Archive for November 3rd, 2009

Influenza A: Fazio, bimbi più colpiti

Tuesday, November 3rd, 2009

Sono 17 i morti in Italia per l’influenza A - di cui due bambini ai quali si aggiunge un terzo ancora non confermato a Roma - e 30 gli ospedalizzati; 317 invece le vittime in Europa su 500 milioni di abitanti. Ma la nuova influenza resta “lieve” e l’appello ai cittadini è quello di non intasare ospedali e pronto soccorso, bensì contattare i medici di base. In una conferenza stampa a Palazzo Chigi il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio fa il primo punto sulla situazione dopo giorni di preoccupazione, testimoniati dai pronto soccorso affollati, e sottolinea che entro dicembre partirà anche la vaccinazione per i bambini più piccoli ma non a rischio. Rinnovato anche l’invito a vaccinarsi per le donne incinte dopo il terzo mese. Nella conferenza stampa, alla quale ha anche partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, Fazio ha inoltre tenuto a precisare che “non esiste un caso Campania”: nella regione, infatti, si sono registrati più casi e vittime (sette morti), ma l’indice di mortalità è dello 0,01 per mille, molto più basso di quello in Europa.

17 VITTIME IN ITALIA, MA LETALITA’ DIMEZZATA RISPETTO EUROPA: Ad oggi le vittime in Italia per influenza A sono 17, il che, ha affermato fazio, rende la letalità italiana la metà rispetto alla letalità media registrata in Europa. “Siamo nella fase di pandemia influenzale - ha sottolineato - ma questa influenza in Italia sta provocando vittime in modo limitato. Ricordo che l’influenza stagionale in Italia ha fatto lo scorso anno 8.000 vittime”. In totale, in Europa si hanno 317 vittime su 500 milioni di abitanti, per un’incidenza pari a 0,062 per 100.000 abitanti. In Italia, con 17 morti su 60 milioni di abitanti, l’incidenza è pari allo 0,027 per 100.000. L’ultima vittima italiana è una bambina di Bolzano ricoverata a Innsbruck.

APPELLO FAZIO A ITALIANI, NON ANDATE IN OSPEDALE: Un appello ai cittadini italiani affinché non vadano in ospedale o nei pronto soccorso al presentarsi dei sintomi influenzali è stato lanciato da Fazio. I cittadini, ha detto, contattino invece il medico di base, ciò per evitare un “intasamento” del sistema.

PICCO A CAVALLO NUOVO ANNO: “Noi prevediamo il picco verso i primi dell’anno nuovo e quindi in parte il vaccino potrebbe arrivare prima”, ha affermato Fazio. “Vaccineremo lo stesso - ha aggiunto - perché con l’anno nuovo è possibile che ci sia nuova ondata, con l’autunno prossimo”.

ENTRO ANNO VACCINAZIONE BIMBI PICCOLI NON A RISCHIO: I bambini “sono la categoria più colpita dall’influenza A e finita la vaccinazione dei malati cronici, inizieremo subito a vaccinare i più piccoli partendo dai bambini degli asili nido e quelli in comunita”. Mi auguro - ha detto Fazio - che ciò avvenga entro la fine dell’anno”. Il motivo, ha spiegato, “non è perché i bambini sono a rischio, ma perché sono i moltiplicatori della pandemia”.

FORTEMENTE CONSIGLIATO VACCINO A DONNE INCINTE: La vaccinazione contro l’influenza A è fortemente consigliata alle donne in gravidanza dal terzo mese in poi. La donne in gravidanza, ha detto Fazio, “hanno 4 volte il rischio di sviluppare sintomi gravi, ecco perché le donne incinte devono vaccinarsi, anche se non ci sono esperienze dirette, ma l’Aifa e L’Emea hanno dato parere univoco suggerendo la vaccinazione”.

6 MLN DOSI VACCINI A REGIONI ENTRO NOVEMBRE: Al 30 di ottobre tutte le Regioni avevano ricevuto la quota capitaria per un milione di vaccini. Si arriverà a due milioni alla fine della prossima settimana ed a sei milioni alla fine del mese di novembre: “Siamo riusciti a iniziare per primi in Europa la vaccinazione - ha rimarcato Fazio - e non siamo messi male”.

