Archive for May 9th, 2010

La festa della Piccola grande Italia

Sunday, May 9th, 2010

Domenica 9 Maggio per il settimo anno,  torna Voler Bene all’Italia la festa nazionale
per la valorizzazione dei Piccoli Comuni Italiani.

I borghi più belli e più caratteristici d’Italia, anche quest’anno, avranno la possibilità di  riaprire le loro porte ai cittadini e ai turisti in una giornata di grande festa mostrando i propri tesori, attraverso degustazioni, visite guidate, percorsi naturalistici, mostre, convegni, rappresentazioni folkloristiche e poi musica, sagre, spettacoli e attività ludiche.
Puoi far partecipare il tuo Comune facendolo diventare protagonista per un giorno di questa grande festa ed aiutarlo a valorizzare le sue bellezze aderendo all’iniziativa Voler bene all’Italia.

http://www.piccolagrandeitalia.it/documenti/VBI2010/festa_9_maggio.php

Paesaggio addio: arriva l’abuso legale

Sunday, May 9th, 2010

Ciascuno è padrone a casa sua». È uno dei punti forti della “filosofia” politica con la quale Silvio Berlusconi ha “sedotto” milioni e milioni di italiani insofferenti di leggi, regolamenti, vincoli tesi a far prevalere, prima di lui, l’interesse generale. No, con la Casa delle Libertà devono trionfare gli interessi individuali. Meglio se cementizi. E ora arriva bel bello il ministro Sandro Bondi col decreto n.199/17.3.10, che “semplifica” (attenzione) le procedure per l’autorizzazione paesaggistica agli “interventi di lieve entità” (attenzione, due volte). Il ministro ha tenuto in vita il Codice per il paesaggio e però vara norme che lo aggirano. Il pacco plana su città in cui – basta girare l’occhio nella Roma di Alemanno – l’abuso è già la norma, con insegne, le più trucide, dovunque, anche in piena area storica, coi maxi-cartelloni tornati a vigoreggiare (contro tale giungla la Rete dei Comitati avanza domani una proposta di legge popolare), con balconi divenuti verande chiuse. Uno spettacolo da metropoli stracciona. Il decreto proposto diventa dunque la legalizzazione preventiva dello sfregio al paesaggio. E l’opposizione parlamentare? Non pervenuta. Eppure il provvedimento prescrive tempi, di fatto, impossibili. «Il procedimento autorizzatorio semplificato deve concludersi con un provvedimento espresso entro 60 giorni dal ricevimento della domanda». Se poi la Soprintendenza rigetta la richiesta e l’interessato ricorre, l’organo di tutela ha appena 30 giorni di tempo per dire di sì o di no. Ora, le Soprintendenze ai Beni architettonici, in quasi tutta Italia, sono afflitte da una tale carenza di tecnici che ognuno di questi si trova a dover sbrigare, nei 200 giorni lavorativi, un migliaio di pratiche, appena 4 o 5 al giorno. Aggiungiamoci le perentorie “semplificazioni” alla Bondi e avremo una alluvione di carte. Quando il parere del Soprintendente è vincolante, i giorni per esprimerlo scendono a 25…

Una parte di queste “semplificazioni”, va detto, non si applica ai centri storici (purché definiti però da piani urbanistici comunali), cioè alle zone “A” tutelate dalla legge-ponte per l’urbanistica nel 1968 quando l’Italia ancora pianificava. Ma il paesaggio non è fatto soltanto di centri storici, e inoltre vi sono Comuni che non li hanno definiti, oppure non li tutelano in modo rigoroso. Dunque, dentro quelle mura secolari, le semplificazioni berlusconiane potranno produrre sfracelli. Intanto il decreto prevede aumenti delle volumetrie fino al 10 per cento (zone A escluse): è la logica del Piano Casa che per ora è un flop clamoroso, ma loro ci riprovano. Riguarda la chiusura di balconi e terrazze, la tinteggiatura (spesso fondamentale per il paesaggio, urbano e non) delle pareti esterne e la stessa copertura degli edifici esistenti. Con quali materiali? Non si sa. Mentre è importante sapere se si tratta di coppi tradizionali, di lastre di pietra o invece di tegole marsigliesi o di plastica. Libertà, finalmente, anche per una selva di abbaini, canne fumarie, comignoli, terrazzine, lucernari.

