Archive for July 24th, 2009

Nube di ammoniaca esce da un tombino in via Veneto: sgomberato un albergo

Friday, July 24th, 2009

Una nube di ammoniaca si è sprigionata questo pomeriggio da un tombino in via Aurora, a pochi metri da via Veneto, a Roma. Gli ospiti dell’albergo Ludovisi e gli abitanti dell’adiacente condominio sono stati sgomberati. Sono intervenuti i carabinieri della stazione Roma Centro e alcuni mezzi dei vigili del fuoco.

LAVORI ALL’IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO - La nube tossica - spiegano i carabinieri che sono sul posto con i vigili del fuoco - è uscita dal tombino dopo che l’Hotel Ludovisi, che occupa parte dello stabile di via Aurora 31, aveva eseguito dei lavori di manutenzione all’impianto di aria condizionata. Per cause ancora da accertare, alcuni prodotti usati dagli operai sono andati a finire in un tombino del condominio, e si è sviluppa una nube di ammoniaca. La paura delle esalazioni tossiche ha costretto i carabinieri della stazione Roma centro e i vigili del fuoco a evacuare tutto lo stabile. Non risulta alcun ferito o intossicato. I pompieri sono al lavoro per buttare dentro la struttura aria compressa e disperdere la nube.

Fonte: Corriere della Sera

In Toscana scoppia la guerra delle paludi

Friday, July 24th, 2009

Le fabbriche che lavorano il cuoio minacciano il Padule di Fucecchio. E la costruzione di un depuratore fa discutere di SIMONA POLI

 


Osservatorio nella palude di Fucecchio

Il 14 giugno qui si festeggiava “il giorno della cicogna”, tornata dopo secoli di assenza a fare il nido nel Padule di Fucecchio. I pulcini dal lungo becco che pigolano sulla cima della piattaforma messa in sicurezza dall’Enel durante l’inverno sono considerati la prova vivente della possibilità di realizzare uno sviluppo sostenibile. Industria e natura vicine ma non nemiche, due facce dello stesso mondo, realtà compatibili. Un sogno tenacemente inseguito ma continuamente minacciato. Ora più che mai. Perché i 1500 ettari del Padule si trovano in una delle zone a più alto rischio ambientale d’Italia, quella della lavorazione del cuoio tra Valdera, Val di Nievole e Valdarno, un insieme di aziende specializzate che garantisce occupazione a un grosso indotto ma costituisce con i suoi scarichi inquinanti un rischio perenne per l’ecosistema.

La costruzione del depuratore che incanalerà liquami e scarti delle concerie fa discutere da anni questo pezzo di Toscana ricco di fiumi e torrenti che scendono dall’Appennino. Paludi, fossi e canali, pozze naturali e falde di superficie ingoiano tutto ciò che la terra assorbe, compresi i veleni delle manifatture e gli anticrittogamici utilizzati dai vivaisti locali. E d’estate quando le acque si ritirano gli effetti devastanti dell’incuria si mostrano agli occhi dei turisti incantati a osservare il passaggio delle 190 specie migratorie, tra cui aironi e garzaie, che abitano nella riserva protetta.
Sul depuratore la decisione definitiva sarà presa solo ad ottobre. Il progetto attuale, già cambiato rispetto all’originale, non è stato ancora sottoposto a Valutazione d’impatto ambientale.

Ce n’è abbastanza per far scattare l’allarme di ambientalisti e comitati locali. “Quell’area è vincolata da una Convenzione europea”, ricorda l’assessore alla Difesa del suolo della Toscana Marco Betti. “E’ necessaria la Valutazione d’incidenza, che garantisca che le condizioni del territorio non peggioreranno rispetto ad ora”. Le opere di mitigazione ambientale vanno fatte prima di mettere mano all’opera, un rimedio che anticipa il male, come vuole il paradosso del verbo burocratico (per gli interventi riparatori la Regione ha già stanziato 5 milioni). Intanto la consultazione si è allargata agli abitanti di Ponte Buggianese, il comune che stabilirà la localizzazione dell’impianto. “I cittadini sono convocati in assemblea per offrire suggerimenti, proposte e, soprattutto, per discutere”, spiega Betti. A settembre la parola passerà al consi-glio comunale. In quell’epoca le cicogne saranno già volate via. E chissà se la prossima estate torneranno.
Fonte: La Repubblica
F

