Archive for January, 2010

Caccia, la legge non piace Ma quale sport, è un abuso

Sunday, January 31st, 2010

Alla maggioranza che sostiene il governo sembra proprio non importi nulla di questi numeri: l’86% degli italiani è contrario ad allargare il periodo destinato alla caccia (come è stato appena sancito da un voto al Senato). Il 94% non vuole permettere ad un sedicenne l’uso delle armi, ancorché destinate solo all’attività venatoria. Il 91%  chiede banalmente e semplicemente il divieto di sparare nei parchi, soprattutto d’estate.

All’appello di Repubblica.it contro la caccia selvaggia agli uccelli migratori e alla possibilità -  che sta per essere confermata alla Camera - di lasciare alle Regioni la discrezionalità di allargare la stagione venatoria, stanno rispondendo centinaia di cittadini da tutta Italia. La maggioranza delle persone dichiara tutta la sua contrarietà, non solo al provvedimento che sta per essere adottato dal governo, ma alla caccia tout court. Ecco di seguito solo alcuni dei messaggi che sono arrivati per mail oppure attraverso la pagina di Repubblica su Facebook.

GUARDA LE PRIME IMMAGINI

Anna Maria Borrelli. E’ semplicemente assurdo. Gia la caccia NON è uno sport, ma una pratica barbara. Ma adesso togliere anche quei pochi paletti….

Mariangela Paludo.  Grazie per l’iniziativa. Troppe volte mi sono scontrata con cacciatori nelle campagne friulane, in qualsiasi stagione (viste le deroghe). A noi  piace andare a cavallo, ma molte altre persone amano fare escursioni in bicicletta o a piedi nei boschi e lungo gli itinerari di campagna. Personalmente, quando sono in zone boschive canto ‘a squarciagola per farmi sentire. Li vedi, fucile pronto, mentre passeggiano in bici e questo non è per nulla rassicurante. Perché dobbiamo sentirci insicuri per il diletto di pochi? Senza calcolare poi lo sterminio di specie già compromesse dall’inquinamento da piombo del suolo. Possibile che siamo diventati un popolo così incivile?

Cristina Mattiello. Non si tratta solo di conquistare i voti dei cacciatori e dei commercianti di armi … Questo governo esprime in tutto una cultura della violenza e propone in varie forme la sopraffazione, fino all’annientamento, dei più deboli. Una grande mobilitazione per salvarci dall’abisso morale, politico, civile, culturale in cui ci stanno precipitando …
 
Mario Pignocco. Vale la pena citare un episodio che mi è capitato alcuni anni fa, a dimostrazione dell’arroganza, della prepotenza e della vigliaccheria di certi massacratori di animali. Passando per una stradina di montagna, mia moglie ed io incrociammo due cacciatori evidentemente già in preda ai fumi dell’alcool alle 10 del mattino, che non trovarono di meglio che sparare al mio cane. Alzai la voce per protestare e, nonostante io sia alto 1,90  e pure ben piantato, mi appoggiarono la canna del fucile sul collo credendo di farmi tacere. Ma non fecero altro che farmi incazzare di più, tant’è che se la diedero a gambe.

Pensavo fosse finita lì.  Invece, dopo un paio d’ore, trovai ad aspettarmi sotto casa una decina di cacciatori che per divertirsi sparavano a tutto ciò che poteva essere un bersaglio, compreso un cartello di divieto raccolta funghi. Episodi di questo genere ne capitano più di quanti se ne possa immaginare. E credo che gli oltre 60 morti del 2009, vittime della caccia, stiano lì a dimostrare che è tramontata l’idea romantica del cacciatore che vaga per la campagna con la doppietta aperta sul braccio e che valuta cosa colpire. Ormai vanno in giro orde di selvaggi che svelano il loro ego violento appena imbracciano un’arma.

Massimo Samaritani. Forza, avanti così! Difendiamo quel poco di natura che ci è rimasta.

Adelina Tartaglione. Senatori fusi e ottusi!

Enrico Dal fiume. Corrotti dalle lobby che producono armi e affini.

Dario Musso. Giusto ieri sentivo alla radio (qui a Stoccolma) che ieri sono stati uccisi due lupi, nonostante ne mancasse uno solo per raggiungere il limite stagionale consentito per questa annata… E’ partita subito un’inchiesta per verificare se si sia trattato di un incidente o di un atto criminoso. Stessa filosofia al Senato italiano, vedo…

Raffaella Baraldi. Quella dei cacciatori è una lobby che se ne frega della maggioranza dei cittadini italiani, contrari alla caccia. Ha ragione Mario Tozzi quando dice che la caccia non è una nobile arte, ma una ignobile voglia di uccidere esseri viventi.

Luigi D’Angelo. Ma gli ambientalisti dove stanno?

Marina Bovino. Quanta ipocrisia! E poi ogni giorno andiamo in macelleria.

Isabella Moriconi. Cacciatori andate a fare il tiro al piattello e lasciate vivere gli animali. Ammazzare non è uno sport.

Filippo Luly. Cara Prestigiacomo, questa è la considerazione che il tuo capo ha di te.

Quelli che seguono sono pareri che invece difendono il mondo dei cacciatori.