NESSUN ‘CASO CAMPANIA’: “Non si può parlare di un caso Campania” in relazione alla pandemia di influenza A. Lo ha detto Fazio rendendo noto che è stato richiesto un aiuto e un rinforzo per l’unità di crisi della Campania sull’influenza A e, ha sottolineato, “stiamo valutando persone esperte”. “Io stesso - ha annunciato il viceministro - mi recherò in Campania”. Nella regione, l’incidenza dell’influenza è di 12,6 (3,88 in Italia). In Campania c’é dunque un numero di casi maggiore che nel resto del Paese, ciononostante l’incidenza della mortalità è dello 0,1 per mille, venti volte sotto l’influenza stagionale, e “non si può parlare di un caso Campania”.

DOSI VACCINO EXTRA A TENDOPOLI L’AQUILA: Fazio ha annunciato che “se c’é un problema nelle tendopoli, manderemo delle dosi extra di vaccini”.

 

NAPOLI, SI AGGRAVA LA SITUAZIONE E’ la città di Napoli che conta il più alto numero di morti per l’H1N1: oggi altre due vittime, due donne. Complessivamente otto decessi su 16 ad oggi registrati in tutta Italia. Ma gli esperti, in primis il vice ministro alla salute, Ferruccio Fazio, cercano di rassicurare. E ribadiscono: “Non c’é un caso Campania”. Una donna di 42 anni, ai limiti dell’obesità; un’altra, di 72 anni, affetta da gravi patologie di tipo respiratorio, sono le ultime due vittime napoletane per l’Influenza A, morte rispettivamente all’ospedale Cotugno e al Cardarelli. Come già per tutti gli altri casi, sarà l’autopsia a stabilire se sia stata l’Influenza A a determinare la morte o se, invece, la causa determinante sia stata una o più patologie pregresse. Esiti, quelli degli esami autoptici, attesi anche per il caso della piccola Emiliana, la bimba di 11 anni, affetta dall’Influenza A, morta all’ospedale Santobono di Napoli venerdì scorso. Al momento sono 43 le persone affette dall’H1N1 ricoverate all’ospedale Cotugno di Napoli, centro di riferimento in Campania. Cinque sono i pazienti ricoverati in rianimazione: in quattro destano preoccupazione mentre i sanitari nutrono buone speranze per il quinto ricoverato di 56 anni. Dodici, invece, i bimbi degenti all’ospedale pediatrico Santobono dove continua senza sosta il via vai delle mamme al pronto soccorso. Secondo quanto riferito dal direttore sanitario dell’ospedale Santobono, “nella scorsa notte ci sono stati sei ricoveri sospetti, ma nessun caso particolare o grave”. Oggi in pochi, solo tredici, si sono rivolti ai venti centri dell’Asl Napoli 1 dove è partita la vaccinazione per i cittadini. Mentre in tanti continuano ad affollare i pronto soccorsi degli ospedali della città. Non a caso, in serata, l’ennesimo appello dell’assessore regionale alla Sanità, Mario Santangelo: “non andate negli ospedali”. Ma, soprattutto, gli esperti lo ripetono in continuazione: il fatto che in città si sia registrato il più alto numero di decessi non significa che esista un “caso Napoli”. Lo dice Fazio che annuncia che presto si recherà in Campania dove arriverà anche un esperto in aiuto e dove, comunque, il tasso di mortalità “é dello 0,1 per mille, venti volte l’influenza stagione”. E lo spiega l’assessore regionale alla Sanità. “Intanto siamo una regione ad alta densità demografica dove Napoli e Caserta, le zone più popolose, non a caso sono quelle più esposte - ha detto in conferenza stampa - Ad Avellino, Benevento e Salerno, infatti il virus attecchisce meno. Poi c’é da ricordare che la Campania è una regione giovane e il virus colpisce soprattutto i giovani, che hanno meno anticorpi. In ultimo, da noi sono stati fatti tamponi in misura più numerosa che altrove. Ecco perché ritengo che quando da noi il fenomeno diminuirà sarà più alto altrove”. I vaccini già disponibili sono 135 mila cui se ne aggiungeranno altri 106 mila in arrivo tra domani e dopodomani. Intanto la Regione ha anche istituito un numero verde (800-187514) al quale risponde una equipe di epidemiologi dell’ospedale Cotugno a cui potranno rivolgersi medici e cittadini.


Speciali

Influenza A, l’appello di Fazio: «Non andate in ospedale»

Tuesday, November 3rd, 2009

«Ci raccomandiamo alla popolazione: non andate al Pronto Soccorso, ma chiamate il medico e andate all’ospedale solo in presenza di sintomi giudicati gravi dal medico. Altrimenti si rischia di intasare il sistema». È questo il nuovo appello che il viceministro alla Salute, Ferrucio Fazio, ha lanciato spiegando che «l’influenza A fa vittime perché è una influenza», ma ribadendo altresì «che è lieve, fa poche vittime, e ha dei sintomi leggeri».