SARDEGNA IN FIAMME: DUE MORTI, BAGNANTI EVACUATI

Friday, July 24th, 2009
SASSARI - Sono due i morti negli incendi divampati oggi in Sardegna. La seconda vittima - riferiscono i carabinieri della compagnia di Bonorva (Sassari) - e’ un anziano di Mores (Sassari). L’uomo, secondo quanto si e’ appreso, e’ stato stroncato da un infarto mentre tentava di mettersi in salvo dalla fiamme.L’altro morto e’ un pastore di 58 anni, Mario Piu, di Pozzomaggiore.Mario Piu è stato sorpreso dalle fiamme a metà pomeriggio, mentre cercava di mettere in salvo il suo gregge, alla periferia di Pozzomaggiore. Una disperata, quanto inutile lotta contro il fuoco: il rogo ha ucciso il pastore e tutte le sue pecore. Situazione drammatica in tutto il Sassarese: a Semestene risulta disperso un allevatore, mentre il fuoco si è insinuato sino al centro abitato di Ittireddu, dove la maggior parte delle abitazioni è stata fatta sgombrare. Stessa sorte per diversi residenti di Ozieri e Nughedu San Nicolò.

EVACUAZIONE BAGNANTI IN SARDEGNA

A Capo Pecora, in Sardegna, è in corso l’evacuazione di circa 120 bagnanti che a causa di un incendio sviluppato lungo la costa sono rimasti intrappolati in spiaggia. Stanno operando quattro motovedette della Guardia Costiera, un elicottero dell’esercito, due elicotteri del Corpo forestale e vari mezzi minori.TURISTI BLOCCATI, CC CHIEDONO RINVIO PARTENZE NAVI
Centinaia di turisti in partenza stasera dal porto di Olbia, sono rimasti bloccati sulle strade del nord Sardegna a tratti interrotte a causa degli incendi. I centralini dei carabinieri del comando provinciale di Sassari sono stati presi d’assalto con pressanti richieste di aiuto da parte dei vacanzieri. I militari hanno contattato il presidente dell’Autorità portuale che ha ottenuto dalle compagnie di navigazione un rinvio, per ora di un’ora, delle partenze delle navi da Olbia e Porto Torres.SARDEGNA IN FIAMME, CASE EVACUATE DA NORD A SUD
Non si attenua l’emergenza incendi in Sardegna con tutte le squadre dei comandi provinciali dei Vigili del Fuoco impiegate, assieme al Corpo Forestale della Regione e alla Protezione Civile - con ben nove Canadair, due terzi della flotta antincendio dello Stato - per spegnere i numerosi roghi che, alimentati dal vento di scirocco, stanno distruggendo decine di ettari di macchia mediterranea, bosco e sterpaglie. La situazione peggiore nell’Oristanese e in Gallura, dove sono state evacuate diverse abitazioni, stazzi e aziende agricole. Decine le persone che si sono recate al Pronto Soccorso di Olbia, compresi vigili del fuoco e volontari, rimasti intossicati dal fumo, ma nessuno è grave. Circolazione ferroviaria a singhiozzo sulla linea Oristano-Chilivani e Chilivani-Sassari, e traffico a tratti bloccato sulla statale 131, la principale via di collegamento tra il nord e il sud della Sardegna. I due vasti incendi che interessano da stamani la Planargia e i boschi di Monte Arci, nell’Oristanse, stanno mettendo a dura prova l’apparato regionale antincendi, coordinato dal Centro operativo di Fenosu, dove la situazione viene definita “catastrofica”.
E’ stata istituita l’unità di crisi, prevista in questi casi dalle procedure della Protezione civile, e si sta anche procedendo allo sgombero di case coloniche e aziende agricole. Situazione molto grave anche sul Monte Arci, dove un incendio partito dai monti di Pau si è rapidamente esteso e ora sta minacciando anche i boschi di Villaurbana. In Gallura case evacuate a Porto San Paolo, Budoni e San Teodoro, dove si sono vissuti momenti di panico tra residenti e turisti, alle prese non solo con il fumo denso ma anche con le elevate temperature che rendono il clima irrespirabile. A Loiri, un gruppo di persone ha abbandonato le proprie case per cercare riparo in un’antica chiesa. Roghi anche nell’Iglesiente, dove le fiamme hanno minacciato la colonia penale di Is Arenas, che è stata evacuata per precauzione; nel Sassarese (alla periferia di Alghero e nelle campagne di Giave, Ozieri, Bortigiadas); nelle campagne di Nuoro e nel Cagliaritano, a Fluminimaggiore, Decimoputzu e Siliqua.
       
