Archive for November 25th, 2009

2050, anche New York a rischio Intervenire sulle emissioni

Wednesday, November 25th, 2009

Gli scenari dell’Ipcc, la task force degli scienziati Onu sul clima, ci mostrano un futuro inquietante e drammatico, ma non completamente fuori controllo. Frenando subito le emissioni serra potremmo restare sotto i due gradi di aumento nell’arco del secolo riducendo così l’impatto del caos climatico. Se però le emissioni continueranno a crescere, aumenteranno anche le possibilità di un collasso devastante di alcuni ecosistemi e di alcune aree geografiche già oggi in delicato equilibrio. Sono i cosiddetti tipping point, i punti critici. Un’analisi delle conseguenze innescate dal superamento di queste soglie limite è contenuta nel rapporto preparato dal Wwf e dalla società di assicurazione Allianz: Major Tipping Points in the Earth’s Climate System and Consequences for the Insurance Sector.

CALCOLA LA TUA IMPRONTA DI CARBONIO

Ecco ciò che potrebbe accadere senza un’azione immediata di abbattimento delle emissioni serra.
Innalzamento di mezzo metro del livello del mare entro il 2050 con danni nelle 136 principali città portuali del mondo di circa 25 mila miliardi di dollari. Le cinque città a maggior rischio sono: Guangzhou (Canton), Miami, Calcutta, Shanghai e New York.
Siccità e incendi fuori controllo. La California sarà probabilmente colpita da periodi di siccità ed aridità simili al Dust Bowl del 1930. I danni annuali causati dagli incendi potrebbero decuplicarsi rispetto ai costi di oggi raggiungendo i 2,5 miliardi di dollari all’anno entro il 2050 e aumentando fino a 14 miliardi di dollari entro il 2085.

Blocco del monsone estivo in India e in Nepal. Due terzi della popolazione attiva potrebbe essere a rischio di siccità in India anche perché circa il 60 per cento dell’area coltivata in India non è irrigato e dipende dalle piogge monsoniche. Si stima che il futuro costo dei periodi di siccità crescerà fino a raggiungere un aumento di 40 miliardi di dollari ogni decina d’anni fino alla metà del secolo.

Scomparsa della foresta amazzonica. Il 70 per cento della foresta amazzonica potrebbe scomparire entro la fine del secolo: sarebbero 4 milioni di chilometri quadrati ricchi di biodiversità cancellati dalle mappe e i costi potrebbero raggiungere i 9 mila miliardi di dollari. Inoltre la scarsità d’acqua avrebbe gravi impatti sull’economia brasiliana a causa della perdita dei raccolti, della distruzione della rete di trasporti attraverso il fiume e dei contraccolpi energetici (l’85 per cento dell’elettricità brasiliana è idroelettrica).

Uragani. L’innalzamento del mare nella capitale economica degli Usa sarebbe accompagnato da un aumento della frequenza e della gravità di eventi catastrofici come gli uragani. Il doppio colpo rappresentato dalla crescita del livello degli oceani e da un uragano di categoria 4 che colpisse New York potrebbe causare danni fra 200 miliardi e 1.000 miliardi di dollari.

“Come assicuratori ed investitori dobbiamo preparare i nostri clienti a questi scenari mentre abbiamo ancora la possibilità di agire”, ha dichiarato Clemens von Weichs, Ceo di Allianz Reinsurance. “Stabilire premi sostenibili e adeguati al rischio è di vitale interesse per tutti coloro che sono coinvolti perché questo è l’unico modo per garantire che le soluzioni assicurative continuino ad esistere”.

Firenze: ecco la macchina che cattura e concentra l’energia del Sole

Wednesday, November 25th, 2009

Visto da vicino il prototipo del Cnr ti spedisce lontano nel tempo. Un ritorno al passato con le tecnologie del futuro. E non è strampalato pensare al grande Archimede, ai suoi specchi ustori, alle meraviglie di una pre-tecnologia così sofisticata da sembrare mitica. E invece l’oggetto misterioso che sarà inaugurato giovedì all’Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze, è un esempio di altissima tecnologia, unica al mondo. Si chiama «Concentratore solare con specchi adattivi rotanti» ed è capace di sviluppare energia elettrica pulita e a basso costo, circa tre volte in meno rispetto a quanto si spende per l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico e a ridurre l’impatto paesaggistico.

