Archive for July 16th, 2009

CALDO: ANIMALI; ENPA, 10 CONSIGLI UTILI ANTI-AFA

Thursday, July 16th, 2009

Breve vademecum di suggerimenti per salvaguardare dal caldo torrido gli animali domestici. E’ stata emanata dall’Ente nazionale protezione animali, una lista di dieci consigli volti a difendere gli animali dall’ondata di caldo che da oggi influenzera’ tutta l’Italia: 1 - Non lasciare mai un animale incustodito in auto 2 - Se si trova un animale rinchiuso in auto da solo prestare attenzione ai sintomi di un eventuale un colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). Se il proprietario non e’ rintracciabile chiamare le forze di polizia e in attesa del loro arrivo cercare di fare ombra sull’auto con giornali e altri parasole e cercare di dissetare l’animale da un’eventuale fessura del finestrino; 3 - Assicurarsi che gli animali abbiano sempre l’accesso ad un luogo ombreggiato e abbondante acqua fresca da bere. 4 - Non costringere cani a sforzi eccessivi, come per esempio fare passeggiate nelle ore piu’ calde della giornata 5 - Prevenire le scottature delle parti bianche (soprattutto della punta delle orecchie) con una crema ad alta protezione 6 - Tenere l’acquario fuori dal sole diretto 7 - Ricordarsi di mantenere il canarino sempre in un luogo fresco ed ombreggiato 8 - Controllare la presenza di parassiti esterni, come pulci, zecche e acari, che con il caldo arrivano a colpire piu’ facilmente 9 - Controllare sempre la presenza di uova di mosche che possono depositarsi sul pelo di conigli, cavie a cani. 10 - Prima di effettuare lavori in giardino, con tosaerba e pesticidi, pensare alla salvaguardia della fauna selvatica che ci vive come lucertole, ricci e rane.
Fonte: Ansa .it

Al via “Spiaggia Libera” campagna per la pulizia dei litorali

Thursday, July 16th, 2009
   
ROMA
Ha preso il via la campagna “Spiaggia Libera”, promossa dal Ministero dell’Ambiente sui temi della tutela del mare e delle spiagge pulite e sulla raccolta differenziata sui litorali.«Una lattina, una cicca di sigaretta, una busta di plastica lasciate sulla spiaggia o sugli scogli - ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo - restano lì ad inquinare il mare ed il litorale per anni, a volte per molti secoli. “Spiaggia Libera”, libera dai rifiuti, è una iniziativa che invita a rispettare il mare e le coste cominciando dai nostri comportamenti individuali, privati. Abbiamo delle coste bellissime ed un mare meraviglioso, impariamo ad amarli ed a difenderli ogni giorno».La campagna si sviluppa attraverso affissioni e pubblicazioni sulle principali testate nazionali, spot radiofonici e televisivi, installazioni nelle stazioni di Roma Termini, Milano Centrale, Bologna, Napoli, e pubblicità sui mezzi di trasporto delle principali città italiane. Il messaggio semplice e diretto:« La spiaggia libera è sempre meno libera. Non lasciare rifiuti sulla sabbia, perché se per dimenticarli basta un attimo,per smaltirli serve più tempo di quanto immagini», accompagnato dalla indicazione del tempo di smaltimento di alcuni dei rifiuti più comuni:contenitore di plastica 300 anni, bottiglie di vetro 4000 anni, lattine 1000 anni, piatti di plastica 300.

La campagna di sensibilizzazione sarà accompagnata dal progetto pilota sulla raccolta differenziata sulla spiagge, che prenderà in questo week end, realizzata in collaborazione con il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI).

«Questa operazione fortemente voluta dal Ministero -ha affermato Piero Perron, Presidente di Conai- ci ha permesso, grazie anche alla fattiva collaborazione di Assobalneari e SIB, di essere presenti sulle spiagge con isole ecologiche che permettono ai turisti di separare gli imballaggi di acciaio, alluminio, carta plastica e vetro, e a noi di trasformare i rifiuti in risorse, avviandoli a riciclo».

