Archive for July 17th, 2009

Blob scuro e vivente solca il mare dell’Alaska

Friday, July 17th, 2009

 

Lo hanno battezzato blob, è una striscia di materiale organico lunga circa 10-12 miglia avvistata nel mar Chukchi in Alaska. Riferisce io9:

Testimoni oculari assicurano che si tratta si una entità vivente e di un qualcosa mai visto prima.

Per ora la Guardia costiera si limita a monitorare questa gigantesca macchia o blob nero pece anche se sono stati fatti dei prelievi e per la prossima settimana si attendono i risultati delle analisi per stabilire se si tratti di microrganismi marini e di quale specie.

Di sicuro non si tratta di petrolio o di materiale oleoso infatti è composto da filamenti e altro materiale che emana un forte odore che nulla a che vedere con il bitume o catrame.
Blob nero pece nel Mar dell’Alaska
Blob nero pece nel Mar dell'Alaska Blob nero pece nel Mar dell'Alaska

Italia, la cementificazione avanza. Gli stanziamenti per la difesa del suolo no.

Friday, July 17th, 2009

“Nel solo Nord si cementificano quotidianamente 20 ettari di territorio, aumentando il rischio idrogeologico accentuato dai cambiamenti climatici, che hanno mutato anche le modalita’ della pioggia, piu’ violenta e concentrata nel tempo e nello spazio”. Questa l’accusa di Massimo Gargano, presidente dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni- Anbi, nel corso del suo intervento all’assemble annuale, oggi a Roma.  

image1_2954“Di queste cose vorremmo parlare- sottolinea- cioe’ dell’inarrestabile consumo di suolo, cui dovrebbe quantomeno corrispondere un’invarianza nel rischio idraulico e nella disponibilita’ idrica”.
 Come denuncia l’Anbi, “ancora una volta il settore della difesa del suolo, nonostante i fenomeni alluvionali continuino a susseguirsi sul territorio italiano, non viene tenuto in nella dovuta considerazione”. L’associazione rileva infatti che la Finanziaria 2009 “non prevede alcuno stanziamento ulteriore per tale settore”. L’autorizzazione di spesa di 265 milioni di euro disposta dalla Legge Finanziaria 2007 per l’anno 2009, sul bilancio del ministero dell’Ambiente “e’ stata suddivisa e destinata ad altre azioni”.  Tutto cio’ accade mentre il territorio del nostro paese “e’ stato colpito nei mesi di novembre e dicembre 2008 da un’eccezionale ondata di piogge intense- segnala l’Anbi- con precipitazioni superiori alla media stagionale e che hanno provocato gravi fenomeni di dissesto idraulico ed ambientale, danni a strutture pubbliche e private, grave situazione di pericolo per l’incolumita’ delle persone e per la sicurezza territoriale, provocando anche la perdita di vite umane”.
 In Italia, pero’, manca “un’efficiente organizzazione capace di attivare, in via ordinaria, azioni mirate alla mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico”, denuncia l’associazione. La contrazione progressiva della Superficie agricola utile (Sau) “e la dilagante urbanizzazione hanno aumentato consistentemente il rischio idraulico, la cui mitigazione imporrebbe una pianificazione pluriennale di azioni straordinarie di manutenzione del reticolo idrografico e di adeguamento degli impianti idrovori alle accresciute esigenze di deflusso delle acque”.  Si interviene, invece, “nella fase dell’emergenza con provvedimenti urgenti e straordinari volti a riparare i danni”. La sicurezza territoriale “ha invece bisogno di costanti azioni di prevenzione garantite da adeguate e consistenti risorse finanziarie- conclude Anbi- nonche’ dalla diffusione di regole di buon governo finalizzate ad un corretto uso del suolo”.

Eolico d’alta quota, Kitegen pronto al debutto

Friday, July 17th, 2009
 
 
L’intervista integrale
 
VIDEO / Come funziona Kitegen
 
Speciale Nuove Energie

 

Un lungo stelo alto 25 metri e sotto una strana cupola trasparente spunteranno dalla campagna il prossimo settembre a Berzano S. Pietro, in provincia di Asti. Lo stelo, o stem, sorreggerà un grande aquilone a forma allungata, analogo a un parapendio, ma di alcune decine di metri quadrati. Due potenti ventilatori lo innalzeranno in cielo, fino a 200 metri. «Ma ne basteranno 80 perché l’aquilone cominci a galleggiare nel vento per poi salire fino a 800 metri. E intanto lo stelo ne governerà le funi, facendogli compiere un volo calibrato. Con una portanza, in salita, che farà girare alternatori anche da tre megawatt. Poi, raggiunti gli 800 metri, basterà tirare una sola fune per mettere l’aquilone in scivolata d’ala (come se fosse una bandiera), quindi ritirare velocemente le funi quasi senza dispendio di energia, tornare a 400 metri, rimetterlo in portanza e ripetere la risalita oscillante, con connessa produzione di energia elettrica dai venti di alta quota. Il tutto per 5mila ore medie annue stimate, ben di più di una torre eolica normale». Una sorta di yo-yo energetico, un saliscendi continuo, ma altamente controllato.

