Archive for January 13th, 2011

Acqua ai privati e nucleare dalla Consulta ok a tre quesiti

Thursday, January 13th, 2011

La Corte costituzionale ha giudicato ammissibili tre proposte su cinque. Via libera alle domande su gestione privata degli acquedotti pubblici locali, determinazione delle tariffe e il pacchetto di norme che spianano la strada al ritorno dell’atomo

ROMA - In attesa della sentenza sulla costituzionalità del legittimo impedimento, la Corte costituzionale ha deliberato oggi sulle richieste di ammissibilità dei referendum in materia di privatizzazione dell’acqua 1 e della costruzioni di nuove centrali nucleari. I quesiti proposti dai comitati promotori erano in tutto cinque: quattro relativi alla gestione degli acquedotti e uno sul ritorno dell’atomo. Il verdetto della Consulta dà via libera a solo tre proposte. Per quanto riguarda l’acqua, i provvedimenti nel mirino dei referendari erano due: il decreto Fitto-Ronchi e la precedente normativa varata in materia dal governo Prodi.

A passare il vaglio di costituzionalità sono stati il quesito proposto per cancellare le norme in materia di “determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito” (a proporlo è stato il Comitato ‘Siacquapubblica’ 2 che raccoglie giuristi quali Stefano Rodotà e Gaetano Azzariti) e quello per cancellare le norme sulle procedure di affidamento con gara a privati dei servizi pubblici locali di rilevanza economica fissate dal decreto Ronchi-Fitto.

Ad essere stati rigettati sono stati invece il quesito promosso sullo stesso primo argomento da Antonio Di Pietro e quello per abrogare le “norme limitatrici della gestione pubblica del servizio idrico”.

Ammesso, come detto, anche il quesito promosso dall’Italia dei valori per cancellare circa 70 norme contenute nei provvedimenti che con il governo Berlusconi hanno riaperto la strada a nuove centrali nucleari.

Fonte: L’Unità

Focus a emissioni zero Ford debutta nell’elettrico

Thursday, January 13th, 2011

Batterie raffreddate a liquido, computer per controllarne i consumi e 4 ore al massimo per una ricarica

 

 
 

Presentata in anteprima al Consumer Electric Show di Las Vegas la Ford Focus elettrica è una delle novità in mostra al salone di Detroit. Novità attesa perché segna il debutto tra i veicoli “fuel free” (senza carburante)della casa americana che in questo campo è intenzionata a proporre altri 4 modelli entro il 2013.

La Focus verrà lanciata sul mercato nord americano nell’ultima parte del 2011 ed è prevista anche la commercializzazione in Europa. Sarà una specie di fiore all’occhiello per la Ford che ha deciso di puntare sulla semplicità d’utilizzo dell’auto elettrica e su una tecnologia d’avanguardia. Le batterie agli ioni di litio, per cominciare, sono state messe a punto dalla casa americana insieme alla LG Chem e disporranno di un raffreddamento a liquido per mantenere costante la temperatura di carica.

Basteranno 3 o 4 ore per una ricarica completa, collegandosi alla rete elettrica domestica con il sistema “plug and play”: un tempo pari alla metà di quello necessario a ricaricare la Nissan Leaf, secondo quando dichiarato dalla Ford che ha preso la vettura giapponese come termine di confronto.
La Focus elettrica disporrà di un software capace di calcolare il consumo in base al percorso impostato sul sistema di navigazione, tenendo conto dell’eventuale assorbimento provocato dagli accessori come il climatizzatore o l’impianto stereo.

