Archive for November 2nd, 2009

influenza A Dall’Emea l’identikit dei tre vaccini approvati

Monday, November 2nd, 2009

L’Agenzia europea del farmaco (Emea) fornisce nel suo sito l’identikit dei tre vaccini contro l’influenza A/H1N1 che hanno finora avuto il via libera alla commercializzazione. Le schede relative ai tre vaccini, Focetria della Novartis, Pandemrix della GloxoSmithKline e Celvapan della Baxter, sono state aggiornate rispetto al settembre scorso (e relative avaccini ”modello” che utilizzavano il virus H5N1) sulla base delle nuove informazioni acquisite in seguito allesperimentazioni cliniche e fornite dalle aziende produttrici al Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Emea. Gliaggiornamenti riguardano in particolare i vaccini Focetria e Pandemrix. Nel settembre scorso l’Emea consigliava, per tutti e tre i vaccini, di utilizzare due dosi a distanza di tre settimanel’una dall’altra. Alla luce dei nuovi dati, invece, i due vaccini che comprendono una sostanza che ne potenzia l’uso(adiuvante), Pandemrix e Focetria, possono essere somministrati in una sola dose negli adulti. La decisione se utilizzare o menouna o due dosi e’ comunque affidata alle autorita’ sanitarie nazionali e l’Agenzia Italiana per il Farmaco (Aifa) ha rilevatoche in Italia l’autorizzazione all’immissione in commercio ”gia’ consente al ministero della Salute di prevedere lasomministrazione di una sola dose di vaccino”. In generale l’Emea precisa che ”la vaccinazione non e’ almomento raccomandata a bambini di eta’ inferiore a 6 mesi”.
Ecco le caratteristiche dei tre vaccini, descritte dall’Emea:

- FOCETRIA: e’ una sospensione che contiene alcuni frammenti del virus dell’influenza chiamati antigeni di superficie. Sono proteine della membrana esterna del virus A/H1N1, reso inattivo. Si somministra per iniezione e si e’ dimostrato efficace inalmeno il 70% dei casi studiati. L’Emea riferisce che ”negli studi clinici condotti su 464 soggetti, anche over 60,immunizzati con vaccino pandemico (A/H5N1), la maggior parte delle reazioni sono lievi di breve durata e qualitativamentesimile alle reazioni indotte da vaccini influenzali stagionali convenzionali con una frequenza leggermente maggiore di reazionilocali (soprattutto lieve dolore)”. Gli effetti piu’ comuni (riscontrati da 1 a 10 persone su 100) sono mal di testa, dolorialle articolazioni o ai muscoli, febbre, stanchezza e tremori.
 

- PANDEMRIX: anche questo vaccino contiene un adiuvante el’antigene del virus influenzale A/H1N1 frazionato e inattivato.
Come per il Focetria, l’Emea indica che ”negli adulti da 18 a60 anni, dopo la prima dose, puo’ esserne preferibilmente
somministrata una seconda. Tra le reazioni avverse osservate cisono mal di testa, dolori muscolari e alle articolazioni, febbre
e stanchezza.

- CELVAPAN: non contiene l’adiuvante, ma solo l’antigene del virus A/H1N1 inattivato. Tra gli effetti indesiderati piu’comuni, anche se ”in forma lieve e di breve durata”, sono segnalati: rinofaringite, cefalea, capogiri, vertigini e dolorefaringolaringeo.

Auto asettica, cautela in palestra il fai-da-te contro il virus A

Monday, November 2nd, 2009

 Evitate di baciarvi e abbracciarvi. E se possibile parlatevi a distanza di sicurezza, un metro dovrebbe essere sufficiente. Certo, il sito del ministero della Salute consiglia cinquanta centimetri di distanza e solo se di fronte si ha una persona influenzata, ma abbondare male non fa. I consigli “fatti in casa” abbondano mentre comincia la stagione dell’influenza.

Ecco un esempio di mini-guida contro l’influenza A, un vademecum comparso sulle porte di una palestra romana, la Fitness First di via Giolitti. Chi la frequenta, ogni volta che entra nello spogliatoio, può mandare a memoria i “campanelli d’allarme” di fronte ai quali rivolgersi al medico. Sulla porta, infatti, sono affissi anche i sintomi che dovrebbero insospettire: “Febbre improvvisa oltre i 38 gradi, brividi, dolori muscolari e articolari, raffreddore, sensazione di vertigine e disturbi respiratori, mal di pancia, diarrea e vomito”. Il socio meno previdente è comunque tutelato da un’accortezza della direzione: nei dispenser il solito sapone è stato sostituito da un noto antibatterico.

