Archive for February, 2010

Catastrofe in Cile, il sisma genera uno tsunami

Sunday, February 28th, 2010

Una devastante terremoto di magnitudo 8.8 della scala Richter si e’ verificato in Cile, alle 3.34 ora locale (le 7.34 in Italia). E’ di 147 morti il bilancio aggiornato delle vittime del terremoto che ha colpito oggi il Cile. Lo ha reso noto l’ufficio nazionale cileno per le emergenze. Un’onda tsunami alta oltre due metri ha raggiunto la costa cilena nelle città di Talca, Valparaiso e Coquimbo.

Dieci ore prima era stato preceduto da una scossa 6.9 sull’isola giapponese di Okinawa. E’ scattato cosi’ l’allarme tsunami praticamente nell’intero Oceano Pacifico, dal Centroamerica fino alla Polinesia. Ed una prima gigantesca ondata si e’ abbattuta sull’isola di Juan Fernandez al largo di Valparaiso. Sulla costa si e’ scatenato il terrore, ma secondo una prima valutazione i danni sono stati relativamente contenuti rispetto alla violenza del sisma.

Il sisma si è verificato vicino a Concepcion, scuotendo gli edifici e provocando blackout in alcuni quartieri della capitale Santiago. Lo hanno riferito il Servizio geologico statunitense e testimoni.

Secondo il Servizio geologico americano, il terremoto si è verificato 90 chilometri a Nord-Est di Concepcion, a una profondità di 55 chilometri, alle 3:34 del mattino ora locale (le 7:34 in Italia). Il Centro tsunami ha detto in un comunicato che “un terremoto di queste proporzioni ha il potenziale per generare uno tsunami distruttivo che può colpire le coste vicino all’epicentro nel giro di minuti e quelle più distanti nel giro di ore”.

L’allarme è stato in seguito ampliato anche a Colombia, Panama, Costarica e Antartide.

Anche il Giappone ha emesso un’allerta tsunami per le coste dell’Oceano Pacifico, dopo il sisma al largo del Cile. Lo hanno annunciato i servizi meteorologici giapponesi.

Il servizio geologico americano Usgs ha registrato una replica del sisma che ha colpito il Cile di magnitudo 6,2 e una terza di magnitudo 5,6.

 L’Usgs (il servizio geologico americano) ha esteso l’allarme tsunami a tutto il Pacifico dopo il terremoto che ha avuto come epicentro il Cile.

IN 11 ORE 46 SCOSSE IN UNA  FASCIA DI 500 KM - E’ un impressionante sciame sismico quello che sta colpendo il Cile: dopo la prima scossa di magnitudo 8.8 Richter che è stata registrata alle 3.54 locali dall’istituto americano di geofisica Usgs, altre 45 si sono verificate nelle successive 11 ore, nessuna delle quali inferiore alla magnitudo 5.0, tutte lungo in una linea di circa 500 km. Le scosse hanno epicentri che seguono approssimativamente la linea principale della faglia, in una fascia che si allunga appuntio per circa 500 chilometri. Nella mappa pubblicata da Usgs, solo sei delle scosse si sono verificate in alto mare. La maggior parte hanno colpito le zone di Maule (nei pressi di Concepcion), Bio-Bio, Valparaiso, Aracaunia. Alle 12.09 locali una scossa di magnitudo 5.2, la 37/a della serie, è stata registrata nella ‘Regione Metropolitana’ di Santiago, a 75 chilometri a sudovest della capitale.

UN CENTINAIO SOTTO MACERIE CONCEPCION - Sono circa un centinaio le persone che si trovano intrappolata tra le macerie di un edificio di 14 piani crollato nel centro di Concepcion a causa del terremoto: lo ha confermato il governatore della città, Jaime Tohà.

TWITTER TV, 265 EVASI DA CARCERE
Duecentosessantacinque prigionieri sono evasi del carcere di Chillan, località nell’entroterra cileno 140 chilometri a sud di Talca. Lo scrive in un messaggio Twitter il sito del canale all news della tv pubblica cilena, Tvn 24H, affermando che la notizia è stata confermata dalla gendarmeria.

OBAMA, PRONTI AD ASSISTERE CILE - Gli Usa sono pronti ad aiutare il Cile. Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama, che ha parlato con la presidente cilena Michelle Bachelet.

LA CASA BIANCA PRONTA AD AIUTARE - La Casa Bianca “segue da vicino” le situazione dopo il terremoto in Cile, compresi i rischi di tsunami, e gli Stati Uniti sono pronti ad intervenire: lo ha detto il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs.

BACHELET DICHIARA STATO CATASTROFE - Il presidente cileno, Michelle Bachelet, ha dichiarato lo stato di catastrofe a seguito del sisma che ha colpito il paese.