Questa è la descrizione che Massimo Ippolito, fondatore della Sequoia Automation di Chieri, fa della sua prima creatura, il Kitegen-stem. È il primo prototipo al mondo di centrale elettrica da energia eolica di alta quota, oggi in fase di produzione e che dovrebbe cominciare a operare in autunno nel «laboratorio a cielo aperto», di Berzano, con l’aiuto del comune astigiano, «fino a farne un centro dimostrativo, di ricerca e di formazione su questa grande risorsa naturale che è il vento di alta quota».

Per Ippolito e il suo team è un passo avanti fondamentale, dopo oltre cinque anni di ricerche, sperimentazioni sul campo, errori e correzioni insieme a università, in primis il Politecnico di Torino. «Oggi abbiamo il progetto completo in produzione, ma quanti aquiloni abbiamo esplosi negli anni scorsi!». Eppure l’idea base del Kitegen si è dimostrata valida. «Siamo partiti dai nostri sensori, accelerometri tridimensionali, montati su aerei ultraleggeri. Li produciamo da una decina d’anni, e riusciamo a controllarne il volo, a più di mille metri d’altezza, con pochi metri di errore. E allora ci chiedemmo: perché non provare con l’ala di un aquilone, capace di sfruttare, almeno in teoria, i 3.600 terawatt del sistema eolico terrestre? Una risorsa naturale di due ordini di grandezza superiore ai 15 terawatt che oggi l’umanità produce».

Il vento di alta quota è però una brutta bestia. «A mille e più metri di quota tutto può muoversi a potenze quadratiche. Una raffica significa avere a disposizione non più di 20-30 millisecondi per reagire con il controllo computerizzato del l’aquilone. E non li avevamo, con i sistemi tradizionali. Per questo spaccavamo i kite».

La soluzione è lo stelo, una gigantesca canna da pesca flessibile «in alluminio con interno a nido d’ape, in polimeri speciali o in vetroresina riempita - ne proveremo tre tipi». Lo stelo, come la canna, forma un leggero angolo con le funi tese «e ci garantisce quei pochi metri angolari di margine elastico in grado di assorbire l’inizio delle raffiche, per poi consentire al sistema di reagire e rielaborare il profilo di volo». Come prendere all’amo un tonno, la canna si flette e dà il tempo per dare o tirare la lenza.
Il Kitegen è un sistema robotico sofisticato. «I sensori montati sul l’aquilone comunicano al computer di controllo i dati reali in quota. Il sistema parte con un modello grossolano basato sui dati meteorologici, ma in una decina di minuti si aggiusta e si ottimizza». E il braccio governa le traiettorie ottimali, e la salita e discesa dello yo-yo energetico.
«Vogliamo dimostrare che il kitegen-stem, con 5mila ore di volo annue per 20 anni, ripaga 70 volte se stesso in termini di energia e lavoro necessario a produrlo». Ovvero 20 volte una torre eolica tradizionale, o quanto frutta in termini energetici un giacimento petrolifero affiorante, di quelli dei tempi d’oro della corsa all’oro nero. E che oggi, quasi, non esistono più.

Fonte: Il Sole 24 ORE

Etichette intelligenti per tracciare i rifiuti

Friday, July 17th, 2009

Se le campagne tradizionali per la sensibilizzazione alla raccolta differenziata e al riciclaggio dei rifiuti non producono effetti positivi degni di nota, prova a scendere in campo la tecnologia. Un gruppo di ricercatori del MIT - Massachusetts Institute of Technology ha annunciato un progetto di mappatura dei rifiuti basato su speciali etichette elettroniche.

IL PROGETTO - Ogni tipologia di scarto avrà il proprio chip che monitorerà la vita dei rifiuti dal momento in cui finiscono nella pattumiera a quando vengono smaltiti definitivamente, seguendo passo dopo passo tutto il percorso dal cestino di casa fino alla discarica e oltre. Un tentativo, dunque, per rendere trasparente la catena di raccolta, sottolineando eventuali inefficenze nel sistema di smaltimento e riciclaggio.

PRIMI TEST - Le città campione che testeranno per prime il «Trash Track» - questo il nome del sistema tecnologico - saranno Seattle e New York, dove verranno analizzati costi e metodologie dell’ultimo cammino degli oggetti di uso comune, nel tentativo di aumentare la consapevolezza dei cittadini circa l’impatto ambientale della spazzatura. Il compito spetterà ad alcune famiglie volontarie che consentiranno l’applicazione delle etichette elettroniche su un campione selezionato di rifiuti. Attraverso un sistema wireless, un server centrale analizzerà in tempo reale tutti i dati provenienti dallo scarto e i primi risultati saranno pubblicamente consultabili online a partire da settembre 2009. Il testimone, poi, dovrebbe varcare l’oceano e giungere a Londra, grazie alla collaborazione del magazine New Scientist e del suo editore.

PROSPETTIVE - L’input iniziale al progetto è stato fornito dal Green NYC Initiative, che si propone di raggiungere il completo riciclaggio di rifiuti a New York entro il 2030. Un’impresa non da poco, nonostante il lungo termine, se si considera che la metropoli statunitense ricicla attualmente circa il 30 per cento della spazzatura totale. Attraverso Trash Track il MIT SENSEable City Lab, che sotto la direzione di Carlo Ratti ha sviluppato l’intero progetto, ha voluto coniugare il continuo progresso tecnologico con una delle più comuni attività umane. L’obbiettivo ultimo resta senza dubbio l’incentivazione delle persone a riflettere sui rifiuti che producono, su quanta energia viene impiegata per smaltirli e sull’effetto dannoso che un’azione spesso scontata può causare all’ambiente circostante.