APPROFONDIMENTI
Estate rovente, in Sardegna picchi di 46 gradi

Tragedia di Acireale, la Lav: no alla caccia alle streghe verso i cani

Friday, July 24th, 2009
 
ROMA
Non c’è solo la rabbia e il dolore nella tragedia del bambino che, dopo aver scavalcato una recinzione, sarebbe stato ucciso da alcuni cani alla periferia di Acireale (Catania). Ma si ripropone la questione della responsabilità dei padroni degli animali, con la consapevolezza della necessità di strumenti efficaci e indispensabili per prevenire simili drammi.E’ questa la reazione della Lav nelle parole del suo presidente, Gianluca Felicetti: «Il prossimo Consiglio dei Ministri vari subito il decreto legge di riforma della legge 281/91 in materia di tutela di animali d’affezione e prevenzione del randagismo che, tra le varie misure, ripenalizzi il reato di omessa custodia di animali (purtroppo depenalizzato qualche anno fa) e rafforzi le indispensabili e urgenti azioni di prevenzione attraverso l’attuazione di piani di sterilizzazione, l’introduzione del divieto di vendita di cani e gatti per almeno 5 anni e fornisca incentivi alle famiglie per l’adozione responsabile di cani».Ancora una volta, e purtroppo in casi di tragedie, l’associazione si vede costretta a ripetere l’appello a una gestione di sistema dei cani per evitare che si possa evitare di giungere a livelli dove la soluzione rischia di diventare drastica: «Ai Ministri dell’Interno, della Difesa e della Salute chiediamo un piano straordinario di repressione degli abbandoni, degli allevamenti abusivi e di controllo dell’omessa custodia degli animali, da attuare subito con l’impiego dell’esercito e delle forze dell’ordine – prosegue Felicetti – Al Ministro dell’Istruzione chiediamo corsi di formazione nelle scuole, per educare i più giovani a rapportarsi in modo corretto con gli animali e imparare a rispettarli».

La LAV chiede che non si scateni una caccia alle streghe verso i cani e che non siano azzardate ipotesi di colpevolezza prima che i fatti e le responsabilità di quanto accaduto possano essere accertati. Secondo le ultime informazioni diffuse dagli organi di stampa, i cani non sarebbero dei randagi e rimangono ancora molte aree d’ombra: dal dobermann risultato rubato ai pneumatici appesi a delle corde, elemento che farebbe pensare a un campo di addestramento.

«Ancora una volta è necessario sottolineare che simili tragedie hanno, purtroppo, responsabilità umane e richiedono, da parte delle istituzioni ma anche da parte dei cittadini, una efficace e tempestiva attività di prevenzione – dichiara Ilaria Innocenti del settore cani e gatti della LAV – Altro che randagi! Questa volta si tratterebbe di cani di razza e gli elementi finora noti farebbero pensare a uno scandalo tutto italiano e purtroppo molto diffuso: la riproduzione incontrollata di cani, la cessione fiscalmente illegale e, ancora più grave, viste le caratteristiche morfologiche dei cani».

Fonte: La Zampa.it

Ue, entro il 2014 stop alle tv ad alto consumo energetico

Friday, July 24th, 2009
Stesse misure anche per congelatori, refrigeratori e motori industriali
BRUXELLES
Dal 2014 non potranno essere più commercializzati televisori che consumano troppa energia. È una delle misure varate oggi dalla Commissione Europea, che riguardano anche congelatori, refrigeratori e motori industriali e i circolatori di caldaie. L’obiettivo è di arrivare entro il 2020 a un risparmio complessivo di 190 terawatt, «quanto il consumo di elettricità di Svezia e Austria messe insieme», sottolinea una nota della Commissione.Le misure prevedono che soltanto i refrigeratori e i congelatori a minor consumo di energia, quelli qualificati come “A+”, potranno restare in vendita. Per tutti gli altri tipi vi sarà uno stop progressivo della commercializzazione tra il 2010 e il 2014. Stessa strategia anche per i televisori ad alto consumo.

Diverso il calendario per i motori elettrici industriali, che prevede il progressivo ritiro dal commercio dei modelli più “ingordi” tra il 2011 e il 2017. La Commissione vuole inoltre favorire l’uso di variatori di velocità che regolino la potenza dei motori in funzione dei bisogni reali anziché lasciarli girare a pieno regime anche a vuoto.

