Archive for November 8th, 2009

Virus A

Sunday, November 8th, 2009

Sale a 32 il bilancio delle vittime da influenza A in Italia: oggi, infatti, sono deceduti un anziano affetto da mieloma ricoverato a Torino ed una bambina di 8 mesi a Napoli. Ma, sempre a Napoli, è stata anche disposta l’autopsia su un bimbo di 4 mesi, per stabilire se la causa sia il virus A/H1N1. Il bimbo è poi risultato negativo. Un neonato di 25 giorni è stato ricoverato all’ospedale Cardarelli con una polmonite risultando positivo al test del virus A/H1n1. “L’epidemia influenzale e nel pieno della sua azione: almeno 700 mila italiani si sono ammalati, di questi 200mila bambini sotto i 14 anni”: è il bilancio dell’epidemiologo Donato Greco dell’Istituto superiore di sanità, indicato dal ministero della Sanità come consulente per l’influenza A in Campania. A Roma, intanto, sono stati ricoverati due medici di base che, non vaccinati, avrebbero contratto il virus dai pazienti.

SALE BILANCIO VITTIME ITALIANE, PIU’ PICCOLA HA 8 MESI: E’ la più piccola vittima a causa dell’influenza A finora registrata in Italia la bimba di 8 mesi morta questa mattina e ricoverata da ieri all’ospedale Cardarelli di Napoli. La causa del decesso è una polmonite bilaterale gravissima. Ma oggi si è avuto anche il decesso di un anziano a Torino: è uno dei quattro ricoverati all’ospedale Molinette per influenza A. L’uomo, di 75 anni, era già in fase terminale per un mieloma. Una trentenne, da alcuni anni trapiantata di cuore, risultata positiva al virus H1N1, ha invece partorito nella giornata di ieri un bambino sano, a Firenze, nell’ospedale Careggi. Neomamma e bambino sono in buone condizioni.

MUORE BIMBO 4 MESI A NAPOLI, DISPOSTA AUTOPSIA: E’ stata disposta l’autopsia su un bimbo di quattro mesi morto all’Ospedale Annunziata di Napoli. Accertamenti sono in corso per stabilire se fosse affetto dal virus dell’ influenza A.

NO A VACCINO DA 80% INFERMIERI E 44% MEDICI: Ma in Italia, l’80% degli infermieri e il 44% dei medici non si vaccinerebbe contro l’influenza A/H1N1, anche se il 70% degli operatori sanitari pensa che siano proprio queste le categorie da vaccinare per prime. E’ quanto emerge da un sondaggio online condotto dalla sezione di Medicina Clinica e Sanità Pubblica dell’Università di Roma La Sapienza.

A ROMA RICOVERATI DUE MEDICI, CONTAGIO DA PAZIENTI: Due medici di base sono stati ricoverati ieri per l’influenza A negli ospedali Riuniti di Anzio-Nettuno, dove lavorava il tecnico di radiologia morto a Roma dopo avere contratto il virus. Secondo quanto si è appreso, i medici, non ancora vaccinati, avrebbero contratto il virus dagli stessi pazienti. Sempre a Roma, un detenuto proveniente dal carcere di Rebibbia è stato ricoverato oggi al Policlinico Umberto I dopo essere risultato positivo al virus H1N1. “Il rischio, nelle carceri, è che non si stia facendo niente per le vaccinazioni, dove ci sono persone a rischio, tra i quali diversi sieropositivi. Questo ci preoccupa”, ha detto il direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma Ubaldo Montaguti.

FARMACIE LAZIO PRONTE A DISTRIBUIRE VACCINO GRATIS: Le farmacie del Lazio sono disponibili a distribuire gratuitamente il vaccino contro l’influenza A, solo su presentazione di ricetta medica che attesti la necessità del paziente a sottoporsi alla profilassi. Sarà così possibile, ha spiegato il presidente della Federfarma Lazio, Franco Caprino, velocizzare l’arrivo delle dosi su tutto il territorio nell’arco di 24 ore.

VERONESI, BENE GOVERNO SU GESTIONE PANDEMIA: Sulla gestione dell’influenza A “il governo italiano si sta comportando bene”. E’ positivo il giudizio dell’oncologo Umberto Veronesi sui metodi e le strategie per contrastare il virus pandemico. “Tutte le pandemie vanno seguite navigando a vista, ovvero cercando di seguire come si sviluppa - spiega in proposito Veronesi - perché molte pandemie come l’aviaria, iniziano e spariscono da sole, mentre altre, che sembrano poco gravi, sono invece subdole ed esplodono improvvisamente”. Nel complesso, conclude, “questa è un’influenza abbastanza singolare, che colpisce i giovani anziché i vecchi, ed è molto contagiosa, più delle comuni influenze, anche se per fortuna raramente è letale”.