Per tutto il mese di luglio e di agosto, infatti, in alcuni stabilimenti balneari di tredici località turistiche del nostro Paese (Poetto-Cagliari, Mondello, Tropea, Gallipoli, Sorrento, Ostia Lido, Pescara, Porto San Giorgio, Viareggio, Cesenatico, Sanremo, Lignano Sabbiadoro, Rosolina), verranno allestite delle isole ecologiche che consentiranno agli ospiti degli stabilimenti balneari di effettuare la raccolta differenziata, sulla base delle regole contenute nel decalogo riportante i «Dieci Consigli da portare in spiaggia», che sarà affisso sotto gli ombrelloni.

Rete “Natura 2000″, sono 2.872 le aree protette in Italia

Thursday, July 16th, 2009
Si chiama “Natura 2000″, la Rete ecologica europea che rappresenta il più importante progetto di conservazione per la natura e la tutela della biodiversità che interessa l’intero territorio dell’Unione europea. In Italia, la Rete “Natura 2000″ è è costituita da 2.872 aree, di cui 109 ricadono in territorio marchigiano. Lo scopo di questa diffusa rete di aree protette, di cui si è parlato in un seminario che si è svolto nella sede della Regione Marche, organizzato dall’assessorato regionale all’Ambiente, dal Wwf e dalla Lipu, è la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatica ai fini della salvaguardia della biodiversità tramite l’individuazione e la gestione di una serie di siti: le Zone di protezione speciale (Zps), previste dalla Direttiva ’Uccellì, e le Zone speciali di conservazione (Zsc) previste dalla Direttiva “Habitat”.In Italia, ci sono 2.283 Siti di interesse comunitario e 589 Zone di protezione speciale, che coprono circa il 19% del territorio nazionale, nelle Marche sono presenti 80 Sic e 29 Zps per una superficie complessiva di 136.888 ettari, tenuto conto delle superfici condivise da Sic e da Zps, pari al 14% della superficie regionale. Delle 109 aree individuate 11 sono localizzate sulla costa, 17 in ambito collinare e le rimanenti 81 nell’area montana.

Nella Rete marchigiana sono stati censiti 51 Habitat di cui 13 sono considerati prioritari dall’Unione europea per la conservazione della biodiversità nell’intero continente. La rete si connette, ed in parte si sovrappone, alle 11 aree protette, Parchi e Riserve naturali, istituite nelle Marche, per un totale di 88.759 ettari circa, il rapporto tra la superficie dei siti “Natura 2000″ rispetto a quella della aree protette è leggermente superiore al 50% circa.

Mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente gli habitat e le specie animali e vegetali presenti nella Rete “Natura 2000″ è un obbligo per tutti i 27 Paesi dell’Unione europea e per tutte le Regioni italiane a cui lo Stato ha delegato la gestione dei siti. Per l’assessore regionale all’Ambiente, Marco Amagliani, «la Rete dei 109 siti di “Natura 2000″, insieme alle 11 aree protette tra Parchi e Riserve naturali, rappresenta il più importante progetto per la conservazione della natura nelle Marche, come per tutta Europa. Queste aree naturali protette rappresentano i nodi principali della Rete ecologica regionale in fase di realizzazione. La Regione Marche conferma in questo modo il suo impegno per la conservazione della natura».

Per Stefano Leoni, presidente nazionale del Wwf Italia, «la Regione Marche ha già fatto sicuramente molto per concretizzare la Rete “Natura 2000″. Serve però oggi un impegno ancora maggiore se vogliamo contrastare in modo efficace la perdita di biodiversità a livello regionale, nazionale ed europeo. Alla vigilia del 2010, Anno internazionale della Biodiversità, Wwf e Lipu chiedono alle Marche, come alle altre Regioni e al Governo nazionale, maggiori risorse economiche per assicurare più personale qualificato, più ricerca scientifica, più monitoraggio, più vigilanza, più progetti sul campo per la conservazione e la valorizzazione sostenibile dell’immenso patrimonio naturale ricompreso oggi nella Rete ecologica europea “Natura 2000″».

