Vince la protesta, congelata ‘Cava Vitiello’
Sunday, October 24th, 2010Per i manifestanti di Terzigno è stato il giorno più lungo. Un’intera giornata al presidio della rotonda Panoramica, diventata il quartiere generale della protesta, in attesa delle decisioni assunte in serata nel corso del vertice tra il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e i sindaci dei quattro comuni interessati. Un primo risultato è già arrivato: l’ipotesi di apertura di cava Vitiello, un mega invaso destinato ad ingoiare milioni di tonnellate di spazzatura, è stata al momento accantonata. C’è l’impegno di Bertolaso a rappresentare le ragioni delle popolazioni locali affinchè si possa trovare una soluzione alternativa. E c’è sempre l’impegno di Bertolaso a bonificare immediatamente cava Sari, l’altro sversatoio già in esercizio da alcuni mesi dal quale si levano miasmi che hanno fatto scoppiare la protesta. Cava Sari però dovrà continuare a funzionare fino al suo esaurimento. La lunga giornata è iniziata nell’attesa degli autocompattatori che però non sono arrivati. Gli scontri della scorsa notte hanno riacceso però le polemiche: cinque i feriti tra le forze dell’ordine.
In giornata i manifestanti hanno avuto addirittura la solidarietà del Vaticano. Un telegramma della segreteria di Stato è stato inviato alla diocesi di Nola che ne ha diffuso il contenuto. Mons. Filoni ha fatto sapere che «il Santo Padre segue con paterna attenzione le preoccupanti notizie provenienti dal territorio di Terzigno» prega il vescovo di Nola, Beniamino Depalma «di farsi interprete della sua vicinanza spirituale nell’auspicio che, con il concorso e la buona volontà di tutti, sia trovata una giusta e condivisa soluzione al problema». Ma a tenere banco al presidio della rotonda Panoramica sono le notizie provenienti dal vertice napoletano. Un dibattito accesissimo tra i manifestanti. Per alcuni si tratta di una soluzione accettabile, altri invece vorrebbero oltre all’assicurazione che si è trovata un’alternativa a cava Vitiello anche l’immediata chiusura di cava Sari. Come finirà? È presto per dirlo. L’unica certezza è che al momento la strada di accesso all’invaso continua ad essere difesa da un ingente schieramento delle forze dell’ordine che sono in tenuta antisommossa.
La notte è lunga. E si teme forse ancora l’attacco da parte di alcuni facinorosi come è avvenuto nelle notti scorse. Ma sono proprio i manifestanti - si tratta soprattutto di famiglie - a voler isolare i più violenti, quelli che hanno seminato il panico. Per domani è stata organizzata una marcia pacifica che partirà dalla rotonda dei Passanti, il luogo dove nei giorni scorsi sono stati dati alle fiamme alcuni autocompattatori. Le tensioni però non sono mancate neanche oggi. A scandire la giornata ci sono stati i diversi blocchi lungo le strade con masserizie e cassonetti di rifiuti rovesciati. E ancora le occupazioni, anche se brevi, delle reti ferroviarie del circondario avvenute a Terzigno e a Pompei. Un appello a isolare i violenti è stato rivolto anche dal questore di Napoli, Santi Giuffrè, che ha ribadito che le forze dell’ordine si stanno comportando bene. Il questore ha confermato le attenzioni nell’evitare «infiltrazioni di gruppi ideologizzati e camorristici nelle manifestazioni pacifiche dei cittadini di Terzigno e Boscoreale. Sono facce non legate alla protesta non violenta che hanno interessi contrapposti a quelli dello Stato». Ora però, al presidio della rotonda Panoramica si attende il rientro da Napoli degli amministratori locali. Si discuterà dell’esito del vertice napoletano e si prospetta ancora una notte lunghissima
Fonte: La Repubblica