Massimo Marranci. State strumentalizzando quella che in tutta Europa stanno facendo da sempre. In Spagna, si cacciano i tordi senza limiti giornalieri fino al 28/02/10. In Inghilterra, si cacciano i colombacci tutto l’anno, essendo considerato specie dannosa per l’agricoltura.
In Francia, si cacciano gli ungulati fino al 28/02/10. Senza considerare i paesi del’Est Europa, ora in parte nella comunità europea, dove ci sono ancora meno vincoli sulla caccia.
I problemi per la natura non li portano i cacciatori, ma sono dovuti alla cementificazione selvaggia, all’inquinamento e alla falsa informazione delle associazioni animaliste italiane. Faccio notare che in Europa gli ambientalisti collaborano con i cacciatori.
Continuate così e fra poco le uniche speci che popoleranno i nostri boschi saranno corvi-gazze-volpi e poco più, perché senza l’uomo la natura da sola non si autoregola. Perché l’uomo, che piaccia o no, da che mondo è mondo, è sempre stato al vertice della catena alimentare.

P. S.: Vi porto un esempio di come sono cambiati i tempi (in peggio). Mia nonna mi raccontava sempre che i contadini, quando qualcuno uccideva una volpe o una faina, lo ricompensavano con delle uova, oggi invece se uccidi una volpe ti arrrestano.

Stefano Porcu. Secondo me bisogna smetterla con tutta questa ipocrisia. Premetto che è sbagliatissima questa norma che potrebbe consentire alle Regioni di allungare il periodo venatorio. Prima di tutto, per consentire la riproduzione degli animali. Detto questo, perché si deve limitare la libertà di fare una bella passeggiata con tranquillità? L’uomo ha vissuto per migliaia di anni di caccia. Allevare animali per poi ucciderli, non mi sembra poi tanto diverso. Il bracconaggio è da condannare. Basta ipocrisie. Magari di chi si veste con pellicce.

Piero Russo. Premetto che non sono cacciatore. La caccia è stato il primo lavoro dell’uomo per procurarsi cibo e vestiario, pertanto è una nobilissima arte e uno sport. Le Regioni non avranno alcuna mano libera per far saltare le date di apertura e chiusura della caccia, poiché queste rimangono per legge inalterate, dunque i turisti agostani possono stare tranquilli: non ci sarà nessun cacciatore che possa sparare loro. E’ vero che i mesi di caccia sono cinque, ma i giorni di caccia, quando va bene, meteorologia e specie migratorie permettendo, sono solo tre a settimana. Llicenze e permessi fruttano introiti allo Stato e all’indotto. La parola “uccidere” usatela per una lotta diversa. Quella alle droghe, specie quando sfiora o tocca politici.

Carmine Rea. Siete molto, ma molto scorretti, verso la nostra categoria e non conoscete nulla del nostro campo né come sono severe le leggi che controllano la caccia. Fate solo ridere. Informatevi bene di quello che succede in Europa e nel mondo! …. Comunque io sono qui, venite pure bastardi comunisti.

Fonte: La Repubblica

Milano, bambini con mamme, papà e nonni tutti con le mascherine anti inquinamento

Sunday, January 31st, 2010

 Bambini, tanti bambini con mamme, papà e nonni con indosso mascherine antismog. Le famiglie di Milano hanno risposto numerose all’appello del Comitato genitori contro l’inquinamento atmosferico, che ha costretto il sindaco Moratti a decretare, domani, il blocco totale della circolazione delle auto. Alla manifestazione davanti a Palazzo Marino hanno partecipato anche le mamme del gruppo “Ora (d’Aria)”. La richiesta di tutti è una sola: aria più pulita e politiche serie contro l’inquinamento. “La proposta delle mamme di Ora (d’Aria) ha sfondato una porta aperta con noi”, spiega Elena Sisiti, del Comitato genitori antismog. “Siamo qui per chiedere sempre le stesse cose: politiche serie contro il traffico e che i cittadini siano informati. Non è possibile che si continui a dire che il traffico non c’entra. Speriamo che questo sia un punto di svolta. Il sindaco ha provato a fare qualcosa. Probabilmente sarà inefficace - aggiunge a proposito del blocco della auto previsto per domani - ma bisogna continuare. Le targhe alterne sarebbero il minimo”.

I Verdi denunciano Alemanno e Moratti. Nel frattempo, i Verdi hanno denunciato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e quello di Milano, Letizia Moratti per i mancati provvedimenti sullo smog nella capitale e nel capoluogo lombardo. Lo ha annunciato il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, nel corso della presentazione di dossier sui costi socio-economici dell’inquinamento atmosferico in Italia, oggi di fronte la sede Rai di viale Mazzini a Roma. “Al procuratore Toro, capo della Procura ambientale  -  ha detto Bonelli - presenteremo un esposto al comune di Roma”. La stessa cosa accadrà anche “per le altre città italiane”, dove si sono verificati sforamenti dei limiti di concentrazione di inquinanti e “per l’omissione dei sindaci” rispetto ai provvedimenti. In particolare, riferisce il presidente dei Verdi, “a Roma nel 2009 ci sono stati 419 sforamenti di Pm10 (polveri sottili) rilevati dalle centraline e già 11 sono nel 2010″, mentre il limite per la salute umana fissato dalla direttiva Ue è di 35 giorni di superamenti in un anno

Lo smog uccide 20 persone al giorno. Sempre a proposito della capitale, riferisce Bonelli, “c’è un fatto grave alla base dell’esposto: il comune di Roma non mette più i dati sulla qualità dell’aria sul sito, che una direttiva Ue obbliga a pubblicare e non prende misure anti-inquinamento”. Secondo il presidente dei Verdi “ci troviamo di fronte a un omicidio plurimo colposo, si tratta di una strage di vite” pari “a oltre 7.000 morti all’anno”, circa 20 aql giorno. Adesso, ha concluso Bonelli, “la politica deve fare delle scelte, quelle che non ha fatto Alemanno e che non si decidono a prendere i ministri Prestigiacomo e Matteoli”.

