Archive for November 12th, 2009

Energia eolica, megatruffa all´Europa

Thursday, November 12th, 2009

Arrestato Vigorito, presidente del Benevento. Blitz tra Napoli e Sicilia Falsi documenti per i finanziamenti illegali, sequestri per oltre 180 milioni di euro. Colpita la “Ivpc”, società di Avellino La Finanza ha scoperto contratti fittizi all´estero
da Repubblica - Napoli 11/11/09

 

mercoledì 11 novembre 2009 13:07

 

ANTONIO CORBO

In Campania è noto come presidente del Benevento. Oreste Vigorito, avvocato di 63 anni, arrestato ieri a Napoli nella sua villa di Posillipo, è un personaggio che va ben oltre il calcio. Pioniere in Italia dell´energia eolica, ha fondato nel 1993 ad Avellino con partner stranieri la Ivpc (Italian Vento Power Corporation) protagonista del nuovo grande business, l´energia da fonte rinnovabile. L´energia pulita. Con 250 addetti, indotto da duemila posti tra consulenti e fornitori, telecontrollo degli impianti notte e giorno a Montefalcone, nel Fortore beneventano. Sulla veloce fortuna economica della società, che si candidava ad entrare in Borsa, accompagnata da Unicredit e da una banca estera, ha indagato la polizia tributaria. L´inchiesta non riguarda la produzione di energia né gli impianti a pale sulla cima delle colline irpine, ma operazioni finanziarie sospette. A Vigorito è attribuita una colossale truffa sui fondi europei.
I sequestri superano 180 milioni di euro. Con Oreste Vigorito in carcere Ferdinando Renzulli, 43 anni, la mente finanziaria nei rapporti con l´estero, nipote e omonimo di un popolare parroco di Borgo Ferrovia, poi vicario degli ultimi vescovi di Avellino. Arrestati anche Vito Nicastri ad Alcamo e Vincenzo Dongarrà a Enna. L´accusa: associazione per delinquere finalizzata alla truffa. I quattro, con altri 11 indagati, creavano società illegalmente finanziate: 12 ad Avellino, tre in Sicilia. Sequestrati gli ultimi parchi eolici: a Siracusa (Carlentini), a Catania (Mineo e Vizzini) , a Palermo (Partinico e Camporale), a Sassari (Ploaghe).

L´energia è il grande affare dell´economia moderna. In Campania la Finanza ha svolto indagini mirate. Le prime sulle centrali di Sparanise (a turbogas) e di Pignataro (biomasse). Il “nucleo repressione frodi comunitarie” da Roma ha intanto segnalato operazioni dubbie della Ivpc. Sono intervenuti ad Avellino il colonnello Mario Imparato e il maggiore Gerardo Nocera: senza intercettazioni né pentiti, ma rilevando i flussi finanziari e contratti fittizi, hanno scoperto falsi documenti in Inghilterra, Olanda, Irlanda, Spagna. Un meccanismo complicato per riscuotere gli incentivi disposti dall´Unione Europa per favorire l´energia alternativa (eolica, fotovoltaica o da biomasse) nelle aree di crisi. Sull´energia è previsto l´aiuto comunitario più consistente per le industrie nelle aree di crisi. Due sono le condizioni. Il privato deve dimostrare solidità economica: in rapporto alla quota che investe, riceve fondi europei, a volte il doppio. La società poi deve aver già acquisito il suolo, idoneo per impatto ambientale e con il consenso dei paesi vicini. Con i falsi documenti ottenuti all´estero, la società presentava una base economica molto più ampia e attraeva così il massimo degli incentivi. E dichiarava come suoi anche terreni non ancora acquistati.

L´inchiesta “Viacolvento”, coordinata dalla Procura di Avellino, è integrata da rogatorie internazionali. Lo stesso sistema fu scoperto dalla Finanza di Avellino a giugno nella Valle dell´Ufita: sperperi di danaro pubblico e corruzione di funzionari inviati a controllare. “Operazione Golden Valley”.
Oreste Vigorito e gli altri 14 indagati sapevano dell´inchiesta. Negli ultimi due anni, ben due sequestri preventivi: l´8 maggio 2007 e il 9 ottobre 2008 furono bloccati al ministero 9 e poi 19 milioni in contanti, ma anche impianti per oltre 153 milioni in varie regioni. La “Ivpc” promosse una campagna pubblicitaria forse per liberarsi di voci e sospetti. Giusto esaltare i benefici dell´energia pulita, ma la Finanza indagava sui finanziamenti europei. La lunga attesa dei provvedimenti ha attenuato la tensione intorno alla società. Avellino è stata quindi sorpresa ieri dagli arresti firmati dal gip Paolo Cassano. L´inchiesta, coordinata dai pm Maria Luisa Buono ed Elia Taddeo, fonda su documenti. Sembrava destinata alla chiusura, quindi alla richiesta di rinvio a giudizio. Scontato il ricorso al tribunale della libertà.
Fonte: Eco delle città