BARROSO: UE PRONTA PER 3 MLN EURO DI AIUTI - La Commissione Ue è pronta a dare il suo via libera ad un finanziamento di 3 milioni di euro per aiuti di prima necessità alle popolazioni colpite dal tremendo terremoto in Cile. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Ue José Manuel Durao Barroso, il quale si è detto “profondamente scioccato dalla portata della devastazioni provocate dal sisma in Cile”. “Siamo pronti a fare tutto quello che serve per aiutare le autorità cilene in questo momento di necessita”, ha detto Barroso, esprimendo le sue condoglianze per le vittime del terremoto.

CHIUSO SCALO SANTIAGO, VOLI CANCELLATI - L’aeroporto internazionale di Santiago del Cile è stato chiuso e tutti i voli sono stati cancellati fino a nuovo ordine in seguito al sisma. Lo hanno annunciato fonti aeroportuali brasiliane e peruviane. La rampa di accesso al terminal è crollata, così come la zona destinata agli equipaggi, dove è caduto il tetto e si sono rotti i vetri.

FARNESINA, PER ORA NO VITTIME ITALIANE - “Al momento non si registrano vittime italiane” nel sisma che ha colpito il Cile, “ma purtroppo è un dato provvisorio che richiede verifiche continue”. Lo ha detto il responsabile dell’Unità di crisi della Farnesina Fabrizio Romano a Sky tg24 precisando che il ministero degli Esteri “sta cercando di completare il quadro della situazione dei nostri connazionali” presenti in Cile. Attraverso l’ambasciata d’Italia a Santiago del Cile l’Unità di crisi del ministero degli Esteri sta cercando di verificare l’entità dei danni del violento sisma che, nella notte ha colpito il Cile con epicentro nella città di Concepcion. In tutto il Cile, si è appreso alla Farnesina, gli italiani registrati all’anagrafe consolare sono 50 mila. I connazionali residenti nella città di Concepcion sono un po’ più di 500.

A SANTIAGO CROLLI E BLACK OUT - L’Onemi, l’Ufficio nazionale emergenze cileno, ha situato il sisma alle 03.34 (le 06.34 gmt) e l’epicentro a 90 km a nord est di Concepcion. A Santiago del Cile (cinque milioni di abitanti) sono crollati diversi ponti. In gran parte della città non c’é nessuna comunicazione telefonica e si verificano black out elettrici. Molte persone erano in strada e nei locali per l’inizio del week end, ma la maggior parte dormiva.

CILE, TURISTI IN FUGA DALLA COSTA - Nella città di Al Garrobo, 100 km a nord est di Santiago, il mare si è ritirato e molti turisti stanno fuggendo all’interno verso le autostrade, per cercare di rientrare a Santiago.

CILE, DUE REGIONI ISOLATE NEL SUD - Le autorità cilene hanno reso noto che in seguito al terremoto risultano isolate due regioni nel sud del Paese, Biobio e Talca.

APPELLO BACHELET IN TV, RIMANDATE CONTROESODO - Il presidente del Cile Michelle Bachelet si è appellata alla popolazione chiedendo di soprassedere dal tradizionale controesodo previsto questo week-end, l’ultimo dell’estate cilena. Parlando alla Cnn in spagnolo, Bachelet ha chiesto ai cileni di desistere dal mettersi in auto. Lunedì è prevista la riapertura delle scuole per l’inizio dell’anno scolastico in tutto il paese.

ONDATA GIGANTESCA SU ISOLOTTO JUAN FERNANDE - Sull’isolotto Juan Fernandez al largo di Valparaiso si è abbattuta un’ondata gigantesca di tsunami dopo il sisma che ha colpito il Cile. Lo affermano fonti concordanti.

Associate

Fonte: Ansa.it

Check-up per cani e gatti, 3.300 strutture aperte

Sunday, February 28th, 2010

Stop ad allergie o intolleranze nascoste, prevenire mal di denti e scongiurare problemi articolari. Per cani e gatti parte il primo marzo il mese della prevenzione. Individuare da subito piccoli disturbi e combatterli significa evitare serie malattie per il proprio animale da compagnia. Per tutto il mese prossimo saranno 3.300 le strutture veterinarie aperte dove le visite per gli animali saranno gratis.

Si tratta della quinta edizione della Stagione della Prevenzione, la campagna promossa dall’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) e da Hill’s Pet Nutrition con il patrocinio della Federazione nazionale ordini veterinari (Fnovi) e del ministero della Salute. La visita ha l’obiettivo di stabilire lo stato di salute dell’ animale ed, eventualmente, verificare la necessità di successivi esami più specifici.

Il progetto ha visto aumentare la partecipazione dei medici veterinari che hanno aderito all’ iniziativa, che sono passati dai 2.558 del 2008 ai 3.300 di questa edizione. Secondo una stima interna della Hill’s, nel 2009 le 2.831 strutture veterinarie aderenti hanno sottoposto a visita di controllo 14.000 esemplari, segnando un incremento del 40% rispetto alla precedente edizione.