 

Fonte: La Stampa

Caldo, la situazione peggiora Allarme rosso in otto città

Thursday, July 16th, 2009

Peggiora l’ondata di caldo sull’Italia con temperature sempre in aumento e allarme rosso in 8 città per venerdì prossimo. Il sistema di allerta della Protezione civile per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute della popolazione ha previsto infatti per dopodomani a Ancona, Bologna, Bolzano, Campobasso, Firenze, Latina, Perugia e Roma il ‘livello 3′ di ondata di calore, il più alto della scala del sistema di sorveglianza della Protezione Civile.

Per ‘livello 3′ si intendono “condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi con la necessità di adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio” come bambini, anziani e malati cronici.

In particolare a Bologna, Perugia, Roma e Ancona si registreranno venerdì 36 gradi di temperatura massima percepita, mentre a Latina si prevedono 39 gradi, a Bolzano 34, a Firenze 37 e a Campobasso 33.

Il sistema è operativo in 30 città italiane ed annuncia per giovedì e venerdì “livello 2 arancione”, cioè temperature elevate e condizioni meteo che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio, in 12 città: ci saranno 36 gradi a Milano, Brescia, Frosinone, Trieste e Viterbo, 35 a Pescara e Rieti. e addirittura 38 a Cagliari, Catania, Messina e Napoli.

Fonte : La Repubblica

Allo zoo degli insetti puoi toccare una blatta

Thursday, July 16th, 2009

Per alcuni è il museo degli orrori, per altri, ossia per gli entomologi, quello delle meraviglie. Stiamo parlando del nuovo Museo degli insetti inaugurato a Liverpool, dove sono esposte circa diciottomila bestioline, dal semplice scarafaggio allo scorpione imperatore alla scolopendra gigante.

GUARDA LE IMMAGINI

E’ un omaggio all’infinitamente piccolo, o al terribilmente nocivo, o al velenosamente mortale. Se si va allo zoo per vedere il leone e la giraffa, a Liverpool si potranno ammirare miriadi di coloratissime farfalle, di coleotteri dalle forme più strane, di insetti che si mimetizzano tra le foglie o tra i rami di un arbusto. Anche perché la stragrande maggioranza delle specie viventi non è più grossa delle testa di un cerino.

La novità, rispetto ad altre seriosissime collezioni di scarabei, è che al BugWorld Experience, molti animaletti sono vivi, e non spillati e sotto bacheca.

Ora, per farli vivere, molti di questi sono esposti in spazi che ricordano i loro ambienti naturali, ricreati appositamente dagli studiosi dell’Università di Liverpool: la savana africana, la foresta tropicale, il deserto, le lagune, i boschi o, più semplicemente, il giardino di casa. Ai bambini più coraggiosi e meno schifiltosi è anche consentito di maneggiare una blatta gigante.

Infine, se dopo questa visita vi venisse fame, al bar del museo potrete degustare chili di locusta, torta di vermi e sformato di tarantola. Buon appetito!

Fonte: La Repubblica

Una leggina di 32 pagine per un pittosporo

Thursday, July 16th, 2009

Sedici pagine sulla Gaz­zetta ufficiale della Repubblica italia­na e altrettante sul Bollettino ufficiale della Regione siciliana, per migliaia e migliaia di copie: chissà quanti alberi sarebbero stati sacrificati per stampar­le, se non fosse per l’uso della carta ri­ciclata. E tutto ciò perché l’intera citta­dinanza italiana venga edotta, con me­ticolosa dovizia di particolari, che un albero di Messina è stato dichiarato per legge di «notevole interesse pub­blico ». Avete capito bene: un solo al­bero.
Bello, bellissimo, da far invidia ai suoi consimili dell’Orto botanico citta­dino, dove, dicono gli esperti, non ce n’è uno paragonabi­le. Ma tutto somma­to né unico né parti­colarmente vecchio.