Infine, entro il 2015 saranno eliminati dal mercato i circolatori meno efficaci, lasciando spazio a quelli “intelligenti” che possano adattare il loro funzionamento alle esigenze del sistema di riscaldamento.

Fonte: La Stampa

Influenza A: saranno vaccinati 15,4 milioni di italiani tra i 2 e i 27 anni

Friday, July 24th, 2009

«Si sta considerando di vaccinare contro la nuova influenza anche la fascia di popolazione pari a 15,4 milioni di soggetti tra i 2 e i 27 anni, da gennaio 2010». Lo ha affermato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Secondo il piano già annunciato dal governo, una prima fase delle vaccinazioni interesserà, entro la fine del 2009, le categorie maggiormente a rischio ed i lavoratori dei settori sensibili, pari a 8,6 milioni di cittadini.

VACCINO - «Verranno acquisite 48 milioni di dosi di vaccino pandemico dalla fine di novembre a gennaio 2010», ha aggunto Sacconi, «secondo la programmazione di produzione delle ditte farmaceutiche con le quali l’Italia ha stipulato contratti di prelazione dal 2005». «In Italia le misure adottate hanno consentito di limitare a 320 i casi confermati di nuova influenza, di cui solo quattro non legati a viaggi», ha chiarito Sacconi rispondendo alla Camera a un’interrogazione di esponenti del Pd. È previsto anche in Italia «un aumento dei casi di influenza A», ma questo «non desta particolare preoccupazione», ha aggiunto il ministro

EUROPA - In Europa in 30 Paesi finora sono stati diagnosticati 17.189 casi di influenza A/H1N1 con 29 decessi nel Regno Unito e quattro in Spagna. I casi diagnosticati extra-Europa sono stati 149.364 con 810 decessi. «L’aspetto positivo», ha detto la commissaria Ue alla Sanità Andorula Vassiliou, «è che il tasso di mortalità resta relativamente debole, ma nessuno sa come il virus evolverà. Ci aspettiamo che i casi di nuova influenza aumenteranno nel periodo estivo in conseguenza dei flussi turistici e temiamo che, in autunno, la pandemia possa legarsi alla normale influenza facendo aumentare la mortalità».

Zanzara tigre, lotta con metodi naturali

Friday, July 24th, 2009

Trappole al posto degli insetticidi, pasticche non tossiche per l’uomo per distruggere le larve e un atipico censimento per conoscere sesso e abitudini degli insetti e contarne le uova. L’ecologia entra in campo contro la zanzara tigre, la famigerata Aedes albopictus, a volte responsabile della trasmissione di malattie gravi, come chikungunya, dengue e a Montecatini Terme partorisce un progetto (con le università di Pisa e di Ratisbona) unico nel suo genere in Europa.

SPERIMENTAZIONE - La sperimentazione, che si conclude a dicembre, è già iniziata con i sopralluoghi di una task-force di esperti che, aiutati dagli abitanti della città toscana, hanno censito tombini, grate, caditoie e ogni altro possibile focolaio all’interno delle aree private. Squadre «anti zanzara» hanno verificato giardini, cortili, terrazzi e infine, in base ai dati raccolti, sono stati pianificati gli interventi antilarvali e le installazioni delle trappole. «Le trappole sono box dalle dimensioni di trenta centimetri», spiega Fabio Macchioni, parassitologo, ricercatore all’Università di Pisa, «e contengono sostanze chimiche non tossiche che simulano il sudore umano e attraggono le zanzare. Servono soprattutto come monitoraggio per capire come è composta la popolazione delle zanzare. Per combatterle è importante conoscere se gli insetti sono giovani o vecchi, femmine o maschi. Dopo il censimento si stilano gli interventi che puntano, senza l’impiego di insetticidi, a distruggere le larve».

TRATTAMENTO - I ricercatori hanno scelto Montecatini come città modello per la sperimentazione perché morfologicamente ideale, grazie anche all’abbondanza di acqua e vegetazione e a un particolare tessuto urbano. «Il trattamento antilarvale nelle zone pubbliche e private viene eseguito ogni due-tre settimane», spiega Macchioni, «e sono impiegati prodotti assolutamente atossici per l’uomo ed ecologici per l’ambiente. In alcuni casi sono state distribuite ai cittadini pasticche da usare nei sottovasi». I ricercatori prelevano anche periodicamente le zanzare finite nelle trappole. Ci sono anche «ovitrappole» per contare il numero di uova di zanzara tigre deposte e fare proiezioni e acquisire una stima sulla densità dell’insetto in ogni area studiata. «Con l’Hrl, lo Human Landing Rate», spiegano ancora gli esperti, «si valuta poi l’effettivo numero di zanzare che pungono o tentano di pungere lo sperimentatore in un intervallo di tempo di mezz’ora».