Fonte: Corriere della Sera

Arsenico nei trucchi delle bambine

Friday, July 17th, 2009

 I cosmetici erano prodotti in Cina e commercializzati in tutta Italia

GRAZIA LONGO

TORINO

Ebbene sì. Nel make up destinato alle bambine - quello che più degli altri dovrebbe essere lontano dal rischio allergie - c’era materiale potenzialmente nocivo. L’inchiesta era stata avviata un anno fa dal procuratore Raffaele Guariniello.

Ora il ministero della Salute ordina «l’immediato ritiro dal commercio, in tutta Italia, dei cosmetici della Markwins International». Prevalentemente fard, ombretti, ciprie e rossetti destinati soprattutto alle bambine. Merce dal prezzo super concorrenziale - spesso da 1 a 3 euro - preparata a Shenzen, nella provincia cinese di Guangdong, e in libera vendita in profumerie e supermercati di tutto il Paese. La decisione ministeriale, a seguito delle indagini torinesi, procede in base all’articolo 7 della legge 713/86, che prevede il carcere fino a cinque anni in caso di commercio di cosmetici che «nelle normali o ragionevolmente prevedibili condizioni d’uso possono essere dannosi per la salute».

Al momento gli indagati sono una decina: il responsabile del settore cosmesi della Markwins International e alcuni distributori italiani. Le prime analisi sui campioni prelevati dai carabinieri del Nas hanno portato alla scoperta di metalli pesanti come cromo e nichel. Gli specialisti dell’Arpa (l’Agenzia per l’ambiente della Regione Piemonte) avrebbero anche rilevato, su kit di trucchi per le bimbe, piombo e arsenico. Ma non finisce qui. In altri controlli dell’Istituto superiore di sanità risultano, in alcuni campioni dei prodotti della multinazionale americana, tracce di contaminazione microbiologica.

In altre parole, oltre alle dermatiti, il trucco agli occhi o a guance e labbra poteva scatenare la proliferazione di batteri vitali e funghi. Non a caso, ieri mattina, al Palazzo di Giustizia di Torino, si è svolto un vertice fra inquirenti e carabinieri del Nas: si punta a scongiurare il pericolo che questi cosmetici provochino, in chi li usa, irritazioni alla pelle o dermatiti. Per lo stesso motivo, nei giorni scorsi, Guariniello si è tenuto in stretto contatto con il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio e i suoi collaboratori, che hanno preso subito una serie di iniziative. I rappresentanti della multinazionale - che in Europa ha la sede in Germania, a Wiesbaden - hanno recapitato al ministero gli esiti (alcuni scritti addirittura solo in cinese) delle loro analisi sui prodotti, che sembra differiscano da quelli disposti a Torino. Il ritiro, comunque, è stato ugualmente disposto. Le irregolarità riscontrate dagli investigatori, tra l’altro, riguardano anche un altro importante aspetto. Quello della notifica della merce al Ministero della salute. Notifica, che non risulta segnalata. Il Nucleo antisofisticazione sta vigilando affinché i cosmetici «incriminati» spariscano realmente dai negozi.

Tutto è cominciato grazie all’esposto di una donna che un anno fa ha scritto direttamente a Guariniello perché «stupita dal prezzo eccessivamente basso di alcuni prodotti per il make up». I carabinieri del Nas, diretti a Torino dal capitano Michele Tamponi, hanno cominciato subito i controlli. Ieri, l’intervento diretto del ministero della Salute.

Fonte : La Stampa

Ondate di calore e notti afose l’estate avrà un mese in più

Friday, July 17th, 2009

UNA MANCIATA di anni per organizzarci e abituarci a una estate sempre più ostinata che, pian piano, si allungherà di un mese. Aumenteranno gli estremi: le ondate di caldo, le siccità e, in alcune regioni, le precipitazioni invernali. Ne risentiranno pesantemente l’agricultura, il turismo, le risorse idriche, con importanti risvolti politici e sociali. Tutto questo, spiegano ora gli esperti, non accadrà tra un secolo ma entro il 2030. Fino ad oggi i climatologi si erano concentrati sulla seconda metà del secolo, un orizzonte apparentemente lontano. Gli scienziati dell’Intergovernamental Panel for Climate Change avevano già avvertito che, raggiunto un aumento della temperatura media atmosferica di 2 gradi centigradi, il clima si comporterà come una bestia infuriata. Ora, pero’, un team internazionale, di cui fa parte Marco Bindi dell’Università di Firenze, ha simulato quello che sarà l’ambiente del Mediterraneo già a partire dal 2030, quando la temperatura potrebbe per la prima volta toccare i fatidici 2 gradi di aumento.

