Archive for November, 2009

ABC consumatore, il “bignami” elettronico dei diritti del cittadino

Monday, November 30th, 2009
E’ online una nuova banca dati dell’associazione Adiconsum per fornire risposte concrete su tutti i temi del consumo

Orientarsi nel complesso mondo dei consumi? Da oggi c’è uno strumento in più. Si chiama “ABC consumatore” ed è una banca dati on line gratuita realizzata da Adiconsum, con il contributo del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Commercio, vacanze e tempo libero, abitazione e risparmio energetico, Rc auto e autoveicoli, fisco, nuove tecnologie, alimentazione, servizi creditizi e finanziari, scuola e minori, accesso alla giustizia, sono solo alcuni delle voci presenti nella nuova risorsa messa a disposizione dall’associazione dei consumatori che, a dispetto del nome, copre tutte le problematiche legate al mondo del consumo dalla A alla Z.

La banca dati è formata da tre aree principali: nozioni, facsimili e leggi. Nella prima si possono reperire le informazioni sui vari temi suddivisi per argomenti; in particolare, a disposizione del consumatore sono state create schede informative contenenti riferimenti legislativi, esempi, tabelle tecniche e quant’altro necessario per approfondire la materia trattata. La seconda area è invece dedicata ad una parte più pratica e raccoglie numerosi facsimili utili in caso di richieste di rimborsi, contestazioni, ricorsi, ecc. Infine, la terza è dedicata alle leggi più importanti per i consumatori italiani.

Si tratta di un piccolo bignami elettronico dei diritti del consumatore, scritto con un linguaggio accessibile a tutti e continuamente aggiornato. Per i primi tempi la consultazione sarà libera poi sarà prevista una pagina di accesso dove l’utente dovrà registrarsi (gratuitamente). Lo scopo della registrazione, ha spiegato il segretario generale di Adiconsum, Paolo Landi, è esclusivamente quello di creare un’interazione tra cittadino ed associazione: attraverso la mailing list gli utenti registrati saranno avvisati di eventuali aggiornamenti o aggiunte di nuove voci e, nel caso lo desiderino, potranno inviare suggerimenti o richieste di maggiori informazioni all’associazione.

Fonte : Kataweb

Rubbia: “L’errore nucleare Il futuro è nel sole”

Monday, November 30th, 2009

Parla il Nobel per la Fisica: “Inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha bisogno di troppo tempo per dare risultati”. La strada da percorrere? “Quella del solare termodinamico. Spagna, Germania e Usa l’hanno capito. E noi…”

di ELENA DUSI

 

ROMA - Come Scilla e Cariddi, sia il nucleare che i combustibili fossili rischiano di spedire sugli scogli la nave del nostro sviluppo. Per risolvere il problema dell’energia, secondo il premio Nobel Carlo Rubbia, bisogna rivoluzionare completamente la rotta. “In che modo? Tagliando il nodo gordiano e iniziando a guardare in una direzione diversa. Perché da un lato, con i combustibili fossili, abbiamo i problemi ambientali che minacciano di farci gran brutti scherzi. E dall’altro, se guardiamo al nucleare, ci accorgiamo che siamo di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti. Ovviamente non parlo dell’Italia. I paesi in cui si concentrano i progressi sono altri: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti”.

La vena di amarezza che ha nella voce Carlo Rubbia quando parla dell’Italia non è casuale. Gli studi di fisica al Cern di Ginevra e gli incarichi di consulenza in campo energetico in Spagna, Germania, presso Nazioni unite e Comunità europea lo hanno allontanato dal nostro paese. Ma in questi giorni il premio Nobel è a Roma, dove ha tenuto un’affollatissima conferenza su materia ed energia oscura nella mostra “Astri e Particelle”, allestita al Palazzo delle Esposizioni da Infn, Inaf e Asi.

Un’esibizione scientifica che in un mese ha già raccolto 34mila visitatori. Accanto all’energia oscura che domina nell’universo, c’è l’energia che è sempre più carente sul nostro pianeta. Il governo italiano ha deciso di imboccare di nuovo la strada del nucleare.
Cosa ne pensa?
“Si sa dove costruire gli impianti? Come smaltire le scorie? Si è consapevoli del fatto che per realizzare una centrale occorrono almeno dieci anni? Ci si rende conto che quattro o otto centrali sono come una rondine in primavera e non risolvono il problema, perché la Francia per esempio va avanti con più di cinquanta impianti? E che gli stessi francesi stanno rivedendo i loro programmi sulla tecnologia delle centrali Epr, tanto che si preferisce ristrutturare i reattori vecchi piuttosto che costruirne di nuovi? Se non c’è risposta a queste domande, diventa difficile anche solo discutere del nucleare italiano”.

