Archive for July 22nd, 2009

7 mosse ecosostenibili per affrontare il caldo estivo

Wednesday, July 22nd, 2009
martedì 21 luglio 2009
ImageIn questi giorni di afa e caldo, mentre sognate vacanze esotiche imbottigliati nel traffico cittadino o stipati su autobus affollati, ci sono alcuni piccoli accorgimenti a cui potete ricorrere per cercare di ottenere un po’ di refrigerio e combattere quella fastidiosa quanto inevitabile sensazione di spossatezza. Il tutto in modo rigorosamente ecosostenibile.1) Puntate su acqua, frutta e verdura
Innanzitutto, è consigliabile bere molto, anche quando non se ne sente l’urgenza: acqua, succhi di frutta (preferibilmente senza zucchero) e the freddo permettono infatti di mantenere il corpo idratato. Più in generale, una dieta leggera ricca di frutta di stagione e di verdura aiuta a resistere meglio alla canicola. I più golosi ed esigenti tra voi possono ricorrere anche a frullati, macedonie, sorbetti e gelati (meglio quelli alla frutta che quelli alle creme, più pesanti da digerire e meno dissetanti) gustosi e adatti a qualsiasi momento della giornata. Senza contare il frushi, in tutte le sue varianti possibili. È invece consigliabile limitare il più possibile il consumo di caffè e di bevande alcoliche, gassate o molto zuccherate, che hanno un effetto diuretico e ipercalorico e che contribuiscono così alla disidratazione. Inoltre, anche se fa molto molto caldo, cercate di non cedere alla tentazione di bibite troppo fredde o ghiacciate, che nell’immediato danno una piacevole sensazione di refrigerio ma che possono anche provocare dolorose congestioni.2) Consumate pasti leggeri, magari più frequenti
L’alimentazione, come abbiamo visto, è fondamentale. Quindi, meglio evitare pranzi o cene pesanti e consumare piccoli pasti e spuntini sparsi durante tutto l’arco della giornata. In linea di principio, sono più adatti gli alimenti leggeri, freschi e con pochi grassi: la pasta e i carboidrati sono da preferirsi alle carni e ai formaggi fermentati e vanno evitati tutti quei cibi che aumentano la temperatura corporea, come spinaci, peperoncino, cipolle, aglio, radicchio e frutta secca. È preferibile limitare anche il consumo di alimenti caldi, speziati o molto salati e di fritture. Ricordate poi che il caldo può interferire con la corretta conservazione di alcuni alimenti (latticini, carni, dolci con creme…) e che quindi d’estate è necessario prestare una maggiore attenzione sia al momento dell’acquisto dei prodotti che della loro preparazione e del loro consumo.3) Scegliete abiti freschi e ariosi
Nelle giornate di caldo e di sole il benessere passa anche per l’abbigliamento. Vanno preferiti abiti di colore chiaro, non aderenti e in tessuti naturali, dal cotone (possibilmente biologico) al lino, che permettano alla pelle di traspirare e al corpo di liberarsi dal calore (proprio su greenMe.it trovate alcune idee rigorosamente ecosostenibili per T-shirts ed eco-jeans). Se poi vi capita di trascorrere all’aperto le ore più assolate della giornata premunitevi indossando un cappello, magari di paglia e a falde larghe, che non passa mai di moda, e occhiali da sole.4) Fate docce di acqua tiepida
L’acqua è sempre un ottimo rimedio per ridurre la temperatura corporea: fate docce tiepide e bagnatevi di frequente, magari senza asciugarvi. Evitate però di concedervi docce molto fredde subito dopo essere rientrati da ambienti particolarmente caldi e ricordate che è buona norma che una doccia non duri più di cinque minuti, perché l’acqua è un bene prezioso e non va dissipato. Dopo la doccia, per rendere più duraturo l’effetto refrigerante, potete utilizzare creme per il corpo o gel rinfrescanti: sono particolarmente indicati quelli agli agrumi, al mentolo, all’eucalipto e all’aloe vera, meglio se certificati bio-ecologici.