LA TECNOLOGIA - «Con questa tecnica si possono realizzare impianti capaci di arrivare a 1500 gradi di calore – spiega Francesco D’Amato, primo ricercatore all’Istituto nazionale di ottica applicata del Cnr di Firenze – e produrre 200 chilowatt elettrici capaci di alimentare energia in una sessantina di appartamenti». Un impianto del genere deve avere una grandezza di 2500 metri quadrati, ed ha una forma di un cerchio di 50 metri di diametro. Il prototipo (funzionante) che sarà mostrato giovedì ad Arcetri è invece un semicerchio ed formato da otto metri quadrati di specchi. Perché proprio come l’invenzione di Archimede, anche il Concentratore funziona con gli specchi. Qual è il suo cuore meccanico? «Un binario semicircolare di 25 metri di diametro dove si muove un carrello – continua D’Amato - e su questo carrello è stato montato un telaio di 8 metri quadri di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda luce su un altro specchio speciale collocato al centro binario. Da qui, grazie a un motore Stirling, cioè un sistema che trasforma energia termica in elettrica, si crea l’energia». Un concentratore solare è in via di sperimentazione da parte dell’Enel in Sicilia, ma quello fiorentino è realizzato con una tecnologia all’avanguardia capace di produrre maggiore energia, ameno sulla carta.

DIFETTI - I difetti? Se c’è poco sole funziona male, dunque è per ora un ottimo impianto da utilizzare soprattutto al Sud. Il progetto è stato elaborato dagli Istituti nazionali di ottica applica e di biometereologia del Cnr, e dalla Ronda Hight-Tech, un’azienda di Vicenza. I progetto è stato firmato anche dalla Regione Toscana. «Abbiamo sostenuto la realizzazione del concentratore con grande convinzione – dice Fabio Roggiolani, presidente della Commissione sanità della Regione Toscana – anche perché siamo la prima Regione in Italia che sta riconvertendo a energia pulita tutti gli ospedali e il parco auto del servizio sanitario che tra poco sarà elettrico. Il progetto di Arcetri può ridurre di tre quarti la superficie occupata dal fotovoltaico. E questo per una regione dove il paesaggio è così importante, come la Toscana, può essere decisivo per la svolta ecologica. Dopo il solare termodinamico e fotovoltaico, ecco dunque il solare ottico. Insomma, abbiamo messo gli occhiali ai pannelli solari».

Marco Gasperetti

Fonte : Corriere della Sera

Cleantech open in California In gara la tecnologia verde

Wednesday, November 25th, 2009

Può un software aiutarci a ridurre il consumo quotidiano di energia? La risposta arriva da Redwood City, cittadina in provincia di San Francisco sede, nei giorni scorsi, del Cleantech Open National Business Plan Competition, il concorso che da quattro anni a questa parte premia le invenzioni tecnologiche più eco-sostenibili. Dalla prima edizione del 2006 ad oggi, il Cleantech Open ha fatto emergere 125 team di ricerca che grazie ai finanziamenti e alla pubblicità ricevuta hanno portato a termine progetti interessanti e soprattutto utili. Da questi progetti sono nati 700 nuovi posti di lavoro, un po’ come a dire che la tecnologia verde non fa bene solo all’ambiente ma anche all’economia.

A vincere quest’anno è stata la EcoFactor, un’azienda specializzata in soluzioni personalizzate per il risparmio domestico di energia. Ha scavalcato i 278 concorrenti con un’idea semplice semplice ma utilissima: un software capace di regolare automaticamente il termostato di casa per ottenere ogni istante il maggior risparmio energetico alla miglior prestazione. Il premio consiste in un corposo assegno da 250mila dollari, naturalmente da reinvestire in altrettanti progetti verdi, accompagnato da nuovi uffici e servizi di consulenza gratuiti.