“Prepararsi al peggio”. Cosa ci attende allora? I ricercatori - in uno studio pubblicato sulla rivista Global and Planetary Research - dicono che è importante prepararsi al peggio. Hanno concentrato gli studi sul futuro prossimo delle nazioni affacciate al bacino del Mediterraneo. Avremo quindi il un luglio che sembreà non finire mai. “In generale ci possiamo aspettare un mese di giornate estive (cioè quelle in cui la temperatura supera i 25 gradi) in più”, si legge nel rapporto. Ed avremo due settimane di nottate afose in più, con un aumento di notti “tropicali”, quelle cioè in cui le temperature non calano sotto i 20 gradi. All’interno del paese, lontano dalle coste, ondate di caldo come quella record del 2003 potrebbero diventare una consuetudine. “Non sarebbero più eventi straordinari, ma normali - dice Bindi. Secondo lui, “proprio quella estate potrebbe essere un esempio tipico dell’estate di fine secolo”. Aumenteranno quindi anche gli incendi. Avremo infatti almeno due, ma in alcune regioni forse anche sei, settimane con un alto rischio di incendio.


Un mese di estate in più. E questo è solo l’inizio, avvertono gli esperti: il Mediterraneo avrà da una a tre settimane aride in più. Le precipitazioni diminuiranno mediamente del 10-20%. Ma attenzione agli estremi, insistono gli scienziati, infatti le estati saranno assai più aride (una riduzione anche del 30%), mentre gli inverni, nella parte settentrionale del bacino, saranno più piovosi. O più nevosi in montagna.

Agricoltura in ginocchio. Clima caldo torrido in vista, allora, e un campanello di allarme per i nostri politici. Il rapporto di Bindi può, insomma, “aiutare i policymakers a pianificare le strategie di adattamento a breve e lungo termine”, come spiega il ricercatore, che mostra anche problemi concreti di produzione agricola e consumo energetico. Ed ecco quindi la previsione del team di ricercatori: ad accusare il colpo di questa rivoluzione climatica sarà innanzitutto l’agricoltura. Crollerà la produzione di legumi nei paesi del nordafrica. Dall’Egitto al Marocco la produttività calerà tra il 30 ed il 20%. Mentre nella Penisola ne risentiranno le colture estive che non vengono irrigate, come il girasole (-5%). Ci consoleremo comunque con un aumento delle colture invernali come i cereali, che aumenteranno di produttività soprattutto nella regione balcanica e turca. Quest’ultima, con un incremento del 13% diventerebbe il futuro granaio d’Europa.

La domanda energetica. Il versante europeo del Mediterraneo potrebbe venire infatti invaso dai condizionatori d’aria, insaziabili divoratori d’energia. Bindi spiega: “Ci siamo concentrati sui consumi energetici cittadini perché incideranno molto nei paesi dove finora la diffusione dei condizionatori era limitata”. Per stare freschi prosciugheremo le risorse energetiche in quasi tutti i paesi, ad eccezione della Francia meridionale, della Turchia settentrionale e del nord della Spagna, che non subiranno una variazione climatica così drammatica. Una consolazione però c’è: lo stivale pullulerà di condizionatori, ma avremo inverni più miti, e questo significherà un bel risparmio energetico. Ed i turisti? Arriveranno ancora, ma sempre di meno in estate, e qualcuno di più nelle stagioni di mezzo.

Fonte: Corriere della Sera

Cento risposte su luna e dintorni

Friday, July 17th, 2009

Erano le 4,56 (ora italiana) di un mattino d’estate: 40 anni fa, il 21 luglio 1969 (negli Usa è ancora il 20), Neil Armstrong metteva piede sulla Luna. Insieme ad Edwin Aldrin aveva toccato il suolo lunare la sera precedente, alle 22,17, a bordo del modulo lunare Eagle.

In orbita attorno alla Luna, a bordo della navicella Apollo 11, era rimasto il loro collega Michael Collins. La missione aveva preso inizio il 16 luglio e terminò il 24 dello stesso mese con l’ammaraggio della navicella Apollo nell’Oceano Pacifico. Dopo Apollo 11 seguiranno altre 6 missioni, anche se Apollo 13 non diede modo agli astronauti di allunare per una esplosione avvenuta a bordo del modulo di servizio della navicella. Apollo 17, l’ultima missione lunare, lasciò il nostro satellite nel dicembre del 1972.

La Nasa prevede il ritorno di uomini alla Luna, su cui costruire una base permanente, all’inizio del prossimo decennio. Questo è il sito speciale per l’avvenimento. E Repubblica.it, per rinfrescarvi la memoria, vi propone le cento cose da sapere.

1)Chi furono i primi due uomini a scendere sulla Luna?
Neil Armstrong e Edwin Buzz Aldrin, Michael Collins rimase in orbita attorno al satellite

2)Quanto era alto il Saturno 5, il razzo che portò gli uomini alla Luna?
Era alto 110 m, più o meno come il Duomo di Milano.

3)Quanto era potente il computer di bordo del Modulo Lunare?
Non più di un cellulare dei nostri giorni.

4)Quanti furono gli uomini che scesero sulla Luna?

In tutto 12, arrivati con le missioni Apollo11, 12,14,15,16 e 17.