Marco Gasperetti
Fonte: Corriere della Sera

Nucleare, Prestigiacomo pronta alle dimissioni se fosse esautorata delle competenze sul nucleare

Friday, July 24th, 2009

Va tutto bene nel governo e nel partito di Berlu­sconi, lo dice Berlusconi, lo di­cono i sondaggi e soprattutto lo si intuisce dal dibattito interno, nel governo e nel partito. Il pre­mier parla davanti alla direzio­ne del Pdl da un quarto d’ora, e proprio mentre sta affrontando il nodo della «lega del sud», si accorge che La Russa è intento a chiacchierare. «Ignazio faresti meglio ad ascoltarmi», s’inter­rompe il Cavaliere, colpendo il ministro con uno schiaffetto dietro la nuca: «Soprattutto adesso che hai un presidente de­mocratico e non più un presi­dente dittatore…». Attimi di smarrimento in sala. «Silvio si riferiva a Mussolini», sorride il titolare della Difesa per cancella­re l’imbarazzo. Massì, Berlusco­ni non si riferiva a Fini, che in­tanto osserva (e benedice) le mosse dei suoi fedelissimi in Si­cilia.

Va tutto bene a palazzo Chigi e nel Pdl, anche se Cicchitto an­nota in direzione che il partito è «un po’ decerebrato», perché «le riunioni si fanno dappertut­to, tranne dove si dovrebbero fa­re». Tremonti, che è lì alla riu­nione, si torce sulla sedia prima di restituire il pizzicotto. «Sono onorato di prendere la parola in un partito decerebrato», esordi­sce il titolare dell’Economia, che avverte di essere sul banco degli imputati e scambiando la direzione per un tribunale pas­sa a difendersi dalle accuse. Per­ché a suo dire la «questione me­ridionale» che viene agitata, non può essere affrontata come «una questione di spesa ma di qualità della spesa». Formula elegante per additare la classe dirigente del Sud di dilapidare le risorse. La sua apologia sulle magnificenze della «prima Cas­sa per il Mezzogiorno» è un mo­do per rilanciare l’Istituto, insie­me alla banca del Sud e ad una «cabina di regia» da costituire a palazzo Chigi per delineare il piano d’interventi.

Fitto, che non doveva interve­nire, chiede la parola. E la riu­nione di partito si trasforma in una riunione di governo. Il tito­lare per le Regioni si era tratte­nuto nei giorni scorsi per non mandare a benedire il collega le­ghista Calderoli, «che non si de­ve più permettere di sproloquia­re sul meridione», ma dinnanzi alla logica centralista del mini­stro più federalista del Pdl, non vuole tacere. E allora «passi che c’è la crisi e che il governo ha dovuto fronteggiare l’emergen­za», ma il fenomeno della «lega del sud» è «una risposta sbaglia­ta a un’esigenza giusta». Tradu­zione: Tremonti non pensi di es­sere il regista della cabina di re­gia, non può fare il bello e il cat­tivo tempo.

Più o meno quanto sostiene la Prestigiacomo, che per via di un emendamento introdotto nel decreto anti-crisi oggi po­trebbe venire esautorata dalle scelte sulle future centrali nucle­ari. Strano, visto che è ministro per l’Ambiente. Berlusconi le ha giurato che «io non ne sapevo nulla». Tremonti le ha fatto sa­pere che «Berlusconi sapeva tut­to», Gianni Letta le ha garantito che «troveremo un rimedio». Sarà, ma se oggi non sarà così, la Prestigiacomo lascerà il dica­stero, «perché dopo un palese atto di sfiducia non resto a fare tappezzeria» .

Va tutto bene, ripete il Cava­liere. Anche nel partito. Dove Landolfi propone di istituire una «Camera del territorio». E siccome c’è da scommettere che la legge elettorale non verrà cambiata, visto che non ci sono le preferenze «un terzo delle can­didature dovrà essere espresso dal leader, un terzo dalla direzio­ne e un altro terzo dalla Camera del territorio». L’idea è accolta da gelidi clap clap del gruppo di­rigente, che è in attesa di ascolta­re Berlusconi per capire cos’ha in mente sul riassetto del parti­to, sull’abolizione del doppio in­carico e sulle voci di rimpasto che per ora non trovano riscon­tri.