E costa 4,5 miliardi l’anno.
I costi dovuti all’inquinamento in Italia sono di circa 4,5 miliardi di euro all’anno. E, prendendo in considerazione soltanto le 8 maggiori città (Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Firenze, e Palermo), il controvalore delle giornate lavorative perse (pari a 2.800.000) è di 2 miliardi di euro all’anno per cause attribuibili all’inquinamento atmosferico e, soprattutto, alla concentrazione di polveri sottili. Mentre i costi sanitari e di ospedalizzazione pesano fortemente sul Sistema sanitario nazionale tra assistenza medica e farmaceutica stimabile nella cifra di 2,5-3 miliardi di euro. E’ questo l’allarme economico-sociale secondo alcuni dati contenuti in un dossier sui costi sanitari, sociali e sulla mortalità da inquinamento nelle città italiane “Le polveri assasine” lanciato oggi dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, che da tre giorni è in sciopero della fame per denunciare la scomparsa dei temi ambientali dalla televisione italiana.

I più inquinati d’Europa. Secondo il dossier “L’Italia è tra i paesi europei in cui si registra, in media, la maggior percentuale di popolazione urbana esposta ad elevate concentrazioni di sostanze inquinanti: oltre il 905% di polveri sottili e più del 50% di biossido di azoto che portano a oltre 6.000 ricoveri per problemi cardiovascolari e respiratori e circa 65.000 casi di bronchite acuta e attacchi di asma concentrati in modo particolare tra i giovani”. Il traffico veicolare, si legge nel dossier, è l’imputato principale: dai dati del Censis si riscontra che, per esempio, i milanesi passano nella propria auto o su un mezzo pubblico 5,3 anni della propria vita, i bolognesi 5,9 anni, i romani 6,9 anni e i napoletani 7,2 anni. - In Europa l’inquinamento atmosferico è uno dei principali fattori di rischio per la salute nelle aree urbane: l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) avverte che l’inquinamento da polveri fini nell’ambiente urbano è responsabile ogni anno di circa 100.000 morti e 725.000 anni di vita persi.

Fonte: La Repubblica

L’antilope e i ghepardi, nemici amici

Sunday, January 31st, 2010

Quando la piccola antilope ha incontrato i tre giovani ghepardi, il suo destino sembrava segnato. E, invece, sorprendentemente, non solo i «gattoni» hanno risparmiato il cucciolo, ma ci hanno pure giocato per un po’, accarezzandolo persino sulla testa con le loro zampotte prima di salutarlo con una leccatina sul collo e lasciarlo andare via indisturbato. Le immagini di questo incredibile incontro nella savana sono state immortalate dal fotografo Michel Denis-Huot nell’ottobre scorso, durante un safari al Masai Mara in Kenya.

NON PREDA, MA GIOCO - «I tre ghepardi sono fratelli e vivono insieme da quando hanno lasciato la loro madre all’età di 18 mesi – ha spiegato l’ancora allibito fotografo al Daily Mail -. Li avevo visti gironzolare insieme fin dalle prime ore della mattina, ma non sembravano affamati, camminavano veloci e si fermavano spesso a giocare insieme. Ad un certo punto, hanno incontrato un gruppo di impala (una delle più graziose specie di antilopi, la più diffusa nella savana, ndr) che è subito scappato via, ma uno dei cuccioli non è stato altrettanto veloce e così i tre fratelli lo hanno catturato facilmente, ma dopo averlo buttato per terra, hanno perso subito interesse. I ghepardi si sono messi così a giocare con la piccola antilope come farebbe un gatto con un gomitolo di lana e per più di un quarto d’ora sono rimasti con il cucciolo, non facendo altro che leccarlo o mettendogli le zampe sulla testa».

GUARDA la carezza del ghepardo all’antilope

IL LIETO FINE - Ancora più straordinario è il fatto che la storia abbia avuto un lieto fine perché, a parte un piccolo momento di tensione quando sembrava che uno dei tre ghepardi stesse per morsicare l’antilope sul collo, l’impala se n’è poi andato via senza problemi. Ma oltre che la sua buona stella, il cucciolo deve ringraziare anche madre natura: a differenza, infatti, degli altri felini, i ghepardi cacciano per il cibo soltanto di giorno, al mattino presto o nel tardo pomeriggio, e dopo hanno bisogno di riposarsi per la lunga corsa. Ed è stato proprio in quel momento, ovvero con i tre «gattoni» sazi per una precedente «abbuffata», che la piccola antilope ha fatto l’incontro che poteva davvero cambiare in peggio la sua giovane vita.

Fonte: La Repubblica

Paesi più “verdi” del Mondo

Saturday, January 30th, 2010

L’Islanda è il giardino del mondo. L’isola nordeuropea è infatti la nazione più verde del pianeta, seguita a ruota dalla Svizzera. La Svezia in quarta posizione e la Norvegia quinta confermano il primato del modello scandinavo, mentre un sorprendente Costa Rica sale sul podio in terza posizione.