GLI ULTIMI DECESSI - Gli ultimi due decessi legati al virus A/h1N1 sono stati registrati a Napoli, dove l’influenza A ha fatto un tutto otto morti. Una donna di 42 anni, B.S., ricoverata nella rianimazione dell’ospedale Cotugno, è morta lunedì mattina. L’altra vittima è una donna di 72 anni, deceduta domenica all’ospedale Cardarelli di Napoli, la cui positività al virus H1N1 è stata accertata solo lunedì.

«VACCINARE LE DONNE INCINTE» - Ad oggi, ha spiegato il viceministro della Salute le vittime nel nostro Paese sono 16, forse 17. Il che rende la letalità italiana la metà rispetto alla letalità media registrata in Europa. «Siamo in pandemia influenzale, questa è una influenza. Come è noto le influenze sono malattie contagiose che provocano anche vittime, quindi è normale che ce ne siano» ha detto Fazio, precisando però che in Italia la nuova influenza ha provocato «vittime in modo limitato» e che «l’anno scorso la stagionale ha fatto 8mila morti». Quanto alla vaccinazione, Fazio ha spiegato che è fortemente consigliata alle donne in gravidanza dal terzo mese in poi. La donne incinte infatti «hanno 4 volte il rischio di sviluppare sintomi». La nuova influenza, ha aggiunto il viceministro, «colpisce i bambini più di quanto non li colpisca la stagionale, perché è un ceppo virale completamente nuovo che non trova ricorda immunitari nei bambini, mentre le persone anziane sono state esposte in passato a virus simili». Il fatto che colpisca i bambini, ha aggiunto Fazio, «non significa che sia necessariamente grave, ma i bambini agiscono da moltiplicatore».

VACCINI - I vaccini sono intanto in arrivo: la Croce Rossa Italiana consegnerà infatti martedì in tutta Italia un milione e 200 mila dosi di vaccino contro l’influenza A. Si tratta della terza distribuzione ad opera della Cri che prenderà il via da Pomezia (Roma) e da Milano. L’organizzazione precisa che è stato il ministero della Salute ad incaricarla a provvedere alla distribuzione «facendo affidamento sull’esperienza e sulla autorevolezza in ambito sanitario della organizzazione umanitaria italiana. «Al 30 di ottobre tutte le Regioni avevano ricevuto la quota capitaria per un totale di un milione di vaccini. Si arriverà a due milioni alla fine della prossima settimana e a sei milioni alla fine del mese di novembre» ha spiegato Fazio. «Da L’Aquila hanno chiesto vaccini extra per le tendopoli. Valuteremo anche questi aspetti nella distribuzione» ha aggiunto il viceministro.

I CONTROLLI DEI NAS - Per il viceministro non esiste un caso Campania, anche se la Regione, con le sue otto vittime è la più colpita. Al Cotugno di Napoli sono attualmente ricoverati 43 pazienti, 5 dei quali in rianimazione. Ora i carabinieri del Nas di Napoli hanno acquisito le cartelle cliniche dei pazienti deceduti nel capoluogo campano positivi al test del contagio dell’influenza H1N1. La documentazione clinica è stata presa negli ospedali «Cotugno» e «Cardarelli» su delega del pm Federico Bisceglia che conduce le indagini sulla morte di Emiliana D’Auria, la bambina di 11 anni deceduta al «Santobono».

APERTA INCHIESTA SULLA MORTE DELLA BIMBA - Sul decesso della 11enne è stato aperto un fascicolo. Si tratta, spiega il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, di un «accertamento preliminare per verificare se esistano eventuali ipotesi di reato e che potrà essere utile anche per la salute pubblica. Vogliamo dissipare - aggiunge Lepore - ogni dubbio su questo caso. I risultati dell’autopsia serviranno, oltre che per stabilire se ci siano ipotesi di reato, anche alla sanità per capire effettivamente la natura di questo virus, se e come abbia avuto un ruolo nella morte della bambina, se c’erano malattie pregresse. I parenti hanno detto che la bimba stava bene e non soffriva di alcuna malattia. Per questo vogliamo capire cosa è successo».