5)Chi fu l’ultimo uomo a lasciare la Luna?
Fu Eugene Cernan, comandante di Apollo 17

6)Quali furono le prime parole di Neil Armstrong sulla Luna?
“One small step for man. One giant leap for mankind” e non “One small step for a man. One giant leap for mankind”, come Armstrong avrebbe voluto dire

7)Cosa successe al volo di Apollo 13?
Durante il rimescolamento di uno dei serbatoi dell’ossigeno presenti nel Modulo di Servizio si verificò una esplosione che costrinse all’abbandono della Missione.

8)Sulla Luna vennero dette parole in italiano?
Charles Duke, durante la passeggiata lunare di Apollo 16, disse: “Mamma mia!”

9)Quale velocità poteva andare il rover lunare?
A circa 13 km all’ora (ma poteva raggiungere anche i 20 km all’ora)

10)Quale fu la prima missione umana a circumnavigare la Luna?
Fu quella di Apollo 8, con a bordo Frank Borman, William Anders e James Lowell

11)Quanto consumava il primo stadio del Saturno 5?
I suoi motori in due minuti di lavoro, bruciavano poco più di 2 milioni di litri di combustibile

12)Perché sulle fotografie non si vedono le stelle nel cielo buio della Luna?
Nella maggior parte delle foto non si vedono solo per una questione di esposizione delle riprese fotografiche

13)Cosa sarebbe successo se il modulo lunare non si fosse staccato dalla Luna?
Gli astronauti sarebbero morti per mancanza di ossigeno

14)E’ vero che il Presidente Nixon aveva già scritto un discorso nel caso di un incidente sulla Luna?

Ecco “Buzz” Aldrin che scende dalla navicella

Si. Coperto dal segreto di Stato è rimasto sconosciuto per più di 30 anni. “Il destino ha voluto che gli uomini che sono andati ad esplorare la Luna, rimangano sulla Luna a riposare in pace…”, dicevano le prime parole.

15)Qualche missione Apollo andò a visitare oggetti precedentemente lanciati dall’uomo sulla Luna?
Si, quella di Apollo 12, che visitò il Surveyor 3, sceso sulla Luna nel 1967

16)Dalla Luna venne portato qualche organismo vivente sulla Terra?
Si, anche se non era di origine lunare, ma terrestre. Dagli astronauti di Apollo 12 venne trovato il battere Streptococcus mitis all’interno di una guarnizione del Surveyor 3 visitato durante una passeggiata lunare. Il battere visse per oltre 2 anni in ambiente lunare senza morire

17)Vi fu qualche inconveniente in fase di atterraggio sulla Luna da parte di Apollo 11?
Si, un computer andò in tilt per un sovraccarico di informazioni. Obbligò Armstrong a prendere i comandi manuali

18)Gli astronauti non persero mai l’orientamento sulla Luna?
Si. lo persero quelli di Apollo 14, ma con l’aiuto dei tecnici di Houston ci vollero pochi minuti per capire quale fosse la loro esatta posizione rispetto a quella del modulo lunare.

19)Non vi furono mai problemi durante l’ammaraggio?
Si, con Apollo 15 quando uno dei 3 paracadute non si aprì correttamente.

20)Quale fu la missione che ebbe il maggio numero di incidenti?
Apollo 16. Da un problema al terzo stadio, che si manifestò prima di spingere l’Apollo e il Lem verso la traiettoria lunare, alla rottura del monitor della telecamera che gli astronauti portarono sulla Luna, ad alcuni piccoli oggetti trovati all’interno del modulo lunare che non ci sarebbero dovuti essere, fino ad alcuni problemi al computer di bordo del modulo lunare.

La prima passeggiata sul suolo lunare

21)Gli astronauti obbedirono sempre ai comandi del centro spaziale di Houston?
Si, ad eccezione del volo di Apollo 7, quando si rifiutarono di indossare la tuta durante l’ammaraggio, in quanto gli astronauti avevano un forte raffreddore e temevano che il casco avrebbe fatto loro esplodere i timpani

22)E’ vero che gli astronauti di Apollo 11 videro un oggetto non identificato durante il volo alla Luna?
Si, ma molto probabilmente si trattò del terzo stadio del Saturno 5

23)Quanti chilogrammi di rocce riportarono a Terra gli astronauti della prima missione lunare, Apollo 11?

In tutto furono 21,5 kg.

24)Quanti chilogrammi di rocce riportarono a Terra gli astronauti dell’ultima missione lunare, Apollo 17?
In tutto furono 110,52 kg

25)Quante passeggiate facevano gli astronauti sulla Luna?
Quelli di Apollo 11 ne fecero una, quelli di Apollo 12 e 14 ne fecero 2, con Apollo 15 salirono a 3.

26)Quali furono le ultime parole storiche dette sulla Luna?
“Qui l’uomo completò la sua esplorazione della Luna nel dicembre 1972. Possa lo spirito della pace nel nome della quale qui giungemmo riflettersi sulla vita di tutti gli uomini”, dette dal comandante Eugene Cernan.

27)Gli astronauti delle missioni Apollo sono ancora tutti vivi?

No, 8 sono morti per cause naturali o incidenti stradali

28)Chi progettò il Saturno 5?
Wernher von Brawn, che dalla Germania passò agli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale

29)Quando era largo il terzo stadio del Saturno 5, quello che erogava maggiore energia?
Aveva un diametro di 10 metri con una circonferenza di 42 ed era il più grande cilindro di alluminio che fosse mai uscito dal lavoro di una macchina.

