Sul piccolo schermo di un giorno da cani

Boom di programmi con protagonisti a quattro zampe
ALESSANDRA COMAZZI
ROMA
La tv è piena di cani, e i migliori sono quelli veri. Lo dice anche la simpatica pubblicità dei telefilm con Rex. Se in gergo teatrale si definisce «cane» chi non sa recitare, in effetti della specie sono pieni i palinsesti. Ma anche di concorrenti titolati, quelli che abbaiano, fanno le feste e danno la zampa. Vedere i cani in uno studio fa spesso tristezza. Cuccioli che paiono sempre messi lì per cercare l’ascolto da tenerezza. Promette invece allegria I love my dog, giovedì su Italia 1, conduttrice Rossella Brescia con Gianluca Impastato e Andrea Pucci. Si assegna il «collare d’oro», alla più felice combinazione cane-padrone. O meglio, cane-umano. Un rapporto fondamentale per l’equilibrio di entrambe le bestie, a due e a quattro zampe.Oltre 200 coppie si sono presentate ai casting di Roma e Milano, pronte a dimostrare affetto, senso di responsabilità e rispetto reciproco. E a farlo in tv, dove è fondamentale che i cani non vengano usati come giocattoli o pupazzi ammaestrati da circo. Nonostante esistano in natura svariati esemplari che a dare spettacolo si divertono proprio. Si buttano a terra, stanno in piedi sulle zampe posteriori, hanno svariate specialità, sia naturali sia maturate con l’allenamento e il rinforzo positivo, il cibo. Facendo leva sulla gola, si ottengono risultati sorprendenti. Le coppie selezionate hanno poi partecipato a un’intensa sessione di allenamento in un centro di educazione cinofila. E giovedì saranno giudicati da Alba Parietti, che ha un labrador, Paola Barale, che ha un chihuahua, e Andrew Howe, che ha un pastore tedesco.Il cane in tv è un grande classico. Sia nelle fiction, Lassie, Rin Tin, il poliziotto Rex, sia nei programmi di intrattenimento. Dea Kids, Sky, punta sull’educativo con Missione Cuccioli, dove un giovane «dog trainer» insegna ai bambini come scegliere, al canile, il compagno che dicono di desiderare. Capendo, prima di tutto, se lo vogliono davvero.

E poi insegna ad accudirlo. Come un essere vivente e non come una cosa. Simone Dalla Valle, l’addestratore, laureato in filosofia, segue i suoi alunni in tutte le fasi dell’accudimento: dalla preparazione della pappa alle uscite per le necessità fisiologiche. Senza dimenticare che se i cani di città sono tanto detestati, è pure perché hanno padroni maleducati che non raccolgono ciò che essi depositano. Missione cuccioli ha il sostegno della Lega Nazionale per la difesa del cane. Dice Daniela Bellon: «Allontaniamoci dall’idea di un peluche che cammina, corre, mangia e abbaia, e avviciniamoci, invece, all’animale vero, che ci dà tanto amore, ma che non possiamo mettere in un angolo quando siamo stanchi».

Oltre che un classico, il cane in tv è sempre una risorsa: conferma il maestro Antonio Ricci che volentieri mette Willy, quello di Iacchetti, sul bancone di Striscia a Canale 5, dove ha imperversato anche la bella San Bernardo Bo. E che già metteva il coker Asfidanchen a Drive in con Gianfranco D’Angelo. Davide Demichelis del Pianeta delle meraviglie e di Timbuctù, in Corea del Sud comprò al mercato Dabi e lo salvò dal suo destino, che era quello di essere mangiato: lo portò in Italia e poi a E’ domenica papà, Raitre. Su Raiuno andava in onda lo strappacore Pongo & Peggy, con Elisa Isoardi: tra gli ospiti, i veterinari. E proprio ai problemi è dedicato l’inglese Basta! Io o il cane, Animal Planet. Telecamere nascoste e l’addestratrice Victoria impegnata a risolvere paure, aggressività, errori pregressi. Pieno di consigli utili. E Giorgio Panariello ci ha scritto un libro, sul rapporto uomo-cane, semplice e struggente, Non ti lascerò mai solo.

 

Fonte: La Zampa.it

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