Archive for November 14th, 2009

Oreo, la pitbull condannata a morte L’hanno curata per poi «giustiziarla»

Saturday, November 14th, 2009

 Si era salvata per miracolo, dopo che la sua padrona l’aveva gettata dal tetto di un palazzo di Brooklyn. Un volo dal sesto piano da cui era uscita miracolosamente viva, anche se piuttosto malconcia. Dopo alcuni interventi chirurgici e lunghe settimane di cure era praticamente guarita. Ma nel tardo pomeriggio di venerdì 13, una data che in America evoca scenari macabri, è stata giustiziata con un’iniezione letale. Lei è Oreo, una femmina di pitbull che nelle sue ultime ore di vita è riuscita a commuovere e a mobilitare un pezzo d’America. E’ stata una associazione ambientalista, l’American Society for the Prevention of Cruelty to Animals, a decretarne di fatto la morte, stabilendo che non sarebbe stata recuperabile e che, pur se guarita dalle ferite fisiche, la sua aggressività avrebbe potuto rappresentare un pericolo. Non sono valsi a nulla i tentativi di farle avere una «grazia» in extremis, le tante telefonate e mail inviate alla sede dell’Aspca e neppure la disponibilità mostrata da un’altra associazione che dà rifugio ai trovatelli e che più volte in passato si è trovata a fronteggiare casi difficili. La notizia della sua morte è arrivata in italia due minuti prima delle 23.

LA MOBILITAZIONE - «Abbiamo fatto tutto quello che potevano per Oreo. Siamo stati in grado di guarire le sue ferite fisiche ma per quelle psicologiche non c’è nulla da fare» ha spiegato Andy Izquierdo, portavoce dell’Aspca, l’associazione che si era fatta carico della salute di Oreo dopo il terribile volo e che ora ha stabilito che la cagnetta è «aggressiva in modo imprevedibile», condannandola così all’eutanasia. Una giustificazione che non è però piaciuta ad altre organizzazioni impegnate sul fronte animalista.

LA «GRAZIA» NON E’ ARRIVATA - «Non è finita. Non possiamo permettere che un’associazione per la protezione degli animali possa trascurare e abusare di un cane» aveva detto Camile Hankins, direttore di Win Animal Rights. Nel frattempo, Pets Alive, organizzazione no profit che gestisce una riserva per animali a Middletown, nello stato di New York, aveva provato, ma come si è visto senza successo, di ottenere la custodia di Oreo: le telefonate, le email e i messaggi via Twitter non hanno ricevuto risposta. «Abbiamo un’elevata percentuale di successo in casi analoghi. Dopo tutti gli abusi già subiti da Oreo - aveva evidenziato Kerry Clair, co-direttore esecutivo di Pet Alive -, la soluzione non è quella di ucciderla». Invece le cose sono andate proprio così. Lo scorso 18 giugno Oreo era stata lanciata dal tetto di un edificio a Brooklyn. La sua proprietaria si è dichiarata colpevole davanti alla giustizia e il prossimo 1 dicembre sarà emessa la sentenza a suo carico.

Fonte: Corriere della Sera

Il telefonino a energia solare fatto con le bottiglie

Saturday, November 14th, 2009

Blue Earth di Samsung è realizzato con plastica riciclata proveniente da bottiglie usate e sa calcolare l’impronta ecologica del proprietario.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 12-11-2009]

Arriva in Italia con Vodafone il telefonino “ecologico” Samsung S7550 Blue Earth, annunciato lo scorso febbraio: completamente touchscreen, è realizzato con plastica riciclata proveniente dalle bottiglie dell’acqua e alimentato ad energia solare.

Il design riproduce la forma di un sasso arrotondato; sia il telefono sia il caricatore sono privi di sostanze nocive (come i ritardanti di fiamma brominati, il berillio e gli ftalati) mentre il pannello solare posto sul retro consente di generare energia a sufficienza per telefonare e mandare messaggi in caso di necessità.

L’interfaccia utente è progettata per consentire la massima efficienza energetica impostando facilmente le modalità di risparmio energetico, la durata della retro-illuminazione e il Bluetooth.

La funzionalità Eco Walk permette non solo di contare i propri passi con un contapassi integrato, calcolando la riduzione nelle emissioni di CO2 conseguita grazie allo spostamento a piedi invece che con trasporto motorizzato, ma anche di ottenere il valore della propria impronta ecologica con indicazione del numero di alberi salvati.