MEDICI SENZA FRONTIERE: A RISCHIO 5 MILIONI DI BAMBINI MALNUTRITI

Thursday, November 12th, 2009

Non solo i finanziamenti vanno moltiplicati almeno per 30, ma ci vuole un netto cambio di passo nella loro assegnazione e nella distribuzione del cibo. Solo cosi’ si potra’ veramente dare un futuro a 5 milioni di bambini che ogni anno rischiano di non superare i cinque anni perche’ malnutriti. E’ l’appello che lancia alla comunita’ internazionale Medici Senza Frontiere, a una settimana dal vertice della Fao sulla sicurezza alimentare (dal 16 al 18 novembre a Roma). Secondo il rapporto ‘Malnutrizione, quanto e’ stato speso’, stilato da Msf analizzando i flussi finanziari dal 2004 al 2007 paragonati al triennio precedente, gli stanziamenti dei paesi ricchi per combattere la malnutrizione sono rimasti invariati negli ultimi sette anni, e non superano i 350 milioni di dollari. Mentre, per la Banca Mondiale, sarebbero necessari ogni anno almeno 12 miliardi e mezzo di dollari. Senza considerare il fatto che, come sottolinea Nathalie Ernoult, esperta di nutrizione e co-autrice del rapporto, ”la nutrizione e’ trascurata” nei programmi di aiuti allo sviluppo, e si fa riferimento esplicito ad essa ‘’solo nel 2%” dei programmi di aiuti alimentari (l’Italia in quattro anni ha dedicato a progetti specifici per la nutrizione solo ”0,4 milioni di dollari sostanzialemente in fondi destinati alle Ong”). Il rapporto punta il dito anche contro gli sprechi del sistema degli aiuti alimentari. Molti dei buchi nei finanziamenti, sottolinea Msf, potrebbero essere riempiti semplicemente riallocando i fondi esistenti a favore dei gruppi piu’ vulnerabili, cioe’ i bambini sotto i cinque anni e verificando che anche laddove le risorse ci sono siano davvero accessibili anche ai piu’ poveri. ”Non basta affrontare le emergenze - ha spiegato Daniel Berman, vicedirettore del programma di accesso ai farmaci per tutti di Msf - servono programmi sociali nazionali che si occupino della nutrizione e che prevengano le emergenze, come hanno fatto ad esempio Messico e Thailandia con buon successo”. Il G8 dell’Aquila e poi il G20, ha concluso, ”hanno stanziato 20 miliardi per la sicurezza alimentare. Ma se non vogliamo condannare a morte milioni di bambini non basta dare sostegno all’agricoltura, si deve investire anche sulla nutrizione”.

«Il cucciolo va educato. Vi spiego come»

Thursday, November 12th, 2009

Gli animali da affezione sono sempre più presenti nelle case degli italiani e, in generale, delle popolazioni dei Paesi occidentali. E le ultime notizie dicono pure che possono essere addirittura causa di separazione tra le coppie. Ma accogliere un pet in famiglia non è cosa da tutti e, soprattutto, non è un gioco da ragazzi. Lo sanno bene i gestori di canili e gattili, che spesso si ritrovano con le gabbie piene proprio a causa degli abbandoni, che purtroppo sono spesso la soluzione più immediata al problema creato da un cucciolo portato a casa con troppa leggerezza e che poi non si è stati in grado di gestire. E’ forse anche per questo che riscuotono grande successo programmi incentrati sull’educazione dei cani di casa. Negli Stati Uniti è diventato una vera star Cesar Millan, ex immigrato messicano, oggi uno dei personaggi di maggiore appeal della tv a stelle e strisce che da sei anni ha incoronato il suo «Dog Whisperer» come uno dei programmi rivelazione dell’ultimo decennio. La sua professione suona più o meno come «l’uomo che sussurra ai cani» e lui è considerato un vero e proprio mago per come risolve le situazioni più difficili, rendendo docili e obbedienti anche i molossi più recalcitranti.

