Archive for July 23rd, 2009

Febbre suina, altri undici casi in un solo giorno

Thursday, July 23rd, 2009

Crescono, a Torino e in Piemonte, i casi di influenza suina. Il laboratorio di microbiologia e virologia dell’ospedale Amedeo di Savoia ha diagnosticato ieri sette nuovi casi in città e quattro in altrettanti Comuni della seconda cintura. Si tratta di adulti appena rientrati da viaggi all’estero. Altri dodici test sui 50 inviati a Torino sono risultati positivi, ma riguardano persone residenti oltre i nostri confini: quattro ad Alessandria, uno a Biella, sette a Novara. Confermata invece la negatività per i tre studenti dodicenni torinesi rientrati dal college alle porte di Londra insieme agli altri cinque coetanei colpiti dal virus H1N1 e in isolamento dalla settimana scorsa.

Nessuno degli ultimi contagiati è in pericolo di vita, tutti sarebbero stati colpiti dal virus mentre erano all’estero, nessun passaggio del virus sarebbe avvenuto in Piemonte: i sintomi sono stati riconosciuti immediatamente dopo il rientro in Italia, e gli undici sono stati sottoposti a terapia antivirale. Sotto stretta osservazione - com’è prassi - anche i familiari e chi è stato a stretto contatto con loro nelle ore precedenti alla diagnosi.

Con queste ultime conferme salgono a 47 i malati in Piemonte. Notizia che sta moltiplicando le telefonate non solo al numero messo a disposizione dal ministero, ma anche all’Amedeo di Savoia. «Molte persone - confermano in più di un ospedale - tornate in Italia si informano per sapere se esiste una terapia preventiva. Altri ci contattano per essere sottoposti direttamente al tampone faringeo, lamentando febbre o sintomi iniziali come mal di gola e tosse».
Come temevano all’ospedale specializzato in malattie infettive, «più dei contagi si moltiplicano le richieste di controllo». Il timore sta diventando paura, e «la paura può mettere in crisi l’attività degli ospedali».

Anche a Torino, intanto, i medici aderenti al Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani lamentano la mancanza di informazione ufficiale: «E’ necessario - dice Francesco Pecora, vicepresidente Snami - che i medici che operano sul territorio possano contare su indicazioni certe attraverso una comunicazione diretta dei responsabili del Servizio Sanitario». Perché «è bizzarro e controproducente apprendere solo dai giornali delle valutazioni e delle iniziative degli organi sanitari».

Il Piemonte si aspetta altri casi: «Se da un lato la stagione estiva riduce le possibilità di contatto e contagio in ambienti chiusi, d’altro canto - sostengono i virologi - questi sono i mesi delle vacanze e dei viaggi anche nelle zone considerate più a rischio».

In farmacia si moltiplicano le richieste di Tamiflu, l’antivirale antidoto. «Richieste inutili, le scorte restano esaurite e al momento non sono previsti rifornimenti, malgrado dai computer delle nostre farmacie partano ogni giorno richieste ai grossisti», ribadisce il presidente di Federfarma Piemonte, Luciano Platter.

Fonte: La Stampa

Eternit, a giudizio i due imputati

Thursday, July 23rd, 2009

Con un applauso di 140 cittadini di Casale Monferrato si è chiusa l’udienza preliminare dell’inchiesta sui quasi tremila casi tra malati e morti d’amianto alla Eternit Italia. Il gup Cristina Palmesino ha rinviato a giudizio per disastro doloso e rimozione volontaria di cautele il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Loui De Cartier De Marchienne. Il processo si aprirà a Torino il 10 dicembre.

L’udienza preliminare, nata da un’inchiesta della procura di Torino, riguarda i casi di esposizione all’amianto lavorato in quattro stabilimenti italiani dell’Eternit (Casale Monferrato, Cavagnolo nel Torinese, Ruviera in Emilia e Bagnoli in Campania). Il processo sarà il più grande, per numero di casi trattati e per il ruolo dei dirigenti coinvolti, mai celebrato per questioni legate all’amianto.

“Oggi è stata scritta una pagina importante nella tormentata storia dell’amianto in Piemonte, in Italia e credo in tutto il mondo”. Questo il primo commento del procuratore Raffaele Guariniello all’uscita dall’aula. “C’è stato un esame approfondito da parte del gup - ha proseguito Guariniello - di tutte le questioni poste: il giudice ha ritenuto fondata la nostra impostazione tanto che ha respinto tutte le eccezioni della difesa”. “Questa vicenda rimarca che in materia di sicurezza sul lavoro - ha concluso il magistrato - il ruolo della magistratura è fondamentale e serve che diventi ancora più incisivo”.

“Non è una sentenza ma un decreto che dispone il giudizio”, ha detto Cesare Zaccone, uno dei legali della difesa, parlando di una “decisione attesa”. “Dovremo riformulare le nostre eccezioni e le nostre ragioni”, ha aggiunto l’avvocato.