L’impronta lasciata da Aldrin
sul suolo lunare


30)Veniva riutilizzata qualche parte del Saturno 5?

Nulla veniva riutilizzato e del gigantesco razzo tornava intatta a Terra solo la capsula con all’interno i tre uomini, alta 3 metri e 23 centimetri e pesante 5.900 chilogrammi.

31)A che ora scese il modulo lunare di Apollo 11 sulla Luna?
Alle 22 e 17 del 20 luglio 1969, ora italiana

32)A che ora il piede di Armstrong toccò il suolo lunare?
Alle 4 e 56 del 21 luglio 1969, ora italiana

33)E’ vero che tra l’allunaggio e la passeggiata lunare gli astronauti di Apollo 11 dovevano dormire?
Si è vero, ma chiesero di saltare tale turno di riposo, richiesta che venne concessa dal centro di controllo di Houston

34)Quanti gradini dovevano percorrere gli astronauti del modulo lunare per scendere sulla superficie della Luna?
Dopo aver lasciata la piattaforma d’uscita ne dovevano scendere 9

35)Quanto pesava lo zaino di sopravvivenza che gli astronauti portavano sulle spalle durante la passeggiata lunare?
Pesava 38 kg. Era alto 66 cm, largo 46 e profondo 25.

36)Per quanto tempo gli astronauti potevano passeggiare sulla Luna?
Lo zaino principale funzionava per 4 ore, quello di riserva per 30 minuti

37)Come si radevano la barba durante il viaggio alla Luna?
Con della comunissima crema da barca e un rasoio, la cui lama veniva pulita con un fazzoletto ad ogni passata sulla pelle

38)Quanti anni aveva Neil Armstrong quando scese sulla Luna?
Ne aveva 39

39)Quanti erano gli uomini impegnati durante una missione alla Luna?
Erano 3, due scendevano sulla Luna; 1 rimaneva in orbita lunare ad attenderli

Aldrin con la moglie, oggi

40)Per quanto tempo l’astronauta in orbita lunare rimaneva sul lato oscuro del satellite?
Per circa mezzora, durante la quale era l’uomo più isolato nell’Universo, perché non poteva parlare con la Terra

41)Quale furono le prime parole dette sulla Luna, una volta spento il motore del modulo lunare?
“Houston, qui Base della Tranquillità. L’Aquila è atterrata” (Il Mare della Tranquillità era il nome dell’area dove atterrò Apollo 11. Aquila il nome dato al modulo lunare di Apollo 11)

42)Come camminavano gli uomini sulla Luna?
In vari modi: semplicemente camminando, oppure saltellando come canguri

43)Che temperatura c’era sulla Luna?
Da 120°C nella luce solare del mezzogiorno, a -170°C nel cuore della notte lunare. Gli astronauti di Apollo 11 comunque, sperimentarono una temperatura compresa tra 5°C e -100°C.

44)Come veniva guidato il rover lunare?
Attraverso una cloche, con la quale si comandava la marcia avanti, indietro e la sterzata.

45)Che autonomia avevano i rover lunari?
Circa 78 km a piena velocità.

46)Le ruote del rover lunare non si potevano “bucare”?
No, perché erano costruite con una fitta rete di fili d’acciaio con battistrada in tasselli di titanio.

47)Le auto lunari possedevano una targa?
Quella di Apollo 15 simbolicamente diceva: “Moon, LRV 001, 1971″

48)Quanto duravano le passeggiate lunari?

Da circa 2 ore e mezza per quella di Apollo 11 a 7 ore e 36 minuti per una esplorazione di Apollo 17

49)A cosa sono servite le missioni Apollo?
Dal punto di vista scientifico a conoscere meglio il nostro satellite, in particolare a ricostruire la sua storia

50)Quanto era grande il rover lunare?

Era lungo 310 cm, largo 183 e pesava 209 kg

51)Quanti chilometri percorsero complessivamente i rover lunari?
Per questioni di sicurezza gli astronauti non dovevano allontanarsi per più di 9,5 km dal modulo lunare. Complessivamente accumularono una distanza di 65 km.

52)Quali erano nel dimensioni della navicella Apollo che trasportava i tre astronauti durante il viaggio alla Luna?
Era alta 3,2 metri, aveva un diametro di 3,9 m e pesava 5,900 kg

53)Da cosa era composta la tuta lunare?
Da una serie di strati di materiale diversi. I principali erano: 1 di nylon, 1 di neoprene e 1 ancora di nylon. Il tutto ricoperto da 5 strati di Mylar alluminizzato e 4 di Dacron. Quindi vi erano 2 strati di Kapton e 2 di Teflon

54)Dove atterrò Apollo 12?
Nell’Oceano delle Tempeste a 183 metri dal Surveyor 3 e riportò a casa 34,35 kg di rocce lunari

55)Dove atterrò Apollo 14?
Nel cratere Fra Mauro e riportò a casa 42,28 kg di rocce lunari

56)Dove atterrò Apollo 15?
In prossimità dei Monti Hadley e riportò a casa 77 kg di rocce lunari

57)Dove atterrò Apollo 16?
In prossimità della regione nota come Descartes Highlands e riportò a casa 95,71 kg di rocce lunari