YES WE CANE» - Il suo programma, una sorta di reality show che lo vede pellegrinare per gli States raccogliendo gli appelli di famiglie che non riescono a gestire i propri quattrozampe, siano essi piccoli maltesi o massicci pitbull, ha fatto il suo debutto nelle ultime settimane anche in Italia, sul canale satellitare Nat Geo Wild. Che ora offre un nuovo appuntamento ai proprietari di animali: la serata «Yes We Cane», che tutti i mercoledì, a partire da questa sera, propone anche le avventure della «Rescue Ink» - una squadra di otto energumeni tatuati che girano New York a bordo delle loro Harley Davidson per soccorrere cani da combattimento, recuperare animali rubati o portare in salvo colonie di gatti messe in pericolo dall’apertura di un nuovo cantiere -; e le pillole di saggezza di Massimo Perla, il «dog whisperer» italiano, il più famoso tra gli addestratori di cani nel nostro Paese. Ma cosa significa addestrare o educare un cane? Noi lo abbiamo chiesto proprio a Perla, intercettato in una pausa di lavoro sul set della trasmissione.

 

Massimo Perla in tv fa sembrare facile quello che a molti proprietari di animali sembra impossibile. Ma tutti i cani possono essere addestrati o educati?
«Direi che non solo possono, ma devono essere educati. C’è differenza tra addestramento e educazione. E sta nel fatto che l’educazione, come per i figli, va data fin da subito senza aspettare il compimento del primo anno di età. Molti pensano che si debba aspettare lo svezzamento, ma è sbagliato: se si parla di addestramento va bene, ma per quanto l’educazione bisogna partire fin dalle prime settimane. Il cane deve imparare subito a camminare al guinzaglio, va educato, va socializzato. Deve imparare a muoversi in città, a non tirare, a non saltare addosso alle persone. Tutte regole che, se non ci sono o non vengono applicate, portano il cane ad essere un animale maleducato e quindi complicato. Molte persone dicono: “Il mio cane è un hooligan”. Non è vero: in realtà sono le regole, la coerenza e la costanza nell’applicarle che fanno sì che il cane sia davvero un membro della famiglia e che capisca di essere il primo che viene dopo l’ultimo degli umani. Bisogna fare proprio come con i nostri figli: non aspettiamo che siano già grandi prima di iniziare a educarli».

Ma tutte le razze possono essere adatte a chiunque?
«Direi di no, perlomeno se non si è già avuta esperienza con altri cani. Se è la prima volta, alcune razze sarebbero da evitare. Del resto, la nostra vita è lunga e si possono avere più cani nel corso della propria esistenza. Il primo cane è meglio che abbia un carattere docile, che non appartenga ad una razza che richiede che il cane sia tenuto con polso. Poi è vero che anche il barboncino può diventare maleducato o aggressivo, ma i danni che può provocare, vista la sua piccola stazza, sono limitati. Lo stesso non si può dire nel caso di un rottweiler, un maremmano o un meticcio di grossa taglia: in quei casi le conseguenze potrebbero anche essere pesanti».

Cosa ne pensa della legge che prevede il «patentino» per i proprietari di cani difficili?
«Purtroppo non è obbligatorio se non per quei cani che hanno problemi. E spetta ai veterinari decidere quando è il caso di inviare una segnalazione alla Asl, rendendo necessario il patentino. Io sono comunque d’accordo sul fatto che sia stato previsto, ma andrebbe definito meglio a chi spetti tenere i corsi, se ai veterinari o agli istruttori qualificati che facendolo di mestiere hanno la capacità e il tempo per farlo, cosa che non sempre avviene nel caso dei veterinari».

Quali sono gli errori più comuni commessi dai proprietari dei cani?
«Sono molteplici, alcuni dal punto di vista psicologico. Ad esempio un grosso errore è pensare che il cane ragioni con logica umana. Il cane è un animale di branco, vive in gerarchia e quindi ha bisogno di un capobranco che sia saggio e non solo coercitivo. E poi ci deve essere comunicazione. Io molti proprietari di cani li definisco “separati in casa”, perché vivono sotto lo stesso tetto del loro animale ma di fatto non si conoscono. I proprietari spesso conoscono pochissimo del comportamento del loro cane e non sanno tirarne fuori le capacità».