Speciali

Lazio: nasce a Colleferro il nuovo Polo per Biomasse ed Efficienza Energetica

Sunday, November 8th, 2009
Inaugurato da Bic Lazio il primo impianto italiano a microturbina multi-fuel alimentato da biomasse, destinato a sviluppare l’efficienza energetica e valorizzare la filiera agro-energetica locale
Previsto dal progetto ”Polo per le Biomasse e l’Efficienza Energetica” dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio, e’ stato inaugurato presso l’Incubatore Bic Lazio di Colleferro il primo impianto a microturbina multi-fuel alimentato da biomasse esistente in Italia, con l’obiettivo di sviluppare l’efficienza energetica e valorizzare la filiera agro-energetica locale.
”Abbiamo finanziato questo impianto nell’ambito della riqualificazione della Valle del Sacco dopo il problema dell’inquinamento. Ed e’ stato scelto il Bic proprio perche’ potesse essere d’esempio a tutti gli operatori della zona di come la Green Economy puo’ nascere anche a supporto dei disastri ambientali. - ha dichiarato l’Assessore all’Ambiente e Cooperazione tra i Popoli della Regione Lazio, Filiberto Zaratti - Questo impianto e’ innovativo ed e’ frutto di tecnologia italiana che siamo felici di provare assieme al Bic e all’Universita’ di Tor Vergata perche’ possa essere il primo esempio di una lunga serie e possa incentivare la filiera corta delle biomasse. La piccola taglia scelta, infatti, e’ perfetta per le PMI italiane e per la taglia media degli appezzamenti agricoli” 

Realizzato con il supporto economico della Regione Lazio, l’impianto servira’ ad alimentare l’Incubatore di Colleferro che funzionera’ con energia prodotta da residui di lavorazione. L’Incubatore, attivo sul territorio dal 1999, ha una superficie di circa 3.000 mq e dispone di 8 ambienti (da 75 a 140 mq circa) destinati alle imprese, ciascuno dei quali provvisto di allaccio agli impianti elettrico, telefonico e idrico. Le aziende insediate possono inoltre disporre di una sala formazione da venti postazioni e di spazi attrezzati per ospitare convegni. Attualmente Bic Lazio ha avviato un servizio sperimentale per la valorizzazione degli scarti da lavorazione di vetroresina, con il quale l’Incubatore intende specializzarsi sui temi dell’efficienza energetica e della sostenibilita’ come opportunita’ di impresa. 

”Le energie alternative non sono solo una questione legata alla tutela dell’ambiente - ha sottolineato il Presidente di Bic Lazio, Enrico D’Agostino - ma anche una grande opportunita’ di crescita economica. In linea con quanto dichiarato dall’Unione Europea, credo che sia auspicabile la realizzazione di sistemi che contribuiscano a sviluppare nuova imprenditorialita’ attraverso l’innovazione tecnologica e la ricerca. L’impianto che inauguriamo quest’oggi puo’ essere infatti replicato anche in altri contesti, come ad esempio in aziende agricole, piccole attivita’ industriali ed artigianali. Proprio per questo motivo ritengo che sia fondamentale avviare una efficace azione di formazione per le scuole e per le PMI presenti sul territorio, per far si’ che venga innescato un processo virtuoso di diffusione di queste soluzioni”. 

Questo impianto di cogenerazione di energia elettrica e termica, di piccola dimensione, e’ stato progettato e realizzato da Tep (Tecnologie per l’Energia Pulita), in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Universita’ di Tor Vergata ed e’ interamente basato su tecnologia italiana (microturbina TURBEC e caldaia METALREF). 

”L’Incubatore d’imprese di Colleferro - ha evidenziato il prof. Stefano Cordiner, che fa parte del gruppo di ricerca dell’Universita’ Tor Vergata che cura la sperimentazione - e’ il luogo ideale per realizzare questo importante progetto di sviluppo, il cui obiettivo e’ un utilizzo efficiente delle biomasse. La totale flessibilita’ dell’impianto di alimentazione sara’ fondamentale per trasferire alle imprese incubate il concetto di efficienza energetica. La possibilita’ di adeguarsi alla disponibilita’ locale di biocombustibili (spesso variabile per quantita’ e qualita’) e’ infatti da un punto di vista tecnologico basilare per la diffusione di questo tipo di energia. L’impiego dell’energia cosi’ prodotta, in un luogo dove le aziende crescono e realizzano nuovi processi produttivi, fara’ in modo che il concetto di risparmio energetico diventi sin dall’inizio parte integrante di questo percorso di crescita. Il rapporto di collaborazione tra l’Universita’ Tor Vergata e BIC Lazio, grazie al fondamentale supporto della Regione, e’ quindi un elemento centrale per fare si’ che questa opportunita’ venga colta pienamente”. 