RICOVERATA BIMBA IN TERAPIA INTENSIVA NEL LECCHESE - Ma l’influenza A colpisce in tutta Italia. È infatti ricoverata all’ospedale di Merate (Lecco) in terapia intensiva una bambina di tre anni risultata positiva proprio al tampone per il virus H1N1 dell’influenza A. Secondo quanto riporta la struttura, la bambina è giunta al pronto soccorso venerdì 30 ottobre «con i classici sintomi influenzali: febbre alta, tosse, difficoltà respiratorie». Attualmente la piccola è trattata con terapia antivirale specifica, «che dovrà essere somministrata per altri 4-5 giorni. Il quadro clinico risulta ancora severo - concludono gli specialisti di Merate - anche se, da parte degli operatori sanitari, sussiste un prudenziale ottimismo».

CASO SOSPETTO A ROMA - Un caso sospetto a Roma dove un bimbo di 10 anni è morto domenica sera all’ospedale Villa San Pietro-Fatebenefratelli. Esami sono in corso per capire se il piccolo, affetto da una pleuropolmonite batterica, avesse contratto il virus H1N1.

Influenza, rispondono gli esperti

Tuesday, November 3rd, 2009

Influenza, rispondono gli esperti

La Comunità montana senza montagna:c’è ancora, ha soltanto cambiato il nome

Tuesday, November 3rd, 2009

La comunità montana più pianeggiante d’Italia è tornata. «Scompare, scompare», assicurava il presidente Arcangelo Rizzi incalzato da Bruno Vespa a Porta a Porta. E invece no. È riapparsa. La «Casta» di Rizzo e Stella partiva proprio da lì. Da Palagiano, provincia di Taranto, 39 metri sul livello del mare. Un comune che di montuoso non ha nulla ma che faceva e fa parte della Comunità montana Murgia Tarantina. Era diventato il simbolo di tutti gli sprechi della politica.

LA SENTENZA - La Finanziaria del 2008 del governo Prodi ne aveva decretato la fine, insieme ad altri enti inutili. Ora ritorna, grazie ad una sentenza della Corte costituzionale che a fine luglio ha accolto un ricorso del Veneto e della Toscana. Sulla carta la comunità viene sciolta l’8 gennaio 2009. Arriva anche il commissario liquidatore. Sembra proprio la fine dello spreco. Ma i nove comuni non si perdono d’animo. Progettano subito l’Unione dei Comuni della Murgia Tarantina. In pratica lo stesso ente con un altro nome. Anche il presidente è lo stesso: Arcangelo Rizzi, assessore del comune di Laterza ed esponente del locale Pdl. Ma il 24 luglio accade qualcosa di inaspettato. Viene depositata la sentenza della Consulta. Gli effetti, oltre che su Toscana e Veneto, ricadono anche sulla Puglia: la legge regionale che scioglieva gli enti viene dichiarata incostituzionale.

«MAI STATI CHIUSI» - Ma a sentire gli uffici di Mottola, sede dei “montanari” della Murgia tarantina, si ha una piccola sorpresa. «La comunità non è mai stata chiusa. Sono solo invenzioni, sono state scritte un’enorme quantità di falsità», dicono gli impiegati della struttura. Dal 2008 ad oggi tutti i dipendenti sono rimasti al loro posto. Una finanziaria ha soppresso l’istituzione per cui lavorano, è arrivato un commissario, ma loro da lì non si sono mai mossi. I tre amministrativi e gli otto lavoratori socialmente utili hanno continuato a svolgere le loro mansioni. Dal lunedì al venerdi, dalle 8 alle 14. E così anche i 27 consiglieri, i 6 assessori e il presidente non hanno smesso di ricevere il loro stipendio. «Se l’ente continua ad esistere, perché non avremmo dovuto?», chiede Rizzi. Anche se un consigliere d’opposizione racconta che in due anni si saranno riuniti sì e no due o tre volte. «Siamo in piena attività», ribatte il presidente. Ma di preciso in che cosa consiste l’attività della comunità? «E’ troppo complesso da spiegare» secondo Rizzi. Dalla segreteria invitano a visitare il sito per avere informazioni più dettagliate. Peccato che l’account sia stato sospeso.