I progetti scelti per la selezione finale sono stati 70, suddivisi in cinque categorie, e per la prima volta quest’anno i partecipanti non provenivano tutti dalla California, indiscussa patria della new technology, ma anche dalla Rocky Mountain Region e dal Pacific Northwest. “Quest’anno è stato molto difficile scegliere il vincitore - spiega il presidente di giuria Christopher O. Vargas - ma abbiamo deciso di premiare la EcoFactor perché è riuscita a ottenere due ottimi risultati in un colpo solo: ridurre l’impatto del consumo energetico sull’ambiente e i suoi costi per l’utente”.
Il secondo premio se l’è aggiudicato la Alphabet Energy di Berkeley, che ha sviluppato un sistema capace di riciclare la dispersione termica e trasformarla in nuova energia: il tutto consiste in un miniconduttore che trasforma direttamente il calore e lo fa ad un costo irrisorio, appena 1 dollaro a watt. Esistono già sistemi di trasformazione simili a questo, ma costano 20 volte di più e sono poco competitivi, ovvero inutili. L’azienda non ha specificato di cosa sia fatto il miniconduttore, ma secondo fonti giornalistiche locali si tratta di nanofili di silicone. Anche la Micromidas di Sacramento ha avuto un’idea brillante, stavolta però facendo ricorso alla chimica: trasformare le acque di scolo in un materiale di preparazione per ottenere bioplastica. Il procedimento si basa su meccanismi biologici naturali, e in poche parole è proprio l’acqua a nutrire i microrganismi che andranno poi a costituire la bioplastica. Il tempo di decomposizione è di qualche mese in compostaggio, contro i 1000 anni richiesti dalle materie plastiche sintetiche derivate dal petrolio.

Combattere l’inquinamento però non significa solo intervenire sul problema della decomposizione dei rifiuti: anche abbattere una piaga come l’abusivismo edilizio e creare un prodotto capace di essere riutilizzato più volte, di generazione in generazione, è un obiettivo strategico da raggiungere. Per questo la Homergent ha inventato la casa portabile, una sorta di tenda che però tenda non è, avendo tutte le caratteristiche di un’abitazione vera e propria.

La Solar Alchemy si è concentrata invece su qualcosa di più maneggevole come la carta, quella però non riciclabile. L’azienda ha trovato il modo di renderla riutilizzabile attraverso un processo di conversione termochimica, capace di trasformare la carta non utilizzabile in un prodotto totalmente nuovo e ad una temperatura relativamente bassa, e quindi poco inquinante. I processi di conversione termochimica sono basati sull’azione del calore che permette le reazioni necessarie a trasformare la materia in energia e sono utilizzabili per i prodotti e i residui cellulosici e legnosi. Una possibilità che però non era mai stata interpretata con queste finalità.

E per chi avesse intenzione di lastricare il pavimento di casa o del terrazzo o a maggior ragione il tetto con pannelli solari, i cervelloni della Armageddon Energy hanno inventato un sistema di minipannelli solari montabili fai-da-te, così da risparmiare sia sull’energia che sulla manodopera di montaggio.

Tra i finalisti si è piazzata anche la compagnia russa A-Z Comp, che ha pensato a come risolvere il problema della dispersione di petrolio in mare in maniera totalmente non invasiva per l’ambiente. Il processo di pulizia si basa infatti sull’uso di grafene, una sostanza che si mescola automaticamente al petrolio e gli impedisce di disperdersi nell’acqua e diventare parte integrante dell’ecosistema. Non è la prima volta che questo derivato del carbonio viene utilizzato a favore dell’ambiente e dell’energia pulita: scienziati dell’Università di Austin, in Texas, hanno ad esempio già utilizzato questa struttura di atomi per immagazzinare elettricità in dispositivi ultracapaci, in modo da raddoppiare le prestazioni dei collettori delle energie rinnovabili, sole e vento in testa.