L’INDICE - E’ la fotografia scattata dall’Indice di performance ambientale (EPI) 2010, un indicatore prodotto da una squadra di esperti di Yale e della Columbia University e arrivato ormai alla sua terza edizione. I risultati preliminari di quest’ultima revisione biennale sono stati presentati al World Economic Forum, l’incontro economico internazionale in corso a Davos. L’indice classifica 163 Paesi valutando la loro resa su 25 diversi parametri che vanno dalla qualità dell’aria alla gestione delle risorse idriche, delle foreste e della pesca, dalla biodiversità alla salute ambientale, dall’agricoltura al cambiamento climatico.

AFRICA ULTIMA - Se l’Europa si piazza bene – i Paesi del Vecchio Continente costituiscono più della metà delle prime trenta posizioni in classifica – il fanalino di coda è composto dall’Africa sub-sahariana, dove pesano le condizioni di estrema povertà e il difficile accesso all’acqua, ma anche l’assenza di politiche decise. Ultimo degli ultimi è infatti il Sierra Leone, e a risalire s’incontrano Repubblica Centrafricana, Mauritania, Angola e Togo.

STATI UNITI E ITALIA - Ma se il reddito complessivo di un Paese influisce sulla sua performance ambientale, di certo non basta per fargli guadagnare necessariamente un buon piazzamento. Ne sono una dimostrazione gli Stati Uniti, solo 61esimi anche a causa della scarsa risolutezza con cui hanno affrontato le emissioni inquinanti e gas serra. Una colpa che in questo caso non può essere addebitata all’amministrazione Obama, dal momento che i dati dell’EPI sono stati elaborati a partire da rilevazioni precedenti il 2009. L’Italia, dal suo canto, arriva 18esima. Ma meglio di lei si collocano importanti nazioni europee come Francia (7°), Austria (8°), Gran Bretagna (14°), e Germania (17°).

Fonte: Corriere della Sera

Scandalo Formato G8

Saturday, January 30th, 2010

Per il summit dei grandi della terra alla Maddalena lavori da 300 milioni di euro. E l’appalto più ricco va a una società vicina alla moglie del dirigente della Protezione civile che sovrintendeva all’intera opera

 

In Italia è tra le più piccole imprese edili e incasserà oltre 117 milioni in nove mesi. Non è la lotteria di Capodanno, ma la montagna di soldi pubblici che l’Anemone Costruzioni di Grottaferrata, alle porte di Roma, riceverà grazie ai lavori per il G8 sull’isola della Maddalena. Luciano Anemone, 54 anni, amministratore unico della società a responsabilità limitata, tra le tante opere sta costruendo il centro congressi che nel luglio 2009 ospiterà il primo grande vertice internazionale con il neopresidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Ed è come se gli italiani gli consegnassero 2 euro a testa. Neonati compresi. Un record. Anche perché il signor Anemone, pur dichiarando soltanto 26 dipendenti, si è preso la fetta più grossa della torta da quasi 300 milioni di euro suddivisi tra cinque società. Una spesa da nababbi con l’aria che tira, le famiglie in crisi, la Fiat in gravi difficoltà e l’Alitalia ko. Inutile tentare di sapere perché sia stata scelta proprio la ditta Anemone. I criteri di selezione delle cinque imprese, chiamate senza pubbliche gare d’appalto, così come i progetti, sono coperti dal segreto di Stato: provvedimento imposto da Romano Prodi, confermato da Silvio Berlusconi e affidato con tutte le opere alla Protezione civile e al suo direttore, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso.

 

 

 

 

Questioni di sicurezza, hanno dichiarato. Ma sollevando il velo della riservatezza si incontra ben altro. ‘L’espresso’ è entrato di nascosto nei cantieri sull’isola della Maddalena. E ha scoperto cosa finora il segreto di Stato ha impedito di vedere. Il sospetto di spese gonfiate. Costi di costruzione da capogiro a più di 3.800 euro al metro quadro. Lavoratori senza contratto. Operai pagati con fondi neri. Le minacce del caporalato (vedi l’articolo a pag. 38). E un curioso legame d’affari tra la famiglia del coordinatore della struttura di missione della Protezione civile Angelo Balducci, e l’impresa che a fine lavori guadagnerà di più. L’Anemone, appunto.

Non finisce qui. Il secondo grande appalto, 59 milioni per la costruzione dell’albergo che ospiterà i capi di Stato, la Protezione civile lo ha affidato alla Gia.Fi. di Valerio Carducci, 60 anni, cavaliere della Repubblica, l’imprenditore fiorentino coinvolto nell’inchiesta di Luigi De Magistris sulla presunta rete di favori tra malaffare e politica nazionale in Calabria. E anche i criteri di selezione della Gia.Fi. sono coperti da segreto.

Angelo Balducci, ingegnere spesso accanto a Bertolaso, ha fama di uomo da centinaia di milioni di euro. È il braccio operativo nei grandi appalti della Protezione civile. Non solo calamità, soprattutto organizzazione di grandi eventi come il G8. Per anni provveditore ai Lavori pubblici su Lazio e Sardegna, Balducci ha coltivato le amicizie che contano con l’imprenditoria e il Vaticano. Le sue relazioni politiche vanno dal leader della Margherita, Francesco Rutelli, al ministro di An alle Infrastrutture, Altero Matteoli. Il 10 ottobre scorso Matteoli propone al Consiglio dei ministri e ottiene la nomina di Balducci a presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Nei mesi precedenti, dal 19 marzo al 13 giugno 2008, proprio durante il periodo più delicato con la preparazione dei cantieri e il conferimento degli appalti, l’ingegnere è il soggetto attuatore di tutte le opere per il G8, cioè l’uomo dalle mani d’oro: provvede alle procedure necessarie per l’affidamento degli incarichi, alla stipula dei contratti, alla direzione dei lavori e al pagamento degli stati di avanzamento. E come soggetto attuatore si occupa delle imprese della famiglia Anemone.