È o no la casa delle libertà per padroni e padroncini? Alla faccia della “lieve entità”. Poi ti affacci da questi edifici e ti appare (era ora!) una colorata e autorizzata foresta di cartelloni e di insegne pubblicitarie, i primi fino a 12 mq. Più tende e tendoni, con quelle vezzose “mantovane” che a Roma e altrove esibiscono scritte pubblicitarie. Una gioia per la vista. Tutto “semplificato”, cioè libero. Capitolo “pesante” quello dell’adeguamento alle norme antisismiche: tutta Italia è a rischio, esclusa la Sardegna, la corona delle Alpi e la pianura padana (in parte). In questo caso l’autorizzazione “veloce” investe pure i centri storici. Così come le regole per il contenimento energetico. Esclusi controlli penetranti, i pericoli di stravolgimento a base (nel primo caso) di cemento appaiono incombenti. Altre semplificazioni minacciano gli alvei, già depredati, di fiumi e torrenti. I leghisti sono convinti (una fesseria, secondo i tecnici) che la mancata escavazione di ghiaia a monte provochi alluvioni a valle. Una tesi ovviamente cara ai cavatori di sabbia e ghiaia. Ora accontentati per decreto. Lo stesso per il ripascimento delle spiagge, da realizzare con sabbia dello stesso tipo. Non come al Poetto di Cagliari, dove quella magnifica spiaggia bianca – racconta l’ex parlamentare verde Sauro Turroni, uno dei più competenti e combattivi – venne sostituita con una rena grigia, quasi cementizia. Perché non c’era stata nessuna verifica tecnica di livello. E così sarà ora, sempre di più, sempre più estesamente, nell’Italia inquinata dal berlusconismo, dove “ognuno è padrone a casa sua”. Anche Claudio Scajola il quale può comunque godersi la vista del Colosseo. 

Fonte: L’Unità

Auto elettriche, uno standard Ue per i caricabatterie entro il 2011

Sunday, May 9th, 2010

I deputati dell’Europarlamento hanno approvato una risoluzione che delinea i passi avanti da compiere verso un unico mercato europeo dei veicoli elettrici

(Rinnovabili.it) – Tutti d’accordo a Strasburgo su ciò che potrà costituire un passo fondamentale verso un mercato unico europeo delle auto elettriche. La parola d’ordine è standard per la ricarica, cuore della risoluzione adottata ieri dal Parlamento europeo. Più in generale la proposta, votata in aula dagli eurodeputati, mette a fuoco le necessità future che andranno sviluppate in tema di mobilità pulita, a partire dalle reti elettriche intelligenti che, si legge nel documento, renderebbero questi veicoli più facili da usare.
Le auto elettriche e ibride sono entrate definitivamente come importante opzione nella più ampia strategia europea per ridurre le emissioni di CO2. La risoluzione – sostenuta da sei gruppi politici e adottata per alzata di mano – pone l’obiettivo di definire uno standard europeo entro il 2011 per la ricarica di veicoli elettrici, necessario al fine di garantire l’interoperabilità e la sicurezza delle infrastrutture.
E ove possibile invita la Commissione ad adoperarsi per standard globali.
Lo sviluppo di automobili elettriche, inoltre, dovrebbe essere ben equilibrato, incentrato sulla riduzione della congestione, dei consumi energetici, delle emissioni senza trascurare altri tipi di veicoli, come l’e-bikes, tram e treni. Il documento chiede all’esecutivo europeo di fornire un calcolo globale delle emissioni complessive di CO2 dei veicoli elettrici. La proposta suggerisce anche che i governi nazionali e altre autorità, comprese le istituzioni dell’UE, potrebbero stimolare la domanda sostituendo la flotta dei servizi pubblici con modelli elettrici.