5) Evitate di uscire nelle ore più calde
Per quanti non devono correre al lavoro, il metodo migliore per sottrarsi all’afa cittadina è rimanere in casa nelle ore più calde, tra le undici del mattino e le sei del pomeriggio. E se siete dei patiti dello sport e svolgete una regolare attività fisica, concentratela al mattino presto o al tramonto, quando il caldo è meno intenso. Se avete la possibilità di trascorrere molto tempo dentro casa, cercate di renderla il più possibile ospitale, avendo cura di rinfrescare l’ambiente: ad esempio, potete schermare le finestre esposte al sole diretto con tende, persiane e tapparelle; ricordatevi poi di tenerle aperte al mattino presto, la sera tardi e di notte e di lasciarle chiuse durante il giorno, per tutto il tempo in cui la temperatura esterna è più alta della temperatura interna.

6) Utilizzate con attenzione gli elettrodomestici di casa
Gli elettrodomestici e tutti i dispositivi elettronici o a batteria che abbiamo in casa, per quanto ormai indispensabili alla nostra vita quotidiana, sono delle vere e proprie fonti di calore. Per questo, oltre a preferire lampade fluorescenti a basso consumo e a ricordarsi di spegnere sempre le luci superflue, sarebbe preferibile utilizzare lavatrice e ferro da stiro e ricaricare cellulari e accessori portatili al mattino presto o dopo il tramonto, evitando con cura di farlo nelle ore più calde.

7) E infine… dateci un taglio!
Quest’estate la moda sembra venire incontro alle ragazze che soffrono particolarmente il caldo o che vogliono approfittare delle vacanze per cambiare radicalmente il proprio look: dopo anni di piastra e di capelli lunghi, sulle passerelle e tra le dive di Hollywood è tornato in auge il capello corto. Caschetti lisci o ricci, preferibilmente con la frangia, carré strutturati, geometrici o sbarazzini, con tanto di ciuffi ribelli, e poi tagli asimmetrici, sfilati o scalati: insomma, ce n’è davvero per tutti gli stili e per tutti i gusti. Per aumentare il proprio personale benessere sentendosi davvero un po’ più cool.

Lisa Vagnozzi(GreenMe.it)

Latte: ogni giorno 3,5 milioni di litri diventano ‘italiani’

Wednesday, July 22nd, 2009

 

Un bicchiere di latteDalle frontiere italiane passano ogni giorno 3,5 milioni di litri di latte sterile, semilavorati e polveri di caseina per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all`insaputa dei consumatori.
E` quanto ha denunciato il presidente della Coldiretti Sergio Marini al valico del Brennero, scelto per la mobilitazione a difesa del latte e dei formaggi veramente italiani con la partecipazione di migliaia di allevatori provenienti da tutte le regioni italiane, dove si sono verificati blitz in numerosi punti strategici.
Le migliaia di allevatori giunti da Veneto, Friuli, Lombardia, Piemonte, Emilia, Toscana, Umbria, Marche, Puglia e Campania, ma sono attesi anche da Ragusa in Sicilia, sono impegnati nel presidio in frontiera con l`obiettivo di sapere “cosa arriva e dove va a finire.”

Tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia, spiega la Coldiretti, sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall`estero ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta, denunciano gli allevatori della Coldiretti che hanno scoperto numerosi carichi di prodotti agricoli, dalla carne al latte, pronti per essere “nazionalizzati”.