In un contesto di questo tipo non poteva poi mancare un’invenzione capace di intervenire sulla bestia nera dell’inquinamento atmosferico: lo smog. La FuelSavers Technologies ha infatti sviluppato un dispositivo dotato di un sofisticatissimo software dedicato appositamente ai giganti della strada, i tir. L’apparecchio si inserisce proprio alla bocca del tubo di scappamento e regola, attraverso una centralina, la fuoriuscita di sostanze nocive. La HydroVolts ha vinto un premio speciale progettando un sistema avanguardistico di turbine centralizzate che permettono di produrre energia energia pulita da qualunque tipo di fonte idrica, dal fiume al torrente più insignificante, rendendola direttamente utilizzabile.
Infine, la Cleantech Open national business plan competition ha messo in risalto anche il lavoro della Repleshenergy di Portorico, che è riuscita ad ottenere energia pulita dalle alghe del mare. Le idee ci sono, i progetti anche, anzi siamo già alla fase della realizzazione: riusciranno i nostri eroi dell’ecosostenibilità a trasformare queste invenzioni in vita quotidiana?

Fonte: La Repubblica

Dolomiti bollenti, negli ultimi venticinque anni non è mai stato così caldo

Wednesday, November 25th, 2009
Ma finalmente adesso arriverà l’autunno: le temperature sono destinate a scendere

di Gianfranco Piccoli

TRENTO. Il calendario dice che siamo quasi in inverno, ma in alta quota le temperature sono letteralmente estive. Sabato sono stati «abbattuti» record che duravano da decenni: lo zero termico era vicino ai 4000 metri, come nei mesi più caldi dell’anno.

«Mai registrate massime in alta quota così elevate dal 1984, quando sono iniziate le rilevazioni - ha spiegato ieri Günther Geier, previsore dell’ufficio meteorologico della Provincia di Bolzano - lo zero termico era intorno ai 4000 metri: temperature così normalmente le troviamo a ridosso dei mesi estivi, di certo non in novembre inoltrato».

Qualche esempio: sul Pisciadù, gruppo del Sella, a quasi 3000 metri di quota, sabato scorso è stata toccata una massima di 7,4 gradi sopra lo zero. A Capanna Presena, 2.730 metri di quota, di gradi ce n’erano addirittura 11. A Cima Signal, sul confine con l’Austria, a poco meno di 3.400 metri, la colonnina di mercurio ha sfiorato i 5 gradi. Scendendo di quota, aumenta la temperatura: 13 gradi sulla cima della Paganella (2.125 metri), ad esempio. Non c’è da meravigliarsi se le nevicate delle scorse settimane che avevano imbiancato le montagne del Trentino Alto Adige si siano squagliate velocemente. Chi aveva annunciato aperture degli impianti con ampio anticipo rispetto al tradizionale esordio di Sant’Ambrogio, ha dovuto fare marcia indietro, in attesa che dal cielo arrivino notizie diverse. Con queste condizioni, non solo la neve se n’è andata, ma neppure i cannoni per la produzione artificiale (servono 1-2 gradi sotto lo zero) possono essere messi in funzione.

Ma cos’è successo? «Sono arrivate sulla nostra regione masse d’aria subtropicali provenienti dall’Africa - ha spiegato ancora Geier - il fenomeno, in sé, non è eccezionale, si è verificato più volte anche negli anni scorsi. Quello che caratterizza queste masse, però, è la dimensione, davvero notevole». Mentre in alta montagna si «bolliva», a fondovalle invece il clima era molto più rigido: «E’ il fenomeno dell’inversione termica - spiega ancora il previsore - le masse d’aria calda sono più leggere e non sono riuscite ad intaccare l’aria fredda del fondovalle. Così, mentre in montagna anche di notte si registravano valori positivi, nelle valli la temperatura è scesa sotto lo zero».

Una situazione che dovrebbe proseguire ancora per qualche giorno: «Già la scorsa notte l’aria si è raffreddata un po’ - dice Geier - alla fine della settimana ci aspettiamo un cambio deciso. Domenica dovrebbe tornare il brutto tempo, con pioggia e neve - conclude il previsore - sopra i 1.500 metri di quota».