Blue Earth supporta la connettività Gsm/Gprs/Umts/Hsdpa, Wi-Fi e Bluetooth, dispone di modulo Gps integrato, sintonizzatore radio Fm e di una fotocamera da 3 megapixel; il tutto pesa 120 grammi mentre lo schermo touch da 3 pollici arriva a una risoluzione di 240×400 pixel.

Blue Earth sarà disponibile a partire dal 16 novembre nei punti vendita Vodafone e sullo shop online dell’operatore a partire da 0 euro per chi sottoscrive uno dei piani abbonamento Più Facile oppure a 299 euro per chi desidera il solo telefono.

Fonte:ZEUS News - www.zeusnews.com

Greenpeace distribuisce pillole di ioduro di potassio in farmacie nucleari ambulanti

Saturday, November 14th, 2009
L’Autorita’ di Sicurezza Nucleare francese distribuisce ai cittadini pillole di iodio che, in caso di incidenti con fuoriuscita di sostanze radioattive, devono essere assunto da tutte le persone che vivono in un raggio di 10 chilometri dai reattori
Greenpeace inaugura in centro a Roma la prima farmacia nucleare ambulante che distribuira’ alla popolazione il Nuclease65, ovvero materiale informativo sotto forma di scatolette di finte pillole allo iodio, simulando quello che periodicamente fa l’Agenzia di Sicurezza Nucleare francese. Ed quello, rileva in una nota l’associazione ambientalista, ”che dovra’ pianificare in futuro la nuova Agenzia di Sicurezza Nucleare italiana di cui imminente l’emanazione del decreto attuativo”. Greenpeace ha, invece, consegnato vere pillole allo Iodio da 65 mg anche alle Giunte regionali di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia. Si tratta delle quattro regioni che potrebbero ospitare un reattore e che non hanno impugnato la Legge 99 del 2009 con cui il Governo ha riaperto le porte al nucleare in Italia.
”Stiamo distribuendo alle giunte di quattro Regioni ioduro di potassio, un farmaco da banco che l’Autorita’ di Sicurezza Nucleare francese distribuisce ai cittadini e che, in caso di incidenti con fuoriuscita di sostanze radioattive, deve essere assunto da tutte le persone che vivono in un raggio di 10 chilometri dai reattori” spiega in una nota Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace. 

Il farmaco, rileva l’associazione ambientalista, serve a saturare la tiroide di Iodio, riducendo il rischio di assorbire lo Iodio-131, uno degli elementi radioattivi che viene emesso dalle centrali nucleari. Le pillole riducono il rischio alla tiroide ma non hanno alcun effetto su altri organi del corpo che sono sensibili a molti altri elementi radioattivi come il Cesio-137, lo Stronzio-90, il Plutonio-239 e altri. 

Domani i volontari dell’associazione distribuiranno le scatole di pillole di Nuclease65 anche presso i siti italiani che, in futuro, potrebbero ospitare impianti nucleari (Brindisi, Caorso, Chioggia, Garigliano, Genova, Latina, Oristano, Monfalcone, Montalto di Castro, Scanzano Jonico, Termini Imerese, Termoli, Trino Vercellese). 

Greenpeace, afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima, ”convinta che l’attuale strategia energetica di rilancio del nucleare e del carbone serva solo a impedire lo sviluppo di efficienza energetica e fonti rinnovabili, con i quali possibile combattere i cambiamenti climatici” chiede al Governo di ”abbandonare questa strada pericolosa, e puntare verso la rivoluzione energetica dell’efficienza e delle rinnovabili su cui tutti a parole sono d’accordo”.

Fonte: Adnkronos

‘Da Cosa rinasce cosa’, la prima Settimana Nazionale del Riciclo organizzata dal Conai

Saturday, November 14th, 2009
Da 13 barattoli di acciaio può “nascere” una padella, da 27 bottiglie di plastica una felpa in pile, da tre scatole di carta una cartelletta, da un chilo di vetro riciclato un vaso, da una cassetta di legno e una caffettiera da 37 lattine di alluminio un attaccapanni .
Parte oggi ‘Da Cosa rinasce cosa’, la prima Settimana Nazionale dedicata al Riciclo, organizzata dal Consorzio nazionale imballaggi, Conai, che durera’ fino al 18 novembre. Eventi sul territorio e una grande piazza virtuale, www.conai.org, per raccontare come puo’ essere utile, sostenibile e trendy dare nuova vita agli imballaggi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro. Questo evento nasce “per informare e per dimostrare a chi gia’ fa la raccolta differenziata che il suo sforzo non e’ vano” commenta all’ADNKRONOS, il presidente di Conai, Piero Perron. 