Balducci è un grande esperto nei contratti assegnati d’urgenza dalla Protezione civile, senza gare d’appalto. Segue per mesi i lavori per i Mondiali di nuoto del 2009 a Roma e per le manifestazioni del centocinquantesimo anniversario della Repubblica da celebrare nel 2011. Venerdì 13 giugno, però, è una pessima giornata. Un’ordinanza di Berlusconi lo rimuove dall’incarico di soggetto attuatore per il G8 e i Mondiali di nuoto. Ai cantieri della Maddalena, Balducci viene sostituito da un ingegnere dello staff, Fabio De Santis. Ma continua a occuparsene con “funzioni di raccordo tra la struttura di missione”, cioè la Protezione civile, e i “soggetti coinvolti dagli interventi infrastrutturali”. In quell’ordinanza, c’è però un passaggio che farebbe tremare i polsi a qualunque funzionario. Berlusconi dispone che Bertolaso costituisca “una commissione di garanzia composta da tre esperti di riconosciuta competenza e professionalità, anche estranei alla pubblica amministrazione”. Una spesa in più per il G8, perché i compensi per gli esperti sono ovviamente a carico dello Stato. Obiettivo della commissione: “Assicurare un’adeguata attività di verifica degli interventi infrastrutturali posti in essere dai soggetti attuatori… in termini di congruità dei relativi atti negoziali”.

Qualcosa insomma non va nella contrattazione degli appalti. Ma il segreto di Stato mette tutto a tacere. Così la squadra della Protezione civile in missione in Sardegna può raccontare, senza essere smentita, che Balducci è stato promosso. Anche se per lui, che era già stato presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, è un ritorno al passato. Il 31 ottobre tocca a De Santis. Sostituito per decreto, come Balducci. Berlusconi ora nomina un esterno alla pubblica amministrazione, Gian Michele Calvi, professore di ingegneria all’Università di Pavia. Il caso è archiviato.

Eppure non è solo una questione di nomine tra il governo e la Protezione civile. Tutte le ditte per lavorare ai progetti del G8 devono ottenere il nulla osta di segretezza. E il nulla osta dovrebbe essere rilasciato dal ministero dell’Interno soltanto dopo accurate indagini sulla trasparenza delle imprese. Invece troppi particolari sono sfuggiti a chi avrebbe dovuto controllare. Bisogna lasciare la Maddalena, volare a Fiumicino e salire a Grottaferrata, alle porte di Roma. Via 4 novembre 32, nel mezzo di un quartiere di viali alberati, è l’indirizzo dichiarato da Luciano Anemone come sua residenza o come sede legale dell’Anemone Costruzioni. Ed è anche, come ha scoperto ‘L’espresso’, l’indirizzo di una casa di produzioni cinematografica, la Erretifilm srl. Di chi è? Amministratore unico e proprietaria al 50 per cento è Rosanna Thau, 62 anni, moglie di Angelo Balducci. Venticinquemila euro per costituire la srl della signora Balducci li ha messi però Vanessa Pascucci, 37 anni, amministratore unico e socia a metà di un’altra impresa edile legata alla famiglia Anemone, la Redim 2002 di Grottaferrata. E attraverso la Redim 2002, Vanessa Pascucci è anche socia dell’Arsenale scarl: società costituita apposta per il cantiere nell’ex Arsenale della Maddalena. Così il cerchio si chiude. Protetto dal segreto di Stato, l’appalto più ricco del G8 è finito a società amiche di chi aveva in mano la cassa. Con il suo seguito di domande. A cominciare da questa: chi ha scelto di affidare a Balducci l’incarico più delicato?

I guadagni in gioco sono spaventosi. L’opera su cui è già possibile fare qualche conto è l‘albergo che ospiterà i presidenti. Capocommessa del cantiere, la Gia.Fi. di Valerio Carducci. Le poche notizie uscite dagli uffici della Regione Sardegna parlano di 57 mila metri cubi per un costo d’opera salito da 59 a 73 milioni di euro. Considerando un’altezza media delle stanze di 3 metri, sono 19 mila metri quadri coperti. Dunque un costo di costruzione al metro quadro di 3.842 euro, escluso il valore dell’area. Una cifra pazzesca se paragonata al valore di costruzione che per le case di lusso, secondo un capomastro della Maddalena, non supera i 1.200 euro al metro. Polverizzati anche i valori di vendita pubblicati dal sito dell’Agenzia del territorio: un massimo di 3.100 euro al metro quadro per le ville e di 2.000-2.300 per le attività commerciali. Così un ente dello Stato, la Protezione civile, sta finanziando un’opera ignorando le quotazioni pubblicate da un altro ente statale, l’Agenzia del territorio. L’esubero potrebbe essere giustificato con le spese per l’arredamento, il centro benessere e i letti su cui dormiranno Nicolas Sarkozy, Carla Bruni e Angela Merkel. Ma è difficile crederlo. Ammettendo un costo di costruzione molto vantaggioso per le imprese di 2000 euro al metro quadro (38 milioni in totale), per l’arredamento avanzerebbero 35 milioni. Cioè il costo di un altro albergo.