Lei è il padre degli impianti a energia solare termodinamica. A Priolo, vicino Siracusa, c’è la prima centrale in via di realizzazione. Questa non è una buona notizia?
“Sì, ma non dimentichiamo che quella tecnologia, sviluppata quando ero alla guida dell’Enea, a Priolo sarà in grado di produrre 4 megawatt di energia, mentre la Spagna ha già in via di realizzazione impianti per 14mila megawatt e si è dimostrata capace di avviare una grossa centrale solare nell’arco di 18 mesi. Tutto questo mentre noi passiamo il tempo a ipotizzare reattori nucleari che avranno bisogno di un decennio di lavori. Dei passi avanti nel solare li sta muovendo anche l’amministrazione americana, insieme alle nazioni latino-americane, asiatiche, a Israele e molti paesi arabi. L’unico dubbio ormai non è se l’energia solare si svilupperà, ma se a vincere la gara saranno cinesi o statunitensi”.

Anche per il solare non mancano i problemi. Basta che arrivi una nuvola…
“Non con il solare termodinamico, che è capace di accumulare l’energia raccolta durante le ore di sole. La soluzione di sali fusi utilizzata al posto della semplice acqua riesce infatti a raggiungere i 600 gradi e il calore viene rilasciato durante le ore di buio o di nuvole. In fondo, il successo dell’idroelettrico come unica vera fonte rinnovabile è dovuto al fatto che una diga ci permette di ammassare l’energia e regolarne il suo rilascio. Anche gli impianti solari termodinamici - a differenza di pale eoliche e pannelli fotovoltaici - sono in grado di risolvere il problema dell’accumulo”.

La costruzione di grandi centrali solari nel deserto ha un futuro?
“Certo, i tedeschi hanno già iniziato a investire grandi capitali nel progetto Desertec. La difficoltà è che per muovere le turbine è necessaria molta acqua. Perfino le centrali nucleari in Europa durante l’estate hanno problemi. E nei paesi desertici reperire acqua a sufficienza è davvero un problema. Ecco perché in Spagna stiamo sviluppando nuovi impianti solari che funzionano come i motori a reazione degli aerei: riscaldando aria compressa. I jet sono ormai macchine affidabili e semplici da costruire. Così diventeranno anche le centrali solari del futuro, se ci sarà la volontà politica di farlo”.

Fonte: La Repubblica

Animalisti in piazza a Madrid

Monday, November 30th, 2009

Nella centralissima Puerta del Sol a Madrid la protesta di AnimalNaturalis: nudi e “insanguinati” sotto una pioggia battente contro le pellicce (Reuters)

.

La Camera ha approvato le regole sugli animali da compagnia

Sunday, November 29th, 2009
 
 
La Camera ha approvato le regole sugli animali da compagnia
   
Ora si attende la decisione del Senato
ROMA
La Camera ha ratificato, con una maggioranza che ha sfiorato l’unanimità, la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. I sì sono stati 466. Uno solo il no, sei gli astenuti. La legge ora passa al Senato.Il Disegno di Legge che ha compiuto il «primo giro di boa», è un provvedimento a tutela degli animali e delle famiglie che vivono con cani e gatti, per stroncare il vergognoso traffico dei cuccioli dall’Est, grande fonte di rischi sanitari come la reintroduzione della rabbia, maltrattamento di animali, evasione fiscale. Sarà recluso da 3 mesi a un anno e condannato ad una multa da 3.000 a 15.000 euro chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce in Italia animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di identificazione individuale (passaporto individuale, ove richiesto) o, una volta introdotti nel territorio nazionale, li trasporta, cede o riceve. La pena è aumentata se gli animali hanno un’età inferiore a 12 settimane o provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria. Sanzioni sono previste anche per i trasportatori degli animali.Pene più severe per chi uccide gli animali: non sarà infatti più necessario il requisito della crudeltà per punire con la reclusione da 3 a 18 mesi chi uccide un animale da compagnia. Con le nuove regole, potrà essere condannato chiunque cagiona, senza necessità, la morte di un animale. 
Chi maltratta un animale da compagnia potrà invece essere recluso da 3 a 15 mesi e condannato ad una multa da 3.000 a 18.000 euro.La stessa pena si applica anche quando l’animale è sottoposto al taglio o all’amputazione della coda o delle orecchie, alla recisione delle corde vocali, all’asportazione delle unghie o dei denti o ad altri interventi chirurgici comunque destinati a modificarne l’aspetto o finalizzati a scopi non terapeutici non previsti dal regolamento ministeriale.