FINANZIAMENTI BLOCCATI - Nel bilancio però non ci sono solo uscite. A giugno è stata venduta un auto di proprietà della comunità. Base d’asta 2500 euro. «Alla fine ci abbiamo fatto 1.200 euro, era una vecchia Lancia», dice il ragioniere dell’ufficio tecnico. «La comunità così com’è non è una cosa bella», lo riconosce anche il presidente. «Io non ho mai condiviso l’impianto che le è stato dato», continua Rizzi. La colpa pero è tutta della Regione. Il suo intervento legislativo è stato «un papocchio». Se la pensa così perché non si è dimesso? «Sarebbe stato troppo comodo», dice. E intanto rimane lì, al suo posto, in attesa di una «legge di riordino». Dal Ministero dello Sviluppo economico non arrivano più finanziamenti. Gli impiegati spiegano che tutti i possibili interventi sono bloccati. Alcuni Comuni minacciano contenziosi. «Se la situazione non cambia – dice il ragioniere – tenere in vita questo ente è come tenere un cadavere senza seppellirlo».

Antonio Sgobba
(Studente master in giornalismo - Statale di Milano

Un super asteroide fa scattare nel mondo l’allerta anti nucleare

Tuesday, November 3rd, 2009

Indonesia, impatto pari a tre bombe atomiche

MILANO — Gli specialisti del Pentagono e della Nasa hanno sciolto, con una con­clusione da brivido, il miste­ro per quanto è accaduto l’8 ottobre nel cielo dell’Indone­sia. Erano le 11 del mattino quando un tuono poderoso faceva tremare le pareti delle case della città di Bone lungo la costa e la gente correva in strada pensando al terremo­to. Ma guardando in cielo as­sistevano a una pioggia di polveri e a nuvole di vapore che la tv indonesiana ripren­deva mostrando l’enigmati­co fatto e diffondendo la pau­ra.

 

Una preoccupazione mag­giore assaliva i sorveglianti del Pentagono che nei conti­nenti gestiscono l’Internatio­nal Monitoring System, cioè quella catena di stazioni che con sistemi a infrasuoni regi­strano eventuali esplosioni nucleari sul pianeta o nell’at­mosfera. Così la Comprehen­sive Nuclear-Test-Ban Treaty Organisation controlla il ri­spetto degli accordi sul ban­do dei test nucleari. Anche a 18 mila chilometri di distanza da Bone gli appa­rati mostravano che qualco­sa di grave e violento era ac­caduto nell’atmosfera. Gli specialisti dell’US Air Force e di alcune università che lavo­rano per la Nasa riuscivano dalle registrazioni a risalire alla causa dell’evento.

Un asteroide di dieci metri di diametro era caduto nel­l’atmosfera alla velocità di venti chilometri al secondo. Sbriciolandosi nell’impatto soprattutto a un’altezza tra i dieci e i venti chilometri sca­tenava un’energia di 50 kton (equivalente a cinquantamila tonnellate di tritolo), vale a dire una potenza oltre tre vol­te superiore alla bomba ato­mica di Hiroshima, che era di quindici kton. Per fortuna la natura del bolide cosmico e la sua taglia consentivano la disintegrazione e la dissipa­zione in cielo dell’energia senza provocare danni al suo­lo se non un’onda d’urto che ha fatto temere il peggio. Ora è tutto chiaro, ma quanto è successo ha aumen­tato l’inquietudine per un’eventualità fino a epoche recenti nemmeno considera­ta. Statisticamente corpi di ta­glia simile cadono una volta ogni dieci anni. Ma il guaio è che non si riesce ad accorger­sene come in Indonesia per­ché gli strumenti disponibili non li «vedono».

«Al di sotto dei cento me­tri — dice Tim Spahr, diretto­re del Minor Planet Center di Cambridge (Massachusetts, Usa) sovrintendente a questo mondo dei pianetini — ne ab­biamo registrati ben pochi. Ma non certo di dieci metri. Per scoprirne anche di più grandi intorno ai venti metri occorrono telescopi più po­tenti e costosi». Il pericolo esiste, infatti, a partire da questa taglia perché sarebbe in grado di provocare disa­stri in superficie. Quello ca­duto a Tunguska nel 1908 aveva un diametro di cin­quanta metri e distrusse la fo­resta per duemila chilometri quadrati. Oggi esiste una rete di sor­veglianza, ma è ancora trop­po ridotta. Il Congresso ame­ricano ha chiesto alla Casa Bianca di elaborare una stra­tegia precisa entro l’ottobre 2010 tenendo conto delle in­dicazioni che entro l’anno ela­borerà il National Research Council.

Intanto la scorsa settimana al congresso della Società ge­ologica americana, Sankar Chatterjee, dell’Università del Texas, ha presentato i ri­sultati di un’indagine che cambia lo scenario all’origine della scomparsa dei dinosau­ri. Chatterje ha dimostrato che l’asteroide o cometa di quaranta chilometri, arrivato sessantacinque milioni di an­ni fa, cadde non nella Peniso­la dello Yukatan, ma in India, nel bacino di Shiva. L’impat­to creò uno strato di polvere che avvolse l’intero pianeta sconvolgendo il clima.