Fonte: La Repubblica

Tornano le «arance della salute»

Saturday, January 30th, 2010

 Calamaretti piccoli (600 grammi), finocchio mondato (350 grammi), olio extravergine di oliva (30 grammi), quattro arance e un po’ di sale. E’ quanto basta per preparare un ottimo piatto per quattro persone, mantenersi in linea, tutelare la propria salute e sostenere la ricerca sul cancro. Quella dei «Calamaretti in guazzetto», infatti, è una delle nove ricette (consigliate dagli chef di La Cucina Italiana) contenute nella pubblicazione speciale che verrà distribuita sabato 30 gennaio in occasione dell’ormai tradizionale giornata «Arance della Salute» dell’Airc, l’associazione italiana per la ricerca sul cancro. Come di consueto, ormai, oltre 20mila volontari presidieranno circa 2.077 piazze italiane proponendo reti da tre chilogrammi ciascuna di arance rosse di Sicilia (offerte dalla Regione) a fronte di una donazione di nove euro. «L’iniziativa si propone di aiutare gli studiosi a rendere il cancro una malattia sempre più curabile – dice Maria Ines Colnaghi, Direttore scientifico dell’Airc -. L’obiettivo è finanziare, grazie ai fondi raccolti con la vendita delle Arance, quasi 140 nuovi progetti di ricerca selezionati dal nostro Comitato Scientifico».

LA SCELTA VEGETARIANA, PRO E CONTRO - La Giornata, però, è anche l’occasione ideale per ricordare alla popolazione che la metà dei tumori dipende da stili di vita scorretti e ben il 30%è legato a cattive abitudini alimentari. Per questo, proseguono dall’associazione, l’arancia rossa di Sicilia è diventata il simbolo della corretta alimentazione, perché è particolarmente ricca di antociani, pigmenti naturali dagli straordinari poteri antiossidanti, e perché contiene circa il 40% in più di vitamina C rispetto agli altri agrumi. «L’arancia poi, è la regina della dieta vegetariana – aggiunge Maria Ines Colnaghi - un regime alimentare di gran moda soprattutto in Italia, al primo posto per numero di vegetariani in Europa». Nasce da qui l’idea di distribuire insieme alle reti di agrumi una guida pratica con consigli utili (I pro e i contro della dieta vegetariana), corredata da nove ricette. «Perché la scelta vegetariana – conclude l’esperta - ha vantaggi, limiti ed è bene essere informati sui possibili rischi, sempre in agguato quando si elimina una categoria di cibi. Ma nella prevenzione dal cancro appaiono particolarmente evidenti i vantaggi». Il segreto, alla fine, sta nella quantità: per diminuire attraverso l’alimentazione l’incidenza dei tumori non è necessario eliminare del tutto i cibi di origine animale (come latte, uova, carne). E’ certamente utile, però, aumentare l’apporto di frutta, verdura e legumi.

«CALAMARETTI IN GUAZZETTO» - Infine, ecco la ricetta. Pulite i calamaretti e lavateli bene. Tagliate a julienne non troppo sottile il finocchio e cuocetelo a vapore per 3 minuti. Unite i calamaretti e continuate la cottura per non più di un paio di inuti. Pelate a vivo le arance e separate gli spicchi, raccogliendo il succo e tenendo da arte qualche pezzetto di scorza. Condite i calamaretti, mescolati ai finocchi, con l’olio, il succo di arancia, gli spicchi, qualche filetto di scorza e pochissimo sale. Volendo potete decorare il piatto con le barbine verdi del finocchio.

Fonte: Corriere della Sera

Philippe Starck presenta le mini-pale eoliche domestiche

Friday, January 29th, 2010
“Disponibili su Internet, ma il mio sogno è comprarle al supermarket”
MARIA GIULIA MINETTI
Modello di microturbine disegnato da Philippe Starck Fosse un libro giallo si direbbe che ha tenuto il lettore aggrappato alla trama fino all’ultima pagina, invece è cronaca, e per nulla gialla - anzi, rosea - e ha tenuto molta gente aggrappata ai giornali per sapere quando l’ultima pagina sarebbe stata scritta. Bene, la risposta è: oggi. Oggi il designer Philippe Starck e l’amministratore delegato della «Pramac» Paolo Campinoti presentano alla Triennale di Milano le loro piccole pale eoliche - microturbine è la definizione tecnica - destinate a risolvere, o a cominciare a risolvere, due problemi: l’uso del vento come fonte di energia anche da parte di privati e la dissimulazione dell’aspetto ingombrante, «esteticamente inquinante» dei generatori di energia eolica.Ultima pagina di una storia eco-estetico-industriale cominciata, per il pubblico, nel 2008, quando durante il Salone del Mobile milanese venne esposto nel Cortile del Filerete all’Università Statale il prototipo della piccola pala domestica di Philippe Starck, oggetto aggraziato e minuscolo (non raggiungeva il metro d’altezza) ad asse di rotazione verticale anziché orizzontale: un’assoluta novità per renderlo indipendente dalla direzione del vento e consentirgli di sfruttare anche le turbolenze. Caratteristica che, insieme con la dimensione modesta, l’eleganza del design e la silenziosità del meccanismo, lo rendeva adatto anche alle aree urbane.Star di quell’edizione del Salone, la pala domestica, però, tardava ad affacciarsi al mercato. In un’intervista ad Alice Rawsthorn del «New York Times» pubblicata il 6 agosto dello stesso anno, Starck, parlando del suo nuovo progetto di «design democratico», definito da prodotti «a buon mercato ed ecologici», assicurava che il primo di quei prodotti - una microturbina da collocare sul tetto di casa cui stava lavorando col gruppo italiano «Pramac» - sarebbe stata pronta in autunno per l’Europa e all’inizio del 2009 per l’America. Starck già l’immaginava in vendita nei supermarket, a disposizione di tutti. «S’immagini - si entusiasmava - un tizio che al sabato va in un grande magazzino per comprarsi qualche inutile gadget. E invece si imbatte in un oggetto davvero sexy. “Mio Dio, ma è magnifico! Quanto costa? Cinquecento euro? Ma è più o meno quello che avrei speso per il mio inutile gadget!”. Lo compra, sale sul tetto, e 15 minuti dopo lo vede girare e produrre energia. Uau!».Ci sono state altre interviste e ci sono stati altri slittamenti, ma infine eccoci qua, e stavolta, a garantire che il dado eolico è tratto, non c’è un immaginoso creativo, ma un pragmatico produttore. Che è entusiasta come il suo designer, ma i conti li fa con più realismo. A partire dal prezzo delle due microturbine: 2500 euro la più piccola, alta 90 cm. e capace di produrre 400 watt all’ora in condizioni ottimali (con un vento che soffia a 14 m. al secondo), 3500 euro la più grande, alta 140 cm e capace di 1 kwatt orario. Non sono le noccioline prospettate da Starck. E per produrre l’energia necessaria a una casa normale con 3 persone - circa 3 kilowatt al dì - ci vorrebbero 3 pale grandi col vento in poppa tutti i giorni. Inimmaginabile. Dov’è il vantaggio, allora? Come si ammortizza l’investimento?