Insomma, in montagna si tornerà ad assaporare un po’ di autunno. A fare gli scongiuri, sono soprattutto gli operatori turistici. Se non arriverà la neve fresca, sperano almeno nel freddo per poter azionare le batterie di cannoni. L’8 dicembre è davvero vicino.

(24 novembre 2009)

Elettricità, bolletta bioraria dal 1° luglio

Wednesday, November 25th, 2009
Dalla prossima estate scatterà il sistema biorario per chi non è passato al mercato libero, ossia il 94% degli italiani. Lo ha deciso l’Autorità per l’energia. Ecco le novità

Prezzi dell’elettricità più bassi la mattina presto, di sera, la notte, il fine settimana e gli altri giorni festivi, quando la domanda e i costi sono minori; prezzi più alti nelle ore centrali delle giornate feriali, quando i consumi sono maggiori. E’ il nuovo sistema di prezzi biorari che entrerà in vigore progressivamente dal 1 luglio del 2010, per i consumatori che non sono passati al mercato libero dell’energia. In pratica per quasi tutti gli utenti, dal momento che il 94% delle famiglie italiane usufruisce ancora del cosiddetto “servizio a maggior tutela”, ossia quello per cui è garantita la fornitura di energia a prezzi stabiliti dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (Aeeg).

Ed è proprio una delibera dell’Aeeg a stabilire il passaggio obbligato alla bolletta bioraria, con costi maggiori di giorno e minori di sera e nei fine settimana. Lo scopo, secondo il presidente dell’Autorità Alessandro Ortis, è quello di favorire “l’uso sempre più efficiente dell’energia elettrica e una maggiore equità tra i consumatori, assicurando maggiore coerenza tra i prezzi ai clienti finali e quelli all’ingrosso”. L’energia, infatti, costa di più agli operatori quando la domanda è maggiore e finché i prezzi non si allineeranno ai costi finiscono per essere penalizzati proprio gli utenti che consumano di più nelle fasce orarie in cui l’energia costa meno. Vediamo nel dettaglio tutte le novità in arrivo.
Il sistema biorario prevede prezzi dell’energia elettrica più alti dalle 8 alle 19 e minori di sera (dalle 19 alle 8 del mattino) e nei fine settimana. Per permettere ai cittadini di comprendere quali bollette li aspettano, nei sei mesi prima dell’applicazione del nuovo sistema -quindi a partire da giugno - i fornitori di energia elettrica dovranno comunicare la ripartizione di consumi secondo le tariffe biorarie e i raggruppamenti mensili (vedi paragrafo successivo).

La tariffa bioraria, come funziona

Per la bioraria, inoltre, è necessario avere un contatore elettronico (come nella foto) leggibile a distanza (o uno tradizionale in grado di misurare i consumi nei diversi momenti della giornata). L’Enel sta provvedendo già da diversi mesi a sostituire i vecchi contatori con quelli di nuova generazione e il programma di sostituzione è ormai arrivato alla fase conclusiva: di 32 milioni di vecchi contatori elettromeccanici installati in Italia ne sono stati cambiati 31 milioni. Al cliente deve comunque essere consentita l’autolettura, con la predisposizione di appositi strumenti (numero verde, cartolina postale, internet).

I periodi di “alta stagione”
La delibera dell’Aeeg prevede anche dei mesi di “alta stagione”, ossia quando è maggiore la richiesta di energia (gennaio, febbraio, giugno, luglio, novembre, dicembre) nei quali si pagherà di più. Nei mesi di marzo, aprile, maggio, agosto, settembre e ottobre, invece, i prezzi saranno più bassi.

Cosa conviene e a chi
A chi consuma di più di giorno potrebbe convenire passare al mercato libero, optando per una delle tante proposte esistenti (monorarie, a prezzo bloccato, verdi, ricaricabili, flat). Le soluzioni biorarie, infatti, convengono solo se almeno due terzi dei consumi si concentrano di sera o nei week end. Per conoscere il fabbisogno del proprio nucleo familiare è basilare individuare gli elettrodomestici che si utilizzano e il relativo consumo. Ad esempio, la formula flat “Tutto Compreso” messa a punto da Enel, che prevede tre taglie di consumo (Small: 100 kWh mensili, 12 euro al mese; Medium: 225 kWh mensili, 28 euro al mese; Large: 300 kWh mensili, 44 euro al mese. Imposte escluse in tutti e tre casi), diventa sconveniente per chi sfora i tetti mensili di consumo prestabiliti. Per approfondire clicca qui.