Nelle piazze di Milano, Torino, Roma e Napoli, posizionati lungo il percorso di un tram personalizzato con le immagini della campagna pubblicitaria Conai, verranno allestiti punti informativi, a partire dai quali gruppi di nurse (trait d’union creativo con lo spot TV del Consorzio in onda fino al 21 novembre) presenteranno al pubblico i ‘nuovi nati’ grazie al riciclo: una padella da 13 barattoli di acciaio, una felpa in pile da 27 bottiglie di plastica, una cartelletta da 3 scatole di carta, un vaso da 1 kg di vetro riciclato, un attaccapanni da una cassetta di legno e una caffettiera da 37 lattine di alluminio. 

La vera novita’ pero’ riguarda il web, www.conai.org, che ospitera’ una vera e propria kermesse di eventi esclusivi come i nuovi ‘corti’ sul riciclo di Katia & Valeria, Leonardo Manera, Pali & Dispari e Giovanni Vernia, l’opinione di Mario Platero (inviato da New York per il Sole 24 Ore) su Obama e il green new deal americano, il forum ‘Riciclo: conviene?’ al quale interverranno esperti ed economisti. 

Sul web, spiega Perron “abbiamo attivato iniziative per sensibilizzare i giovani perche’ il futuro e’ rappresentato da loro e occorre entrare in questa cultura di non sprecare risorse”. La raccolta, infatti, “non e’ fine a se stessa, ma ha lo scopo di dare vita a nuovi prodotti senza attingere a ulteriori risorse, creando quindi valore economico sostenibile. Ormai - sottolinea Perron - si ricicla il 72% di tutti gli imballaggi. Speriamo di ridurre quel 28% che ancora va a finire in discarica”. 

La Settimana del Riciclo ha ricevuto il patrocinio dell’Assessorato alla Mobilita’, Trasporti e Ambiente e dell’Assessorato all’Arredo, Decoro Urbano e Verde del Comune di Milano, dell’Assessorato all’Igiene del Comune di Napoli, dell’Assessorato alle Politiche Ambientali di Roma, dell’assessorato all’Ambiente di Torino

”Si tratta di un’iniziativa molto importante che lancia un messaggio di sensibilizzazione su una tematica ambientale che sta acquisendo sempre maggiore importanza: il corretto smaltimento dei rifiuti” commenta l’assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Fabio De Lillo sottolineando che “nel giro di un anno abbiamo incrementato di circa il 2% la raccolta differenziata passando dal 19,5% ad un dato che oggi si attesta su livelli attorno al 22% e con un rilevante e costante incremento dei quantitativi di materiali avviati al recupero ed al riciclaggio, a testimonianza dell’impegno profuso dall’Amministrazione Comunale. 

Per l’assessore alla Mobilita’, Trasporti e Ambiente del Comune di Milano, Edoardo Croci, ”la corretta informazione sul ciclo di vita di un prodotto e su come attraverso il processo di riciclo la materia possa avere una nuova vita e’ importante per sensibilizzare le famiglie ed i giovani ad essere attenti nei confronti dell’ambiente anche attraverso semplici gesti quotidiani. Tutti, attraverso i propri comportamenti virtuosi, possono contribuire al rispetto dell’ambiente”. 

Soddisfatto di questa iniziativa anche l’assessore all’Igiene della citta’ urbana del comune di Napoli, Paolo Giacomelli che sottolinea che “finalmente, dopo solo un anno di innovazioni introdotte nell’organizzazione della raccolta, abbiamo superato il 20% sul totale dei materiali raccolti. L’amministrazione ha rispettato gli impegni presi in Consiglio comunale avviando la raccolta porta a porta in 4 municipalita’, coinvolgendo oltre 140 mila abitanti”. 