E questo si può correggere?
«Sì, ma solo se noi riusciamo a cambiare è il proprietario. Il ruolo di un istruttore non è più solo sul cane, è soprattutto sul suo padrone: è lui che se torna a casa dopo l’addestramento e commette gli stessi errori o se non è coerente o costante fa sì che il problema permanga. Il cane allora farà quello che vuole e saprà perfettamente come comportarsi: quando va a scuola mette il grembiulino quando torna fa come gli pare perché il proprietario non continua ad applicare le regole. Magari lo fa dormire sul letto e questo fa scattare questo ragionamento: “io cane, membro del branco, posso dormire nella tana del capobranco e questo mi fa sentire autorizzato ad avere anche altri comportamenti”. Quasi sempre sbagliati. Il nostro lavoro ormai è sul proprietario, deve lui capire cosa è giusto e cosa è sbagliato».

Perché sbagliano i proprietari?
«Molte volte fanno ragionamenti completamente fuorvianti e non se ne rendono conto. Perché pensano da umani, mentre bisognerebbe imparare il linguaggio del cane. Il nostro corpo parla molto più delle nostre parole. Invece molti errori sono commessi proprio con il corpo, nel modo sbagliato di utilizzarlo in rapporto con il cane. Se ad esempio vado incontro ad un cane con passo veloce e punto diritto verso di lui, questo per il cane rappresenta una minaccia; se invece gli arrivo di tre quarti, in diagonale e guardo altrove non sono più una minaccia. Se mi inchino sulle ginocchia invito il cane a venire da me; se mi piego solo a livello della schiena quella è una posizione di sottomissione nei confronti del cane».

Sembrano anche queste delle pillole simili a quelle che presenta nel corso del programma…
«In trasmissione cerchiamo soprattutto di sfatare certi assurdi luoghi comuni. Come ad esempio quello secondo cui per evitare che il cane faccia pipì in casa è necessario, quando succede, prendergli il muso e premerlo sopra la sua stessa urina. Ma quante mamme mettono il volto del bambino nel pannolino per fargli capire che deve imparare a non usarlo più? Ad esempio, per restare a questo caso, il cucciolo fa pipì esattamente trenta secondi dopo avere mangiato. Mangia quattro volte quindi quattro pipì possono essere fatte fuori casa sapendo che avvengono immediatamente dopo la pappa. Quindi, se rafforziamo la cosa, lo premiamo dicendogli “bravo”, lo portiamo sempre nello stesso punto, lo aiutiamo a capire cosa è corretto. Se invece noi lo portiamo a orari sempre diversi il cucciolo non la trattiene e la fa dove vuole».

Cesar Millan negli Usa è diventato una celebrità e oggi ha clienti come Scarlett Johansonn o Nicholas Cage. Il suo programma è seguitissimo e anche nei nostri palinsesti, soprattutto sul satellitare, ce n’è più di uno che parla di educazione dei pet. Come spiega questo interesse da parte del pubblico: sono i cani che sono diventati più “discoli” o sono i padroni di oggi che non sanno più come si tiene un animale e hanno bisogno di qualcuno che glielo dica?
«Un po’ tutte e due le cose. Il cane è entrato nei condomini, si muove in città, viene portato da tutte le parti.C’è un maggior numero di cani che è in mano a gente inesperta che quindi ha bisogno di consigli. Molte volte il cane è un rifugio per persone che hanno carenza di affetto sono un po’ frustrate e magari scelgono un cane dalla fisionomia aggressiva perché dà loro un senso di sicurezza. E può succedere che concedano al cane alcune cose che poi diventano ingestibili a partire dai due anni quando raggiunge la maturità sessuale. Come stare sul divano. Ma a quel punto se gli si dice di scendere, lui risponde facendo vedere i denti. Perché ha preso quello come mezzo di affermazione».