Giovanni Caprara

Fonte: Corriere della Sera

I fiori ibridi della Toyota per assorbire i gas-serra

Tuesday, November 3rd, 2009

La Toyota si è messa a fabbricare fiori. Ibridi, come la Prius. E anche in questo caso la motivazione è ridurre l’impatto ambientale. La casa giapponese, criticata perché il processo di produzione della sua auto ecologica Prius sarebbe troppo inquinante, ha ingegnerizzato geneticamente due nuove specie di piante per assorbire i gas serra emessi dai suoi impianti. I due fiori – che derivano da un tipo di salvia e dalla gardenia – sono stati specificamente creati per essere coltivati presso l’impianto di produzione di Prius di Toyota City in Giappone.

SALVIA E GARDENIA - In particolare – riferisce la webzine Drive - la varietà proveniente dalla salvia è capace, attraverso le foglie, di assorbire il protossido d’azoto, un gas serra molto più dannoso della CO2; quella derivata invece dalla gardenia rilascia un vapore acqueo nell’aria riducendo la temperatura circostante; ciò permetterebbe alla Toyota di risparmiare energia per il sistema di raffreddamento e quindi di produrre meno CO2. Non è la prima volta che l’azienda nipponica ricorre al pollice verde per migliorare il proprio impatto ambientale. Nel 2008 ha piantato 50mila alberi al fine di controbilanciare le emissioni di CO2 dei suoi impianti; mentre nel suo impianto di Tsutsumi ha coltivato una varietà di erba dalla crescita più lenta, che richiede di essere tagliata solo una volta all’anno.

CARBON FOOTPRINT - In questo modo la casa giapponese spera di ridurre la sua ‘impronta del carbonio’ (carbon footprint), ovvero la quantità di gas serra emessi attraverso i suoi processi di produzione. Anche se qualcuno potrebbe interpretare l’intera operazione come una trovata di greenwashing, cioè come un restyling ecologico di facciata. Nell’attesa di verificare concretamente la riduzione dell’impatto ambientale prodotta dalle aiuole di fiori ci si può intanto godere il paesaggio.

Carola Frediani
Fonte: Corriere della Sera

E la casa diventò più “intelligente”

Tuesday, November 3rd, 2009
Via al progetto Energy@Home
 
LUIGI GRASSIA
L’idea che sta dietro alla cosiddetta «domotica» sarebbe, in soldoni, prendere le nuove tecnologie e applicarle al miglioramento della vita e della sicurezza nelle nostre case; la sua promessa ultima (finora non mantenuta, ma è ovvio che ci vorrà un bel po’ di tempo) è di offrirci abitazioni iper-automatizzate come si vedeva nei cartoni animati dei Pronipoti (in America i «Jetsons»), cioè il contraltare futuribile degli Antenati (i «Flintstones»). L’obiettivo verrà avvicinato un passo per volta, ma un discreto balzetto nella direzione giusta sembra già quello che si compirà grazie all’accordo firmato da Electrolux, Enel, Indesit e Telecom Italia per sviluppare un sistema casalingo di gestione in cui gli elettrodomestici, resi più «intelligenti» di adesso, saranno capaci di autogestirsi e di rendere ottimi i consumi di energia elettrica dell’intero appartamento, in modo da abbattere i costi ed evitare i picchi e i sovraccarichi di rete (e i relativi e fastidiosi distacchi). Il tutto con l’ausilio di un controllo a distanza tramite telefonino, o computer portatile, o Blackberry, o quel che la fantasia tecnologica suggerirà.Al di là della fantascienza, nella sua prima fase il progetto - che è stato battezzato «Energy@Home» - avrà come parte più innovativa proprio la gestione a distanza dei consumi di elettricità, utilizzando l’infrastruttura di telecomunicazioni su rete a banda larga di Telecom Italia (fissa e mobile che sia) in connessione con il sistema Telegestore dell’Enel, che esiste già: è l’insieme di apparati interconnessi, incentrato sul contatore elettronico, che permette la lettura a distanza dei consumi elettrici e persino il cambio di contratto senza che nessun addetto debba entrare in casa. In concreto la sperimentazione di «Energy@Home» avrà come scopo lo studio e lo sviluppo di servizi innovativi di comunicazione fra gli elettrodomestici di futura generazione Electrolux e Indesit da una parte e il Telegestore Enel e la banda larga Telecom dall’altra.Ma questa prima sperimentazione, che coinvolgerà consumatori in tutta Italia e si concluderà nel 2010, sarà solo l’inizio, perché il futuro Energy@Home mira a svincolare il consumatore dalla necessità del controllo a distanza per automatizzare tutto. Cioè punta a realizzare le cosiddette «smart grid» o reti intelligenti (in quanto capaci di decisioni autonome) che un domani consentiranno agli elettrodomestici di auto-programmarsi in base alla disponibilità e al prezzo dell’energia elettrica, a seconda della convenienza delle offerte nei diversi momenti della giornata, entrando in funzione nelle ore non di picco dei consumi e a minor costo, evitando inoltre che il contatore si stacchi per sovraccarico, bilanciandone automaticamente il consumo senza compromettere la corretta esecuzione dei cicli. Questo dei distacchi, della luce che «salta», è diventato ultimamente un problema serio perché i contatori più sensibile e precisi si accorge anche con più facilità di eventuali sovraccarichi di richiesta di energia. In un futuro indeterminabile avremo anche il frigo Electrolux o Indesit che, per esempio, si accorgerà da solo di quel che manca al suo interno e farà le ordinazioni al supermarket pagando con carta di credito senza nemmeno avvertirci. A quel punto, probabilmente, avremo anche le auto volanti come i Jetsons.

