”. L’obiettivo è anche “invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori”. E in rete è già attivo il sito 2 con tutte le informazioni sui quesiti referendari.

Contro il nucleare. Poi lo tsunami in Giappone, la tragedia di Fukishima. Eventi che hanno modificato l’impianto della manifestazione. In un documento del Forum si legge: “Il tremendo terremoto che ha colpito recentemente il Giappone e la drammatica situazione venutasi a creare nella centrale nucleare di Fukushima rendono l’appuntamento del 26 ancora più importante e urgente”. Quindi un invito rivolto ai cittadini italiani: “Chiediamo a tutte le donne e gli uomini di questo Paese, di dimostrare il proprio rifiuto a scelte dettate da interessi economici e di potere che disprezzano e distruggono il diritto alla vita, all’acqua, alla salute e ai beni comuni delle popolazioni e del pianeta”.

Napolitano e i garibaldini dell’acqua. E il Forum ha deciso di promuovere le proprie iniziative anche con un dono particolare a Giorgio Napolitano: al Presidente della Repubblica è stata consegnata, in occasione delle celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia, l’opera “L’Acqua Bene Comune unisce l’Italia in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia”. Un collage di immagini degli attivisti dell’acqua che ricalca le forme della penisola. E non è mancata la mobilitazione in rete. Con contenuti multimediali e video su YouTube diffusi sui principali social-network. Come I garibaldini dell’acqua 3, una videolettera, sempre indirizzata a Napolitano, che ha fatto il giro della rete.
Fonte: La Repubblica

Sicurezza vecchie centrali l’Ue fa partire gli stress test

Saturday, March 26th, 2011

Sulla scia della catastrofe giapponese il Consiglio europeo ha varato un piano di controlli sugli impianti atomici. Verifiche anche fuori dall’Unione. Sarkozy: “Chi non passa la prova chiude”

BRUXELLES - Prima risposta del Consiglio Europeo all’allarme per la sicurezza nucleare scatenato dalla crisi giapponese. La riunione svoltasi oggi a Bruxelles ha stabilito la necessità di verificare e rivedere la sicurezza delle centrali atomiche europee attraverso stress test “completi e trasparenti”. Ma, visto che un eventuale incidente a un reattore non potrebbe certo essere fermato dalle frontiere, la bozza di conclusioni preparata dal vertice dei 27 e in via di approvazione prevede che da parte dell’Unione vengano chiesti analoghi stress test anche nei paesi vicini e a livello mondiale. “Dato che il pericolo non si ferma alle nostre frontiere, incoraggiamo e sosteniamo i paesi vicini a fare stress test simili” a quelli che condurrà l’Ue sulle proprie centrali, ha affermato il presidente Ue Herman Van Rompuy, sottolineando come in verità la cosa migliore sarebbe “una revisione a livello mondiale” della sicurezza dei reattori.

La Commissione europea rivedrà inoltre l’attuale normativa sulla sicurezza degli impianti nucleari e proporrà ogni intervento che dovesse risultare necessario. Senza escludere scelte drastiche, come ha ribadito il presidente francese Nicolas Sarkozy. “Le centrali nucleari che non supereranno gli ’stress test’ pianificati dall’Ue dopo quanto avvenuto in Giappone saranno chiuse”, ha assicurato il capo dell’Eliseo. Soddisfazione per le conclusioni raggiunte a Bruxelles anche da parte di Angela Merkel, che dopo

aver bloccato la proroga 1 del funzionamento dei vecchi impianti ancora attivi in Germania, proprio l’altro ieri aveva ribadito che “prima si esce dal nucleare meglio è” 2. “Sono molto lieta del fatto che pare che arriveremo a stress test comparabili per le centrali nucleari” europee, ha commentato oggi la cancelliera tedesca

A svolgere i controlli dovrebbe essere l’ente europeo per le regole sulla sicurezza nucleare (Ensreg) con il pieno coinvolgimento degli Stati membri, le cui autorità nazionali dovranno provvedere a portarli a termine. “Abbiamo deciso che la sicurezza delle centrali nucleari deve essere urgentemente rivista, nei cosiddetti ’stress test’, su cui la Commissione Ue presenterà un rapporto al Consiglio europeo prima della fine dell’anno”, ha affermato ancora Van Rompuy.

Le scelte prese a Bruxelles hanno giàfatto scattare le prime reazioni italiane. “Gli stress test sono una buona notizia, ma attenzione: no alle false illusioni”, commenta il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’. “Fare controlli - aggiungono i promotori  del referendum - è sempre positivo, ma il nucleare è ‘imprevedibile’, per usare le stesse parole che il premier giapponese usa oggi per descrivere la situazione a Fukushima. Non esistono centrali a prova di incidente. E non dimentichiamo che il terremoto è stata solo la causa indiretta dell’incidente ai reattori giapponesi: a far saltare i sistemi di sicurezza è stato il black-out elettrico. Un evento, insomma, tutt’altro che irripetibile”.

Fonte: La Repubblica

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