58)Dove Atterrò Apollo 17?
In prossimità della regione nota come Taurus. Littrow

59)Ci fu qualche scienziato nel gruppo degli astronauti lunari?
Si, a bordo di Apollo 17 vi era Harrison Schmitt, un geologo, scelto per Apollo 18, ma che venne spostato al volo precedente, quando fu cancellato il proseguimento del programma Apollo

60)Oltre alla bandiera degli Stati Uniti, ne vennero portate altre sulla Luna?
Il comandante dell’Apollo 17 ne portò una della Cecoslovacchia, in onore dei suoi avi che nacquero in quel Paese

61)Oltre ad Apollo 13 non vi fu qualche altra missione lunare che rischiò l’annullamento?
Quella di Apollo 16. Durante le verifiche in orbita lunare il computer di bordo rivelò un’anomalia al motore di ritorno del modulo lunare. Dapprima si pensò di annullare la missione, poi il problema venne ritenuto di poco conto e la missione non fu annullata

62)Chi toccò la velocità massima sul suolo lunare con il rover?
Furono gli astronauti di Apollo 16, che toccarono la velocità di 18 km all’ora, record entrato nel Libro dei Primati.

63)Non ci furono scandali attorno ai voli lunari?
Uno ci fu e riguardò il trasporto a bordo di Apollo 15 di 398 francobolli commemorativi venduti ad un filatelico tedesco. La Nasa permetteva di portare souvenir nello spazio, ma non di usarli per ottenere guadagni. Gli astronauti ricevettero delle azioni disciplinarie

64)Chi portò delle palle da golf sulla Luna?
Fu l’astronauta dell’Apollo 14 Alan Shepard, il quale ne portò con sé 6. Una la tirò a suo dire ” a miglia e miglia e miglia” di distanza. In realtà si è calcolato che non superò i 370 m dal punto di lancio

65)Non sono mai stati portati dei semi terrestri sulla Luna?
Stuart Roosa, di Apollo 14, portò con sé centinaia di semi di piante diverse che riportati sulla Terra sono stati distribuiti come souvenir. Molti sono germogliati e hanno dato origine a piante note come “Moon Trees”.

66)Cosa c’era scritto sulla targa lasciati dagli astronauti di Apollo 11 sulla Luna?
“Qui uomini del Pianeta Terra posero per la prima volta piede sulla Luna. Luglio 1969, A. D. Siamo venuti in pace per tutta l’umanità”

67)E’ vero che non ci sono immagini di Neil Armstrong sulla Luna?
No, non è vero. Contrariamente a quanto in molti raccontano ce ne sono diverse, anche se non belle come quelle che Armstrong realizzò al suo collega Aldrin.

68)Cosa fecero gli astronauti di Apollo 11 subito dopo il loro ritorno a Terra?
Vennero posti in quarantena per 3 settimane per avere la certezza di non essere stati “contaminati” da batteri alieni

69)A bordo delle missioni Apollo vi era una farmacia?
Si, comprendeva antidolorifici, gocce oculari, emollienti nasali, creme per la pelle, capsule antivomito, capsule antidiarrea e antibiotici

70)I viaggi lunari ebbero conseguenze sulla salute degli astronauti?
Non sembra vi siano state ricadute particolari. L’unico elemento evidente era una perdita di peso che per alcuni arrivò a 3-4 kg. In un caso, per l’astronauta Lovell, comandante dell’Apollo 13, la perdita di perso arrivò a quasi 6 kg

71)Quali esperimenti vennero eseguiti durante le missioni Apollo?
Gli sperimenti furono innumerevoli: dallo studio delle rocce lunari, alle caratteristiche interne del satellite (attraverso terremoti artificiali), dallo studio del vento solare all’analisi dei raggi cosmici

72) E’ vero che durante il lancio di Apollo 12 il razzo venne colpito da un fulmine?
Si è vero. Il fatto avvenne dopo 36,5 secondi dal lancio.

73)Gli astronauti di ritorno dalla Luna vennero sempre sottoposti a quarantena?
In quarantena vennero sottoposti solo gli equipaggi di Apollo 11, 12 e 14. Dopo di che si ebbe la certezza che sulla Luna non vi era alcuna forma di vita che avrebbe potuto interessare la vita terrestre e la salute degli uomini

74)Quanto durava un viaggio alla Luna?
Complessivamente, tra andata e ritorno e permanenza sulla Luna, il viaggio durava una decina di giorni

75)Non ci furono astronaute donne?
No, perché nei primi gruppi di astronauti americani non venne scelta alcuna donna

76)Cosa mangiavano gli astronauti?
Per la prima volta gli astronauti delle missioni Apollo mangiarono cibi caldi. Sulla Luna Armstrong e Aldrin mangiarono hot dog, pancetta, pesche in scatola, biscotti e bevvero caffé caldo

77)Come facevano ad andare in bagno?
Per urinare avevano una specie di tubicino che risucchiava il liquido per poi buttarlo nello spazio. Per le feci possedevano una specie di sacchetto a forma di cilindro che veniva posto sul fondoschiena.

78)Come facevano a lavarsi?
Utilizzavano delle spugne imbevute

79)Cosa hanno provato guardando la Terra da così lontano?