In Italia secondo i dati forniti da Marini alla frontiera “in un anno sono arrivati ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi all`insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori”.
A rischio - sostiene la Coldiretti - ci sono 43 mila stalle, quasi 200 mila occupati e oltre 22 miliardi di euro di valore generato dalla filiera nel settore lattiero caseario che rappresenta la voce più importante dell`agroalimentare italiano.
Nel nostro Paese - precisa Marini - il latte viene pagato in media agli allevatori italiani 0,31 euro al litro mentre sugli scaffali arriva a 1,35 con un ricarico del 350 per cento dalla stalla allo scaffale. Oggi il latte agli allevatori italiani viene pagato meno di venti anni fa. Noi - sostiene Marini - non chiediamo risorse aggiuntive allo Stato ma semplici regole di buon senso per dare la possibilità ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli e agli allevatori di distinguere il vero prodotto Made in Italy dal falso.
Tra gli obiettivi della mobilitazione presentati dal Presidente della Coldiretti Sergio Marini al Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia che è intervenuto alla manifestazione, ci sono: Rendere obbligatoria l’indicazione in etichetta dell’origine territoriale del latte a lunga conservazione e di quello impiegato per le produzioni casearie; rendere obbligatoria l`indicazione nell’etichetta dei formaggi, come le mozzarelle e i latticini, delle sostanze diverse dal latte quali le cagliate prelavorate utilizzate come ingredienti nonché la loro origine territoriale; vietare l’uso di caseine, caseinati e proteine concentrate del latte nella fabbricazione dei formaggi; rendere pubblici i dati relativi alle ditte di destinazione delle importazioni di latte dall’estero attraverso internet; creare le condizioni affinché si utilizzino prodotti locali da parte delle mense scolastiche, degli ospedali e, in generale, della ristorazione collettiva pubblica; distinguere sugli scaffali della grande distribuzione i prodotti veramente italiani da quelli ottenuti da materie prime importate;

Fonte: Ecquo

Can che abbaia disturba sempre, anche in “aperta campagna”

Wednesday, July 22nd, 2009
Mettergli la “sordina” se supera la normale tollerabilità, pena il pagamento di una multa
ROMA
La Cassazione, riconoscendo il «danno da latrato», suggerisce ai proprietari di cani particolarmente vivaci di mettere loro la “sordina” se l’abbaiare va oltre la «normale tollerabilità». Forte di questo principio, la Prima sezione penale ha convalidato una multa di 200 euro per disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (ai vicini è stato riconosciuto anche il danno per avere sopportato i latrati) nei confronti di una cinofila di Trento, Germana B., che, in aperta campagna accudiva, dietro autorizzazione e in maniera gratuita, un certo numero di cani.I latrati degli animali, rileva la sentenza 29375, spesso anche in ora notturna, avevano provocato le lamentele di due delle tre famiglie che abitavano nella zona. Da qui la multa di 200 euro (oltre al risarcimento danni) inflitta a Germana B. dalla Corte d’appello di Trento, nel settembre 2008, sulla base del fatto che gli ululati si avvertivano a distanze di 25-100 metri. Contro la condanna, Germana B. ha fatto ricorso in Cassazione, facendo leva sul suo amore per gli animali che la portava ad accudirli gratuitamente e sul fatto che ci si trovava in aperta campagna.La difesa non ha fatto breccia. Infatti piazza Cavour ha respinto il ricorso della cinofila sostenendo che l’amore per gli animali «non discrimina la condotta». Il fatto poi che si trattasse di «zona rurale», dice la Cassazione, «resta irrilevante poichè anche le persone che abitano in campagna hanno diritto al rispetto del riposo e chi vuole tenere dei cani nei pressi di altre abitazioni, sia in città che in campagna, deve usare gli accorgimenti necessari per evitare il disturbo dei vicini, come ha esattamente rilevato la sentenza impugnata». Come fare dunque per sapere quando i latrati del proprio cane superano la ’normale tollerabilità? «Il criterio - spiegano gli “ermellini” - va riferito alla media sensibilità delle persone che vivono nell’ambiente ove i rumori fastidiosi vengono percepiti, mentre è irrilevante la eventuale assuefazione di altre persone che abbiano giudicato non molesti i rumori».