L’iniziativa pone l’accento sull’importanza della prevenzione come elemento cardine per la salute e il benessere degli animali e degli umani che li circondano, sottolineando come l’ atteggiamento responsabile di affidarsi alla consulenza del medico non si rifletta solo all’interno delle proprie mura domestiche, ma tocca e tutela diffusamente la salute pubblica. “La prevenzione veterinaria - ha dichiarato Carlo Scotti, presidente di Anvi - è un traguardo culturale a tre: proprietario, animale e medico veterinario.

Per il tramite dell’ animale, il medico veterinario entra in relazione con la società e agisce sui suoi diritti e sui suoi bisogni, diventando un mediatore imprescindibile del rapporto uomo-animale. Questo traguardo culturale va di pari passo con il progressivo innalzamento della considerazione etica e giuridica dell’animale e delle conoscenze scientifiche”. Secondo dati Assalco (Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) del 2009, Eurispes e ministero della Salute, il 33% delle famiglie italiane ospita un cane o un gatto, mentre la popolazione animale in Italia risulta composta da più di 14 milioni fra cani e gatti.

Per prenotare una visita di controllo gratuita presso la struttura veterinaria più vicina alla propria residenza è sufficiente collegarsi al sito www.stagionedellaprevenzione.it o telefonare al numero verde 800189612.

Bloom Box, mini-centrale verde grande come una fetta di pane

Saturday, February 27th, 2010
La stanno sperimentando eBay, Google, Coca-Cola
Bloom Box, un generatore di fuel cell da 100KW, è stata presentata mercoledì scorso alla Silicon ValleyNEW YORK
La scatola grande come una fetta di pane ma capace di fornire energia pulita a un’intera abitazione partendo dalla combinazione di ossigeno e gas naturale sta guadagnado sempre più attenzione. La mini-centrale Bloom Box, un generatore di fuel cell da 100KW, è stata presentata mercoledì scorso alla Silicon Valley alla presenza dell’ex Segretario di Stato Colin Powell e del governatore della California Arnold Schwarzenegger. Ha già attratto l’attenzione di grandi aziende come eBay, Google, Coca-Cola, FedEx e Staples che la stanno già utilizzando, ma per alcuni analisti la sua validità è ancora tutta da dimostrare.«Le fuel cells sono sempre state presentate come rivoluzionarie, ma finora nessuna delle promesse si è mai materializzata», dice Shu Sun, esperto di nuove tecnologie energetiche della Bloomberg New Energy Finance. Uno studio del 2008 della sua società dimostra che il mercato di queste fuel cells potrà raggiungere i 1,5 miliardi di dollari entro il 2015. Soprattutto nel campo delle telecomunicazioni wireless. Inoltre, sottolinea, le fuel cells non sono una novità assoluta in quanto gli scienziati ci lavorano fin dall’Ottocento e vengono già utilizzate nei programmi spaziali, telecomunicazione e programmi militari.Dallas Kachan, direttore del Cleantech Group, società di ricerca e consulenza, afferma che le fuel cell sono comuni in Giappone ma vengono usate solo per alimentare piccoli dispositivi elettronici dal momento che non riescono a generare molta energia come proclamato dai guru di questa scoperta che dovrebbe rivoluzionare il mondo energetico. Tuttavia, continua Kachan, la Box presentata dalla società Bloom Energy sembra poter veramente produrre energia in grandi quantità.

Google ha detto di aver utilizzato la Bloom Box negli ultimi 18 mesi per alcune sue strutture a Mountain View ricavando, in questo anno e mezzo, 3,8 milioni di chilowattora di elettricità. Ben oltre la media dei 16.500 chilowattora consumati dagli americani nello stesso periodo.società, che si trova a Sunnyvale, in California, ha attratto finora capitali per 400 milioni di dollari, ha detto il suo amministratore delegato e co-fondatore K.R. Sridhar alla trasmissione «60 Minutes» della CBS. La Bloom Box funziona con l’idrogeno ma anche con l’energia solare, eolica e qualsiasi tipo di carburante. Al momento costa oltre 700mila dollari ma la Bloom Energy spera di arrivare a contenere il prezzo al più presto.

 