Nella valutazione delle offerte, inoltre, si tenga presente che il prezzo indicato e gli eventuali sconti sono in genere riferiti alla sola componente energia, che pesa sul totale della bolletta per il 64% circa. L’importo totale del serivizo elettrico è infatti costituito da diversi fattori, ossia il costo desi servizi necessari per assicurare la fornitura (servizio di vendita, servizi di rete), gli oneri generali del sistema elettrico dovuti per legge e le imposte.

ll servizio Trova -offerte
Per orientare il consumatore nella scelta della tariffa migliore nella galassia di offerte del mercato libero (che, lo ricordiamo, esiste in Italia dal primo luglio 2007, data in cui il settore dell’energia è stato completamente liberalizzato) l’Autorità per l’energia ha lanciato sul proprio sito internet il servizio Trova-offerte: basta avere a portata di mano il proprio Cap e il consumo medio annuo (facilmente reperibile nella bolletta), per trovare l’offerta di energia elettrica più adatta alle proprie esigenze, confrontando le diverse proposte sul mercato
Fonte: Kataweb

Energia pulita: in Norvegia nasce la prima centrale a osmosi

Wednesday, November 25th, 2009

La norvegese Statkraft, utility pubblica attiva nelle rinnovabili, ha inaugurato oggi, su un fiordo nel sud di Oslo, il primo prototipo di centrale elettrica al mondo che utilizza i processi di osmosi per generare energia mescolando acqua salata e dolce.

L’acqua dolce e quella salata vengono immesse in una camera unica, separate da una membrana artificiale. Le molecole di sale attirano l’acqua dolce attraverso la membrana semipermeabile, aumentando la pressione sull’acqua marina. Questa pressione può essere utilizzata per alimentare le turbine che producono energia. L’unico scarto che deriva dal processo è l’acqua salmastra.

Il primo prototipo al mondo produrrà pochissima energia (4 kilowatt), ma entro il 2015 è previsto il primo impianto commerciale con una capacità di 25 Megawatt, in grado di fornire corrente a 10mila case. Il potenziale globale di questa nuova fonte rinnovabile è stimato all’azienda tra 1.600 e 1.700 terawatt/ora, il 50% della generazione elettrica di tutta Europa. Le centrali a osmosi possono essere installate dove le acque dolci si miscelano con quelle salate del mare o integrate in zone industriali già esistenti.

VIDEO / Come funziona
 
Galleria fotografica
 
Energia rinnovabile dal mix di acqua dolce e salata

Fonte: Il Sole 23 ORe

Esplosione dal vulcano Stromboli

Wednesday, November 25th, 2009

Una violenta esplosione si è verificata intorno alle 12 e 25 dal cratere di Stromboli con emissione di materiale incandescente che è ricaduto nella parte sommitale del vulcano. Al momento del boato non erano in corso escursioni nella zona. Il sistema di sorveglianza e monitoraggio attivato dal dipartimento nazionale della Protezione civile e dall’istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia non ha rilevato danni a cose o persone.

L’esplosione, un forte boato avvertito distintamente dalla popolazione dell’isola, è stata accompagnata da un fitto lancio di lapilli e massi incandescenti nella zona di Forgia Vecchia, poco lontano dal centro abitato. Lo spostamento d’aria, dovuto all’esplosione, ha investito anche i villaggi di Stromboli e Ginostra facendoli tremare per qualche secondo. Dopo l’evento eruttivo si è sollevato dai crateri, per oltre 200 metri d’altezza, un nuvolone scuro di sabbia. Gli esperti stanno valutando la reale entità del fenomeno. Secondo gli strumenti tutto sembra essere tornato sotto controllo.

Fonte: Ansa.it

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