Dolomiti, chiusura ai ciclisti?

Troppe gare in bicicletta. E 7 comuni, Cortina in primisi, chiudono le strade agli amanti del pedale. Bloccando Falzarego, Pordoi e Giau

 
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L’ultima sfida sui versanti delle Dolomiti si gioca a colpi di pedale. Bolzano chiude le strade al traffico per consegnarle alle due ruote? I Comuni bellunesi replicano che le gare ciclistiche, soprattutto quelle minori, chiamiamole pure povere, portano solo disagi, problemi alla viabilità e niente reddito. E vanno fermate.

Così sette Comuni - da Cortina a Colle Santa Lucia, passando per San Vito, Rocca Pietore, Livinallongo, Selva di Cadore e Falcade - dichiarano guerra ai gruppi amatoriali di ciclisti che paralizzano le strette vallate dolomitiche dove di strada - volenti o nolenti - ce n’è una sola. Quello contro le gare ciclistiche (”In estate ce n’è una ogni domenica”, si lamentano) è un partito contro corrente, ma carta geografica alla mano i sette Comuni comandano su gran parte dei passi dolomitici dove si è scritta la storia del ciclismo: il Falzarego con le gallerie scavate dai soldati, il selvaggio Giau, il Pordoi che è il più alto del gruppo, il terribile Fedaia dove vanno in crisi anche i professionisti per non dire dei tornanti verticali del passo San Pellegrino.

Per i sindaci parla Oscar Troi, di Colle Santa Lucia, piccolo paese che si ritrova a essere attraversato dai ciclisti e mai punto d’arrivo: “Un beneficio di là, ma un torto di qua” esordisce. E si capisce che di là vuole dire provincia di Bolzano, il versante “ricco” delle Dolomiti, dove stanno progettando una maratona ciclistica con partenza e arrivo ad Ortisei (Val Gardena), ma si sviluppa per oltre metà in provincia di Belluno. La richiesta per la chiusura strade è già sul tavolo dei sindaci bellunesi: “Vi pare giusto? - sbottano - Almeno bisognerebbe concordare un calendario di gare per cui il gioco vale la candela”. “Perché qui - continua Troi - quando passano i ciclisti diventa impossibile anche raggiungere i rifugi”.

A Cortina confermano, sebbene l’assessore Herbert Huber punti molto sui turisti del pedale: “Ma non quando creano più disagi che vantaggi”. Sul Giro d’Italia niente da dire (anzi, i paesi si contendono le tappe). E nemmeno sulla Maratona delle Dolomiti. Nessuno osa attaccare un evento (quest’anno è il 4 luglio) che paralizzerà pure le strade, ma vede 8.800 iscritti ufficialmente in gara (tetto massimo fissato dagli organizzatori) più altri 10 mila che si riversano sui passi. I ciclisti amatoriali sono delusi. “Abbiamo venticinque gare in programma - spiega il presidente bellunese dell’Udace, Roberto Del Favero - e avere i permessi è sempre più difficile”.

A Bolzano invece le bici le corteggiano e dalla Val Gardena lanciano l’appello. “Ciclisti venite da noi” dice il direttore del marketing turistico Gunther Pitscheider, secondo cui le biciclette portano più vantaggi che svantaggi. È per questo che i passi attorno al Sella il 27 giugno chiuderanno alle auto per lasciare posto a due ruote e pedoni. Nessuna tessera, nessuna iscrizione ma quel giorno sono attesi 15 mila ciclisti. Una lite sulle bici, all’ombra delle Dolomiti Unesco, in attesa che arrivi l’assalto estivo delle auto. Con Bolzano che spinge per il pedaggio e Belluno e Trento che da quell’orecchio non ci vogliono sentire.

Fonte: La Repubblica

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