Siamo in prossimità del Natale e forse molti genitori faranno l’errore - possiamo certo definirlo così - di regalare un cucciolo come se fosse un giocattolo…
«Il problema è che i bambini sono i migliori amici ma anche i migliori nemici dei cani. Anche il bambino va educato. Il cane gli va fatto desiderare e i genitori devono inculcargli ogni giorno il concetto della responsabilità: “Pensaci bene, ricordati che bisogna spazzolarlo, portarlo a spasso, accudirlo tutti i giorni”. Solo così il bambino si renderà conto che non avrà a che fare con un nuovo giocattolo. Io che sono anche padre dico che un cane in una famiglia con bambini è il massimo, perché un bambino che cresce con un cane ha tutta un’altra sensibilità, un alto senso di responsabilità e sicuramente sarà nella vita più ricco dentro. Però è importante partire dalle regole, che con un cane servono ancora di più: un bambino prima o poi cresce e la capacità di ragionare la sviluppa da sè; con un cane questo non potrà mai avvenire».

Alessandro Sala

Clima, l’appello dell’Aie: “Serve una eco-rivoluzione per evitare danni irreparabili al pianeta”

Thursday, November 12th, 2009

 L’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie) nel rapporto ‘World Energy Outlook 2009′ esorta i Paesi ad ”investire massicciamente”, oltre 10.500 miliardi di dollari entro il 2030, per evitare il rischio di un “innalzamento delle temperature fino a sei gradi”

Serve una rivoluzione energetica a bassa emissione di Co2 per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e limitare il riscaldamento globale a livelli accettabili. A sostenerlo è l’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie) nel rapporto ‘World Energy Outlook 2009′ che è stato presentato a Londra e nel quale esorta i paesi ad ”investire massicciamente”, oltre 10.500 miliardi di dollari entro il 2030, in modo da evitare ”danni irreparabili al pianeta”. Infatti, senza un cambiamento nei consumi energetici, il rischio, secondo lo scenario più pessimistico dell’Agenzia, ”è quello di un innalzamento delle temperature fino a sei gradi”.

La crisi economica e finanziaria ha contribuito ad un calo dei consumi che, senza un cambiamento delle politiche dei governi, ”torneranno a crescere”. La domanda, infatti, secondo lo scenario, dovrebbe aumentare del 40% tra oggi e il 2030 raggiungendo 16,8 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio. Inoltre 1,3 miliardi di persone resterebbero privi di elettricità nel 2030 contro 1,5 miliardi attualmente: ”un problema -sottolinea l’Aie- che potrebbe essere risolto spendendo 35 miliardi di dollari l’anno tra il 2008 e il 2030”.

 

Per l’Aie, l’essenziale dei 10.500 miliardi di dollari che andrebbero investiti per limitare il riscaldamento climatico a +2 gradi dovrebbero essere indirizzati nel settore dei trasporti e nell’edilizia.

Fonte: ADNKronos

Greenpeace lancia le linee guida per la rivoluzione verde

Thursday, November 12th, 2009
AGRICOLTURA
ROMA
Greenpeace diffonde il rapporto “Agricoltura al bivio” che affronta i temi dell’attuale crisi alimentare e climatica, chiedendo un nuovo approccio più ecologico per l’agricoltura. “L’incremento della produttività non si ottiene con tecnologie costose che i poveri agricoltori non possono permettersi – sostiene Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace Italia - Innovazione vuol dire predisporre metodi differenziati ed economici che aiuteranno i piccoli produttori a raggiungere la sicurezza alimentare in un contesto climatico che cambia.”Il rapporto, presentato in occasione del prossimo summit mondiale sulla Sicurezza Alimentare presso la Fao, espone i risultati chiave dello studio recentemente pubblicato dall’International Assessment of Agricultural Knowledge, Science and Technology for Development (Iaastd), un’analisi complessiva dello stato dell’agricoltura, scritto da oltre 400 scienziati ed eseguito sotto l’auspicio delle Nazioni Unite e della Banca Mondiale. Greenpeace sottoscrive il messaggio principale dello Iaastd: gli attuali modelli di produzione agricola non sono più un’opzione praticabile.

“È sconcertante che i leader mondiali non siano capaci di uscire dal circolo vizioso delle solite tecnologie, obsolete e inquinanti, che ci hanno portato sull’orlo della crisi attuale – continua Ferrario - E’ necessario cambiare rotta: il business-as-usual ha fallito. Il rapporto delle Nazioni Unite sullo stato dell’agricoltura, indica la strada verso la reale rivoluzione verde. Solo investendo in coltivazioni di tipo ecologico saremo in grado di continuare a produrre per il prossimo secolo.”