Proprio su questo ultimo aspetto delle amputazioni, il ministero della Salute con la Federazione nazionale degli Ordini Veterinari sarà chiamato ad emanare un Regolamento «che non potrà ignorare documenti tecnico-scientifici ben chiari sull`argomento che equiparano queste pratiche al maltrattamento».

Concessione che sembra orientata a soddisfare la lobby dei cacciatori così come si può intendere dal commento della parlamentare leghista Giovana Negro: «Finalmente si è trovata una soluzione al problema dei cani da caccia che, fino a oggi, se venivano feriti alla coda, rischiavano di compromettere la spina dorsale. Grazie all’ordine del giorno della Lega, approvato oggi in Aula, è stato concesso a chi fa attività venatoria di poter tagliare la coda nei primi momenti di vita del cane (entro e non oltre il sessantesimo giorno). Questa norma è stata suggerita dall’Associazione veterinari, che hanno inoltre specificato che la pratica non è dolorosa».

Fonte: La Zampa.it

Creati in Toscana cinquemila posti di lavoro nel settore ambientale

Sunday, November 29th, 2009
Quasi 680 milioni di investimenti regionali, che ne hanno prodotti altri 280
Per il periodo 2007-2010 la Regione ha stanziato 679 milioni di euro destinati alle politiche ambientali, e fino ad oggi ne ha gia’ impegnati 226. Questi finanziamenti hanno creato 5.000 nuovi posti di lavoro nel settore ambientale e ulteriori investimenti per un totale di 279 milioni di euro». Le cifre sono state fornite dall’assessore regionale all’energia e all’ambiente, Anna Rita Bramerini, nel corso del suo intervento alla XIV Conferenza regionale sull’ambiente, in corso di svolgimento nella terza ed ultima giornata dei Green days della sostenibilita’, organizzati dalla Regione Toscana alla Fortezza da Basso di Firenze.
Tra le nuove opportunita’ di lavoro l’assessore Bramerini ha richiamato quelle dei giovani ricercatori occupati dal Lamma (il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per l o sviluppo sostenibile) in seguito alla creazione del consorzio tra Regione e Cnr, in un Paese dove alla ricerca si destinano risorse irrisorie. L’assessore ha ripercorso poi le numerose riforme attuate dalla Regione in questa legislatura: quella del settore rifiuti, con l’accorpamento degli Ato; quella dell’Arpat diventata un’agenzia al servizio del territorio a cui sono stati affidati i compiti di monitoraggio, prevenzione e repressione in materia di ambiente; quella di Arrr (Agenzia regionale recupero risorse) che presto diventera’ una societa’ ”in house” della Regione; quella di semplificazione della normativa energetica che ha introdotto facilitazioni per chi vuol installare impianti ad energie rinnovabili; il Piano per la qualita’ dell’aria; il Piano energetico regionale; le linee guida per i termovalorizzatori; gli accordi con Enel per disciplinare lo sfruttamento geotermmico. Tra i provvedimenti attualmente all’esame del Consiglio reg ionale, figurano invece la legge sulla qualita’ dell’aria e quella sulle Valutazioni strategica e di impatto ambientale. 

«Occorre considerare - ha concluso l’assessore Bramerini - l’ambiente non come un settore separato, ma il filo conduttore delle politiche regionali. Dobbiamo poi essere capaci di far compiere alla concertazione un salto di qualita’, facendo si’ che ciascuno non rimanga prigioniero del ruolo che ci siamo assegnati». 

L’assessore regionale alla difesa del suolo e servizio idrico integrato, Marco Betti, ha sottolineato l’impegno della Regione nei settori ambientali di sua competenza. «Negli ultimi sei anni - ha detto Betti - la Regione ha stanziato 110 milioni di euro per interventi di difesa delle nostre coste e in questo momento sono in corso importanti lavori nelle province di Grosseto e Massa Carrara. Per tutelare l’ambiente servono pero’ investimenti sempre crescenti, ma il Governo ha chiuso i finanziamenti. Nel settore della depurazione abbiamo richiesto una sua compartecipazione per un terzo dei 300 milioni di progetti che abbiamo, senza ricevere risposta alcuna, tanto che saremo costretti ad intervenire con fondi esclusivamente regionali». 