Fonte: La Stampa

L’onda nera del petrolio minaccia la fauna del Po

Saturday, February 27th, 2010
 
   
Il petrolio riversato nel fiume Lambro tra non molto invaderà il Delta del Po: una delle zone umide più importanti d’Italia e d’Europa, un ecosistema che «in questo momento è estremamente vulnerabile anche a causa del livello delle acque del fiume, che permette una connessione diretta con molti rami laterali e con le aree di maggiore interesse naturalistico».A lanciare l’allarme è il Wwf, preoccupato per il destino delle migliaia e migliaia di uccelli che svernano nel Delta. In questa stagione, continua il Wwf, «nelle zone umide deltizie vi sono migliaia di uccelli alla vigilia della cova e della stagione di riproduzione: anatre (germani reali, morette, moriglioni, mestoloni, alzavole), aironi (aironi cenerini, aironi bianchi maggiori, garzette, aironi guardabuoi), limicoli (avocette, pantane, piro piro). Inoltre quest’area è fondamentale per la presenza di molte specie di pesci che si riproducono, transitano o trovano qui rifugio come l’anguilla, la cheppia, la savetta, il muggine calamita, o, nelle zone umide tra i canneti, come il luccio e la tinca. Non vanno poi dimenticati anfibi e rettili come ad esempio la testuggine palustre».«Il Wwf si augura quindi che vengano adottate tutte le misure necessarie ed utili a scongiurare che l’ondata di petrolio arrivi al Delta del Po - dichiara Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia - se ciò non avvenisse gli effetti su golene, canneti di foce, lagune e tratti costieri, potrebbero essere devastanti. A pagarne un prezzo altissimo non sarebbe solo uno degli ecosistemi più ricchi del nostro Paese, ma anche le attività che sostengono economicamente questo territorio come la pesca e il turismo».Il Wwf chiede, inoltre, che nel caso la macchia arrivi a Mantova e la superi, «si coinvolgano urgentemente anche i Parchi regionali del Delta del Po veneto ed emiliano, per precludere l’accesso alle golene e ai rami deltizi caratterizzati da una più elevata biodiversità.In questo modo si potrebbero ridurre i danni e cercare di concentrare le azioni di recupero e successiva bonifica solo in alcuni punti, garantendo aree incontaminate che potrebbero essere utilizzate come rifugio per gli uccelli attualmente presenti nelle aree direttamente interessate dall’onda nera».

Infine, prosegue Leoni, «sono pronti e disponibili da subito i Centri di recupero per la fauna selvatica Wwf (con relativi volontari e istituzioni che vi collaborano) in particolare quelli situati nelle province di Rovigo e Ferrara, che hanno tutti i mezzi necessari per soccorrere uccelli acquatici investiti dagli idrocarburi».

«Affrontata con decisione e sperabilmente risolta al più presto questa emergenza - conclude Leoni - gli amministratori pubblici e tutti gli organi di controllo e prevenzione dovranno compiere un’impietosa analisi di quanto successo: della mancata prevenzione, di un sistema di controlli che, nonostante la delicatezza dell’area interessata, non ha funzionato a dovere; di un sistema di allerta e pronto intervento trovatosi non equipaggiato a dovere per affrontare una simile urgenza».

E intanto si iniziano a prendere i primi provvedimenti per gli animali contaminati. La Lipu di Reggio Emilia ha messo a punto un kit di pulizia e pronto soccorso per volatili, composti da una pastiglia di carbone attivo da somministrare subito agli animali per far loro smaltire la tossicità degli idrocarburi, una confezione di olio di vasellina per pulire le zone glabre come zampe, becco, occhi e orecchie, garze e un paio di guanti di lattice. I kit sono in distribuzione agli operatori che lavorando sul fiume.

La Lega Italiana Protezione Uccelli lancia anche un appello a chiunque si dovesse imbattere in un volatile contaminato, queste le operazioni da effettuare subito «tenere l’animale al caldo, almeno a 40 gradi, generando calore anche con il riscaldamento della auto, pulire subito occhi, orecchie, zampe e becco e contattare uno dei centri delle associazioni animaliste» e, ovviamente, soccorrerlo tempestivamente dato che «i rischi per la salute sono ancora più gravi se non si interviene velocemente, l’imbrattamento può provocare oltre alla ipotermia ed alla incapacità a galleggiare, anche l’avvelenamento».

 

Fonte: La Zampa.it

Rifiuti elettronici, allarme rosso

Saturday, February 27th, 2010

La denuncia dell’Unep, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, che ha studiato 11 nazioni dove la produzione di rifiuti tecnologici (e-waste) sta aumentando troppo. Il riciclaggio potrebbe diventare un’opportunitàdi FEDERICO GUERRINI

 

Rifiuti elettronici, allarme rosso rischiano anche Cina e India crediti: StEP-GTZ

FRA DIECI anni la Cina, l’India e altri Paesi in via di sviluppo, rischiano di essere sommersi da una montagna di spazzatura hi-tech. A lanciare l’allarme è un rapporto dell’Unep, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite, che ha esaminato la situazione in 11 nazioni in forte crescita economica, dove la produzione di rifiuti tecnologici (e-waste) sta aumentando in maniera esponenziale. In Cina, per esempio, si stima che per il 2020 i rifiuti da vecchi computer aumenteranno del 400% rispetto al 2007, in India del 500%. Nello stesso periodo, la massa di telefonini scartati crescerà di 7 volte nel paese della Grande Muraglia e di 18 nel subcontinente.

Il problema riguarda naturalmente anche il cosiddetto “Primo Mondo”. È noto come il più grande produttore mondiale di e-waste, con tre milioni di tonnellate annue, siano proprio gli Usa, ma ad aggravare la situazione nei Paesi in via di sviluppo c’è una gestione dello smaltimento poco efficiente e potenzialmente assai dannosa per la salute della popolazione.