L’agricoltura di tipo intensivo e basata su un forte apporto della chimica è una delle cause principali dei cambiamenti climatici, direttamente responsabile di circa il 14% delle emissioni di gas serra a livello globale. E’, inoltre, indirettamente responsabile di un ulteriore 30% di emissioni, attraverso la conversione delle foreste in terre coltivabili, la produzione di fertilizzanti e il trasporto e la trasformazione degli alimenti.

Un’agricoltura di stampo ecologico deve ridurre significativamente gli impatti dell’agricoltura sul clima. Il rapporto “Agricoltura al bivio” dimostra che esistono le conoscenze e le tecnologie per adattare le pratiche agricole ai cambiamenti e agli eventi climatici estremi, migliorando la salute di suolo e acque, e conservando la diversità biologica. Aumentando la sostenibilità del sistema agricolo, l’agricoltura ecologica è in grado di fornire maggior cibo sul lungo termine.

Energia dalle onde: l’Inghilterra si muove

Thursday, November 12th, 2009
Sviluppati due progetti dall’azienda Green Ocean Energy
L’azienda inglese di energie rinnovabili Green Ocean Energy sta sviluppando due dispositivi innovativi per sfruttare l’energia delle acque del Nord Atlantico: Ocean Treader e Wave Treader. Si tratta di apparecchiature progettate per galleggiare sulla superficie del mare mentre le onde, che muovono una serie di estensioni fluttuanti di cui sono dotate, grazie al movimento alimentano i generatori che sono installati sulle piattaforme. 
L’elettricità viene poi inviata a terra tramite cavi sottomarini. Ogni macchina è progettata per produrre 500 Kw di energia elettrica, sufficiente per alimentare 125 abitazioni, così - ad esempio - un complesso di 30 piattaforme potrebbe erogare 15 Mw di energia. Le strutture sono progettate per durare 25 anni, e devono resistere alche al mare mosso e alle bufere.

Fonte: La Stampa

Sud, il dissesto senza fine

Thursday, November 12th, 2009

Un’altra storia di ordinario degrado ambientale, di incuria, di abbandono del territorio. E naturalmente, di abusivismo edilizio, di illegalità. Come a Messina, poco più di un mese fa. Come nella stessa Ischia ad aprile del 2006; come già in tante altre regioni della Penisola, ma in particolare al Sud, nel nostro povero Sud. Sotto la pioggia battente di questi giorni, anche le dichiarazioni e i buoni propositi espressi all’indomani dell’ultimo disastro sono franati nel mare davanti a Casamicciola, provocando morte e rovina.

La frana di Ischia è un nuovo segnale e un nuovo avvertimento contro il mancato o cattivo governo del territorio. Contro la mala-politica, a livello nazionale e locale. Contro un’amministrazione pubblica che privilegia gli interessi privati, spesso e volentieri illeciti, rispetto a quelli della collettività, in base a una gerarchia di priorità che segue i criteri di un malinteso sviluppo, del clientelismo o addirittura della corruzione.

Al tempo delle scorribande e delle invasioni, dei corsari e dei pirati, il pericolo per le popolazioni costiere arrivava dal mare. Oggi, al contrario, viene dall’interno, da un dissesto del territorio che improvvisamente trascina in acqua esseri umani, abitazioni, masserizie, automobili. La normalità della vita quotidiana è stravolta così dalla furia degli elementi, con la complicità attiva dell’ignoranza e dell’irresponsabilità. Continuiamo a subire alluvioni e frane, mentre continuiamo a vagheggiare il Ponte sullo Stretto in una sorta di dissociazione onirica e megalomane.

Eppure, dopo il disastro di inizio ottobre, era stato il presidente della Repubblica a censurare pubblicamente la retorica delle “opere faraoniche” d’infausta memoria.

La verità nuda e cruda delle cifre è che in diciotto mesi - come denuncia il neo-presidente dei Verdi, Angelo Bonelli - sono stati tagliati oltre cinquecento milioni di euro destinati alla difesa del suolo. Ridotti i fondi iniziali a 270 milioni, il centrodestra ha soppresso poi quelli per il monitoraggio sismico (4,5 milioni); i finanziamenti di 151 milioni per il territorio della Sicilia e della Calabria; i 45 milioni per il ripristino del paesaggio; i 15 milioni per i piccoli Comuni. Un “risparmio” sulla prevenzione che si traduce in un danno immediato per la popolazione, per il territorio e per l’ambiente, ma anche per il turismo.