Fonte: La Zampa.it

Festambiente, musica ed ecologia per il festival di Legambiente

Wednesday, July 22nd, 2009

Dieci giorni all’insegna dell’ecologia, del mangiar sano e della natura incontaminata, in uno scorcio di rara bellezza alle porte del Parco della Maremma. Torna Festambiente, il festival di Legambiente, uno dei maggiori eventi europei dedicati all’ecologia, che festeggia i suoi ventuno anni tra divertimento, impegno e solidarietà, in un’atmosfera piacevole e caratterizzata da un elevato spessore culturale per gli oltre 100.000 visitatori che ogni anno si contano.

Tema principale di questa edizione sono i cambiamenti climatici e la febbre del pianeta per una politica energetica che sviluppi l’efficienza ecorinnovabile, ribadendo un deciso NO al nucleare, ma soprattutto come fare per rimboccarsi le maniche e impegnarsi per risparmiare energia e acqua, diminuire le emissioni di CO2 e promuovere stili di vita virtuosi e sostenibili. Un’ampia area appositamente allestita mostrerà le tecnologie legate alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico.

Il calendario musicale di Festambiente è stato presentato oggi presso «Il Girasole», il Centro Nazionale per lo sviluppo sostenibile di Legambiente, a Rispescia. Si comincerà venerdì 7 agosto con Eugenio Finardi, l’8 agosto sarà la volta di Giuliano Palma and the Bluebeaters. Il 9 si esibiranno gli Afterhours, il 10 gli Africa Unite, l’11 cominceranno i «Musica da ripostiglio» per poi lasciare spazio alla Bandabardò. Il 12 si esibirà il comico toscano Paolo Hendel, mentre il 13 i Nomadi, il 14 Roberto Vecchioni e il 15 Quartiere coffee e Frankie Hi-Nrg. Il 16 agosto chiuderà Irene Grandi.

Il programma musicale è stato presentato da Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente e coordinatore nazionale di Festambiente, che ha sottolineato come «il programma degli spettacoli di Festambiente 2009 testimonia oltre a un notevole livello artistico, l’impegno dei grandi nomi della musica italiana nei confronti di tematiche ambientali per coinvolgere sempre più i visitatori del festival a comportamenti rigorosi e per sostenere l’impegno di Legambiente nella campagna contro il nucleare nel nostro paese. Il programma 2009 è in gran parte dedicato ai giovani per coinvolgere le generazioni future verso un impegno comune per abbattere le emissioni clima-alteranti in atmosfera».

Il festival ha adottato misure concrete per abbattere il proprio impatto ambientale, sia aderendo anche quest’anno alla campagna «Azzero CO2» che neutralizza le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, sia attraverso una rigorosa politica di gestione di rifiuti solidi: NO ai bicchieri e alle stoviglie di plastica, SI a quelle di ceramica, vetro e mais, interamente biodegradabili. Semaforo verde anche alla raccolta differenziata dei rifiuti avviati al riciclo e al compostaggio, dimostrando ancora una volta che un mondo diverso è possibile

Fonte; La Stampa

Case: tanto cemento per nulla

Wednesday, July 22nd, 2009

Ha senso varare un piano casa che punta solo sulla quantità? Forse sarebbe opportuno cominciare a mischiare le carte: invece di pensare per compartimenti stagni, inserire la questione ambientale nel vivo delle singole scommesse economiche. Il terremoto climatico che ci attende richiede decisioni coerenti, capacità di progettare il futuro evitando oggi danni che diventeranno ancora più visibili domani. Gli edifici consumano circa il 40 per cento dell’energia che utilizziamo: se non si punta sul miglioramento della qualità sarà difficile raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni serra e di efficienza energetica decisi dall’Unione europea.
In altri paesi questo legame è ormai assodato anche dal punto di vista dei benefici in termini di occupazione. Negli Stati Uniti hanno calcolato che con 100 miliardi di dollari spesi per rendere più efficienti le case si possono creare due milioni di posti di lavoro. In Gran Bretagna tutte le case costruite dopo il 2016 e tutti gli edifici commerciali costruiti dopo il 2019 dovranno essere a emissioni zero.
L’Italia invece resterà a macchia di leopardo. Come nota Legambiente, avremo un sistema di regole diverso in ogni Regione: Toscana, Provincia di Bolzano e Puglia hanno posto seri vincoli al piano casa mentre Veneto e Sicilia hanno puntato sull’aumento delle cubature. In metà delle Regioni varranno gli standard energetici che permetteranno di migliorare l’efficienza degli edifici. Nell’altra metà si potrà continuare a costruire male, danneggiando chi in quegli edifici andrà a vivere e l’ambiente.