Stampanti, telefonini, fotocamere digitali, lettori di Mp3, televisori e frigoriferi, una volta esaurito il loro compito vengono semplicemente gettati via o al massimo aperti manualmente, cercando di recuperare i materiali preziosi contenuti al loro interno, nei circuiti si trovano oro, argento, palladio, rame ed altro. Le carcasse vengono poi bruciate, rilasciando nell’atmosfera gas altamente tossici che contribuiscono all’effetto serra.

In Cina, forse il Paese dove la situazione è più critica, si producono ogni anno 2,3 milioni di tonnellate di spazzatura tecnologica; un dato che però è calcolato per difetto, dato che non tiene conto delle tonnellate di rifiuti provenienti dai Paesi sviluppati, e portati a marcire in Oriente; un commercio che malgrado sia teoricamente proibito continua a prosperare. “Ma la Cina non è la sola a dover affrontare una sfida difficile  -  spiega il direttore dell’Unep, Achim Steiner - l’India, il Brasile, il Messico e altri Paesi subiranno dei danni all’ambiente e alla salute della popolazione se il riciclaggio dei rifiuti tecnologici continuerà ad essere gestito in maniera dilettantesca”

Il rapporto delle Nazioni Unite non si limita però a tratteggiare un quadro a tinte fosche, ma fornisce anche qualche elemento positivo. A Bangalore, in India, per esempio, è stato già portato avanti con successo un progetto pilota di riconversione di un impianto “informale” di recupero di rifiuti, in una struttura dagli standard qualitativi avanzati. Nazioni come il Brasile, la Colombia, il Messico, il Sud Africa in cui lo smaltimento fai-da-te è ancora poco sviluppato, secondo l’Unep hanno un grande potenziale per lo stabilimento di centri di riciclaggio di eccellenza.

“Agendo ora e con un’attenta pianificazione, molte nazioni potrebbero trasformare la sfida dell’e-waste in una grande opportunità   -  sottolinea Steiner  -  aumentando l’efficienza del riciclaggio, oltre a diminuire l’inquinamento e recuparare maggiori quantità di metalli preziosi, si potrebbero creare nuove opportunità occupazionali”.

Fonte: La Repubblica

Ambiente, il Wwf ai candidati governatori: “Ecco cosa vi chiediamo”. Il decalogo e la mappa critica per tutelare il territorio

Friday, February 26th, 2010

Ricominciare dalla ‘A’ di ambiente”. E’ questa la richiesta del Wwf Italia ai candidati alla presidenza delle Regioni, ai quali gli ambientalisti chiedono “quanto ‘pesa’ il tema nelle loro agende”. A tutti i candidati delle tredici Regioni al voto a marzo per il rinnovo della presidenza, l’associazione del Panda provvederà a distribuire un ‘Decalogo dell’ambiente’ con le dieci cose da fare insieme alla ‘Mappa delle emergenze ambientali’ di ciascuna regione.

 

“Mai come in questo momento di ripetute crisi ambientali è fondamentale il ruolo delle Regioni”, sostiene Stefano Leoni, presidente del Wwf, che lamenta come sussista “ancora una sproporzione tra le competenze attribuite alle Regioni in materia ambientale e le risorse messe a disposizione”. Infatti, spiega, “queste spendono oggi per l’ambiente in media 75 euro l’anno pro capite, una cifra che complessivamente è pari a solo lo 0,31% del Pil (poco più di 2,4 miliardi di euro: il 64% destinato alla difesa dell’ambiente, il 36% a gestire le risorse naturali)”.

Pertanto, continua Leoni, “il nostro appello, lanciato proprio nell’Anno della Biodiversità, è di investire nella difesa della natura, ripartendo da un tema che accomuna tutti i cittadini”.

Salvare l’ambiente, conclude, “vuol dire tutela della salute, investimenti per lanciare seriamente la green-economy, futuro garantito alle nuove generazioni”.

 In materia ambientale, il Wwf chiede impegni precisi attraverso il ‘Decalogo dell’ambiente’, che sarà presentato a tutti i candidati alla presidenza delle Regioni. Ecco, uno per uno, i consigli dell’associazione del Panda”:

  1. Tutelare la ricchezza naturale delle regioni, predisponendo Piani d’azione regionali e inserendo la tutela della biodiversità nella pianificazione territoriale e nei programmi operativi economico-finanziari

  2. Perseguire l’Obiettivo: consumo del suolo “zero”, prevedendo che i nuovi piani paesistici contengano obiettivi chiari e misurabili di riduzione progressiva e significativa del consumo del suolo (favorito da interventi estemporanei, da abbandonare, come il Piano casa)