Altro che fatalità o calamità naturale. Questo è il risultato di una politica ottusa e miope. Ma è soprattutto la demolizione di un’immagine e di un’attrattiva su cui poggia la maggiore industria nazionale, regredita non a caso dal primo al quarto posto nella graduatoria mondiale. “Chist’è o’ paese d’ ‘o sole, chist’è o’ paese d’ ‘o mare”, assicura la celebre canzone napoletana. Nella realtà, questo rischia di diventare invece il Paese dei terremoti, delle frane e delle alluvioni. Un Malpaese infido e insicuro, sempre più distante dalla sua storia civile, dalla sua tradizione artistica e culturale.

Nonostante la prova di efficienza organizzativa in Abruzzo, di cui pure bisogna dare atto al governo, le foto delle tendopoli tuttora in piedi all’Aquila, i recenti filmati di Messina e di Ischia, sono destinati purtroppo a fare il giro del mondo. E come i rifiuti nelle strade di Napoli all’epoca del centrosinistra, non alimentano certamente una campagna promozionale. In mancanza di materie prime da sfruttare, sono proprio il territorio, l’ambiente, il paesaggio, le nostre principali risorse da difendere e valorizzare.

Fonte: La Repubblica

Frana ad Ischia

Thursday, November 12th, 2009

 Una ragazzina di 15 anni morta annegata e undici feriti. E’ il bilancio provvisorio della frana che questa mattina si è staccata dal monte Epomeo sopra Casamicciola, ad Ischia. Erano circa le 8.30 quando fango e detriti hanno investito la strada tra Forio ed Ischia, isolando la frazione di Casamicciola che è raggiungibile solo via mare. Almeno una cinquantina, secondo i primi accertamenti dei vigili del fuoco, le autovetture coinvolte, molte delle quali però erano ferme in un parcheggio e vuote.

Diverse le auto che sono finite in mare, così come quelle che sono rimaste sepolte sotto la massa di fango. In una di queste viaggiava Anna De Felice, la 15enne che per il momento è l’unica vittima ufficiale: nei polmoni della ragazza i medici hanno trovato acqua e sabbia. Secondo fonti della protezione civile regionale, in mare sarebbero ancora dispersi un’altra ragazzina e un’altra persona, ma non ci sono conferme. I sommozzatori dei vigili del fuoco e delle Capitanerie di Porto stanno proseguendo le ricerche, rese però difficili dalla grande quantità di terreno e detriti che ha intorbidito l’acqua. Dal fango sono invece state estratte vive una quindicina di persone, tra cui un bambino di 6 anni che in un primo momento era stato dato per disperso, e una bimba, trasportata in ospedale in gravi condizioni. Complessivamente sarebbero una ventina le persone che sono state portate in ospedale, una decina delle quali sono state ricoverate. La frana ad Ischia “mi fa grande rabbia perché significa che tutto il lavoro che è stato fatto fino ad oggi non è stato sufficiente” dice il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso.

“Fino a quando non si fa manutenzione del territorio e di messa in sicurezza di tutto il nostro ambiente - ha proseguito Bertolaso - continueremo a dover subire questo genere di situazioni”. “Portavo i miei figli a scuola, è stato il finimondo” racconta il sindaco di Casamicciola, Vincenzo D’Ambrosio. “Alle otto questa mattina sono passato per accompagnare i miei figli a scuola - dice - e al ritorno è successo questo finimondo. Una colata di terriccio e pietre che hanno invaso tutta la zona, soprattutto di Piazza Bagna”. E a chi gli chiedeva a cosa fosse dovuta la frana, il sindaco ha risposto che sull’intera isola “c’é un rischio geologico intrinseco”. Il primo cittadino si riferisce alla frana sul monte Vezzi, avvenuta il 30 aprile 2006.

Vittime del fango, che travolse un’intera abitazione, furono Luigi Buono, che faceva il cuoco sull’isola, e le sue tre figlie Anna, 18 anni, Maria, che ne aveva quasi 17 e Giulia, di 13. Dalla tragedia si salvarono la madre delle tre ragazze, Orsola Migliaccio, e una bimba piccola. Duecentocinquanta le persone che furono evacuate.