Fonte: La Stampa

Efficienza energetica: un trio tecnologico a impatto zero

Tuesday, November 3rd, 2009

A Palermo, passate in rassegna alcune procedure di terza generazione per la cattura e lo sfruttamento dell’energia rinnovabile che contribuiscono all’eliminazione delle emissioni nocive

(Rinnovabili.it) – Produzione di energia dalla Gassificazione ad alta temperatura, dal Sistema per il trattamento dei combustibili e dai campi magnetici. Questo il trio tecnologico avanzato, presentato a Palermo ed in fase di sperimentazione nell’intento di promuovere nuove e innovative procedure protese allo sfruttamento di fonti rinnovabili e sostenibili e dare così luogo a energia pulita, riducendo enormemente la produzione dei gas serra.
Il primo dei progetti, che è stato presentato dal professor Tomas Joyce presso il Palazzo dei Normanni, da la possibilità di smaltire i rifiuti urbani tradizionali e quelli con catalogazione speciale attraverso delle procedure che, grazie alla scomposizione molecolare, evitano ai residui altamente nocivi di diffondersi in atmosfera, ad esclusione però dei materiali radioattivi.
La seconda tecnica, che indica le attività di trattamento dei combustibili, è finalizzata all’utilizzo di un carburante che aumentando l’efficienza dei motori diminuisce proporzionalmente la fuoriuscita di gas di emissione dannosi per la salute dell’ambiente. Nicola Deiana, uno dei primi ricercatori a sperimentare il sistema di gestione dei combustibili, ha affermato quanto sia “importante risolvere il problema delle estrazioni, di cui il 70% viene utilizzato per le navi come olio pesante, non prendendo in considerazione che i grandi bruciatori di queste, consumano 150 volte di più di tutti i camion e le macchine che girano nel mondo, infatti il restante 30% delle estrazioni diventa benzina o cherosene. Ridurre il problema dei cambiamenti climatici- ha proseguito a dire Deiana – è possibile economizzando il consumo di carburante, riducendone le emissioni inquinanti, migliorando al tempo stesso la resa di potenza, quindi ottimizzando le efficienze di combustione del motore e prolungando la vita degli stessi e degli impianti”. I vantaggi della terza applicazione tecnologica, il cui studio risale al periodo tra il 1986 ed il 1987 in Canada, vengono definiti dal candidato al premio Nobel per la Fisica Laszlo Szabo, “moltissimi”, dato anche che il metodo in questione “può essere una fonte unica di energia, e , considerato che è generata dal nulla, è un’importante scoperta”.