  3. Pianificare per prevenire il dissesto idrogeologico, adottando Piani di tutela delle acque in linea con l’Europa che facciano decollare la gestione dei Distretti idrografici per contrastare il rischio idrogeologico e conseguire il traguardo del “buono stato ecologico di laghi e fiumi”

  4. Far respirare i territori assediati dal traffico, inserendo nei Piani regionali dei trasporti obiettivi espliciti di riduzione delle emissioni di CO2, di rientro nei limiti per l’inquinamento dell’aria e di riduzione del rumore e non prevedendo la costruzione di nuove autostrade

  5. Predisporre l’alternativa al nucleare, adeguando i Piani energetici regionali ai nuovi obiettivi internazionali di riduzione dei gas serra (-30% entro il 2020 e -80% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990) attraverso il risparmio, l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili e contrastando qualsiasi realizzazione/riconversione di impianti a carbone, nonché la costruzione di centrali nucleari, assolutamente inutili, dannose ed economicamente insostenibili

  6. Contribuire alla lotta sui cambiamenti climatici, elaborando Piani strategici regionali che fissino obiettivi per la riduzione di Co2 in tutti i settori (in particolare quelli non sottoposti all’emission trading: trasporti, settore civile, agricoltura) e linee d’azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici

  7. Premiare chi riduce i rifiuti, redigendo i Programmi di prevenzione dei rifiuti richiesti dalla Commissione Europea e perseguendo l’obiettivo di riduzione dei rifiuti, anche sollecitando i Comuni ad usare virtuosamente la leva fiscale con il passaggio dalle tasse attuali a tariffe premianti per chi adotta comportamenti virtuosi

  8. Consolidare la rete delle aree protette, sviluppando una rete di aree protette, collegate alla Rete Natura 2000 (tutelata dall’Europa) basata sull’efficienza e l’efficacia degli interventi programmati e pianificati

  9. Contrastare la caccia selvaggia, non promuovendo modifiche peggiorative alla legge quadro sulla caccia (come stabilito dalla Conferenza delle Regioni), contenendo la pressione venatoria e non derogando dall’elenco delle specie cacciabili stabilito dall’Europa

  10. Educare all’ambiente, rafforzando il sistema Infea (Informazione, formazione, educazione ambientale) e integrandolo con le attività educative delle scuole e le attività di formazione.

     

Ma non c’è solo il decalogo nel ‘programma’ del Wwf per la salvaguardia di ambiente e territorio: tante, infatti, le richieste alla Regioni. Al nord l’associazione del Panda chiede in Veneto “il radicale ridimensionamento del Piano regionale dell’attività di cava e il blocco del progetto della mega-discarica di amianto (la più grande d’Europa con ben 500.000 metri cubi di asbesto stoccati in 9 ettari)” prevista in una cava a sud di Roverchiara (Verona), zona umida vincolata dalla Regione.

In Lombardia si chiede il blocco della terza pista dell’aeroporto di Malpensa, e “interventi concreti per il miglioramento della qualità dell’aria” insieme a “l’adozione delle misure supplementari per tutelare il Po indicate nel Piano di gestione idrografico padano”. In Piemonte, gli ambientalisti vorrebbero che si desse “priorità agli interventi sul nodo ferroviario di Torino e sul Servizio ferroviario metropolitano, invece di perseguire l’obiettivo di una inutile nuova linea ad AV Torino-Lione”.

Nell’Italia centrale il Wwf chiede, in Toscana, “la razionalizzazione degli interventi infrastrutturali puntando sull’aeroporto di Pisa invece che sugli scali minori di Peretola (Firenze) e Ampugnano (Siena) e sul potenziamento a 4 corsie della SS1 Aurelia tra Rosignano e Civitavecchia invece che sull’Autostrada Tirrenica”. Nel Lazio, per gli ambientalisti sarebbe invece gradito “un ripensamento su quegli interventi infrastrutturali che, se realizzati, avranno un pesante impatto sul paesaggio, su aree sottoposte a vincoli naturalistici, culturali, archeologici e idrogeologici” quali il Corridoio intermodale Roma-Latina, l’aeroporto ed il porto di Fiumicino.

Nel sud il Wwf chiede alla Basilicata di “sospendere la concessione di ulteriori permessi di ricerca ed estrazione petrolifera e avviare immediatamente il monitoraggio ambientale della Val d’Agri”, oltre a “istituire” il parco regionale dei Calanchi. Alla Calabria rinnovati gli inviti a “fuoriuscire dalla Stretto di Messina spa” e “opporsi al ponte sullo Stretto”. In Puglia, infine, si chiede l’approvazione di piani per “affrontare e risolvere le criticità ambientali relative agli insediamenti industriali di Brindisi-Cerano e Taranto-Ilva” e, allo stesso tempo, costituire un sistema informatizzato in rete con le Province e gli Enti gestori delle aree naturali protette per la pianificazione e la corretta gestione integrata dei Siti Natura e della aree protette.