L’assessore Betti e’ tornato infine sul decreto Ronchi per la cosiddetta privatizzazione dell’acqua, osservando che non puo’ essere ne’ privatizzata ne’ venduta, ma al massimo ceduta a prezzo di costo di produzione e che deve essere considerata come un diritto per tutti e non alla stregua di una merce.

Fonte : adnkronos

Olio extravergine, occhio all’etichetta per evitare le truffe

Sunday, November 29th, 2009
A volte viene spacciato per extravergine un prodotto non ricavato dalla primissima premitura a freddo delle olive. Ecco come evitare brutte sorprese

È un ingrediente fondamentale per la dieta mediterranea e nei carrelli della spesa degli italiani non manca mai. L’olio extravergine di oliva è onnipresente sulle nostre tavole. È un alimento sano e si usa in mille modi: per preparare un sugo, per condire l’insalata o insaporire una fettina di carne. I più golosi lo abbinano al pane per prepararsi la cosiddetta “scarpetta”. Ma non è tutto oro verde quello che luccica: a volte viene spacciato per extravergine un prodotto non ricavato dalla primissima premitura a freddo delle olive.

Con la crescente globalizzazione è sempre più facile acquistare un olio italianissimo solo in apparenza ma spagnolo, greco o nordafricano in realtà. Nei paesi dove i controlli di qualità sono più blandi – soprattutto fuori dall’Unione Europea -vengono prodotti oli di semi o di nocciole (molto più economici) successivamente trattati per farli somigliare ai veri extravergine.

Il modo migliore per evitare brutte sorprese è quello di leggere attentamente l’etichetta dietro la bottiglia. Poche righe che dicono tutto sulla provenienza, la qualità dell’olio e l’affidabilità del produttore. Il decreto 1019/2002 stabilisce che l’etichetta debba contenere almeno 9 informazioni fondamentali. Da qualche mese, poi, anche l’Unione Europea ha emanato un regolamento sull’etichettatura, il 182/2009, che impone ai produttori di indicare l’origine dell’olio. Le possibilità sono quattro:
 olio prodotto in un paese membro;
 olio ottenuto dalla miscela di più oli, ma sempre di origine comunitaria;
 olio ottenuto dalla miscela di più oli di origine extra-comunitaria;
 olio ottenuto dalla miscela di oli sia comunitari che extra-comunitari;

Insomma, vale la pena di perdere qualche minuto in più tra gli scaffali del supermercato.
Guarda la fotogallery: come riconoscere una buona etichetta.

Le diciture Dop (denominazione di origine protetta) o Igp (indicazione geografica protetta) sono invece facoltative. Per potersi fregiare del marchio Dop l’olio dev’essere stato prodotto in un’area geografica delimitata, dalla raccolta delle olive fino all’etichettatura. Per il marchio Igp, invece, basta che almeno una fase del processo produttivo sia avvenuta in una determinata zona.

Come si conserva? Una volta comprato l’olio giusto (preferibilmente in bottiglie scure), è importante conservarlo nel migliore dei modi perché non perda le sue qualità. Luce, calore e odori sono i suoi peggiori nemici. La luce ne accelera il processo di ossidazione; il calore può modificarne il sapore; lo stesso vale per gli odori esterni, soprattutto quelli più forti.

L’olio va conservato all’ombra, in luoghi freschi e asciutti. Assolutamente da evitare il frigorifero. Un buon consiglio è quello di stoccarlo in recipienti di acciaio, i più indicati proprio perché non cedono odori né aromi, lo isolano dalle temperature esterne e lo preservano dalla luce.
 Fonte: Kataweb

Studio sul solare: i costi dell’energia scenderanno

Sunday, November 29th, 2009

Secondo i dati del rapporto il costo dell’elettricità prodotta sfruttando i raggi solari è destinata a scendere come diretta conseguenza della diminuzione del prezzo dei moduli solari