Quanto alla citta’ di Torino, l’Assessore comunale all’Ambiente, Roberto Tricarico, precisa che, “da tempo e’ stata superata la soglia del 40 percento nella raccolta differenziata, e si appresta ad avviarla, entro novembre, nel quartiere di via Nizza e del Lingotto, chiudendo l’anello delle aree periferiche. Entro fine anno saranno quindi 404mila i torinesi raggiunti dal servizio, quasi il 50 per cento della popolazione cittadina. Un risultato - conclude - che avvicina Torino agli standard europei della differenziata e sicuramente al primo posto tra le grandi citta’ italiane”.

Fonte: adnkronos

Barche colorate e una bara fucsia, Venezia si prepara a celebrare il suo funerale

Saturday, November 14th, 2009

 La città lagunare si prepara alla giornata di lutto perché gli abitanti sono scesi sotto la soglia critica dei 60mila. Le ‘esequie’ si svolgeranno domani. Ma l’assessore Rumiz smentisce: “I residenti nella città storica 60.025, sarà come fare un funerale a babbo vivo”. Centinaia i telegrammi virtuali di condoglianze.

La notizia sta facendo il giro del mondo: Venezia si prepara a celebrare il funerale di sé stessa. Gli abitanti sono scesi sotto la soglia critica dei 60mila: un tetto che, secondo l’associazione ‘Venessia.com’ segna una sorta di punto di non ritorno verso il declino abitativo della città e la sua conseguente morte.

Le ‘esequie’ si terranno domani: l’avvio del corteo acqueo è previsto per le 11.30, con partenza dalla Stazione dei treni di Santa Lucia. Qui una bara fucsia verrà caricata su una ‘balotina’, imbarcazione colorata tipica della laguna, che sarà vogata dalla Remiera Casteo: a seguire numerose Caorline, messe a disposizione dal Coordinamento delle Remiere di Giovanni Giusto, nonché tutte le imbarcazioni che vorranno accodarsi al corteo funebre. A mezzogiorno è previsto l’arrivo del corteo a Rialto, davanti a Ca’ Farsetti, dove verranno pronunciati i discorsi, verrà letta una poesia di Gilberto Gasparini e si terrà una performance dell’attore Cesare Colonnese e del pianista Paolo Zanarella.

Quest’ultimo ha lanciato il progetto ‘Il pulsare della vita - Il pianista fuori posto’, una produzione dell’agenzia Asterisco Informazioni, che si propone di portare la musica, e in particolare lo strumento del pianoforte, fuori dai contesti abituali di spettacolo: stavolta la musica del piano ‘mezza coda’ di Zanarella accompagnerà il corteo funebre lungo tutto il percorso acqueo.

Dal canto suo il Comune, riportando un commento dell’assessore alle Politiche della residenza, Mara Rumiz, sostiene che “alla data di oggi, venerdì 13 novembre, l’Ufficio Statistica del Comune registra 60.025 residenti nella città storica (27.688 maschi, 32.337 femmine). La soglia a dei 60 mila residenti non è stata ancora stata sfondata, sia pure per 25 abitanti, e quindi “sarà come fare un funerale a babbo vivo, che in genere porta un po’ di sfortuna”.

Intanto sono centinaia i telegrammi virtuali di condoglianze inviati via web a Venessia.com. Eccone qualcuno: “La mattina in cui ho visto sul conta-veneziani a San Bartolomio lampeggiare la cifra 59.984 mi sono sorpreso, io ateo, a farmi il segno della croce. Come quando passa il morto. I residenti, almeno quelli ufficiali, da quel momento erano meno dei gorilla di montagna dell’Uganda, specie dichiarata ad altissimo rischio di estinzione dal Wwf e per la quale l’etologa Diane Fossey negli anni Settanta si fece ammazzare. Non risulta che nessuno sia disposto al momento a sacrificarsi per salvare gli ultimi veneziani” scrive Pierluigi ricordando il display che in centro città, nella vetrina di una farmacia, viene quotidianamente aggiornato con il numero dei residenti.