E’ solo un esempio di come, di fronte al record di contagi e allo spettro della pandemia, gli italiani si stanno auto-organizzando. Infatti, al di là dei vaccini che in ogni Regione hanno tempi e modalità diverse, una campagna importante si gioca sulla prevenzione. Il ministero della Salute ha messo online un sito (fermailvirus.it) con tanto di giochi, test e servizi interattivi e le amministrazioni si sono date da fare per declinare la campagna informativa che, a seconda dei casi, prevede distributori di sapone igienizzante nei luoghi pubblici (a Milano sono comparsi anche nei corridoi della questura), fazzolettini di carta agli studenti (il record spetta all’Emilia Romagna con un milione di salviette distribuite nelle scuole) o merende gratuite a base di frutta (regalo della Coldiretti a quasi 800mila alunni delle primarie).


Ci si dà da fare perché “la salute è nelle nostre mani”, o meglio nella buona abitudine di lavarsele spesso e accuratamente, meglio ancora se con prodotti appositi. Di cui molti privati si sono già dotati. L’esempio è dato dalla catena di hotel di lusso “ABItalia Hotels&Resort” che nelle strutture di Padova, Bologna, Pisa e Trapani metterà a disposizione dei clienti un gel trasparente e igienizzante.

In Italia non è ancora arrivata l’automobile che tiene lontani i batteri, presentata al Tokyo Motor Show dalla Mitsubishi (camera disinfettante con erogatore di ossigeno e di umidità regolato elettronicamente e tappezzeria antibatteri), ma l’imperativo dell’igiene è piuttosto sentito. Almeno su Internet dove in poche ore il gioco “Ammazza il Virus” del Ministero della Salute sta facendo proseliti. Il prossimo passo sarà sui cellulari: sempre il ministero, nel cercare tra i cittadini alleati contro il virus, regala una suoneria con le regole della prevenzione. Messaggio canoro firmato dallo Stato che si affianca a quelli di altre organizzazioni (ad esempio il video di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa distribuito in 185 paesi) e dai dottori che hanno aderito all’iniziativa di Radio 24 “Influenza A: te la canto e gliela suono”: testi rigorosamente scientifici, scritti da medici, per canzoni e jingle musicali.

Il motivo conduttore, ovviamente, è quello di lavarsi le mani anche perché per quanto scontato possa sembrare, la buona abitudine non è molto diffusa, soprattutto tra gli uomini. La conferma arriva dai ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine, che hanno esaminato oltre 250 mila persone per verificare le loro abitudini igieniche dopo l’uso della toilette. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista American Journal of Public Health in occasione della “Giornata mondiale per la pulizia delle mani”: un terzo degli uomini ancora non lo fa.

Fonte: La repubblica

L’Italia cresce verde

Monday, November 2nd, 2009

L’alta tecnologia, la voglia d’impresa, il coraggio della sfida. Con questi ingredienti una parte del paese sta avviando in sordina una rivoluzione ambientale. Ecco dove e come

 

La rivoluzione verde è appena iniziata. In sordina. Guidata da imprenditori coraggiosi che fiutano un’opportunità e non se la lasciano scappare. A cui si aggiungono un paio di assessori che ci credono davvero. Qualcuno vince un premio internazionale. Arriva del capitale, ma raramente dalle banche: le innovazioni non garantiscono reddito sicuro. E di venture capital in giro ce n’è poco. Ma ci sono alcune regioni che riescono a distribuire i fondi europei alle imprese innovative. E ancora più imprenditori che ce la fanno da soli. Insieme stanno rivoluzionando l’industria italiana. Creando i distretti del futuro. E un nuovo volto del made in Italy.