(Rinnovabili.it) – Secondo un rapporto della inglese New Energy Finance il costo dell’elettricità solare nel Regno Unito scenderà del 50% rispetto ai livelli del 2008 entro il prossimo anno, diretta conseguenza del calo dei prezzi dei moduli fotovoltaici.
Gli esperti, che hanno analizzato i prezzi prima che venissero concessi i sussidi statali facendo riferimento ai costi di produzione costante dell’energia per l’intero ciclo di vita dell’impianto meglio conosciuto in UK con il nome di Levelised energy cost (LEC), hanno rilevato che il prezzo dei moduli in silicio policristallino negli ultimi anni è sceso drasticamente anche a causa della recessione economica e del conseguente calo degli investimenti nell’industria per la produzione di energia pulita. Tutto ciò ha inoltre determinato un aumento delle difficoltà nell’attribuzioni dei pochi sussidi ai progetti solari presentati provocando un accumulo di moduli solari invenduti, determinato dalla diminuzione della domanda del mercato.
Il thin-film, più economico rispetto ai moduli solari cristallini, risulta per questo più appetibile per i costruttori anche se la tendenza del mercato è di mantenere i costi entro i limiti LEC.
Un recente rapporto elaborato da Lawrence Livermore National Laboratory chiamato ‘Chasing the Sun’ mostra un progressivo calo dei costi dei sistemi solari registrato nel corso del tempo: i dati parlano di un -30% negli ultimi 10 anni.
Nel 1998 il costo medio era calcolato 10,80 dollari per watt che nel 2008 è sceso a 7,5 dollari, prezzo stabile dal 2004 destinato, secondo il rapporto, a scendere ancora entro la fine dell’anno in corso.

Fonte: La Repubblica

Acqua privatizzata, l’opposizione annuncia il referendum

Sunday, November 29th, 2009

Via libera tra le polemiche, alla Camera, al decreto Ronchi che prevede, tra l’altro, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa la gestione delle risorse idriche. Il governo difende il provvedimento, spiegando che l’acqua rimarrà comunque un bene pubblico e non ci saranno incrementi delle tariffe. Ma l’opposizione è sulle barricate e critica nel metodo e nel merito le nuove norme. L’Italia dei Valori dopo il via libera finale al testo (con 302 sì e 263 no) fa partire in Aula una contestazione con tanto di cartelli con lo Stivale e la scritta ‘Giù le mani dall’acqua’. Il partito di Di Pietro, insieme alla sinistra radicale, tra l’altro, è pronto a raccogliere le firme per un referendum abrogativo della misura.

La Lega resta fredda su un testo che rischia di penalizzare molti comuni del Nord dove le bollette dell’acqua non sono alle stelle. “Difenderemo il patrimonio delle ex municipalizzate - assicura in Aula il capogruppo Roberto Cota - dall’aggressività delle grosse multinazionali estere”. Ma i ministri delle Politiche Europee, Andrea Ronchi, e per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, che hanno gestito tutta la partita, danno una serie di rassicurazioni. “Non ci saranno innalzamenti delle tariffe”, sottolinea Fitto, e inoltre la liberalizzazione consentirà “interventi sulla rete”, per cercare di arginare la questione delle perdite.

Non solo. Come chiesto anche dall’opposizione il ministro garantisce che ci sarà un organismo di controllo del settore idrico, meglio se una Authority ad hoc. Anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno scende in campo per placare gli animi. “In Parlamento - sottolinea - avrei votato sì. Non ci sarà un rincaro delle bollette”. E ancora: “ci sarà l’apporto dei privati ma nessuno toglierà l’acqua ai romani”. Secondo il Pd e l’Udc, però, si tratta di una norma che “va contro gli interessi dei cittadini”, come sottolinea la capogruppo dei democrats in commissione Ambiente Raffaella Mariani o ancora “non risolutiva” per il suo omologo centrista centrista Mauro Libé.

La sinistra è ancora più dura e prepara un referendum contro un provvedimento che il governatore pugliese Nichi Vendola (che ha già detto che ricorrerà alla Corte Costituzionale) definisce “ignobile”. Ora la partita si sposterà sui regolamenti attuativi che il ministro Fitto ha assicurato “saranno varati dal Consiglio dei ministri entro la fine dell’anno”.(Ansa)

Dopo il via libera al decreto sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali, Italia dei valori e Sinistra e libertà annunciano la raccolta di ìfirme pe run referendum che cancelli la parte del provvedimento relativa all’acqua

Colletta alimentare in 7.600 supermercati

Saturday, November 28th, 2009

Un pacco di pasta per me e uno per lo sconosciuto che magari vive vicino a casa mia e che ogni settimana fatica a racimolare i soldi per fare la spesa. Lo si può fare oggi, sabato 28 novembre, in 7.600 supermercati di tutta Italia, grazie alla giornata nazionale della Colletta Alimentare organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus e dalla Compagnia delle Opere.