Naturalmente Berlusconi non anticipa nulla. Quel che doveva dire l’aveva già detto nei dintor­ni di Brescia, non a Roma: «Salu­to Formigoni, presidente a vita della Lombardia». La Lega (quel­la vera) si metta l’anima in pace. Sull’altra lega (quella del Sud), Gasparri chiedeva al Cavaliere la scomunica. Arriva invece un buf­fetto, più leggero di quello rifila­to a La Russa, perché «quanti hanno parlato di partito del Sud sono legati a me da sincera ami­cizia », e perché «forse non sia­mo stati capaci di comunicare quanto abbiamo fatto per il Mez­zogiorno ». È il segno che il pre­mier sta giocando su due tavoli, siccome doveva trovare un sur­rogato all’Udc per bilanciare la Lega e ammorbidire Tremonti. Certo, fa sfoggio di mostrarsi più o meno irritato a seconda de­gli interlocutori. Tranne poi ras­sicurare i dirigenti meridionali: «Tranquilli, faremo un piano per sedare il malcontento. Lo so che c’è uno squilibrio, anche nel governo, su cui dovrò interveni­re ». Va tutto bene: «Nel 2013 sa­remo ancora qui». Lo dice Berlu­sconi.
Fonte : Corriere della Sera

Elegante ed elettrico: ecco il Calessino

Friday, July 24th, 2009

Oltre due milioni di esemplari diffusi nei cinque continenti: in fatto di vocazione globale, l’Ape Piaggio ha le carte in regola. Da oltre sessant’anni, il tre ruote italiano fa della versatilità la sua dote vincente su tutti i mercati. Pensato negli anni della ricostruzione postbellica, idoneo sia alle piccole attività commerciali sia al trasporto merci cittadino, si è reso disponibile anche alla mobilità individuale. Basti pensare all’Ape Cross e all’Ape Web. O a una delle varianti più curiose, il Calessino, ispirato al modello che negli anni Cinquanta accompagnava i divi di Hollywood in visita nelle isole e nelle più belle località del Mediterraneo e riproposto, aggiornato in ogni dettaglio salvo che nel suo fascino rétro, nel 2007.

PIU’ ELEGANTE - Il Calessino ora torna a far parlare di sé con un’edizione più elegante. La livrea del nuovo modello è bianca (tinta Arctic White, per essere precisi). Le quattro porte e la capote sono in tela bordeaux. La tela, impermeabile e lavabile, è montata su una struttura in tubi di acciaio inox lucidato. Il sapore d’epoca è esaltato dagli pneumatici bicolore montati su cerchi cromati, dagli inserti in legno tropicale e dalle finiture yachting style. La selleria color crema, con profili bordeaux (ovviamente dotata di cinture di sicurezza), accoglie i tre passeggeri più il guidatore, in un ambiente che richiama subito le vacanze. Spinto da un motore Diesel a iniezione diretta di 422 cc, l’Ape Calessino è in vendita, nel nuovo allestimento, a 9.150 euro più Iva.

Non è tutto: c’è anche la versione iperecologia, il Calessino Electric Lithium. Cioè: a trazione elettrica. L’allestimento è ripreso dal modello tradizionale, ma cambia la livrea, che abbina carrozzeria e parti in tela in una bicromia bianco/blu. Combinazione ripresa anche all’interno, dove la selleria color crema ha finiture blu. Un doppio trattamento di verniciatura in cataforesi della carrozzeria migliora la resistenza al clima umido misto a salsedine tipico delle località balneari. Dai centri storici (comprese le zone a traffico limitato) alle riserve naturali, dagli alberghi ai villaggi turistici, il Calessino elettrico sembra fatto apposta per servire con distinzione e gentilezza: non è soltanto un veicolo a zero emissioni, ma essendo silenzioso consente di godere appieno della natura o di attraversare i centri abitati senza recare disturbo L’autonomia è di 75 km.