Concentrati soprattutto nel Nord Italia, i neodistretti dell’economia ecosostenibile sono, come i loro antenati, frutto della straordinaria inventiva delle piccole e medie imprese. Ma, a differenza loro, non sono tali solo in virtù della vicinanza fisica dei protagonisti, come accadeva per i vecchi distretti industriali, quanto piuttosto grazie alla messa in comune delle conoscenze. Oltre alle aziende ne fanno infatti parte centri di ricerca, università e amministrazioni locali. “Siamo una start up italiana, e siamo sempre stati convinti che avremmo fatto un prodotto migliore rispetto ai concorrenti stranieri facendo leva sulle risorse territoriali locali, dai ricercatori del Politecnico di Torino agli imprenditori della meccanica e dell’elettronica”, spiega Adriano Marconetto, amministratore delegato di Electro Power Systems, un’azienda torinese che ha inventato il generatore a idrogeno più piccolo e leggero del mercato. È l’unica italiana ad essere stata inclusa nella classifica delle cento aziende mondiali più innovative nel settore dell’energia pulita.

Poco lontano, a Novara, il capoluogo di provincia con il maggior tasso di spazzatura riciclata del Paese (70 per cento), sorge la Novamont: 200 dipendenti, 62 milioni di euro di fatturato nel 2008, bilanci in utile dal 2001 senza aiuti pubblici, è la capofila di una filiera di 200 aziende che comprende chi fa produzioni davvero ecologiche, come i biocarburanti, ma anche aziende tradizionali come la Ferrero, che usa materiali ecologici per gli imballaggi. È stata Novamont a dare vita all’intuizione di Raul Gardini (ex patron della Montedison) creando il MaterBi, una plastica biodegradabile di origine vegetale. “I nostri prodotti hanno caratteristiche del tutto simili a quelli fatti con la plastica derivata dal petrolio e sono realizzati con gli stessi macchinari”, spiega l’amministratore delegato Catia Bastioli, ex Montedison: “Solo che noi non ci poniamo il problema di che cosa succede alla fine della loro vita”.

Ed è proprio il Piemonte la regione che sta dedicando maggiore attenzione al settore industriale dell’ecosostenibilità. Sono già sorti una decina di poli d’innovazione - aggregatori di imprese, centri di ricerca, strutture pubbliche e universitarie - che raccolgono circa un migliaio di aziende grandi e piccole. “Sono i nuovi distretti tecnologici”, spiega Andrea Bairati, assessore all’innovazione, industria ed energia della Regione Piemonte. Tra fondi regionali e i (sempre più piccoli) trasferimenti nazionali, il Piemonte sta investendo nella green economy circa 450 milioni di euro (in cinque anni) che ne movimenteranno circa un miliardo: “È una scelta strategica”, continua Bairati: “Pensiamo che il verde sia oggi il vero fattore di trasformazione dell’economia, come è stata la tecnologia informatica negli anni Ottanta e Novanta”.

A credere nell’economia verde da sempre è la regione del Trentino Alto Adige, l’unica in grado di diventare in tempi brevi addirittura ‘a impatto zero’ sull’ambiente. Nel frattempo ben 300 imprese dell’Alto Adige si sono riunite nel consorzio Habitech che copre tutta la filiera dell’economia verde, dalla ricerca sui motori a idrogeno alla bioedilizia. Ne ha subito seguito l’esempio una delle regioni più ricche di distretti industriali d’Italia, il Veneto, dove l’anno scorso è sorto il primo distretto ambientale italiano riconosciuto da una legge regionale. Vi fanno parte, oltre all’università di Ca’ Foscari e al Parco scientifico e tecnologico di Venezia, circa 400 aziende tra cui la Solon, la maggiore azienda fotovoltaica italiana. Obiettivo: mettersi insieme per ottenere più facilmente gli stanziamenti dell’Unione europea. Se infatti i finanziamenti strutturali (che includono quelli destinati alle energie rinnovabili) arrivano più generosamente alle regioni del Sud Italia, quelle settentrionali devono dimostrare di avere progetti in pista e aziende pronte a realizzarli. A vincere il primo bando del distretto è stato il progetto presentato da 24 aziende, capofila la Sapio, per la sperimentazione di un impianto di raffinazione di derivati oleosi ottenuti da biomasse di scarto. Sempre in Veneto, a Belluno, si trova uno dei maggiori distretti della bioedilizia italiana: e la sede dell’azienda di servizi ambientali del Veneto è stata inaugurata nel primo palazzo costruito con materiale riciclato proprio a Conegliano.