Fonte : Ecquo

ORCA “ASSASSINA”, E ORA CHE FINE FARA’ QUELLA PRIGIONIERA?

Friday, February 26th, 2010

Ciao Cara Licia
scrivo in risposta all’orrendo articolo apparso sui giornali odierni,
relativo all’Orca che in Florida ha ucciso la sua addestratrice durante
uno spettacolo.
A parte le banalità che riportano i giornali e le considerazioni
senza senso, ma e’ possibile che nessuno si chieda come deve essere
vivere in una piscina per una creatura nata per nuotare nella vastità
dell’oceano? nessuno si domanda quello che subiscono questi poveri
animali per arrivare a compiere il “teatrino” loro richiesto?
ma chi si diverte a vedere queste messe in scena?
le orche non sono nate per fare spettacolo, per portare sul cima del
loro naso le persone….. sono nate per essere libere come tutti gli
animali selvatici della terra e noi “esseri superiori” come crediamo di
essere, in nome di questa superiorità dovremmo almeno essere in grado
di garantire loro una vita libera.

mi domando ora che fine farà la povera orca che dopo 30 anni di
reclusione avrà pure questa colpa da scontare, probabilmente con la sua
stessa vita.

perché? perché non si insegna ai bambini che gli animali hanno
diritto ad essere liberi e non all’interno di strutture come circhi,
zoo, acquari, delfinari e parchi acquatici veramente tristi. perchè
recludere un innocente all’ergastolo a vita?

un caro saluto
Raffaella&Spike - ENPA Sezione di Saronno
Fonte: Animali e Animali

Ambiente Italia 2010: tutti i problemi del Bel Paese fotografati da Legambiente

Friday, February 26th, 2010

Rosamaria Freda

Arriva puntuale come ogni anno il Rapporto Ambiente Italia di Legambiente sullo stato di salute, ambientale e non, del nostro Paese. Presentata ieri a Roma, l’indagine per il 2010 fa il punto sulle sfide ambientali che le Regioni italiane hanno colto in questi primi mesi dell’anno in corso e di quelle che dovranno cogliere in futuro.

Tra i settori monitorati dall’associazione quello dell’energia, dei trasporti, dei rifiuti, dell’acqua, delle cave, del suolo, del dissesto idrogeologico e della biodiversità. Tutti comparti che, secondo quanto evidenziato da Legambiente, dovranno essere migliorati con il supporto delle singole Regioni: solo così si potranno infatti cogliere sul serio le sfide lanciate dalla tanto invocata Green economy e verrà dato nuovo impulso a tutto il processo di modernizzazione del Paese.

Ma veniamo ai dati emersi dall’indagine. Il quadro generale non è certamente dei più confortanti: l’immagine è infatti quella di un Paese con gravi problemi legati alla mobilità, alla legalità, alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti. Esistono però anche alcuni dati positivi che però, pur facendo ben sperare per il futuro, evidenziano l’incapacità del nostro Paese di “fare sistema e di canalizzare gli sforzi dei singoli in obiettivi comuni.

In questa prospettiva uno dei dati che maggiormente colpisce è quello che pone l’Italia al terzo posto in Europa per quantitativo di emissioni di Co2 immesse nell’atmosfera con un incremento lordo delle stesse, rispetto al 1990, pari al 7,1%. Un dato questo che non sorprende affatto che si pensa che il nostro Paese è il primo, nell’Unione europea, per numero di automobili pro capite (i mezzi privati coprendo circa l’82% della domanda di trasporto terrestre) e la mole vertiginosa di merci che ogni giorno viaggiano lungo la Penisola.

 

Tra i dati positivi c’è l’attenzione che il nostro Paese riconosce al suo patrimonio naturale: il 10,3 del territorio è infatti dedicato alle aree protette (parchi nazionali, regionali, sic, ecc.). Ma anche questo aspetto mostra dei profondi limiti di gestione: ogni anno vengono infatti ridotte le risorse destinate a queste aree. In particolare, sono i parchi nazionali i più vulnerabili: ricevono infatti il 25% in meno di stanziamenti pubblici rispetto al 2001. Ma non è tutto. Anche la tassazione ambientale è insufficiente: composta per il 77% da tasse energetiche (soprattutto accise petrolifere), manca di imposte specificatamente riferibili al consumo delle risorse ambientali.

Stanno però crescendo, anche se di poco, le piste ciclabili protette e non protette nei capoluoghi di Provincia (sono circa 2.840 km nel 2008 erano circa 2500 l’anno precedente) ed è in aumento la produzione agricola biologica, con 1.150.253 ettari di superficie biologica o in conversione (erano 1.148.162 nel 2006). Continuano inoltre a salire i sistemi di gestione ambientale: le certificazioni Iso 14001 infatti, passano dalle 12.057 del 2007 alle 12.922 del 2008.