Fonte: La Repubblica

In Asia l’eclisse del secolo

Wednesday, July 22nd, 2009

 Il drago celeste è pronto a divorare il Sole. Mercoledì, a partire dalle otto del mattino (le due di notte in Italia), avrà inizio in Cina una spettacolare eclisse totale, la più lunga del secolo: al suo apice, l’ombra del satellite oscurerà la terra per oltre sei minuti, un record che non si ripeterà sino 2132. Riquanshi: con questa locuzione — che significa letteralmente «il Sole completamente mangiato (dal drago)» — i cinesi indicano ancora oggi il fenomeno celeste, evocando tempi in cui gli uomini sapevano poco di astronomia e osservavano il cielo con grande soggezione. Un fenomeno che sta provocando grande eccitazione nella Repubblica popolare, ma anche timori per le possibili reazioni «superstiziose del popolo».

FRA SCIENZA E SUPERSTIZIONE - Il governo di Pechino da giorni sta istruendo i media e le unità di lavoro perché «diffondano le conoscenze scientifiche appropriate», per evitare «panico e ingiustificate reazioni» legate alle leggende. La prudenza non è mai troppa, considerato che almeno 300 milioni di persone saranno interessate dalla corsa dell’ombra lunare, che attraverserà — dopo l’inizio in India, Nepal, Bangladesh e Birmania — una fascia larga 200 chilometri dal Tibet a Shanghai, passando per il Sichuan e la valle dello Yangtze (il Fiume Azzurro), cioè l’area più popolata della Cina, per andare a spegnersi nell’Oceano Pacifico. Perché tanti timori? In Asia le eclissi sono legate a eventi infausti. Il Partito comunista cinese non ne parla apertamente. Ma quando fa riferimento alle «superstizioni» tutti, qui, sanno cosa possa significare. Perché nella Storia la caduta delle dinastie è tradizionalmente legata a fenomeni naturali come terremoti, inondazioni e, appunto, eclissi: segnali che il «mandato del Cielo» era scaduto e i governanti sulla Terra non riscuotevano più la fiducia delle divinità celesti. Ora, da un anno a questa parte, la Repubblica popolare è stata ripetutamente sconvolta da catastrofi come il sisma nel Sichuan e ripetute alluvioni che hanno fatto migliaia di vittime. Adesso si presenta persino questo evento astrologico rarissimo: che sia suonata l’ora della «dinastia rossa»? «L’eclisse non è pericolosa, non provoca danni alle persone — si affanna a spiegare Hao Jinxin, vicedirettore dell’Osservatorio astronomico nazionale —. È un fenomeno del tutto naturale: la Luna che blocca i raggi del Sole. Al massimo le persone possono sperimentare un disagio di tipo psicologico». Appunto: proprio quello che le autorità temono.