Onu: stiamo divorando il Pianeta

Sunday, May 9th, 2010

La diciottesima sessione della Commissione sullo sviluppo sostenibile ha illustrato dalla Conferenza newyorkese le conseguenze di modelli di consumo non sostenibili e l’urgenza di affrontare i problemi ad essi connessi

(Rinnovabili.it) – Il mondo sta consumando troppa energia e risorse per auto-sostenersi: non è la prima volta che viene lanciato un allarme simile e probabilmente non sarà neanche l’ultima. Ad indossare nuovamente le vesti di portavoce del Pianeta è l’Onu che attraverso la diciottesima sessione della Commissione sullo sviluppo sostenibile (CSD-18) richiama la comunità globale sulle sfide che non possono essere rimandate ulteriormente. La questione centrale, spiega Luis Alberto Ferraté Felice, presidente della Commissione, è “come ottenere uno sviluppo verde ed equo per una popolazione in continua crescita attraverso una migliore gestione dei materiali. Più specificamente, come possiamo dissociare il binomio sviluppo-sfruttamento delle risorse?”.
Mr. Ferrate, attualmente Ministro Ambiente e Risorse Naturali Guatemala, ha spiegato che il CSD ha iniziato un nuovo ciclo di revisione delle cinque tematiche principali: minerario, chimico, trasporti, quadro decennale per le modalità di programmazione modelli di consumo e di produzione e gestione dei rifiuti. “Questi cinque temi si uniscono per formare quello che noi chiamiamo il ‘ciclo di materiali’ che inizia con l’escavazione di minerali e altre risorse naturali per la loro trasformazione in beni e servizi e termina con i trattamenti finali a cui vanno incontro e al riciclaggio dei rifiuti”, ha aggiunto.
“Molto semplicemente, il mondo sta consumando troppa energia e risorse” e sempre mantenendo un disequilibrio impressionante nei confronti di oltre 1 miliardo di persone che soffrono ancora per la mancanza di beni di prima necessità come cibo, acqua e riparo. “Ecco un esempio di disuguaglianza nel consumo: il 20 per cento della popolazione nei paesi a reddito più alto nel 2005 rappresentava il 77 per cento del totale dei consumi privati. Il ruolo della CSD-18 è di valutare quanto è stato fatto e quanto rimane ancora da fare”.

Torna la nube, stop 5mila voli

Sunday, May 9th, 2010

Dopo alcune settimane di tregua, rialza la testa la nube del vulcano islandese Eyjafjöll, sotto il ghiacciaio Eyjafjallajökull. Da sabato mattina le ceneri si stanno spostando dall’Atlantico lungo i Pirenei e stendono la loro ombra fino a Barcellona, a Madrid, ma anche a Marsiglia. Cinquemila voli sono stati cancellati in seguito alla chiusura di molti degli scali spagnoli e di alcuni aeroporti portoghesi. Almeno 673 voli sono stati annullati in Spagna, dove sono off limits 19 aeroporti, tra cui Bilbao, Pamplona, Santiago, Salamanca e Barcellona (dove è in corso da venerdì il Gran premio di Formula Uno). Un centinaio i voli cancellati anche in Portogallo da e per Lisbona, Porto e Faro, nel sud del Paese. Problemi anche nel sud della Francia: l’aeroporto di Marsiglia ha annunciato infatti l’annullamento di una quindicina di voli, facendo planare il timore di un eventuale impatto dello stop aereo sul Festival del cinema di Cannes per l’arrivo di star e appassionati. Disagi anche negli scali italiani: alcuni voli verso Portogallo e Spagna sono stati cancellati a Malpensa, Linate e a Fiumicino. Intanto le ceneri del vulcano islandese minacciano l’Italia: secondo il Centro di monitoraggio delle ceneri vulcaniche (Vaac), infatti, la nube vulcanica arriverà sul nostro Paese già durante la notte tra sabato e domenica “coprendo” il Piemonte occidentale, la Liguria e le aree dell’alto Tirreno.

DA DOMENICA “LINEA ROSSA” SU TUTTO IL PAESE - Alle sei di domenica, secondo le previsioni del Centro, la “linea rossa” coprirà quasi tutto il Paese, a esclusione di Veneto, Puglia, Sardegna sud-occidentale e Sicilia meridionale. Secondo la mappa realizzata dal Vaac, cesserà l’allerta in Spagna e Portogallo e nell’Inghilterra e nell’Irlanda meridionale, mentre resterà nella Francia centrale. L’Enac, in stretto coordinamento con le autorità aeronautiche comunitarie, ha fatto sapere che sta monitorando l’evolversi della nube e il suo spostamento nello spazio aereo europeo. «Si invitano i passeggeri - scrive l’Ente in una nota - a contattare le rispettive compagnie aeree per informazioni sull’operatività dei propri voli nelle prossime ore e nella giornata di domenica».