Analizzate singolarmente, le Regioni evidenziano il divario esistente tra Nord e Sud del Paese: il Pil pro capite è sempre molto più alto nelle Regioni del Nord, con la Valle d’Aosta in testa (33.683 euro), seguita dalla Lombardia (33.474), dal Trentino Alto Adige (32.515) e dall’Emilia Romagna (32.165). Chiude la classifica la Campania con 16.864 euro, preceduta dalla Calabria con 17.004, dalla Sicilia (17.429) e dalla Puglia (17.513 euro).

In tema di rifiuti, la raccolta differenziata è ormai una pratica consolidata in Trentino Alto Adige (53,4%), Veneto (51,4%), Piemonte (44,8%) e Lombardia (44,5). Una situazione di stallo invece viene evidenziata al Sud: in particolare in Molise (4,8%), Sicilia 86,1%), Basilicata (8,1%), Puglia (8,9) e Calabria (9,1%).

Sono proprio le Regioni, che oggi hanno competenze rilevanti e spesso esclusive in materie delicatissime ad avere la responsabilità di trovare le risposte più efficaci per uscire da questa situazione” - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, nel comunicato di presentazione del Rapporto. “La sfida che proponiamo ai candidati governatori - ha continuato - è di cogliere le opportunità che la crisi climatica e la crisi economica ci propongono, dimostrando l’esaurimento del vecchio modello di sviluppo e la necessità di fare della Green economy e della qualità dei territori italiani il punto di forza per rilanciare il Paese”. Il presidente passa poi alle proposte ben precise: “spingere le fonti rinnovabili, far crescere la mobilità pendolare sui treni, migliorare la gestione e il recupero di acqua e rifiuti, ridurre il prelievo e l’impatto delle cave, valorizzare il sistema dei parchi, fermare il dissesto idrogeologico. Per farlo, indichiamo strategie chiare e concretamente realizzabili spiegando anche dove andare a reperire le risorse.

Insomma secondo Legambiente spetta alle Regioni il compito di premere sull’acceleratore del cambiamento spingendo così il Paese verso l’innovazione e l’ammodernamento ma con un occhio rivolto sempre al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente.

Rosamaria Freda

Fonte. GreenMe.it

 

 

IL DISASTRO DEL LAMBRO Da Venezia le imbarcazioni speciali mangia-petrolio

Friday, February 26th, 2010
Sono le uniche del genere che operano nel bacino dell’alto Adriatico. Grazie alle loro attrezzature riescono ad assorbire grosse quantità di sostanze inquinanti separandole dall’acqua

di Carlo Mion

VENEZIA. Hanno lasciato gli ormeggi ieri sera alle 22 con destinazione Piacenza. Sono due imbarcazioni speciali capaci di assorbire l’onda inquinante che scende verso il mare lungo il Po. Imbarcazioni utilizzate dalla società Guardie ai Fuochi che opera in porto a Marghera. Per gli specialisti veneziani l’allerta è scattata alle 17 di ieri.

Hanno lunghezze rispettivamente di 40 e 18 metri. Munite di attrezzature speciali riescono ad assorbire grosse quantità di sostanze inquinanti separandole dall’acqua che aspirano assieme. Una terza barca con le stesse funzioni, ma di dimensioni molto inferiori, è partita alla volta di Piacenza via terra. Viene trasportata da un camion dei vigili del fuoco. Sono le uniche imbarcazioni del genere che operano nel bacino dell’alto Adriatico

Cieca con cane-guida:non la fanno entrare al bar

Friday, February 26th, 2010

È cieca, ha con sè il proprio cane-guida, ma non la lasciano entrare nel bar perchè nel locale gli animali non sono ammessi. È accaduto nel centro di Treviso: l’episodio, che risale allo scorso 20 gennaio, è stato reso noto dall’Unione Ciechi locale e raccontato a «La Tribuna di Treviso».

LA VICENDA - La ragazza, che avrebbe dovuto pranzare nel locale con alcune colleghe di lavoro, ha presentato un esposto ai vigili urbani. La ragazza ha 30 anni e lavora in centro e aveva con sè Mayla, il labrador retrivier che la segue ovunque e che, per farsi riconoscere, aveva la pettorina con la croce rossa stampata sopra. «Respingere il cane-guida di un non vedente, come successo nel bar del centro di Treviso, lascia semplicemente senza parole - ha commentato Francesco Rocca, commissario straordinario della Croce rossa - è un atto di intolleranza e di discriminazione da condannare fermamente. Non avremmo mai voluto condannare un fatto di questa gravità: è impossibile pensare di dividere il cane-guida dal suo padrone con cui si sviluppa, voglio sottolinearlo, un rapporto simbiotico e di totale fiducia. Voglio esprimere - ha concluso Rocca - la nostra più totale solidarietà e vicinanza alla ragazza di Treviso e auspico che le Istituzioni si mobilitino per sensibilizzare l`opinione pubblica sulla questione per fare in modo che nessuno più limiti la mobilità di persone diversamente abili. (Fonte agenzia Apcom)

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