BOOM DI TURISTI - Per questo, visto che nell’area dell’eclissi sono confluiti diverse decine di milioni di turisti e curiosi, la polizia è in stato di massima allerta, pronta a ogni evenienza. «I responsabili del traffico saranno istruiti perché si attendano i problemi tipici delle ore notturne — fa sapere la municipalità di Shanghai —. Gli automobilisti stiano bene attenti a quanto avviene lungo le strade e non nel cielo». Ovviamente, visto l’enorme afflusso di visitatori, che hanno riempito alberghi e fatto la felicità dell’agenzie viaggi, c’è chi si frega le mani. «Nei mesi scorsi i miei colleghi si sono lamentati perché gli affari andavano malissimo — ha detto Zhi Chenyan, vicedirettore della Federazione turistica della provincia dello Zhejiang —. E ora improvvisamente, ecco un boom mai visto». A Shanghai, tutto è pronto per lo spettacolo con un timore: le previsioni per domani danno pioggia battente dopo giornate di canicola intensa. Ma il meteo non ha impedito alla metropoli di preparare con cura l’«avvenimento del secolo», superstizioni o meno. «Lavorerò al mio ultimo libro tutta la notte — ci dice per esempio Mian Mian, scrittrice shanghaiese molto nota anche in Italia (Nove oggetti di desiderio, Einaudi) —. Ma domattina sarò in strada: questo è certo».

Fonte: Corriere della Sera

Cometa si schianta su Giove: la scoperta dell’anno è di un astronomo dilettante

Wednesday, July 22nd, 2009

E’ la scoperta astronomica dell’anno. E la si deve ad un astronomo dilettante. Una cometa (o forse un asteroide) si è schiantata su Giove e l’evento è stato ripreso (quasi) in diretta. Tutto merito di un programmatore informatico australiano Anthony Wesley, 44 anni, che ha scoperto la zona dell’impatto mentre scrutava il cielo da casa. Il Laboratorio Propulsione Jet (Jpl) della Nasa ha confermato la scoperta usando il potente telescopio a infrarossi di Mauna Kea, nelle Hawaii.

LA SCOPERTA - La notizia della scoperta di Wesley ha lasciato attonito il mondo dell’astronomia. Wesley ha detto che gli ci sono voluti 30 minuti per realizzare che una macchia scura che ruotava nelle nubi di Giove il 19 luglio era effettivamente il primo impatto visto dagli astronomi da quando una cometa entrò in collisione con il Pianeta gigante nel luglio 1994. «Ho pensato che probabilmente si trattava di una normale tempesta polare», ha detto Wesley sul suo sito web. «Ma dal momento che continuava a ruotare e le condizioni miglioravano, improvvisamente ho capito che non era solo scura, era nero in tutti i canali, il che significava che era veramente una macchia nera», spiega Wesley dalla sua casa a Murrumbateman, a nord di Canberra. Le fotografie mostrano la zona dell’impatto, una «cicatrice nera», vicino al Polo Sud di Giove. «Siamo stati molto fortunati ad aver guardato Giove esattamente in quel momento, in quell’ora per assistere all’evento. Non avremmo potuto progettarla meglio», ha detto Glenn Orton, scienziato del Jpl della Nasa, al quotidiano australiano Sydney Morning Herald.

Piano casa, Berlusconi ha firmato

Wednesday, July 22nd, 2009

«Con la firma del decreto da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si conclude l’iter procedurale per il concreto avvio del piano casa, che si prefigge l’obiettivo di realizzare centomila alloggi in 5 anni». A comunicarlo il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. La firma al decreto presidenziale fa seguito al parere favorevole sul Piano espresso dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e dal Cipe.

I BENEFICIARI - Il Piano, prosegue la nota, prevede interventi diversificati a seconda delle categorie interessate, disponibilità di finanziamenti pubblici e privati da utilizzare con procedure snelle, incentivi e agevolazioni fiscali. Gli alloggi saranno destinati sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale. Beneficiari del piano casa sono nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nella stessa Regione.