PROTEZIONE CIVILE, NOTTE TRANQUILLA SULL’ISOLA - La notte e’ trascorsa tranquillamente sull’isola di Ischia colpita ieri da una frana che, a Casamicciola, ha ucciso una ragazza di 15 anni, provocando il ferimento di una ventina di persone. La Protezione Civile ha garantito che in queste ore continuera’ il monitoraggio capillare di tutta l’isola, per verificare la presenza di eventuali punti di crisi, e intervenire con prontezza su possibili piccoli fenomeni di smottamento. Ad effettuare i controlli squadre miste costituite dai volontari della Protezione Civile, Vigili del Fuoco, geologi, che fanno riferimento all’Unita’ di crisi istituita ieri per fronteggiare l’emergenza presso i Vigili urbani del Comune di Casamicciola. Nella notte ci sono state alcune verifiche per infiltrazioni d’acqua in diversi appartamenti degli isolani, ancora profondamente scossi dalla tragedia di ieri. Le previsioni del tempo continuano a segnalare possibili precipitazioni a Ischia, ma, secondo gli esperti, il peggio dovrebbe essere ormai alle spalle.
 
Secondo quanto riferisce il sindaco di Casamicciola Vincenzo D’Ambrosio, la maggior parte dei circa 50 sfollati ha trascorso la notte in strutture alberghiere dell’isola che hanno immediatamente dato la loro disponibilita’. Stamattina, oltre alle verifiche delle sei squadre di tecnici nei punti critici dell’isola, lo stesso sindaco effettuera’ controlli nel comune per verificare se sia il caso di evacuare altre abitazioni. D’Ambrosio conferma che le scuole resteranno chiuse fino a sabato. Non ancora decisa invece la data dei funerali della quindicenne. Ieri, in tarda serata, il sindaco si e’ recato all’ospedale Rizzoli di Ischia per incontrare i genitori della giovane vittima. ”Erano in forte stato di choc - racconta D’Ambrosio - il papa’ era al pronto soccorso perche’ aveva avvertito un malore”.

BASSOLINO: 1 MLN EURO PER INTERVENTI - La giunta regionale della Campania, in seduta straordinaria, ha deliberato la richiesta per lo stato di calamità naturale per il comune di Casamicciola. Inoltre ha stanziato un primo finanziamento di 1 milione di euro per gli interventi di emergenza e di messa in sicurezza del territorio interessato dalla frana. “Siamo intervenuti subito con la nostra struttura di protezione civile e stiamo lavorando in stretto rapporto con quella nazionale”, ha detto il presidente Antonio Bassolino.

ORDINE GEOLOGI: CANALI DI SFOGO INSUFFICIENTI - Secondo i risultati emersi da un primo accertamento, sono state - dice all’Ansa il presidente dell’Ordine dei geologi della Campania Francesco Russo - le abbondanti piogge e “l’insufficiente portata del canale tombato deputato allo sfogo dell’alveo Cava Senigallia” - il luogo da dove sarebbe partito il fiume di fango - la causa del disastro che oggi si è abbattuto sul comune ischitano di Casamicciola (Napoli) determinando la morte di una ragazza di 15 anni e il ferimento di diverse persone. “L’enorme quantità d’acqua che è confluita nell’alveo Cava Senigallia - ha detto ancora Russo - ha eroso parte del materiale piroclastico di cui è formato, formando un fiume di fango che poi si è immesso in questo canale di dimensioni pari a 1,5 metri per 1,5 metri”. Il canale, è il parere del presidente Russo, “già di per sé di portata insufficiente e non sottoposto a manutenzione programmata, non è stato in grado di sopportare lo smisurato fiume di fango che, è tracimato dall’alveo inondando la zona sottostante”. “E’ pensabile - ha aggiunto - che a causa della mancata manutenzione il canale potesse essere anche ostruito ma, questa, per ora, è solo un’ipotesi”.

NAPOLITANO PROFONDAMENTE ADDOLORATO - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, profondamente addolorato dalla notizia del tragico evento franoso nell’isola di Ischia che questa mattina ha causato la morte della giovane Anna De Felice ed il ferimento di altre persone, ha inviato un messaggio al Sindaco del Comune di Casamicciola, Vincenzo D’Ambrosio, chiedendogli di esprimere, in questa penosa circostanza, ai familiari della vittima, il suo partecipe cordoglio ed ai feriti l’augurio di una pronta guarigione. Lo rende noto un comunicato dell’ufficio stampa del Quirinale.

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