Lo stesso ‘conta-veneziani’, così è stato chiamato, compare sul sito Venessia.com e viene riportato mensilmente anche sulle pagine della rivista veneziana indipendente ‘Il Gazzettino Illustrato’. E ancora: “Venezia come l’Araba Fenice: dalle sue ceneri ne nascerà una nuova!!!” auspica Cesare. “Venezia è morta: desolato - dice Marco - per questa perdita irreparabile resta solo la città vuota e infestata da mutevoli umani frettolosi, a volte sbarcati da mostruose navi (aliene?), altre volte di incerta provenienza: unica certezza è la loro veloce razzia seguita da improvvisa sparizione al calare del sole. Intanto, noi superstiti, in attesa della consegna dei costumi tratti dal repertorio della Commedia dell’Arte, forniti dal Comune e Assessorato alla Cultura, avremo presto un nuovo ruolo di comparse da fotografare, affinché la città di Venezia sia più pittoresca, magari meglio del Venetian di Las Vegas, così non deluderemo turisti e mercanti, e, finalmente, smetteremo di lamentarci”.

Fonte: adnkronos

Il governo ha una brutta influenza

Saturday, November 14th, 2009

Pazienti abbandonati. Vaccini quasi introvabili. Nessuna strategia. Sulla pandemia le autorità hanno improvvisato. E i problemi veri iniziano adesso

 

Il pronto soccorso dell’ospedale romano Bambin Gesù

Studi medici super affollati, pronto soccorso presi d’assalto, esperti, o presunti tali, che in televisione consigliano tutto e l’esatto contrario? C’è ben poco di imprevisto in questa fase della pandemia per il virus dell’influenza A, H1N1. Ma, purtroppo, se molto si sapeva poco si è fatto per cercare di organizzare con congruo anticipo le risposte. Il governo, infatti, invece di pianificare ogni azione nel dettaglio e verificare che ogni regione mettesse in campo un piano di emergenza contro l’influenza, ha preferito per molti mesi assumere lo stesso atteggiamento che ha adottato sulla crisi economica: negare, minimizzare, sostenere che in Italia le conseguenze sarebbero state contenute, che il virus è poco pericoloso e molto mediatico.

Alcuni aspetti sono veri, come il tasso di mortalità che è certamente inferiore rispetto all’influenza stagionale, ma viviamo in un mondo globale dove tutto ciò che avviene all’estero ci contagia, nel bene e nel male, e bisogna che prima o poi anche il nostro governo lo riconosca. E così, invece di lavorare 24 ore su 24 per organizzare piani sanitari di emergenza in tutte le regioni italiane, l’unità di crisi istituita dal governo, durante l’estate se ne stava tranquilla ad attendere il virus sotto l’ombrellone. Ora i nodi vengono al pettine e la confusione regna sovrana. Il vaccino prima di tutto: è pericoloso oppure no? Senz’altro no, o meglio: i vantaggi che si possono ottenere dalla vaccinazione sono molto maggiori rispetto ai rischi, assai remoti, che si potrebbero eventualmente incontrare con la vaccinazione.

Eppure oggi molti medici di famiglia e molti pediatri si rifiutano di somministrare il vaccino avvalorando in qualche modo l’idea che sia pericoloso. Un comportamento a dir poco esagerato ed anche molto discutibile. I medici prima degli altri dovrebbero vaccinarsi perché, stando a contatto con i malati tutto il giorno, rischiano di essere loro stessi veicolo di diffusione del virus, inoltre, non somministrando il vaccino ai pazienti che ne avrebbero beneficio li espongono ad un rischio facilmente evitabile. Ma i medici non sono tutti informati allo stesso modo, non tutti hanno il tempo tempo di leggere gli studi scientifici e di aggiornarsi: proprio per questa ragione non è logico affidare al singolo la decisione se somministrare o no il vaccino contro l’influenza A, H1N1. Servirebbe invece un decreto del ministero che valga per tutt’Italia non lasciando alle singole regioni l’autonomia nelle decisioni, dato che la pandemia non è vincolata dai confini regionali. E poi serve la collaborazione degli ordini dei medici che, a loro volta, possono rappresentare un valido strumento per la diffusione di informazioni e per rassicurare i medici sulla corretta strategia da adottare. Certo, tutto questo a condizione che i vaccini siano disponibili e che i cittadini sappiano a chi rivolgersi. A oggi non c’è, o se c’è non viene rispettato, un calendario preciso per la distribuzione effettiva dei vaccini nelle varie regioni d’Italia; la Croce Rossa si occupa di consegnare i vaccini ma poi entrano in gioco le singole realtà locali. Così, come era prevedibile, capita che in Piemonte le dosi siano arrivate e distribuite già da due settimane mentre in Campania non ci si è preoccupati di nulla fino a quando non si sono registrati i primi decessi. È vero che, come sostiene il viceministro Fazio, le regioni sono sovrane ma di fronte all’emergenza dovrebbe prevalere l’articolo 120 della Costituzione: “Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica”.