RIUNIONE DELLA PROTEZIONE CIVILE - E proprio per studiare delle misure da prendere per il nostro Paese è stata convocata per questa sera, alle 21,30, una riunione presso la sede della Protezione Civile per esaminare l’evolversi degli spostamenti della nube vulcanica, che secondo gli ultimi aggiornamenti dal Vaac, il centro europeo di controllo delle ceneri vulcaniche, dovrebbe arrivare in Italia in nottata. All’incontro, secondo quanto s’apprende da fonti aeronautiche, parteciperanno, oltre ai rappresentanti della Protezione Civile, Enac e Enav.

MATTEOLI - Il ministro delle Infrastrutture Matteoli però rassicura: «Allo stato non c’è il rischio di una chiusura degli aeroporti italiani per l’arrivo della nube di polveri. Stiamo monitorando la situazione per vedere cosa può accadere i tecnici ci faranno sapere». A chi gli chiede se ci sia il rischio di una chiusura degli aeroporti italiani, come accaduto per alcuni giorni nelle scorse settimane, il ministro replica: «Allo stato no».

I DATI DI EUROCONTROL -Secondo Eurocontrol, saranno circa 25.000 i voli effettuati in Europa in tutta la giornata di sabato contro i 30.342 previsti. Venerdì i voli sono stati in linea con i normali livelli di traffico aereo. «Le eruzioni di cenere continuano e l’area potenzialmente interessata si sta espandendo, soprattutto sino ai 20.000 piedi», si legge nel comunicato dell’ente europeo per la sicurezza dei voli. Nei giorni scorsi la cenere islandese aveva creato qualche perturbazione al traffico aereo dell’Irlanda e della Scozia.

IL VULCANO - Eyjafjöll nel frattempo è in piena attività. «Siamo in auto a 10 chilometri dal vulcano. L’attività eruttiva è tornata ai livelli del 15-16 aprile, quando aveva raggiunto il suo massimo. Le polveri sono fastidiose se si apre il finestrino, ma anche se si cammina: irritano la gola e gli occhi» ha raccontato Mike Burton, primo ricercatore della sezione di Pisa dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). «In questo momento - ha spiegato all’Ansa, che lo ha raggiunto telefonicamente - stanno continuando a fuoriuscire dal vulcano lapilli di grandi dimensioni, che però si fermano sulle zone sommitali del cratere, e delle ceneri finissime». Centinaia di islandesi che abitano nei pressi del vulcano, aggiunge Burton, «sono esposti alle polveri, con il rischio di attacchi asmatici per i soggetti predisposti, tra cui c’è una non bassa percentuale di bambini».

DISAGI IN ISLANDA - Molta cenere emessa dal vulcano sta ricadendo sull’Islanda ed una sessantina di persone che abitano nella zona ha lasciato volontariamente le case. Una portavoce della Protezione civile islandese, Gudrun Johannesdottir, ha reso noto che «la Croce Rossa ha aperto centri per le persone che hanno bisogno di assistenza ed ha chiesto agli abitanti che lasciano la zona di far registrare il loro spostamento». Le autorità non hanno però disposto alcuna evacuazione forzosa.

Fonte: Corriere della Sera

Visita l’Oasi e scatta

Sunday, May 9th, 2010

Iniziativa del Wwf in collaborazione con Repubblica.it per le prossime domeniche. Del resto “siamo tutti sulla stessa Arca”

di BENEDETTA PERILLI

Primo appuntamento con la Festa delle Oasi del WWF, la manifestazione che per tre domeniche di maggio (9,16 e 23) apre gratuitamente cento aree naturalistiche protette, e al via l’iniziativa “La natura fa notizia” 1 realizzata in collaborazione con i lettori di Repubblica. it. Si parte domenica 9 maggio: macchine fotografiche alla mano e spirito da reporter, i partecipanti alla ventesima edizione della Festa delle Oasi potranno raccontare la loro giornata tra la natura realizzando una foto-notizia e postandola sulla pagina dedicata all’iniziativa. Ma non solo. Chiunque potrà inviare fotografie di aree naturali o di zone abbandonate che vorrebbe diventassero Oasi protette. Ogni immagine dovrà essere corredata da una didascalia: poco importa che sia descrittiva, ironica o inventata. Lo scopo è quello di trasformare la natura in notizia.