L’Emilia Romagna invece ha scelto di migliorare l’efficienza energetica dei distretti produttivi tradizionali, a cui ha devoluto 40 milioni dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Questo sta consentendo a molte aziende tradizionali di riconvertirsi alle tecnologie del futuro: la Kerakoll, un’azienda chimica di Modena, ad esempio, sta cominciando a studiare soluzioni per l’edilizia ecocompatibile. Altri 40 milioni sono invece stati devoluti alla costituzione di nuovi impianti fotovoltaici, per numero dei quali l’Emilia Romagna è al secondo posto in Italia, dopo la Lombardia e avanti a Veneto e Puglia, quest’ultima la regione che al sud è più impegnata nell’innovazione ecosostenibile. Non solo fotovoltaico, ma anche eolico e bioedilizia, quest’ultimo un settore in rapida crescita, per il quale la Puglia (come anche Lombardia ed Emilia Romagna) ha varato un piano incentivi.

Rimanendo al Nord, la regione più popolosa d’Italia, la Lombardia, fino a oggi si è quasi esclusivamente concentrata sul rinnovo del parco macchine, prestando poca attenzione, anche per cultura industriale autoctona, all’innovazione verde. Ma la settimana scorsa il governatore Roberto Formigoni ha lanciato il suo piano per una ‘Lombardia sostenibile’. Da qui al 2015 la regione metterà in campo 900 milioni di euro di risorse pubbliche in settori che spaziano dalla mobilità ai trasporti, dall’efficienza energetica degli edifici alle energie rinnovabili fino alle tecnologie innovative.

Anche il Lazio è avanti: “Stiamo già spendendo 30 milioni di euro per tre tipi di ricerca”, spiega l’assessore all’ambiente Filiberto Zaratti: “Per il polo solare fotovoltaico organico di Roma, per la ricerca sulla mobilità sostenibile, e per il polo di ricerca sull’idrogeno di Civitavecchia”. A Montalto di Castro nascerà a febbraio un impianto fotovoltaico da 41 Mw.

Se sono in crescita le iniziative regionali, poco o nulla sta avvenendo a livello nazionale, dove manca un coordinamento non solo degli investimenti e dei settori su cui l’Italia vorrebbe puntare, ma anche della ripartizione degli obiettivi ecosostenibili. “Non esiste una politica di raccordo tra obiettivi nazionali e regionali”, spiega Raimondo Orsini, direttore della fondazione Sviluppo Sostenibile: “L’Italia ha l’obbligo di produrre il 17 per cento di energie rinnovabili entro il 2020 ma finora non c’è un piano della ripartizione dell’obbligo tra le regioni”. Così ogni regione procede per conto proprio, e la nuova mappa verde dello Stivale finisce per ricalcare quella meno verde dello sviluppo industriale del dopoguerra. Ovvero: le aziende che fanno innovazione si concentrano soprattutto al Nord, con il sostegno delle amministrazioni locali, e si distinguono singolarmente al Centro con iniziative imprenditoriali come quella del villaggio ecosostenibile lanciato dalla Loccioni nelle Marche; con sistemi creativi come quello delle Cantine Giorgio Lungarotti che producono energia con i residui della potatura delle viti (premio per lo sviluppo sostenibile della fiera Ecomondo di Rimini), e con inziative di riconversione tecnologica come quella messa a punto dall’ex-Electrolux di Scandicci che, archiviati i frigoriferi, ha iniziato a produrre pannelli fotovoltaici.

Il Sud è ancora una volta il territorio delle grandi opere finanziate quasi esclusivamente con risorse pubbliche. Rara eccezione è il progetto Archimede di Siracusa, il più avanzato al mondo sull’energia solare a concentrazione, nato da un’idea del premio Nobel Carlo Rubbia, e realizzato in tandem da Enel ed Enea con un investimento di oltre 50 milioni di euro.

Ma in tutto il Mezzogiorno la Ue ha allocato circa tre miliardi di euro di finanziamenti per lo sviluppo delle energie rinnovabili: dal solare all’eolico, dalle biomasse al geotermico. L’incognita rimane come e se verranno utilizzati. “Rischiamo di restituire 2,5 miliardi di euro di fondi strutturali”, spiega Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente. Un esempio di cattiva organizzazione delle risorse a livello nazionale sono quei 600 milioni di euro del Fondo rotativo che il ministero dell’Ambiente ha in cassa dal 2008 e con cui potrebbe finanziare al 25 per cento nuove tecnologie, e che invece restano in attesa della firma dei ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico. Lasciando chi innova da solo, come lamenta Marconetto: “A livello nazionale c’è disinteresse per prodotti innovativi come il nostro. Pensare che potremmo essere un volano di sviluppo”.
Fonte: L’Espresso