«Nelle zone ventose l’investimento viene ripagato in 5-6 anni - spiega Paolo Campinoti -. Ma l’investimento dipende dai bisogni. Se uno ha la casa in Sardegna, e la usa solo d’estate, può investire meno perché ha meno bisogno d’energia. Comunque l’energia prodotta nei mesi in cui la casa non viene usata non va dispersa, viene messa in rete all’Enel e detratta dalla bolletta. È chiaro comunque che il “plus” non è tanto il vantaggio economico, che, pure, combinando l’eolico con altre energie alternative, solare in primis, si ottiene. Il “plus” è la consapevolezza di usare energia pulita, di fare parte di una comunità ecosensibile, di appartenere a una “corrente di pensiero”, come dice Starck».

Inizialmente commercializzate su Internet («Stiamo mettendo a punto il sito»), poi in negozi specializzati, le microturbine ce la faranno ad arrivare nei supermarket? «È il nostro sogno».

Fonte: La Stampa

Smog, da Legambiente la mappa dell’emergenza

Friday, January 29th, 2010
 
   
Torino coperta da una cappa di smogROMA
“Mal’Aria di cttà” è il titolo del dossier di Legambiente, realizzato in collaborazione con il sito lamiaaria.it in cui si fa il punto sull’emergenza smog nelle città italiane nel 2009. Napoli, Torino e Ancona guidano la classifica dei superamenti dei limiti di legge (35 giorni in un anno) per le concentrazioni di Pm10 (polveri sottili) situazione “grave” anche a Milano, Roma e Venezia.Ecco la situazione:
VALORI BOOM PM10
Il nuovo anno parte con una eredità che vede nel 2009 Napoli, Torino e Ancona in testa alla classifica dei superamenti dei limiti di legge (35 giorni in un anno) per le concentrazioni di Pm10 (polveri sottili), rispettivamente con 156, 151 e 129 giorni. Situazione “grave” anche a Milano con 108 giorni di superamento, a Roma con 67 e Venezia con 60. Lombardia e Emilia-Romagna le regioni in cui si registrano valori critici per tutte le città monitorate, seguite da Piemonte (7 su 8) e Veneto (6 su 7).

OZONO
Dal primo gennaio 2010 è entrato in vigore il limite per la protezione della salute umana di 120 microgrammi/metro cubo da non superare per più di 25 giorni in un anno, ma oltre la metà delle città monitorate nel 2009 non rispettava questo limite (32 su 50)». La Pianura Padana si conferma come «area critica» anche in questo caso con 8 città tra le prime dieci per superamenti del valore di legge. Al primo posto Novara con 83 superamenti, seguita da Alessandria (73), Lecco (70) e Mantova (68). E anche le grandi città non sono riuscite a rientrare nei limiti: Milano (51), Genova (46), Bologna (42), Torino (40) e Roma (34). A livello regionale, secondo la classifica di Legambiente, maglia nera alla Lombardia, con 9 città su 10 molto oltre il limite di legge sull’ozono.

TRAFFICO E INDUSTRIE
La principale fonte di inquinamento atmosferico a livello nazionale è rappresentata dal settore industriale, responsabile del 26% delle emissioni di Pm10 e del 23% di biossido di azoto (NO2), del 79% di ossidi di zolfo (SOx) e del 34% di idrocarburi policiclici aromatici. A seguire, i trasporti, con il contributo maggiore attribuibile ai trasporti su strada con il 22% delle emissioni totali di Pm10, il 50% di NO2, il 45% di CO e il 55% di benzene. A Roma e Milano il traffico veicolare emette circa il 60% delle polveri sottili e degli ossidi di azoto; a Napoli contribuisce per il 50% del Pm10 e a Torino per oltre il 50% circa di NOx.