Si poteva immaginare che in alcune aree dove l’organizzazione della sanità fa acqua da tutte le parti, la campagna di vaccinazione non sarebbe proceduta con celerità ed efficienza, per questo pensare di rafforzare queste regioni con un commissario speciale inviato dal governo, proprio per fronteggiare l’emergenza sanitaria, sarebbe stata una strategia azzeccata. Se in Campania, fino al 7 novembre, si sono registrati undici morti collegabili al virus H1N1 e in Lombardia, a parità di incidenza del virus e con il doppio della popolazione, solo cin que morti non possiamo parlare di coincidenze e non mi pare nemmeno il caso di trincerarsi dietro ai formalismi amministrativi quando di mezzo c’è la salute dei cittadini. Misure uniformi, indicate dal governo, dovrebbero riguardare anche gli asili e le scuole in modo da non lasciare alle singole amministrazioni la responsabilità di deciderne la chiusura. Oltre agli aspetti organizzativi, altri dubbi restano aperti: si è scelto di vaccinare per prime le persone considerate a rischio, ma, in una seconda fase, si dovranno vaccinare anche tutti coloro che sono nati dopo il 1977? Chi è nato dopo quell’anno, infatti, non ha avuto modo di entrare in contatto con il virus H1N1 che è circolato nel pianeta l’ultima volta trentadue anni fa ed è quindi più esposto degli altri. Purtroppo non è stato possibile vaccinarsi prima del picco influenzale ma sarebbe senz’altro opportuno farlo in un secondo tempo, per prevenire un eventuale secondo picco di diffusione del virus. C’è anche un altro grande rischio, ovvero che il virus possa mutare, diventare più aggressivo e potenzialmente molto più mortale. Allora chiedo: qual è la strategia di chi governa il paese di fronte a questa ipotesi? Una volta passato il picco influenzale si dirà semplicemente: ?chi vuole si vaccina?? E i medici? Alcuni continueranno a somministrare i vaccini e altri no? Quali risposte chiare e nette si vogliono dare a una popolazione lasciata per ora nel limbo dell’incertezza? Il ministero organizzi una campagna vaccinale di massa, senza esitazioni o dubbi, e spedisca a vaccinarsi tutti i cittadini italiani al di sotto dei trentadue anni. Magari non affidando a Topo Gigio il compito di convincerli che si tratta di una cosa seria. Le istituzioni internazionali, prima fra tutte l’Organizzazione mondiale della sanità non sono tanto preoccupate per il tasso di mortalità collegato a questo virus quando piuttosto per l’elevato numero di persone che si ammalano e per il fatto che in molti, dopo aver contratto l’influenza A, potrebbero finire a letto con l’influenza stagionale e correre per la seconda volta i rischi delle complicanze. Un’altra preoccupazione, ancora più grave, riguarda la possibilità che in futuro il virus H1N1 possa ricombinarsi con il virus dell’aviaria e allora saranno guai dal momento che la mortalità potrebbe raggiungere il 30 per cento dei casi, vale a dire decine di milioni di morti in tutto il pianeta.

Fonte: L’Espresso

La vacanza verde rinasce con internet

Saturday, November 14th, 2009

Viaggia leggero, muovendosi sul web e con il passaparola. Si adatta velocemente, prendendo forma sui gusti del momento. Risponde on demand, fornendo i servizi su richiesta. Con il salone che si apre domani ad Arezzo, l’agriturismo si guarda allo specchio e si scopre in salute, nonostante qualche acciacco derivante dalla crisi che ha lasciato il segno con la frenata del primo semestre 2009 (meno 5 per cento). Le aziende sono diventate 18 mila con una crescita del 4 per cento annuo dal 2001 a oggi. Il fatturato è arrivato a un miliardo di euro.