TRE MILIONI IN DIFFICOLTÀ - L’iniziativa è nata nel 1997: allora furono raccolte 1.600 tonnellate di alimenti, per arrivare dopo 12 edizioni - nel 2008 - a quota 8.976 tonnellate, per un valore economico di oltre 27 milioni di euro. Secondo un’indagine della Fondazione per la Sussidiarietà sono più di 3 milioni in Italia le persone che faticano ad acquistare cibo sufficiente. Dunque in oltre 7.600 supermercati più di 100mila volontari inviteranno le persone a donare alimenti non deperibili - preferibilmente olio, omogeneizzati e alimenti per l’infanzia, tonno e carne in scatola, pelati e legumi - che saranno distribuiti a circa 1,3 milioni di indigenti attraverso gli 8mila enti convenzionati con la Rete Banco Alimentare. L’appuntamento di quest’anno è fissato in concomitanza con la Colletta che si svolge nei paesi europei membri della Federazione dei Banchi Alimentari ed è organizzato grazie alla collaborazione con la Cdo Opere Sociali, l’Associazione Nazionale Alpini, la Società San Vincenzo De Paoli e altre associazioni.

Fonte: Corriere della Sera

‘I speak earth’ unisce cittadini di tutto il mondo per agire contro i cambiamenti climatici

Saturday, November 28th, 2009
Attraverso i social media si possono condividere con famiglia e amici le richieste di intervento per salvaguardare il pianeta
Incoraggiare i cittadini di tutto il mondo ad agire contro il cambiamento climatico, condividendo le richieste di interventi con la famiglia e gli amici attraverso i sociali network. E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa di ‘i speak earth’ lanciata dal Copenhagen Climate Council (CCC) che ha annunciato un importante sforzo dell’ultima ora per mobilitare il mandato pubblico più forte possibile per un accordo ambizioso e vincolante alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, o COP15, a Copenaghen questo mese di dicembre.
L’iniziativa ‘i speak earth’ è viva all’indirizzo www.ispeakearth.com - il punto focale, un video animato con la voce dell’attrice Cate Blanchett, sostenitrice dell’ambiente. Irresistibile e diretta, la Blanchett avvisa dei pericolosi e irreversibili cambiamenti che il pianeta potrebbe dover affrontare se alla COP15 non fossero prese azioni appropriate. 

“Questo incontro riguarda il futuro della nostra Terra e deve stabilire piani attuabili e sostenibili per ridurre le emissioni di carbonio. Si parla molto, ma si fa poco, per contrastare lo scioglimento delle calotte glaciali e l’innalzamento dei livelli marini. Questo è il momento in cui i leader globali e le aziende devono agire con decisione per creare una soluzione” dichiara Tim Flannery, presidente del Copenhagen Climate Council. 

‘I speak earth’ è una semplice dichiarazione che rispecchia una seria preoccupazione per il futuro del pianeta. Condividendo il video e i messaggi critici di ‘i speak earth’ sui rischi di un clima instabile, la voce della democrazia globale online ha il potere di raggiungere i leader politici e aziendali di tutto il mondo. Con la firma della dichiarazione PlanetCall, gli aggiornamenti dello stato di Facebook, i tweet, i messaggi di posta elettronica e/o i messaggi istantanei, i cittadini globali possono garantire che le trattative a Copenaghen rispecchino un nuovo inizio nello sforzo di proteggere un pianeta abitabile. 

La COP15 è stata chiamata la più importante conferenza del secolo ed è, in effetti, di grande significato globale in quanto definirà il ruolo dei governi e delle aziende di tutto il mondo nella guida dell’economia su un percorso sostenibile. La complessità della politica globale sul clima spesso lascia confusi e disimpegnati; tuttavia, i speak earth ha il potere di unire cittadini di tutto il mondo e aiutarli ad influenzare il cambiamento a cui puntano. 

I cambiamenti climatici sono un problema che influenza e influenzerà ogni cittadino della Terra. I leader mondiali presenti alla COP15 dovranno concordare un documento in grado di sostituire il protocollo di Kyoto, che scadrà nel 2012 e non è strutturato per risolvere l’urgente problema dei cambiamenti climatici, in modo da ridurre le emissioni nei prossimi 10 - 15 anni. In caso contrario, l’opportunità di prevenire il riscaldamento globale andrà persa, aprendo la porta all’incertezza.

Fonte: adnkronos

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!