RIFIUTI: CRISI RISCHIA INCEPPARE MECCANISMO CICLO RACCOLTA

Monday, November 2nd, 2009

”Se non saranno messi in atto rapidi e concreti interventi correttivi, gli effetti dell’attuale crisi economica rischiano di far inceppare il ciclo di raccolta e recupero rifiuti”. L’allarme emerge dallo studio annuale ‘L’Italia del Recupero’, giunta alla 10/a edizione, che sara’ presentato domani a Rimini nel corso della Fiera Ecomondo da FISE Unire (l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti). L’attuale congiuntura economica, spiega l’analisi, ha provocato un crollo nelle quotazioni delle materie prime, causando pesanti ricadute anche sui mercati dei materiali riciclati. Nonostante la costante crescita degli ultimi anni, l’industria del recupero rischia di entrare in una fase di stallo a causa all’insufficienza dei mercati di sbocco e a strozzature prolungate della domanda di materiali: a cascata, la raccolta differenziata rischia di rimanere ”parcheggiata” sui piazzali degli impianti o, paradossalmente, di non trovare sbocco, compromettendo anche lo sviluppo delle raccolte differenziate, in particolare nel Sud del Paese.
Fonte: Ansa.it

influenza A: I pediatri: affrettare le vaccinazioni

Monday, November 2nd, 2009

E’ già psicosi, come si temeva, per l’influenza A che continua a causare casi gravi e ricoveri. I pediatri della società italiana di pediatria hanno registrato nell’ultima settimana un aumento del ricorso al pronto soccorso dell’80% per i bambini. Corse, per fortuna, quasi sempre inutili. Il timore rischia inevitabilmente di crescere dopo la morte della bambina a Napoli, dodicesima vittima in Italia, prima fra i bambini nel nostro paese. E ora i pediatri invitano ad immunizzare subito i piccoli, rinvigorendo così le preoccupazioni sui ritardi in alcune regioni del vaccino. Ma, ha spiegato il ministero del Welfare, alla data del 30 ottobre scorso, tutte le Regioni sono state in grado di iniziare l’offerta vaccinale. Una terza quota di vaccino sarà distribuita nei prossimi giorni e complessivamente, con queste prime tre consegne, alle Regioni sono distribuite più di 2 milioni di dosi di vaccino, ripartite proporzionalmente alla popolazione residente di ciascuna.

Ma dalle regioni le notizie sono meno rassicuranti, almeno per quello che riguarda la tempistica. A parte l’Emilia Romagna che ha cominciato per prima, solo la Lombardia ha annunciato la vaccinazione da domani della popolazione a rischio, quella inserita nell’elenco del ministero. In attesa di vaccinare i propri figli, Gianni Bona, vice presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), “se si sono verificati molti casi di influenza a scuola si può anche evitare di mandare i propri figli negli istituti”. Secondo il pediatra, ‘e’ importante che tutte le regioni avviino il prima possibile le vaccinazioni per i bambini con più di sei mesi a cominciare da quelli che hanno patologie a rischio”.

COSA FARE. Nel caso in cui una madre sospetti che il figlio abbia contratto l’influenza A, invece, “meglio consultare il pediatra - ha sottolineato Bona - piuttosto che andare al pronto soccorso rischiando di fare lunghe e inutili code per farsi prescrivere un antifebbrile”. Gli antivirali, invece, “devono essere prescritti e somministrati solo in determinati casi”. I sintomi più frequenti sono sempre febbre alta, dolori diffusi, mal di testa, nausea e, nel caso di bambini più piccoli, diarrea. “Normalmente - ha dichiarato Bona - la febbre si manifesta per 3-5 giorni durante i quali basta somministrare antifebbrili. Per evitare ulteriori contagi è importante - ha concluso - tenere i bambini a casa per sette giorni dal momento in cui si manifestano i primi sintomi”.