Un’offerta che cambia così rapidamente è più adatta a viaggiare su internet che sulle vie della promozione istituzionale e infatti nove su dieci arrivano dopo aver trovato le informazioni che cercavano sulla rete o attraverso la chiacchierata con un amico. “Vengono per caso, ma quando si fermano si affezionano”, spiega Enzo Foi, che nel 2003 ha lasciato il posto da manager della Omnitel per creare lo Spicchio, l’azienda della Val d’Orcia che ripropone ricette rinascimentali e con la cinta senese ha vinto il premio Aiab per i migliori salumi biologici. “Ho un cliente di Bolzano che ci viene a trovare tre volte all’anno. Mangia, poi scendiamo in cantina e c’è la cerimonia di prova dei prosciutti, appesi uno accanto all’altro, in fila secondo l’ordine di stagionatura. Lui infila uno spillo ricavato da osso di cavallo e li annusa: quando il profumo è morbido e il prosciutto duro vuol dire che si può portare in tavola”.
Fonte : La Repubblica

Per capire cos’è l’agriturismo e che frecce ha al suo arco basta guardare la sua distribuzione sulla mappa italiana. La Toscana ha conquistato con largo margine il primo posto, seguita dalla provincia di Bolzano, dall’Umbria, dal Veneto, dalle Marche, dalla Val d’Aosta, dal Piemonte. Non è solo l’Italia del bel paesaggio, ma è l’Italia che sa di avere un bel paesaggio e organizza la sua economia attorno a questo asset.

L’agriturismo ha successo dove è possibile incrociare domanda e offerta con mano leggera: ristrutturando antichi casali più che costruendo stanze con l’aria condizionata; godendo di un territorio adatto alle escursioni a piedi, a cavallo, in canoa, in bici; garantendo una proposta gastronomica che intrecci la qualità del prodotto di oggi al recupero delle ricette della tradizione. Una formula in rosa: le donne gestiscono più di un terzo degli agriturismi, con una punta di 4 su 10 in Toscana.
“L’agriturismo è diventato una spinta in più verso la difesa dell’agricoltura di qualità: continuano ad arrivare nuovi imprenditori interessati all’abbinamento tra coltivazione, vendita diretta dei prodotti e ospitalità”, spiega Carlo Hausmann, uno degli esperti che hanno contribuito alla ricerca sul settore che sarà presentata domani. “E queste aziende agricole, che in sostanza vendono il contatto con il territorio e la sua storia, sono un laboratorio d’innovazione perché continuano a trasformarsi attraverso il monitoraggio continuo delle richieste. Si fanno orti su misura. Si conservano salumi e vini per conto dei clienti che al momento giusto vengono a ritirare i loro prodotti. Si organizzano corsi di cucina regionale, di equitazione, di ceramica”.

Ecco la nuova piramide alimentare

Saturday, November 14th, 2009

Quella standard con le figurine dei cibi la conosciamo bene, anche se di tanto in tanto è stata modificata per diventare, ad esempio, più «regionale» e includere alimenti tipici di alcune zone d’Italia. Oggi ne arriva una tutta diversa: senza disegni, ma con indicazioni assai pratiche. «La nuova piramide alimentare si basa sui principi fondamentali della dieta mediterranea ma non indica i consumi, bensì educa a comporre i pasti nel modo giusto», così la definisce Carlo Cannella, direttore dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione.

PIRAMIDE – Proprio l’INRAN ha elaborato la nuova piramide, presentata di recente a Parma a conclusione della III Conferenza Internazionale del Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sulle Culture Alimentari Mediterranee (CIISCAM) e rivolta a tutta la popolazione adulta, dai 18 ai 65 anni. Alla base, a sorpresa, non ci sono figurine di cereali, insalata o frutta ma poche parolette, insolite se si hanno in mente le piramidi alimentari classiche: attività fisica, convivialità, stagionalità, prodotti locali. «Queste parole, che esortano a uno stile di vita salutare oltre che a un’alimentazione sana, indicano che lo scopo della nostra piramide è soprattutto educativo: vogliamo far capire agli italiani che devono muoversi, vivere con piacere il cibo, scegliere alimenti di stagione che provengono dalla zona dove si abita», spiega Cannella. Queste, insomma, sono le regole che dobbiamo tener presenti ancor prima di sederci a tavola. Poi, l’altro caposaldo alla base della piramide: «Bere acqua, tanta acqua. Evitando le bevande zuccherate», dice Cannella. Quindi si sale, passando ai cibi veri e propri: al primo livello ci sono cereali (preferibilmente integrali), frutta e verdura che devono entrare a far parte di tutti i pasti della settimana. Questi possiamo, anzi dobbiamo consumarli ogni volta che ci sediamo a tavola; salendo ancora, si trovano gli alimenti che vanno introdotti ogni giorno ma non necessariamente in tutti i pasti, ovvero il latte e i latticini, l’olio d’oliva, la frutta a guscio e le spezie per insaporire i cibi, utilissime per ridurre il sale.