È un esemplare di Pittosporum tobira, specie vegetale origi­naria del Giappone, che viene utilizzata per le siepi dei giardini pubblici. Più semplicemente, un pittosporo. Ecco come l’ha descrit­to il 23 gennaio 2002 Rosa Maria Pic­cone del Dipartimento di scienze bota­niche dell’Università di Messina che fu incaricata di fare una relazione a so­stegno della proposta di vincolare la pianta: «L’esemplare da me osservato è un alberello alto circa 4 metri, che ha sviluppato la caratteristica chioma ad ampio ombrello, con un diametro di metri 6,60, quasi perfettamente emisferica… Considerato che questa specie ha una crescita del tronco estre­mamente lenta, questo esemplare ha sicuramente più di 50 anni di età, pro­babilmente fra i 70 e i 100 anni». In­somma, stando alla professoressa Pic­cone si tratterebbe di una pianta appe­na più anziana del suo padrone, ovve­ro l’autore della richiesta presentata sette anni fa alla Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali. Perché quell’alberello meraviglioso non si trova sulla pubblica via, bensì in un giar­dino privato che af­faccia sul mare, in via Consolare Pom­pea, di proprietà del signor Giuseppe Raf­fa, settant’anni il prossimo 30 novem­bre. Ex agente di commercio in pensione, spiega: «Per­ché ho chiesto il vincolo alla Soprin­tendenza? Me lo consigliarono alcuni esperti. Adesso nessuno potrà taglia­re o spostare l’albero».

Certo, non è stato facile. Prima la richiesta alla Soprintendenza, il 16 gennaio 2002. Quindi la relazione di parte. Poi, dopo quasi cinque anni an­ni, il 20 dicembre 2006, i dirigenti del Soprintendente Rocco Scimone, ver­garono un rapporto favorevole. E tra­scorso un altro anno, si riunì la Com­missione provinciale per la tutela del­le Bellezze naturali e panoramiche di Messina, che deliberò «all’unanimi­tà » la concessione «di vincolo della bellezza individua» al pittosforo del si­gnor Raffa. Non era finita. Il decreto del «Dirigente del servizio tutela del dipartimento regionale dei beni cultu­rali e ambientali» Daniela Mazzarella, è arrivato soltanto il 20 aprile scorso. Mentre la pubblicazione sulla Gazzet­ta ufficiale della Repubblica italiana è di lunedì 13 luglio: a quasi otto anni di distanza dalla richiesta. Anche il pit­tosporo messinese ha così potuto sperimentare sulla propria corteccia la lentezza della burocrazia italiana. Per non parlare dei costi. Timbri, relazioni, riunioni di commissioni, decreti e Gazzette ufficiali stampate in migliaia di copie per decine di migliaia di fogli.

Non senza, però, qualche interessante conseguenza pratica. Per comprenderne la portata bisogna leggere la relazione della Soprintendenza del dicembre 2006, un documento di due paginette dove forse c’è la spiegazio­ne. Poche righe in fondo, per rammen­tare che ai sensi del secondo comma dell’articolo 138 del codice civile in ca­so di vincolo accordato al vegetale, «eventuali modifiche, potature straor­dinarie e ulteriori piantumazioni» do­vranno essere autorizzate dalla So­printendenza. Ma soprattutto che «non si potranno consentire amplia­menti della costruzione retrostante, né la realiz­zazione di ulteriori cor­pi di fabbrica nel giardi­no ». Non c’è che dire. L’ex agente di commer­cio adesso ha la sua bel­la assicurazione ecologi­ca. Morale: a questo pun­to per combattere la ce­mentificazione selvag­gia della costa siciliana non resta che piantare pittospori ovunque. E poi chiedere di vincolare il vegetale. Mica fesso, il signor Raffa: «Perché ho chiesto il vincolo? Quan­do fa molto caldo, sotto quella chio­ma c’è un fresco incredibile. Non sa che cos’è, d’estate, prender il caffè lì sotto».

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