Dovrà essere, nelle intenzioni dei suoi progettisti, una macchina estremamente facile da gestire. Persino col proprio smartphone che con un’apposita applicazione consentirà di monitorare a distanza lo stato delle batterie, il livello di carica e altri parametri dell’auto. Ford non fornisce dati sulla percorrenza ma assicura un “consumo” migliore di quello, in miglia per gallone, della Chevrolet Volt, comunque sufficiente a coprire la media delle distanze giornaliere degli americani.
Per il resto la base è quella della Focus con motorizzazione benzina e gasolio, da cui differisce esteticamente per la calandra frontale al posto delle due bocche centrali e le due laterali, e per i gruppi ottici.
Fonte: La Repubblica

Un vetro più duro dell’acciaio:si piega ma non si spezza

Thursday, January 13th, 2011

La scoperta è dei ricercatori di Berkeley e del California Institute of Technology

Ha una resistenza superiore a qualsiasi altro materiale

Un vetro più duro dell’acciaio:
si piega ma non si spezza

La scoperta è dei ricercatori di Berkeley e del California Institute of Technology

MILANO - I ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory del dipartimento dell’Energia americano e del California Institute of Technology hanno messo a punto un nuovo tipo di vetro costituito da una microlega metallica di palladio con fosforo, silicio, germanio e argento che ha dimostrato una resistenza agli impatti superiore a ogni altro tipo di materiale conosciuto.

 
 

 

SI PIEGA MA NON SI SPEZZA – Il segreto del successo di questo cocktail sta nel rendere il vetro plastico e dunque in grado di reagire agli stress piegandosi, senza spezzarsi. Infatti il vetro è particolarmente soggetto a scheggiarsi, mentre nei metalli la struttura cristallina impedisce la propagazione delle crepe. Secondo Robert Ritchie, ricercatore che ha guidato il progetto, grazie agli sviluppi futuri il vetro metallico conoscerà nuove migliorie e già ora l’aggiunta dell’argento alla microlega ne ha aumentato significativamente le prestazioni e soprattutto ha permesso di realizzare lastre di vetro con uno spessore maggiore. I cinque elementi sono dunque tutti indispensabili, come sottolinea Ritchie, ma è soprattutto il palladio a regalare al nuovo vetro la resistenza che gli mancava, grazie a un elevato rapporto di rigidità che contrasta e compensa l’estrema fragilità dei materiali vetrosi. Inoltre il palladio (sostanza simile all’argento, che talvolta lo sostituisce come elemento in traccia contenuto in alcuni minerali come la calcopirite) nella lavorazione a freddo aumenta ulteriormente la resistenza e la durezza.

POSSIBILI APPLICAZIONI - Per il momento la nuova composizione è ancora in fase di sperimentazione, ma è probabile che in futuro sarà utilizzata anche per l’elettronica di consumo. Duro, resistente e molto tollerante ai danni: il nuovo vetro del Lawrence Berkeley National Laboratory potrebbe presto mandare in pensione il Gorilla Glass, lo schermo resistente a urti e graffi recentemente adottato da Apple.

Emanuela Di Pasqua

Cozze tarantine a rischio, rilevata diossina

Thursday, January 13th, 2011

Valori molto alti di diossina, oltre i limiti di legge, sono presenti nei molluschi che vengono coltivati sul fondale del mar Piccolo di Taranto, in particolare ostriche e cozze pelose. È quanto emerge dalle analisi compiute da una onlus, il Fondo antidiossina di Taranto, e che domattina verranno presentati nel dettaglio in una conferenza stampa nel capoluogo jonico. La onlus, che grazie a donazioni ha compiuto autonomamente questa indagine, ha sottoposto ad analisi per rilevare la presenza di diossina il latte materno, le lumache e i molluschi.

LA NOTA - «Le analisi del fondo evidenziano anche differenze significative rispetto ai dati delle analisi compiute dalla Asl che hanno rilevato valori alti ma non così allarmanti», sottolinea Alessandro Marescotti di Peacelink, che affianca il fondo antidiossina nella ricerca. Marescotti precisa che l’allarme riguarda non tutti le coltivazioni, ma solo quelle che avvengono sul fondale perché «la diossina - spiega - non si scioglie in acqua ma si deposita sul fondo e quindi viene raccolta solo da quei molluschi che sono posati sul fondale». E’ la prima volta, sottolinea Marescotti - che a Taranto si rileva lo sforamento dei limiti di legge della diossina». Gli esami si riferiscono prelievi compiuti a partire da un paio di mesi fa.

Redazione online
Fonte: Corriere della Sera

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