 
 

VERSIONE VERDE -

PRESTAZIONI - Il cuore del Calessino “verde” è il propulsore elettrico, coadiuvato dal sistema di alimentazione Aenerbox, con batterie a ioni di litio di ultima generazione. L’adozione di questa tecnologia ha permesso di superare i limiti dei precedenti sistemi con batterie al piombo gel e al sodio nickel in termini di autonomia, peso, ingombri e tempi di ricarica. Il sistema di accumulo Aenerbox è molto performante: il rapporto peso/potenza superiore a 500 W/kg (oltre il doppio dei sistemi precedenti) si traduce in prestazioni brillanti. A parità di potenza, le batterie agli ioni di litio hanno un peso inferiore di oltre due terzi rispetto a quelle al piombo gel. Più che dimezzati i tempi di ricarica: per un ciclo di ricarica completo occorrono meno di quattro ore, con l’alimentazione proveniente dalla normale rete elettrica domestica da 220V. Il sistema Aenerbox ha un ulteriore vantaggio: a veicolo fermo, anche per lungo tempo, la batteria non si scarica. Una caratteristica di non poco conto, se si pensa all’utilizzo stagionale tipico delle attività turistiche. Il ciclo di vita delle batterie è di 15 anni (o 800 cicli di ricarica, pari a circa 60mila km), contro i 7/10 anni dei sistemi tradizionali.

DA 16 ANNI - L’Ape Calessino Electric Lithium è guidabile già a 16 anni con patente A, ma per il trasporto di passeggeri sono necessarie la maggiore età e la patente B. L’Ape più “chic” di tutti i tempi è realizzato in soli cento esemplari e costa 19.900 euro più Iva.

Roberto Iasoni

Viaggio d’estate… in treno

Friday, July 24th, 2009

Ecco sei itinerari turistici per l’estate 2009: da Roma all’Abruzzo, dalla Liguria alla Corsica, dalla Spagna fino alla Foresta Nera

 
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Viaggio, treno, Roma, Liguria, Svizzera, Corsica

Sei itinerari turistici su rotaia per l’estate 2009. Il treno, un mezzo ecologico e relativamente economico che conta un numero sempre maggiore di appassionati che amano gustare appieno i tempi lenti del viaggio.

Il nostro percorso parte da Roma. La ferrovia Roma-Ostia Lido (www.ostiaonline.it), frequentatissima dai pendolari e dai “bagnanti della domenica”, permette di raggiungere velocemente l’antico porto della capitale, ricco di eccezionali tesori artistici e archeologici.

Inaugurata nel 1924 con uno speciale treno a vapore, la linea vide intensificare il proprio traffico a partire dal 1946, quando, d’estate, moltissimi romani si precipitavano verso le spiagge per una domenica di relax (più o meno come nel film Una domenica d’a gosto di Luciano Emmer, 1950). Oggi il servizio è svolto con moderni treni elettrici alla tensione di 1.500 Volt. Il primo tratto, dalla Piramide Cestia fino a Magliana, si insinua fra quartieri popolari delle colline attorno all’immensa basilica di San Paolo Fuori le Mura.

Quindi, il treno penetra nella valle del Tevere – dove ancora riecheggia l’eco delle greggi al pascolo in tempi non molto lontani – per allungarsi fino ad Acilia, un’importante stazione dotata di binari di manovra e magazzino merci che rappresenta il punto più alto della ferrovia.

Da qui si scende verso la piana di Ostia Antica, attraversando aree una volta infestate dalla malaria e in seguito bonificate per ospitare numerosi casali. Dopo Ostia Lido si arriva a Lido Centro, in vista del mare. Sull’altra sponda dello Stivale, nel cuore dell’Abruzzo si snoda la tortuosa ferrovia sangritana (www.sangritana.it), che dall’entroterra appenninico raggiunge il litorale adriatico lungo un percorso aspro come la terra che lo accoglie.

Il tracciato originario partiva da Castel di Sangro e si biforcava all’altezza di Crocetta verso le località costiere di Ortona e di Marina di San Vito; durante la costruzione fu aggiunto un piccolo tronco che collegava a quello principale la cittadina di Atessa. Lunga 102 chilometri, dotata di scartamento ridotto da 950 mm, la Sangritana entrò in esercizio nel 1915 con trazione a vapore e fu elettrificata nel 1924, sviluppandosi e affermandosi in modo definitivo subito prima della guerra.

Negli anni Cinquanta, con la trasformazione dello scartamento, nacque il collegamento diretto Pescara-Lanciano. Le sue curve di raggio ridotto su panorami mozzafiato regalano magnifiche vedute sulla costa da un lato e sulla Maiella e sul Gran Sasso dall’a ltro. La più importante cittadina toccata è appunto Lanciano (Chieti), la cui Cattedrale sorge su quattro archi di un antico ponte risalente a Diocleziano.