Si tratta, in definitiva, di una nuova e concreta prova dei vantaggi in termini di risparmio e sostenibilita’ ambientale che l’energia da biomasse puo’ garantire alle PMI ed alle aree rurali ed industriali della nostra regione. Uno degli scopi dell’impianto, a sperimentazione attuata, e’ proprio quello di progettare altri sistemi di generazione di energia, sulla base di esigenze specifiche: ad esempio, per una impresa che produce carta che abbia molti avanzi di lavorazione, potrebbe essere progettato un impianto che generi energia utilizzando appunto questi scarti. 

Dal punto di vista tecnico l’impianto di Colleferro ha una potenza di 100 kilowatt e funzionera’ con 1.050 tonnellate di biomassa all’anno, l’equivalente di circa 2000 barili di petrolio. Sono circa 800, invece, le tonnellate di anidride carbonica che ogni anno si evitera’ di disperdere nell’ambiente. Si stima inoltre che l’energia di questo impianto possa contemporaneamente fornire elettricita’, riscaldamento e raffrescamento a 33 appartamenti, o soddisfare le necessita’ di un piccolo insediamento industriale. 

L’impianto, attivato presso l’Incubatore di Bic Lazio in sostituzione del precedente sistema energetico, consente quindi un notevole risparmio in termini di emissione di CO2 e si propone percio’ come un punto di riferimento nel settore agro-energetico, che diventera’ strategico per la Valle dei Latini e per l’intera regione. La sede dell’Incubatore sara’ dunque un vero e proprio ”dimostratore di tecnologia” per la microgenerazione di energia, oltre a diventare un ”laboratorio didattico” sul tema dell’efficienza energetica e della generazione distribuita di energia. L’obiettivo e’ quello di sostenere lo sviluppo di attivita’ imprenditoriali nella filiera agro-energetica, accompagnando e promuovendo l’utilizzo di energie alternative tra le imprese e gli enti locali in un territorio come quello dell’area di Colleferro e della Valle dei Latini, che ha bisogno di interventi di questo genere per avviare buone pratiche per il futuro. 

”Questa esperienza - ha commentato l’Assessore alla Piccola e Media Impresa Daniele Fichera - costituisce un significativo esempio di concreta integrazione tra politiche di tutela ambientale e politiche di promozione dello sviluppo. Un fronte sul quale insieme con l’assessorato all’Ambiente vogliamo lavorare per verificare la riproponibilita’ di esperienze analoghe in altri contesti”. L’auspicio e’ che le imprese investano in nuove tecnologie lungo la filiera energetica (sviluppo di nuovi business all’interno di programmi di riconversione industriale, di diversificazione o spin-off), operando una riorganizzazione interna (organizzativa, di processo, di gestione delle forniture) volta ad acquisire maggiore efficienza energetica, con conseguente riduzione dei costi, aumento dei posti di lavoro e crescita della propria competitivita’. 

”Sono convinta - ha detto l’Assessora regionale al lavoro Alessandra Tibaldi - che la strada intrapresa con questo esempio pratico di creazione di energia pulita vada nella direzione da tutti auspicata di uno sviluppo ecosostenibile. La Green Economy, sia in ambito macroeconomico che nelle buone pratiche locali quale e’ questa dell’Incubatore di Colleferro, si pone chiaramente come traguardo immediato per procedere nella riconversione industriale di aree dismesse o in crisi. Realizzare in casa propria azioni che possano essere di stimolo e riferimento per il territorio e’ molto importante. L’Incubatore di imprese, dove nascono idee e muovono i primi passi produzioni alternative destinate a fornire alimento all’innovazione, e’ un luogo simbolico da cui far partire questo messaggio. Anche attraverso queste iniziative intendiamo favorire l’uscita da questa drammatica crisi economica che colpisce particolarmente il territorio colleferrino e della Valle del Sacco”. 