«RIPERCUSSIONI SULL’ECONOMIA» - «Parte così la realizzazione di un ambizioso piano di alloggi che avrà positive ripercussioni sociali e che amplierà l’offerta di lavoro nel settore delle imprese edilizie su tutto il territorio del Paese - dichiara ancora il ministro Matteoli - Inizialmente si prevede un intervento di 200 milioni di euro che diventeranno 550 milioni con prossimi stanziamenti. Il Piano - sottolinea Matteoli - consiste in un insieme di interventi di edilizia residenziale pubblica, project financing, agevolazioni alle cooperative edilizie e un sistema integrato di fondi immobiliari, cui è devoluto uno stanziamento di 150 milioni di euro, che a regime si stima attrarrà investimenti per 3 miliardi di euro. Il tutto da attivare con la collaborazione anche finanziaria di Regioni ed Enti locali. Tra l’altro - conclude - è prevista la valorizzazione di aree demaniali con la loro riqualificazione urbana».

Fonte: Corriere della Sera

Un cono di pochi metri invece dei piloni: ecco l’eolico senza pale

Wednesday, July 22nd, 2009

È un prototipo, ancora per pochissimo però, perché la fase sperimentale è quasi conclusa. Secondo gli esperti, «Tornado», primo esempio di «eolico senza pale», entro pochi mesi potrà essere installato, funzionare perfettamente anche in zone dove il vento è debole (anche 2 metri al secondo) e diventare un’alternativa ai contestati aerogeneratori, le grandi pale cattura energia dal vento che stanno provocando reazioni contrapposte tra ambientalisti, paesaggisti e imprenditori. Un comune toscano, Volterra, ha addirittura proibito la loro installazione per non deturpare il paesaggio del borgo.

TRE METRI DI ALTEZZA - «Tornado Like», progettato da un gruppo di ingegneri russi e ingegnerizzato dalla «Western co», società di San Benedetto del Tronto specializzata nelle tecnologie rinnovabili, è stato presentato a Firenze durante «Lavori verdi», summit sull’energia alternativa voluto dal leader dei Verdi toscani Fabio Roggiolani e al quale hanno partecipato esperti da tutta Europa. La macchina, che ricorda un cono, ha il vantaggio di non avere le pale e dunque di poter essere mimetizzata molto meglio nell’ambiente. Un aerogeneratore raggiunge in media i venti, trenta metri, «Tornado» non supera i due tre metri e in futuro sarà ancor più miniaturizzato. «Funziona ovunque anche dove non c’è troppo vento – spiega Roggiolani – perché è in grado di accelerare l’aria e di creare un effetto tornado ottimo per muovere le turbine e produrre energia». La resa energetica è superiore a quella di un normale aerogeneratore e il costo inferiore al 30%. Come funziona? «L’aria penetra dalla base del cono – risponde Giovanni Cimini, presidente della Western co – e dentro la macchina il flusso viene trasformato in un vortice fino a quando, potentissimo, raggiunge la sommità del dispositivo dove si trovano le turbine per generare l’energia elettrica».

 
 

 

PRIME MACCHINE DAL 2010 - I test saranno effettuati da un consorzio di aziende hi-tech toscane e marchigiane in collaborazione con l’Università delle Marche e il Cnr di Firenze. Un primo impianto sarà installato nel Parco dei Monti Sibillini. Poi si passerà alla produzione. «Contiamo di costruire le prime macchine dopo il primo semestre 2010», annuncia Cimini. Ma le meraviglie tecnologiche verdi non finiscono qui. Sempre al summit di Firenze sono stati presentati sistemi per catturare energia dall’ambiente senza inquinare. Come la piattaforma meccanica e chimica, messa a punto dall’ingegner Alessio Cianchi (Officine Berti), capace di sfruttare la cavitazione e la luminescenza dell’acquae trasformarla in energia. E ancora le «nuove molecole fotovoltaiche» presentate dal Laboratorio europeo di spettrofotometria non lineare dell’Università di Firenze in grado, in un futuro molto prossimo, di centuplicare la potenza di un pannello fotovoltaico. Quasi fantascientifica la ricerca del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa. I professori Paolo Fulignati e Alessandro Sbrana hanno presentato alcuni impianti «a ciclo binario» capaci di trasformare il calore del sottosuolo in energia elettrica senza estrarre alcun fluido dalla falda.

Marco Gasperetti

Fonte: Corriere della sera

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