Frank Borman, comandante Apollo 8, scrisse: “Vedere la Terra così com’è veramente, piccola e azzurra e bella in quel silenzio eterno dove galleggia, è vedere noi stessi come compagni di uno stesso viaggio…”

80)Perché dopo il volo di Apollo 8 che circumnavigò la Luna non si mandarono subito degli uomini sul satellite?
Perché Apollo 9 servì per sperimentare in orbita terrestre l’aggancio tra il modulo lunare e la navicella Apollo, mentre Apollo 10 servì per sperimentare i motori del modulo lunare in orbita lunare

81)Erano sposati i primi uomini che andarono sulla Luna?

Si, tutti e tre

82)Che tipo era Neil Armstrong?
Gli amici lo definivano “tutto casa e famiglia”. Gli piaceva ascoltare musica, si divertiva a pescare e fare del volo a vela.

83)Come facevano la capsula Apollo e il modulo lunare ad entrare in orbita attorno alla Luna?
Attraverso l’accensione del motore dell’Apollo che frenava la corsa del treno spaziale. Essa avveniva quando la navicella si trovava dietro la Luna. Eccezione fu l’Apollo 13 che utilizzò il motore del modulo lunare

84)Con quanto carburante atterrò sulla Luna il modulo lunare di Apollo 11?
Secondo calcoli fatti al momento dell’allunaggio ne rimaneva ancora per soli 15 secondi. Calcoli successivi calcolarono carburante per ulteriori 30 secondi. In ogni caso poco mancò che la navicella sarebbe potuta rimanere senza carburante durante gli ultimi secondi prima dell’allunaggio

85)Come definirono la Luna gli astronauti di Apollo 11?
Forse la più bella definizione fu quella data da Aldrin: “Una magnifica desolazione”

86)Come appariva la superficie della Luna agli astronauti?
“Fine e polverosa”, ebbe a dire Armstrong. “La si solleva facilmente con la punta della scarpa. Aderisce in strati sottili, come polvere di carbone, alla suole e alla tomaia

87)Dove atterrarono al ritorno sulla Terra gli uomini di Apollo 11
In realtà essi ammararono. Scesero infatti, a 1.500 km a sud ovest delle Hawaii, dove li aspettava la portaerei Hornet

88)A quale quota ruotava l’Apollo mentre gli astronauti si trovavano sulla Luna?
A 110 km

89)Collins, l’astronauta in orbita attorno alla Luna, riusciva a vedere gli uomini sul satellite?
No, pur avendo più volte puntato il piccolo telescopio di bordo sul Mare della Tranquillità

90)Se il modulo lunare non avesse raggiunto la quota dell’Apollo, fino a quale quota questi poteva scendere a recuperarlo?
Era stato calcolato che sarebbe potuto scendere fino a 15 km, ma solo in caso di estrema necessità

91)Come fecero ad arrivarci le immagini in diretta della discesa di Armstrong dal modulo lunare?
Quanto Armstrong uscì dal boccaporto tirò una cordicella che mise in azione una telecamera che lo riprese durante la discesa

92)E’ vero che gli astronauti sulla Luna videro “strane luci”?

No, nel modo più assoluto. Armstrong non ne volle mai parlare, mentre Aldrin negò sempre questa leggenda metropolitana

93)E’ vero che alcuni astronauti scesi sulla Luna sostengono che la Nasa conosce la verità sugli UFO?
Solo Edgar Mitchell sostiene che la Nasa conosce “verità” sugli Ufo, ma lo ha detto solo recentemente e in nome del tutto personale. La Nasa nega tutto

94)Possiamo provare oggi che gli uomini sono scesi sulla Luna?
Si, basta puntare un laser nei luoghi di atterraggio di Apollo 11, 14 e 15. Là venne messo un riflettore-laser, che ancora oggi viene usato per misurare la distanza Terra-Luna

95)E’ vero che anche l’Unione Sovietica raggiunse la Luna nei giorni di Apollo 11?
Si è vero. La raggiunse con la sonda Luna 15, che impattò sul satellite il 21 luglio 1969. Si ipotizza che venne programmata per un atterraggio morbido, ma qualcosa andò male.

96)Quali soprannomi vennero dati ai moduli di discesa lunare?
A quello di Apollo 11 Eagle, di Apollo 12 Intrepid, di Apollo 13 Aquarius, di Apollo 14 Antares, di Apollo 15 Falcon, di Apollo 16 Orion e di Apollo 17 Challenger

97)Quali soprannomi vennero dati alla navicella Apollo delle varie missioni?
A quella di Apollo 11 Columbia, di Apollo 12 Yankee Clipper, di Apollo 13 Odyssey, di Apollo 14 Kitty Hawk, di Apollo 15 Endeavor, di Apollo 16 Casper, di Apollo 17 America

98)Cosa significava la sigla LEM?
Lunar Excursion Module ossia Modulo per l’Escursione Lunare

99)Fino a quale profondità vennero raccolti i campioni lunari?
Attraverso un perforatore di 2 cm di diametro gli astronauti arrivarono fino a 70 cm di profondità

100)Quando torneremo sulla Luna?

Secondo i piani della Nasa entro il 2020. Allora verrà costruita una vera e propria base.

Fonte: Corriere della Sera

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!