” Con la crisi occupazionale che ha colpito il territorio della Valle del Sacco - ha evidenziato l’on. Renzo Carella - appare necessario una rilettura dell’articolo 14 LR 36/92, affidando a Bic Lazio la realizzazione di un nuovo piano integrato per la riconversione ed il rilancio delle attivita’ produttive ed occupazionali di quest’area, anche in virtu’ della sua consolidata esperienza e per la presenza dell’Incubatore a Colleferro”. ”L’impianto che inauguriamo quest’oggi risponde all’esigenza di investire nelle fonti di energia rinnovabile - ha concluso l’on. Silvano Moffa - soprattutto in un territorio come questo, cosi’ duramente colpito dalla crisi ambientale ed occupazionale. Il futuro di quest’area dipendera’ dalla capacita’ delle istituzioni di confrontarsi e di collaborare per valorizzarne le potenzialita”’.

G20, nessun accordo su soldi per cambiamento clima

Sunday, November 8th, 2009

Il G20 non ha trovato un accordo su come finanziare la lotta al cambio climatico. Nel comunicato finale del vertice infatti i paesi si limitano ad affermare di aver “discusso una serie di opzioni” e si impegnano a definire in futuro “delle opzioni per il finanziamento” in vista del vertice di Copenhagen.

EXIT STRATEGY DALLA CRISI - I paesi del G20 hanno definito una “dettagliata tabella di marcia” per l’uscita della misure di stimolo all’economia (exit strategy) attraverso la predisposizione di un quadro di riferimento comune per le politiche nazionali e sovra nazionali entro la fine di gennaio 2010. E’ quanto si legge nel comunicato finale del G20 tenutosi a Saint Andrew’s secondo cui “per mantenere il sistema finanziario e l’economia globale in salute, bisogna mantenere il supporto fin quando la ripresa non sia assicurata”.

BROWN: VALUTIAMO TASSA SU TRANSAZIONI FINANZIARIE - “Ci sono proposte per una tassa assicurativa che rifletta i rischi di sistema o una tassa per le transazione finanziarie globali”, ha aggiunto il premier britannico, sottolineando però che su questi punti “la Gran Bretagna non si muoverà” senza una convergenza degli altri paesi. Nel suo intervento, il primo ministro ha enfatizzato la responsabilità sociale del settore finanziario: “Credo che sia necessario discutere un miglior contratto sociale ed economico che rifletta la responsabilità delle istituzioni finanziarie verso la società”.

Il mondo ha risposto con forza alla crisi economica, ma questa non è ancora finita, e non ci si può abbandonare all’autocompiacimento, “che è il nemico della ripresa”: lo ha detto intervenendo al G20 finanziario a St Andrews il primo ministro britannico Gordon Brown, per il quale “siamo solo a metà della strada nella gestione delle cause della crisi”. Brown ha ribadito la posizione già chiarita dal cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling, la Gran Bretagna non vuole che le misure di stimolo siano abbandonate: “Dobbiamo continuare con quelle politiche che ci hanno aiutati a stabilizzare le nostre economie durante questo anno e a far partire la ripresa. E mentre recenti indicatori di espansione economica generano cauto ottimismo, esse non sono un motivo per cancellare prematuramente gli stimoli economici”. Per il premier, è essenziale la riforma condivisa del sistema finanziario e bancario globale: “I mercati finanziari globali devono avere maggiore allineamento con i valori della maggioranza delle persone: duro lavoro, responsabilità, integrità e giustizia… non può essere accettabile che i benefici del successo di questo settore siano raccolti da pochi ma i costi del fallimento siano sopportati da tutti noi”.

TREMONTI: PIANO BROWN VECCHIO MA OK TASSE SPECULAZIONE - La proposta lanciata oggi dal premier britannico, Gordon Brown, al vertice del G20 per tassare la transazioni finanziarie, “é un’ipotesi che gira da almeno 20 anni”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al termine del G20 finanziario in corso in Scozia. “Sicuramente - ha aggiunto - c’é in giro troppa speculazione finanziaria, che è bene controllare. Quando abbiamo introdotto la ‘robin tax’, abbiamo fatto più o meno la stessa cosa: dove si specula troppo, è meglio bloccare la speculazione. Anzi, secondo me la speculazione è meglio bloccarla prima che tassarla dopo”.

