Davanti, il mare. Alle spalle, la sconfinata prateria di macchia mediterranea in cui si staglia la sagoma di Monte Arcuentu. In mezzo, le dune più alte d’Europa, fino a 50 metri, colline di sabbia dorata modellate dal maestrale, Patrimonio dell’Unesco. La Costa Verde, una cinquantina di chilometri dai colori africani tra Capo Pecora e Capo Frasca è un tratto di Mediterraneo spettacolare, scampato per ora all’ingordigia dei palazzinari che vorrebbero campi da golf, sfilate di villette e resort cinque stelle a ridosso delle spiagge dove nidificano le tartarughe marine Caretta caretta. Qui è facile imbattersi anche nel cervo sardo che, dopo aver rischiato l’estinzione, è tornato a popolare la zona. Nelle mattine di primavera può capitare di vedere qualche esemplare avventurarsi fino alla spiaggia.
Dal 2002 Arbus è premiato con il riconoscimento “cinque vele” attribuito da Legambiente per l’eccellente qualità delle acque. Il bagliore bianco di Piscinas, la spiaggia lunga dieci chilometri, appare all’improvviso dietro a una curva, in fondo all’unica sterrata (7 km) che costeggia il villaggio abbandonato di Ingurtosu, affascinante sito di archeologia industriale che fa parte del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna. Unico segno di presenza umana in questo tratto di Sahara che scivola in mare, l’Hotel Le Dune (tel. 070.97.71.30, www.leduneingurtosu.it. Prezzi: doppia in 1/2 pensione da 83 € a persona): un albergo di charme ricavato da un deposito minerario. L’ingresso è l’originaria galleria scavata dai minatori agli inizi dell’Ottocento; nelle pareti si aprono nicchie scavate nella roccia dove sono esposti rari minerali della zona, mentre nel cortile silenzioso riposano reperti ripescati nel tratto di mare antistante. Per i più attivi, l’hotel organizza escursioni agli insediamenti minerari in moto o fuoristrada, trekking a cavallo, uscite in gommone, battute di pesca, immersioni. Sulla strada per Ingurtosu si può mangiare al Camping Sciopadroxiu (cell. 349.77.07.938, prezzi: da 20 €), case in pietra nella macchia con vista sul mare e ristorante di specialità sarde
Piscinas non è l’unica attrazione della Costa Verde. Tutto il litorale è una sfilata di spiagge caraibiche, da raggiungere con un saliscendi tra entroterra e costa perché non esiste una litoranea che le collega tutte. La star è Scivu, a una quindicina di chilometri di tornanti da Fluminimaggiore: una lunga lingua di sabbia dorata, paradiso dei surfisti, circondata da alte rocce di arenaria coperte da macchia mediterranea e cespugli di cisto giallo e rosa. Tra Arbus e Fluminimaggiore hotel e ristoranti sono pochi e piuttosto spartani. Fanno eccezione l’agriturismo Rocce Bianche, con camere semplici, ma grandi e climatizzate, piscina in giardino e ottima cucina tradizionale (tel. 070.97.56.127, www.bidderdi.it. Prezzi: doppia in 1/2 pensione da 62 € a persona); e il Tarthesh, a Guspini, con giardino scenografico e camere arredate con tocchi etno-chic (tel. 070.97.29.000, www.tartheshotel.com. Prezzi: doppia b&b da 140 €).
A una decina di chilometri da Guspini, il centro minerario di Montevecchio è l’avamposto per conquistare altre spiagge. Qui, dalla ristrutturazione di un edificio minerario circondato dai boschi, è nato la Miniera Fiorita (tel. 070.973167, cell. 347.17.40.011, www.hellosardinia.com. Prezzi: doppia b&b da 70 €), turismo rurale essenziale ma accogliente, dove si assaggiano le specialità tipiche della Sardegna e dell’Arburese: il maialetto e il capretto allo spiedo, i ravioli locali e i caratteristici malloreddus. Non si resterà delusi neppure all’Oasi del Cervo (cell. 347.30.11.318, www.oasidelcervo.com. Prezzi: menu tipico 23 €; doppia b&b da 56 €), agriturismo dove si producono verdure, si allevano capre e si apprezzano i piatti della proprietaria, che fa tutto a mano: dal pane ai malloreddus, dai culurgiones (quadrati ripieni di ricotta) alla fregola, la tipica pasta, servita al sugo di porcini.
In direzione Costa Verde, alla fine di una strada tortuosa, Portu Maga è una località turistica sorta negli anni Novanta come villaggio vacanze sulle pendici delle colline che guardano il mare. Tre chilometri di spiaggia punteggiata di rocce piatte dove si scoprono gli occhi di santa Lucia, conchiglie con riflessi di madreperla. Un paradiso per i bambini, grazie all’acqua trasparente e bassa, e per emozionanti immersioni in fondali ricchi di pesci con il Diving Center Costa Verde (cell. 338.85.85.504, 340.08.98.907), l’unico della zona.
Un’altra meraviglia della costa, la spiaggia di Funtanazza, si raggiunge da Montevecchio: sabbia granulosa, circondata da scogli, fondali abbastanza bassi. Sul mare si affaccia il ristorante La Terrazza (tel. 070.97.70.76), che usa solo prodotti della zona: piatto della casa, le saporite lasagnette Medio Campidano. Tunaria è un villaggio di pescatori a qualche chilometro da Torre dei Corsari. Alla spiaggetta di sabbia mista a ciottoli si arriva attraverso sentieri che partono dal paesino. L’acqua cambia colore a seconda delle ore della giornata: una sinfonia di turchese, smeraldo, azzurro pallido. Ma il vero spettacolo di tutta la Costa Verde è il tramonto che incendia di vermiglio, ocra e rosa sabbia, scogli, ciottoli. Si placano le onde, si ferma la corsa del libeccio e del maestrale, i venti dell’Ovest.