EMERGENZA SANITARIA
Nel 2006 l’Organizzazione mondiale della sanità ha dimostrato, con uno studio sulle principali città italiane, che riportando i valori medi annuali di polveri sottili al di sotto della soglia stabilita dalla legge (40 microgrammi/metro cubo) si potrebbero evitare oltre 2.000 morti l’anno.

Fonte: La Stampa

Evivacity, lo scooter Peugeot che fa 100km con 40 centesimi di euro.

Friday, January 29th, 2010

15 anni fa (in tempi purtroppo non ancora maturi) la Peugeot avviò la produzione di massa del suo primo scooter elettrico: pensate, nel 1996 lo Scoot’Elec, dall’autonomia di circa 40Km, suscitò un coro di sbadigli.

E oggi? Anno 2010, la casa francese ci riprova: e stavolta pare cogliere nel segno: il suo E-Vivacity (lasciando perdere le prestazioni che pure sono egregie) ha un costo di utilizzo incredibilmente basso. A fronte di un motore 4kW, in grado di fornire allo scooter la stessa spinta di un normale 50cc, il ‘mostricialttolo’ Peugeot può essere caricato a casa ad un costo pari a 0,40€ per 100km (il range del mezzo).

40 centesimi di euro per fare 100K. Sapete cosa significa? Coprirete l’intero fabbisogno annuale del vostro scooter (si percorrono circa 4000Km

all’anno) con 16€!

La differenza tra un fiasco e un successo - Lo Scoot’eElec del 1996 utilizzava batterie al Nickel Cadmio per i suoi 40Km di autonomia: costose, con pochi cicli di ricarica, pesanti, poco performanti. 10 anni dopo ecco le Litio Cobalto che raddoppiano (e più) l’autonomia e la durata (40.000km, si cambia praticamente ogni 10 anni) tagliando anche i costi e gli spazi: Sotto il sellino tornano gli spazi per il casco e il lucchetto!

Per una completa carica occorrono 4 ore di presa elettrica, ma bastano già 2 ore per coprire l’80% della capacità totale.

Fonte. Fututo Prossimo

Caccia, libertà di deroga

Friday, January 29th, 2010

 La stagione della caccia rimane di cinque mesi ma solo per alcuni mammiferi: il governo dà alle Regioni libertà di deroga per gli uccelli migratori e altre specie. Il Senato ha approvato l’emendamento proposto dal relatore Santini per cambare l’articolo 38 del ddl Comunitaria: prevede che i calendari “possano essere modificati nel solo senso di riduzione del periodo di attività venatoria e devono essere comunque contenuti tra il primo settembre e il 31 gennaio”. I termini temporali riguardano le specie di mammiferi di cui è consentita la caccia: tutto il resto è in mano alle regioni,  compresa la possibilità di sparare ai mammiferi ungulati, come cervi, caprioli e cinghiali.

Durante l’esame in commissione politiche dell’Unione europea, i senatori hanno introdotto alcune modifiche alla normativa relativa alla caccia dell’avifauna, cancellando i paletti temporali finora in vigore. Per stabilire il calendario della stagione venatoria, viene però specificato nell’emendamento votato in Aula, sarà obbligatorio acquisire il parere preventivo dell’Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) “ai fini della validazione delle analisi scientifiche e ornitologiche”.

“La maggioranza al Senato, votando l’articolo 38 della legge comunitaria, ha detto sì alla caccia senza limiti e senza regole, alla possibilità di sparare alla fauna migratoria anche in agosto, quando i territori di caccia sono pieni di italiani in vacanza, e anche a febbraio quando i migratori fanno ritorno ai luoghi di nidificazione”: afferma il senatore Pd Roberto Della Seta.

Sull’Italia pende un pesante contenzioso con l’Unione europea per la violazione delle direttive in materia venatoria: negli anni passati la quantità e la misura delle deroghe è stata tale da configurare, secondo Bruxelles, una violazione netta dello spirito della legge a difesa della fauna e, in particolare, degli uccelli migratori. Il ministro dell’Ambiente Prestigiacomo contesta l’approvazione dell’emendamento: “Avevamo raggiunto un faticoso accordo, questo voto rappresenta un colpo di mano

In rete intanto si allarga il fronte del no alle doppiette: petizioni, blog, raccolte firme, moltiplicazione di appelli sui social network. Da ieri il blog aperto dal WWF sul proprio sito riceve centinaia di commenti in cui a gran voce si chiede di fermare una legge insensata che estenderebbe la stagione venatoria a dismisura e che gli italiani non vogliono.

Ieri un emendamento presentato dal centrodestra per la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione  aveva sollevato le aspre critiche degli ambientalisti e del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

“Il Senato ha approvato la licenza di uccidere. Si tratta di una vergogna internazionale che il centrodestra ha compiuto in cambio di una manciata di voti dei cacciatori - ha commentato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli - Nei prossimi giorni lanceremo una mobilitazione nazionale ed internazionale per fermare questo vero e proprio sterminio di stato a cui un Parlamento, ostaggio delle lobby delle doppiette, ha dato il via libera”.

Sul testo votato a Palazzo Madama c’è stato qualche dissenso anche all’interno della maggioranza. Il senatore del Pdl Franco Orsi ha annunciato che non avrebbe partecipato al voto, il leghista Sandro Mazzatorta ha detto che avrebbe preferito mantenere il testo della Commissione che rinviava a Regioni e Province la definizione dei termini temporali.
Fonte: La repubblica

La repubblica

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!