IN CIMA – Salendo ancora, ecco i cibi che si devono introdurre durante l’arco della settimana, variando di volta in volta la composizione dei pasti: due-quattro porzioni di uova, due o più porzioni di pesce e legumi, una o due porzioni di pollame. Ancora più su, proprio in cima alla piramide, gli alimenti con cui è bene non esagerare: una porzione di salumi, due porzioni (o meno) di carne rossa e di dolci. «Sommando assieme tutte le porzioni indicate nella piramide si arriva al totale dei 14 pasti settimanali – spiega Cannella –. Questo strumento, perciò, è utile e innovativo perché non dà soltanto indicazioni “astratte” sulla qualità dei cibi da introdurre nella dieta. È infatti la prima volta che la piramide viene strutturata con gli alimenti che compongono un pasto principale alla base e, via via a salire, gli altri cibi necessari a completarlo distribuiti a seconda che la frequenza di consumo consigliata sia giornaliera o settimanale».

TRADIZIONE E MODERNITÀ – La piramide cita alimenti come il couscous, che non sono tipici della tradizione italiana (almeno, non al di fuori della Sicilia), e l’invito a bere vino con moderazione nel rispetto delle tradizioni sociali e religiose. C’è quindi un’attenzione precisa a includere le novità che necessariamente derivano dal melting pot che si sta creando anche nel nostro Paese: «La dieta mediterranea proposta con questa nuova piramide è rivisitata all’insegna della modernità e del benessere, senza però trascurare le tradizioni culturali, religiose e le diverse identità nazionali – osserva il nutrizionista –. Nelle nostre intenzioni questa è una sorta di “macro-struttura” che può adattarsi alle esigenze attuali di tutte le popolazioni mediterranee, nel rispetto delle varianti locali diverse da Paese a Paese e spesso da regione a regione». Non manca l’accenno polemico: «La piramide, in cui non c’è neppure una figura, è anche una risposta a quanti, negli Stati Uniti, cercano di appropriarsi della dieta mediterranea in vario modo. La Oldways Foundation, ad esempio, ha creato il marchio “cibo mediterraneo” e lo appioppa a qualsiasi cosa, perfino agli avocado che di certo non sono un nostro alimento tipico. Quello però è marketing, noi vogliamo solo educare la gente a capire che cosa deve mettere assieme, ogni giorno, per costruire una dieta bilanciata e sana», conclude Cannella.

Elena Meli

Emergenza rifiuti nel Palermitano

Saturday, November 14th, 2009

Sindaci e amministratori di 65 comuni del palermitano in piazza nel capoluogo siciliano contro l’emergenza rifiuti. Tra i primi ad arrivare davanti alla Presidenza della Regione siciliana, Biagio Sciortino, il sindaco di Bagheria, paese che sta accusando in modo particolare il grave problema. Per primo ha disposto la chiusura delle scuole per motivi igienico-sanitari, poi seguito da un’altra decina di enti. Al loro fianco il presidente della Provincia Giovanni Avanti, che ha presieduto la Conferenza dei sindaci del territorio . L’obiettivo della protesa, spiega Avanti, è concordare con il governo regionale iniziative e interventi necessari «per scongiurare il pericolo di interruzione di un pubblico servizio e problemi di ordine pubblico e sicurezza sociale determinati dalla grave emergenza rifiuti in tutto il territorio provinciale».

ROGHI - Intanto continuano i roghi di spazzatura. In particolare a Bagheria, in via Gagliardo, sono stati dati alle fiamme cumuli di rifiuti sparsi per strada. L’incendio ha danneggiato il portone d’ingresso di un’autocarrozzeria. Sul posto si è recata la polizia. Episodi del genere sono stati segnalati anche in altre zone ad opera di vandali e gente esasperata.

Fonte :Corriere della Sera

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