Fonte: La Repubblica

Un software per risparmiare

Tuesday, November 3rd, 2009

Un software per verificare come e quanto è conveniente ristrutturare casa e adeguare il proprio sistema di riscaldamento migliorandone l’efficienza energetica. Il programma si chiama Ethos e lo ha messo a punto la fondazione di Banca Etica in collaborazione con l’associazione Paea (Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente). Può essere scaricato gratuitamente a questo indirizzo internet. ”Si tratta di un prodotto assolutamente innovativo, accessibile a tutti gratuitamente, capace di stimolare nei cittadini un’autoconsapevolezza circa le conseguenze delle loro scelte in campo di consumi”, spiega Mariateresa Ruggiero, direttrice della Fondazione di Banca Etica. Ethos permette a tutti di calcolare i propri consumi energetici e di simulare contemporaneamente più interventi di riqualificazione energetica sugli impianti di produzione dell’energia elettrica, termica e frigorifera, fino a individuare la soluzione con il miglior risultato sia dal punto di vista economico che ambientale.

Fonte: La Repubblica

Così la fotografia digitale svela la memoria delle piante

Tuesday, November 3rd, 2009

È tutto iniziato con Van Gogh e un podologo. Jonathan Singer, di mestiere podologo a Bayonne, nel New Jersey, scopre un giorno il pittore dei girasoli. Poi vede i fiori di Brueghel il giovane. Allora va a comprare tre orchidee. E le fotografa. È l’inizio di una grande passione che porta Singer nei sancta santorum della botanica mondiale. Fino ad arrivare alla realizzazione di un volume di immagini fra arte e scienza che ha rivoluzionato la botanica. Per la prima volta infatti un fotografo è riuscito a competere con l’illustrazione naturalistica dando alle sue fotografie - tassonomicamente perfette - la precisione essenziale allo studio.

Le immagini dei fiori sorgono da uno sfondo nero in un’esplosione di colore e di dettagli davvero straordinaria. Il risultato è Botanica Magnifica, un’opera la cui edizione originale, in cinque volumi, è realizzata in dieci copie, la prima delle quali è custodita nella Smithsonian Institution.

“Double elephant” è il termine tecnico del suo formato, raramente usato per via delle misure eccezionali, 100 per 75 centimetri, un omaggio al celebre Birds of America, di Audubon. Recentemente un collezionista giapponese si è assicurato la seconda delle dieci copie per la cifra di 2,5 milioni di dollari.

Il lettore comune non dovrà sborsare altrettanto per procurarsene un esemplare: i 180 euro dell’edizione pubblicata in Italia da Jaca Book rappresentano una cifra alta per un libro, ma adeguata alle 364 pagine in folio 30 per 38 e cofanetto che racchiudono le immagini di sorprendente bellezza di queste piante. “Chiarezza e umiltà” sono le doti invocate dall’autore che riescono a produrre la magia delle emozioni inattese.


Dopo aver fotografato le tre orchidee in tre singoli scatti, Singer le fa vedere a uno dei massimi esperti dell’Orto Botanico di New York, il Curatore delle collezioni in serra. È stato così che Marc Hachadourian è diventato il curatore del volume di Singer e, insieme a lui, John Kress, all’epoca alla presidenza del dipartimento di botanica dello Smithsonian Institute, a Washington.

L’illustrazione botanica viene fatta risalire agli erbari, i primi essendo stati compilati da Teofrasto nella Grecia antica e da Dioscoride più di tre secoli dopo, al tempo di Nerone. Dopo di loro la scienza naturalistica deve aspettare la metà del Cinquecento per vedere il capolavoro rinascimentale di Aldrovandi, il suo Erbario dipinto che ispirerà Linneo, a cui Singer ha dedicato il suo Tulipae hortorum conservato a Stoccolma, all’Accademia delle Scienze. Il 700 vede nuovi artisti in Buffon e Redouté, che dipinge le rose e le rarità botaniche dell’imperatrice Giuseppina nei giardini della Malmaison.

Diviso in cinque grandi sezioni, Botanica Magnifica è anche un repertorio delle specie in pericolo: “Orchidacee” prende in esame la grande e famosa famiglia di piante, “Florilegio” si ispira alla complessità colori e modelli che il fiore può assumere, “Proteus”, in omaggio al mitico multiforme dio marino, illustra le forme evolutive di adattamento al contesto vitale. Le ultime due sezioni sono un tributo alla famiglia dello zenzero e una raccolta di piante e fiori meravigliosi e bizzarri dalla collezione di studio del Museo di storia naturale dello Smithsonian.

Siamo alla Wunderkammer, alla natura che non conosce frontiere e non mette limiti alla stravaganza della sua immaginazione. In questa sezione vi sono specie rare e alcune finora mai descritte: una miscela di forme e colori impensabili. È il cuore del libro, che vede il suo motore in un uomo armato di una Hasselblad digitale e di una passione gioiosa e profonda.

Fonte: La Repubblica

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