Fonte: La Repubblica

Le sette meraviglie della Natura

Thursday, July 23rd, 2009
 
   
ZURIGO
L’Ong New7Wonders ha appena lanciato in Svizzera una campagna per eleggere le sette «meraviglie» della Natura, due anni dopo una controversa e simile operazione per selezionare le sette «nuove» meraviglie del mondo.L’organizzazione, presieduta dal giramondo e regista svizzero Bernard Weber, ha pubblicato sul sito internet una lista di 28 siti naturali, dai quali saranno scelti i sette finalisti. Entro il 2011, gli organizzatori prevedono che un miliardo di persone voteranno al telefono o in internet, per scegliere tra la foresta amazzonica, le scogliere di Moher o il Mar Morto.Inizialmente New7Wonders aveva esaminato circa 440 luoghi naturalistici proposti dagli Stati, poi, in base alla selezione di un comitato d’esperti, la lista si è ridotta a 77 prima e 28 ora. «Si tratta di mettere su un livello d’uguaglianza i monumenti della natura», ha precisato Weber, spiegando che i siti sono stati scelti in base alla loro bellezza, la loro unicità e autenticità.Si tratta di un «esercizio democratico», secondo il presidente, che permetterà di rafforzare le attrazioni turistiche di questi posti, ma anche di migliorare la loro conservazione, ha spiegato Weber.

L’elezione nel 2007 da parte di oltre 100 milioni di persone di sette «Nuove» meraviglie del mondo, destinato a sostituire quelle scomparse dall’Antichità, suscitò una forte polemica. L’Unesco affermò che questa campagna non è «nè democratica, nè scientifica» e ha solamente frenato i progetti su un piccolo numero di monumenti già celebri.

Ma per la Ong, il loro obiettivo «non ha nulla di scientifico»: «All’Unesco sono 21 esperti che decidono i siti che entreranno nella lista» del patrimonio mondiale dell’umanità, ha precisato. «Da noi, sono 130 milioni di persone, che hanno votato durante la precedente campagna, è più democratico», ha concluso.

Fonte: La Stampa

Bimbo con il fucile, pubblicità-choc

Thursday, July 23rd, 2009

Un bambino piccolo, tra i sette e gli otto anni, in tuta mimetica, seduto su una balla di fieno, guarda verso il cielo, in bocca il fischietto che serve per richiamare gli uccelli e sul terreno, poco distante da lui, un fucile. La foto che Federcaccia ha scelto per la sua campagna di tesseramento 2009 sembra quasi fatta apposta per far arrabbiare tutti assieme gli animalisti, gli ambientalisti, le associazioni a tutela dell’infanzia, la politica tutta di destra e di sinistra. Sembra una boutade estiva più che una provocazione.

E invece non è né l’una né l’altra. L’unico a condividere quella foto è l’ormai famoso deputato del Pdl Franco Orsi, relatore del ddl sulla caccia da oggi all’esame del Senato (gravato da oltre 1.200 emendamenti), che vuole abbassare a 16 anni il limite d’età per praticarla. Solo Orsi, insomma, non ci trova «nulla di strano in quell’immagine », mentre lo stesso presidente di Federcaccia Gianluca Dall’Olio, dopo lo scoppio della «bomba» provocata dalla foto da lui stesso scelta assieme ai suoi collaboratori ricavandola da un grosso archivio europeo online, se potesse tornare indietro farebbe tutt’altra scelta. «Non volevamo sollevare un polverone di questa portata», dice. «Sì capisco, potrebbe essere un boomerang », aggiunge. «E vabbe’, se insiste, è vero, sono un po’ pentito. Sarebbe stato meglio optare per un ragazzo con qualche anno in più—ammette alla fine —. Ma non un vecchio. Perché la nostra campagna ha uno scopo preciso: trasmettere la cultura della caccia alle nuove generazioni, avvicinarle a questo sport, l’età dei cacciatori italiani va dai 65 ai 78 anni. Non va bene così. La caccia rischia di finire se non c’è un ricambio generazionale».

Se questo «sport» si esaurisce per mancanza di adepti non sarà poi un gran male, replicano le associazioni di cui prima, che naturalmente vedono quella foto come fumo negli occhi. «Provocazione»? «Pura follia»? C’è di tutto nelle reazioni. «Federcaccia spara contro la serenità dei bambini e la loro capacità di vivere in armonia con la natura», si ribella Sara Fioravanti del Wwf. L’Enpa chiede il ritiro immediato della campagna, pensa che la foto sia «agghiacciante» e aggiunge: «Gli interessi di una piccola lobby non devono assolutamente giustificare l’incivile strumentalizzazione di un minore. Armare i minorenni, è forse questa l’idea di civiltà di cui intendono farsi promotrici le doppiette?». «Se iniziamo a far vedere i bambini con i fucili o i giovani con il whisky siamo rovinati», continua il presidente di Telefono Blu, Pierre Orsoni.

«Quella foto non fa venire in mente la caccia ma fa passare il messaggio che un bambino può utilizzare legittimamente un’arma da fuoco», si rammarica Elisabetta Scala del Moige (movimento genitori). E ancora: «Quella foto fa pensare alla tragedia dei bambini soldato», dice il presidente di Legambiente Roberto Della Seta (Pd); «È ignobile e vergognosa» la considera il verde Angelo Bonelli, sollecitando l’intervento del garante per l’Infanzia. Anche la politica, sia di qua sia di là, se la prende con Federcaccia. «Un’immagine di pessimo gusto, non capisco a chi possa essere venuta in mente una cosa del genere», chiosa la deputata Gabriella Carlucci, vicepresidente Pdl della commissione bicamerale per l’Infanzia, in perfetto accordo con l’altra vicepresidente della stessa commissione, la senatrice del Pd Anna Serafini: «Mettere un bambino in tuta mimetica vicino a un fucile è un’immagine scioccante. La presidente Alessandra Mussolini è ancora più drastica: «Una cosa grave e molto brutta».

Fonte: Corriere della Sera

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