Scendendo verso la valle del Sangro il treno attraversa il fiume Aventino per poi toccare Casoli e Archi sullo sfondo di boschi lussureggianti. A metà strada c’è Villa Santa Maria, paese adagiato sui pendii del Monte Vecchio e sovrastato da vertiginose pareti di roccia.

Al Nord la ferrovia Genova-Casella (www.ferroviagenovacasella.it

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Viaggio, treno, Roma, Liguria, Svizzera, Corsica

), elettrificata e a scartamento ridotto, da quasi un secolo si inerpica a mezza costa per trasportare pendolari e turisti dal mare all’Appennino.

Avviati nel 1921, i lavori della linea incontrarono numerose difficoltà, ma si giunse lo stesso all’inaugurazione nel settembre del 1929. Partendo dal capoluogo, il binario si srotola per 24 chilometri tra dirupi e canaloni attraversando tre valli: la Valbisagno, la Valpolcevera e la Valle Scrivia.

Dalla sponda destra del fiume Bisagno, il panorama sulla Genova di Levante abbraccia anche il promontorio di Portofino dopo di che, tra ponti e gallerie, dal treno si scorge in lontananza il santuario della Madonna della Guardia.

All’improvviso il binario comincia una marcata discesa verso la stazione di Torrazza San Bernardo, immersa fra i castagni, per poi risalire lungo un tracciato a ‘S’ caratterizzato da grandi pendenze e minimi raggi di curvatura. A Sant’Olcese Tullo si può ammirare il sentiero botanico di Ciaè, creato dai volontari della guardia antincendi: in circa 600 metri di bosco sono raggruppate diverse specie di piante, anche rare, appartenenti alla tipica flora ligure.

Il sentiero termina con una maestosa quercia secolare nei pressi del borgo medievale di Ciaè. Giunto infine nella Valle Scrivia, il treno cambia direzione per terminare il suo viaggio nella stazione di Casella.

Per gli esterofili, dalla Liguria alla Corsica il passo è breve. Nella parte settentrionale dell’isola, la spettacolare ferrovia Bastia-Calvi (www.corsica-turismo.com) collega, fra vallate selvagge e spiagge incantevoli, la sponda del Tirreno a quella del Mediterraneo aperto.

Dalla valle del fiume Golo al grazioso borgo di Ponte Leccia, i binari proseguono sia verso sud, in direzione di Corte e Ajaccio, sia verso nord raggiungendo prima la splendida Ile Rousse e poi la storica città di Calvi, fondata dai romani, fortificata tra i secoli XV e XVII dai genovesi e da questi ceduta alla Francia nel 1768. Interessante, da Calvi, l’escursione alle “Calanche“, formazioni rocciose che a seconda delle ore del giorno e della luce, assumono colorazioni diverse.

Procedendo verso l’Ovest varrebbe la pena di provare il lussuoso “Andalus Expreso” (www.trenidilusso.com), un hotel a cinque stelle su rotaia composto da 14 carrozze di cui sette con letti (fornite di bagno e doccia), due ristorante (”Alhambra” e “Gibralfaro”), una piano-bar (”Giralda”), una reception e una sala giochi (”Medina Azahara”).

Il servizio del treno si svolge da marzo a novembre con viaggi di sei giorni attraverso le principali località storiche e turistiche dell’Andalusia. Si parte la domenica da Siviglia per visitare, nell’ordine, Cordova, Baeza, Granada, Bobadilla, Ronda, Jerez de la Frontera e far ritorno a Siviglia il venerdì successivo.

Tornando in Italia si può passare dalla Svizzera per salire in cima a una delle più belle montagne del mondo a bordo dell’ardita ferrovia Jungfraubahn (www.jungfraubahn.ch). Tramite sette chilometri di galleria scavati nella roccia viva, la linea conduce al capolinea di Jungfraujoch, 3.454 metri d’altezza. Una manciata di metri più in alto, raggiungibile in ascensore, c’è lo Sphinx (”Sfinge”), un osservatorio meteorologico la cui vista spazia sull’intero Nord della Svizzera, sui Vosgi francesi e fino alla Foresta Nera. Da non perdere la Casa del Ghiaccio, ambiente ricavato nell’acqua congelata e decorato da sculture anch’esse in ghiaccio.

Fonte ; La Repubblica

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