Sulla scia della catastrofe giapponese il Consiglio europeo ha varato un piano di controlli sugli impianti atomici. Verifiche anche fuori dall’Unione. Sarkozy: “Chi non passa la prova chiude”
BRUXELLES - Prima risposta del Consiglio Europeo all’allarme per la sicurezza nucleare scatenato dalla crisi giapponese. La riunione svoltasi oggi a Bruxelles ha stabilito la necessità di verificare e rivedere la sicurezza delle centrali atomiche europee attraverso stress test “completi e trasparenti”. Ma, visto che un eventuale incidente a un reattore non potrebbe certo essere fermato dalle frontiere, la bozza di conclusioni preparata dal vertice dei 27 e in via di approvazione prevede che da parte dell’Unione vengano chiesti analoghi stress test anche nei paesi vicini e a livello mondiale. “Dato che il pericolo non si ferma alle nostre frontiere, incoraggiamo e sosteniamo i paesi vicini a fare stress test simili” a quelli che condurrà l’Ue sulle proprie centrali, ha affermato il presidente Ue Herman Van Rompuy, sottolineando come in verità la cosa migliore sarebbe “una revisione a livello mondiale” della sicurezza dei reattori.
La Commissione europea rivedrà inoltre l’attuale normativa sulla sicurezza degli impianti nucleari e proporrà ogni intervento che dovesse risultare necessario. Senza escludere scelte drastiche, come ha ribadito il presidente francese Nicolas Sarkozy. “Le centrali nucleari che non supereranno gli ’stress test’ pianificati dall’Ue dopo quanto avvenuto in Giappone saranno chiuse”, ha assicurato il capo dell’Eliseo. Soddisfazione per le conclusioni raggiunte a Bruxelles anche da parte di Angela Merkel, che dopo
del funzionamento dei vecchi impianti ancora attivi in Germania, proprio l’altro ieri aveva ribadito che. “Sono molto lieta del fatto che pare che arriveremo a stress test comparabili per le centrali nucleari” europee, ha commentato oggi la cancelliera tedesca
A svolgere i controlli dovrebbe essere l’ente europeo per le regole sulla sicurezza nucleare (Ensreg) con il pieno coinvolgimento degli Stati membri, le cui autorità nazionali dovranno provvedere a portarli a termine. “Abbiamo deciso che la sicurezza delle centrali nucleari deve essere urgentemente rivista, nei cosiddetti ’stress test’, su cui la Commissione Ue presenterà un rapporto al Consiglio europeo prima della fine dell’anno”, ha affermato ancora Van Rompuy.
Le scelte prese a Bruxelles hanno giàfatto scattare le prime reazioni italiane. “Gli stress test sono una buona notizia, ma attenzione: no alle false illusioni”, commenta il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’. “Fare controlli - aggiungono i promotori del referendum - è sempre positivo, ma il nucleare è ‘imprevedibile’, per usare le stesse parole che il premier giapponese usa oggi per descrivere la situazione a Fukushima. Non esistono centrali a prova di incidente. E non dimentichiamo che il terremoto è stata solo la causa indiretta dell’incidente ai reattori giapponesi: a far saltare i sistemi di sicurezza è stato il black-out elettrico. Un evento, insomma, tutt’altro che irripetibile”.
Fonte: La Repubblica