I CASI. Non migliorano le condizioni della bambina bolzanina di 11 anni affetta da influenza A e ricoverata da più di una settimana nel reparto di rianimazione della Clinica universitaria di Innsbruck (Austria). Una bambina di 12 anni, ricoverata a Portogruaro e trasferita “a titolo precauzionale” a Padova. La ragazzina, affetta sin dalla nascita da una malattia rara - spiegano i sanitari - era stata accolta giovedì scorso nel reparto di pediatria dell’ospedale di Portogruaro. Un donna in gravidanza, un uomo adulto e un ragazzo sono stati ricoverati per precauzione nell’ospedale Umberto I a Roma. Nello stesso ospedale rimangono stabili le condizioni dei tre bambini ricoverati in terapia intensiva, sempre per l’influenza, ma già affetti da patologie croniche invalidanti. Le condizioni di altri due bambini postivi al test del virus H1N1, ricoverati in osservazione breve all’interno del nosocomio romano, sono in netto miglioramento. Permangono critiche le condizioni di un anziano di 79 anni e di una donna di 35 anni, alla quale è stato anche praticato un parto cesareo, colpiti da influenza A in Liguria e ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell’ Ospedale San Mertino di Genova. Per entrambi, sedati e ventilati, le prossime ore sono ritenute decisive Altri due casi di influenza A “potenzialmente gravi” sono stati segnalati oggi in Puglia dopo i primi due “gravi” riscontrati ieri che sono una donna di 52 anni, ora in “lieve miglioramento” e una puerpera trentunenne che ha partorito due giorni fa con taglio cesareo alla 31/ma settimana di gravidanza

BIMBA MORTA A NAPOLI, ANTICIPATA AUTOPSIA - I genitori di Emiliana, la bambina morta a Napoli, fanno sapere che “la figlia era sana a quanto loro sapessero”. Se la piccola avesse patologie congenite non note lo si saprà solo al termine dell’autopsia. La ragazzina di Pompei e’ la dodicesima vittima dell’influenza A in Italia. Dal mese di settembre è la sesta morte a Napoli, la prima fra i bambini nel nostro Paese. Inizialmente in programma per domani, l’autopsia sul corpo di Emiliana è stata anticipata ad oggi. La decisione forse anche per cercare di tranquillizzare la comunità che dopo il decesso della bimba si é quanto mai allarmata. Per ora nessuna indiscrezione sui possibili risultati dell’esame autoptico in corso all’Istituto di medicina legale del II Policlinico di Napoli

Fonte: Ansa.it

Il Tar del Lazio sconfessa la Prestigiacomo

Monday, November 2nd, 2009

 Il Tar del Lazio boccia la nomina, da parte del ministero dell’Ambiente, delle commissioni chiave per autorizzare centrali elettriche e ponti, aeroporti e autostrade, porti e ferrovie. Una sconfessione secca contenuta nelle sentenze pubblicate il 30 ottobre che danno al ministero 45 giorni di tempo per rimettersi in regola.

Secondo il Tar, vanno annullati gli atti ministeriali che hanno portato alla riduzione dei membri delle commissioni Via (valutazione d’impatto ambientale), Covis (si occupa delle transazioni in materia di danno ambientale, in qualche caso sopra il miliardo di euro) e Ippc (valutazione dell’inquinamento).

Il Tar dichiara illegittima la nomina dei nuovi membri delle commissioni perché “la revoca è stata disposta nei confronti dei componenti ancora in carica, prima della scadenza del mandato, senza alcuna istruttoria volta all’accertamento e alla valutazione dei risultati dell’attività compiuta da ciascun componente e dalla Commissione nel suo complesso, e quindi senza l’indicazione di elementi idonei a motivare la mancata conferma dei ricorrenti nell’incarico ancora in corso”.

In sostanza, il Tar sostiene che la “procedura sprint” con la quale il ministero dell’Ambiente ha mutato la composizione delle commissioni è irregolare perché i vecchi membri non erano decaduti, né nei loro confronti, come ammesso anche dall’Avvocatura dello Stato, era applicabile lo spoil system.

“La sentenza del tribunale amministrativo regionale dimostra l’inadeguatezza e l’approssimazione con le quali si è mosso il ministero dell’Ambiente”, commenta Angelo Bonelli, presidente dei Verdi. “Ha tentato la decapitazione di commissioni di fondamentale importanza per il governo del territorio ed è stato fermato dalla magistratura. Un segnale che dovrebbe far riflettere sulle sorti del prossimo blitz annunciato: l’attacco agli enti parco”.

Fonte: La Repubblica

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