I lettori potranno inviare il materiale prodotto dall’8 al 23 maggio e vederlo pubblicato sul nostro sito e del WWF. Le immagini saranno vagliate da una commissione composta da giornalisti ed ed esperti: la migliore si aggiudicherà un fine settimana per due persone in una Fattoria del Panda, una catena di agriturismi sparsi in tutta Italia che sorgono all’interno o nei pressi delle Oasi. Cento tra le fotonotizie più belle verranno premiate con una t-shirt “Siamo tutti sulla stessa arca”. I risultati dell’iniziativa verranno resi noti, su Repubblica.it e su quello del WWF, il 5 giugno in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente.

Durante la durata de “La natura fa notizia” il nostro sito ospiterà delle finestre periodiche con le fotogallerie delle immagini inviate dai lettori e con delle informazioni sulle attività delle Oasi e sulla biodiversità. Si scopriranno curiosità, come il numero delle specie animali presenti in Italia; si apprenderanno notizie relative alle specie a rischio e agli ambienti naturali presenti sul nostro territorio e si conosceranno gli appuntamenti in programma nel calendario delle Oasi.

In un anno cruciale per l’ambiente  -  il 2010 è l’anno internazionale della biodiversità  -  durante il quale scadono gli impegni presi dai governi di tutto il mondo per frenare la corsa verso la perdita della biodiversità e si aprono nuovi scenari in previsione dei nuovi obiettivi del 2020, il WWF e Repubblica. it lanciano “La natura fa notizia” per stimolare i lettori a conoscere le bellezze della natura che spesso rimangono inesplorate a pochi passi dalle nostre abitazioni.

L’iniziativa coincide con la grande festa della biodiversità organizzata da WWF nelle sue cento Oasi: per tre domeniche di maggio (9,16 e 23) oltre 30mila ettari di territorio protetto, abitati da centinaia di specie rare, saranno visitabili gratuitamente e diventeranno uno spunto in più per visitare e raccontare la natura. In tutte le sue declinazioni.  A questo link, l’elenco delle aree aperte 2 nei tre weekend.

Teramo, distrutte le bici dell’eco-giunta

Sunday, May 9th, 2010
I vandali nella notte hanno reso inutilizzabili le biciclette imposte dal sindaco Maurizio Brucchi ai consiglieri per lanciare l’amministrazione ecocompatibile

di Lorenzo Colantonio

Distrutte le bici del sindaco Brucchi. Prese a calci, piegate, danneggiate nelle rastrelliere davanti al Comune e in piazza San Francesco. E’ accaduto durante la notte a poche ore dal primo giorno dell’operazione “bici condivise” voluta dal primo cittadino che, martedì scorso, a Bruxelles, ha rilanciato l’idea dell’ecogiunta e della città delle due ruote.

FOTO Distrutte le bici dell’ecogiunta

Ma questa mattina Brucchi ha ritrovato le sue biciclette fatte a pezzi con i sellini gettati davanti alla porta del Comune. “Sono dei vigliacchi, non meritano di essere chiamati teramani, non voglio essere il sindaco di questi personaggi”, è stato il commento a caldo di Brucchi davanti allo scempio.

Appena qualche giorno fa la sua idea di mettere da parte l’auto blu e di far salire in bicicletta i dieci assessori insieme all’iniziativa di creare un parco bici per i cittadini, ciascuno dei quali avrebbe potuto acquistare una tessera del costo di 10 euro, aveva fatto il giro d’Italia. La notizia lanciata dai siti del Centro e di Repubblica era stata ripresa anche dal TG1.

Brucchi era entusiasta di questa involontaria pubblicità sulla sua iniziativa. Non si aspettava tanto interesse dopo che per un anno il progetto di ecogiunta aveva stentato a decollare. La contestazione lo ha però gelato. Così, davanti a quei mezzi ormai inutilizzabili, ha sfogato tutta la sua rabbia. E già si raccolgono i primi commenti di delusione da parte di numerosi teramani che avrebbero voluto affittare le due ruote. Ma il sindaco non si scoraggia e per domani rilancia comunque l’iniziativa bici in città invitando tutti i cittadini e i bambini teramani a presentarsi in piazza Martiri in sella alle proprie biciclette.

Fonte: La Repubblica

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