DRAGHI: SU BONUS BANCHIERI REVISIONE MISURE A MARZO - Le misure sui bonus nel settore bancario verranno sottoposte a una revisione per quel che riguarda la loro attuazione nel marzo 2010: lo ha detto al termine del G20 finanziario in Scozia il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, in qualità di presidente del Financial stability board (Fsb). “Dopo Pittsburgh diversi paesi si sono attivati sulle compensazioni tra cui Francia, Italia, Svizzera, Gran Bretagna e Usa altri lo stanno facendo noi condurremo una revisione dell’attuazione delle misure, decise a Pittsburgh, nel marzo 2010 per vedere come le misure sono state messe in pratica nei vari paesi”. “Il problema con i bonus - ha detto successivamente Draghi - è che queste retribuzioni erano fuori linea rispetto ai rischi che la banca sia assumeva. Il problema è tenerle in linea con questi rischi”. Il presidente dell’Fsb ha anche spiegato che la revisione deve ancora cominciare in pieno in quanto la stagione dei bonus, come l’ha definita, sta iniziando ora. “Se facessimo una fotografia della situazione vedremmo che le strutture di emergenza di aiuto alle banche vengono disattivate mentre altre come le iniezioni di capitale nel sistema continuano ad essere implementate”, ha proseguito Draghi, sottolineando che quando si parla di “exit strategy dagli aiuti al settore bancario ci vuole massima cautela”. “Ci sono due tipi di banche- ha notato Draghi -, quelle che possono ormai camminare sulle proprie gambe e altre che dipendono ancora dall’assistenza pubblica. E’ fonte di preoccupazione che in alcuni casi si possa continuare a sostenere un modello di business insostenibile. Tuttavia ogni iniziativa deve essere valutata per l’effetto che ha sulla fiducia nei mercati. In altre parole - ha concluso - questo non é un settore adatto alle sorprese”.

Una montagna di amianto

Sunday, November 8th, 2009
La bonifica dei siti inquinati è troppo lenta. L’Istituto superiore di Sanità: 2.000 vittime l’anno
GIUSEPPE SALVAGGIULO
TORINO
La notte dell’amianto non è ancora passata. A causa di ritardi burocratici, carenza di finanziamenti, conflitti tra istituzioni, la bonifica dei siti più inquinati procede a rilento. E la fibra continua indisturbata a uccidere. Secondo l’Istituto superiore di sanità, duemila persone ogni anno.È questa la conclusione di un dossier preparato da Legambiente per la Conferenza nazionale sull’amianto comincia ieri a Torino. La polvere killer, un minerale con proprietà isolanti molto usato nell’edilizia, fu dichiarata fuorilegge nel 1992, quando eravamo il secondo produttore europeo. Da quel momento, novemila italiani si sono ammalati di tumore, inalandola. Poiché gli effetti sull’apparato respiratorio si prolungano per decenni, la bonifica è indispensabile per salvare altre vite.Eppure, diciassette anni dopo, poco è stato fatto. Oggi in Italia l’amianto è ancora presente in alcuni milioni di micrositi: dai cantieri navali alle cisterne sui condomini, dai capannoni ai depositi degli attrezzi in campagna. Ma soprattutto in sette aree dichiarate a partire dal ‘98 «siti di bonifica di interesse nazionale». Cinque sono quelle su cui sorgevano gli stabilimenti che producevano amianto, due le cave dove si estraeva la fibra. In tutto coprono una superficie di 75 mila ettari, quasi la metà della provincia di Milano.Legambiente, che ha dato una pagella ai sette siti, dimostra che l’emergenza non è cessata. Le eccezioni positive sono Bagnoli (Napoli), dove la bonifica sarà conclusa l’anno prossimo, e Casale Monferrato, l’area più compromessa con oltre quaranta Comuni colpiti. Le buone notizie finiscono qui. Sempre in Piemonte, la Regione che all’amianto ha pagato il prezzo più alto, è molto critica la situazione della cava di Balangero, la più grande d’Europa.

Le polveri sono lì, mancano venti milioni di euro e si rischiano crolli delle strutture di contenimento. Tutto fermo anche nell’altra miniera, a Emarese (Aosta): la bonifica non è stata ancora avviata, Regione e ministero litigano davanti al Tar. Situazioni inaccettabili come quella di Brioni (Pavia), dove non è ancora concluso l’intervento per mettere in sicurezza l’area e della bonifica neanche si parla, in attesa dei trenta milioni di euro necessari. Un po’ meglio va a Bari e a Siracusa, dove almeno i primi interventi di emergenza sono completati.

Il bilancio, dunque, è negativo: solo due voti positivi su sette. «Il ministero dell’ambiente deve darsi una mossa - spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - su alcuni siti non si fanno riunioni da un anno: una follia».

Fonte: La Stampa

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