Frana sul treno, strage nel Meranese

Un’onda di fango e massi sul convoglio
dei pendolari: nove morti e trenta feriti
BOLZANO
È di nove morti e 28 feriti il bilancio definitivo dell’incidente ferroviario avvenuto stamani in val Venosta, in Alto Adige. Il treno regionale R108 è deragliato per una frana nel tratto della linea tra Castelbello e Laces, in un punto dove i binari attraversano una stretta gola.

«Ovunque fango e sangue»
Ai soccorritori si è presentata una scena apocalittica. «Quando sono arrivato qui - racconta un carabiniere - mi venivano incontro lungo i binari i feriti ricoperti di fango e sangue». Il luogo della disgrazia non è raggiungibile con i mezzi di soccorso, così i feriti hanno dovuto camminare per alcune centinaia di metri per poi scendere lungo un sentiero verso il greto del fiume Adige, dove la Protezione civile aveva tempestivamente allestito una sede operativa da campo. I feriti sono stati poi ricoverati negli ospedali di Silandro, Merano e Bolzano.

La causa: la rottura di un impianto di irrigazione
La frana di 400 metri cubi è stata causata dalla rottura di un impianto di irrigazione di un campo di meleti che si trova sopra la gola. Rompendosi, l’impianto avrebbe ’infradiciatò pesantemente il terreno sottostante, rendendolo instabile fino a farlo franare. La frana ha colpito in pieno il treno della società provinciale di trasporti Sad che stava transitando proprio in questo momento. «È una scena agghiacciante, il treno è pieno di terra e di fango. Dobbiamo lavorare con le mani, è una cosa tremenda», ha detto un pompiere volontario. L’intervento dei soccorritori è stato reso ancora più difficile dal fatto che il primo dei tre vagoni si trovava in bilico tra i binari e il fiume Adige.

Le vittime sono tutte altoatesine
Una dopo l’altra le salme sono stata composte in dei sacchi di plastica. Per trasportarli i soccorritori hanno usato delle barelle con una ruota, di quelle per i soccorsi sui sentieri di alta montagna. Molte delle vittime sono morte per soffocamento. Il più giovane aveva 18 anni, i più anziani erano settantenni. Tutti erano originari del posto, provenienti da un’area di una quindicina di chilometri al massimo dal posto della tragedia. È morto anche il conducente, aveva solo 25 anni; lascia la moglie e due bambini. Il procuratore capo di Bolzano Guido Rispoli ha diffuso l’elenco dei morti. Si tratta di Michaela Kuenz Oberhofer di 18 anni della Val Martello, Elisabeth Peer (22) nativa di Silandro ma residente Malles, Julian Hartmann (25) di Merano, Judith Tappeiner (20) di Silandro, Rosina Ofner (36) nativa di Silandro ma residente a Tubre, Francesco Rieger (67) di Castelbello, Regina Tschoell (73) di Lasa in Val Venosta, Micaela Zosch (34) di Malles ma residente a Prato Stelvio e Franz Hohenegger (73) nato a Malles e residente a Silandro.

Matteoli: “Casualità incredibile”. Il cordoglio di Napolitano
«Se la frana fosse scesa solo un’ora prima - ha detto uno vigile del fuoco durante una breve pausa - la tragedia poteva essere ancora più grande, perchè il treno prima delle otto è strapieno di ragazzi che vanno a scuola a Merano». Sul luogo del disastro si è recato il ministro Altero Matteoli. «Una casualità incredibile - ha detto - sembra essere stata all’origine della disgrazia». «Non sono un tecnico - ha aggiunto - ma appare evidente che la forza che ha agito sui vagoni in transito è stata enorme. Si tratta di una frana di una decina di metri che ha colpito il treno proprio mentre il convoglio stava passando». Matteoli ha portato la «solidarietà di tutto il governo e del presidente del consiglio, Sivlio Berlusconi, che è in volo verso gli Stati Uniti e ha voluto essere informato». Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la notizia del deragliamento, si è messo in contatto con il prefetto di Bolzano al quale ha chiesto di essere informato sugli accertamenti in corso e sulla situazione riguardo ai soccorsi, ai feriti e alle vittime.

La procura apre un’inchiesta
La procura di Bolzano ha aperto un fascicolo sul disastro ferroviario della val Venosta. Le ipotesi di reato sono omicidio plurimo colposo, procurata frana e disastro ferroviario. Domani in Alto Adige saranno esposte le bandiere a mezz’asta, segno del cordoglio della popolazione per il disastro ferroviario della val Venosta. In serata nella chiesa parrocchiale di Silandro si svolgerà una celebrazione funebre presieduta dal vescovo della diocesi di Bolzano Bressanone Karl Golser.

Tags: , , , ,

Leave a Reply




Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!