Archive for July 6th, 2009

«Caro presidente ferma la base» I No Dal Molin scrivono a Obama

Monday, July 6th, 2009
Il comitato contro la costruzione della nuova base statunitensi chiede al presidente Usa di recarsi a Vicenza durante la sua permanenza in Italia per il G8. «Vieni a vedere come vengono capestati democrazia e ambiente»

“Dear presidente Obama vieni a Vicenza per vedere con i tuoi occhi come state calpestando democrazia e ambiente per fare una nuova base di guerra”. No Dal Molin scrive così, in una lettera inviata, nei giorni scorsi, al presidente degli Stati Uniti. “Noi cittadini di Vicenza abbiamo ascoltato il suo discorso della vittoria di Chicago lo scorso 4 novembre nel quale ha riportato le parole di Abramo Lincoln: ‘Un governo del popolo, dal popolo e per il popolo’ e ha continuato dicendo ‘io vi ascolterò, soprattutto quando saremo in disaccordo’ - dicono i No dal Molin - Proprio per questo le chiediamo di ascoltarci”.

“Tra pochi giorni - prosegue la lettera - lei verrà in Italia per il meeting del G8 e in quell’occasione la invitiamo a visitare Vicenza, la nostra città. Vicenza ospita dal 1955 vari siti militari Usa, tra i quali la base di Camp Ederle: oggi a Vicenza è chiesto un nuovo eccessivo sacrificio, la costruzione di una seconda base sul nostro territorio, in mezzo alle abitazioni civili e ad un solo miglio dal centro storico cittadino”. “Una rappresentanza di cittadini decisi a bloccare la costruzione della nuova base - è scritto ancora - ha anche testimoniato ufficialmente lo scorso 23 aprile di fronte alla Commissione Appropriations Military Construction And Veterans Affairs (Presidente Edwards) del Congresso degli Stati Uniti esponendo le fondate preoccupazioni e le ragioni di dissenso”.

“Noi come lei siamo partiti dai quartieri e abbiamo costruito una comunità che lavora per il cambiamento. Non si tratta di antiamericanismo, come spesso è rappresentato il nostro movimento - è detto - Le nostre profonde preoccupazioni sono più che mai motivate, per questo le sottoponiamo alcune domande: negli Stati Uniti sarebbe possibile costruire una base militare ad un miglio dal centro storico di una città patrimonio mondiale dell’Unesco? Negli Stati Uniti sarebbe possibile fare questo senza ascoltare i cittadini e andando contro il volere della popolazione locale che in occasione di una recente consultazione si è espressa contraria al 95%? Negli Stati Uniti sarebbe possibile la costruzione di una base militare su un terreno sovrastante una delle più importanti falde acquifere del continente, quale è quella di Vicenza, vitale per la popolazione, col serio rischio di comprometterla e in violazione di importanti normative europee?

Vicenza, da sempre città a forte vocazione di pace, è destinata a divenire sede della più importante base Usa in Europa, sede di Africom e funzionale alla strategia della guerra preventiva, ideata e perseguita dalla Amministrazione Bush, che si è dimostrata sinora fallimentare”. “Con che diritto ci impone tutto questo? Se le parole scritte nella Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti hanno valore concreto e se lei, come noi, crede in valori quali democrazia, rispetto, legalità, trasparenza, sappia che tutto questo a Vicenza è negato. Non si assuma la responsabilità - conclude la lettera - di una scelta così sbagliata. Fermi questo progetto. Venga a Vicenza per rendersi conto della situazione e per capire se continuare la realizzazione di questo folle progetto”.
(Ansa)

TI DEPORTO A FARE UN GIRO”, SAVE THE DOGS CRITICA L’INIZIATIVA DI ENPA

Monday, July 6th, 2009

Siamo venuti a conoscenza della petizione rivolta ai ministri del Welfare e della Salute lanciata ieri dalla sede centrale di Enpa. Oggetto della petizione: la “deportazione” di “milioni” di animali verso i paesi del Nord Europa, dove si verificherebbero compra-vendite (e non adozioni) di cani e gatti italiani. Save the Dogs, pur operando in Romania, si sente direttamente chiamata in causa da tale iniziativa poichè consideriamo l’adozione internazionale (qui chiamata in modo dispregiativo “deportazione”, mentre in passato si è utilizzato il termine “traffico”) uno strumento indispensabile e prezioso per poter salvare migliaia di animali senza futuro. A tale proposito Save the Dogs precisa quanto segue:
- la “tassa di protezione degli animali” è una quota che le famiglie del Nord Europa versano quale contributo all’associazione per le spese (mediche e di viaggio) sostenute. Si tratta di una pratica consolidata da decenni, di cui ci si stupisce perché in Italia è difficile ottenere anche solo una misera donazione a fronte di un’adozione. Una quota di tale tassa viene spesso girata proprio alle associazioni italiane che beneficiano delle adozioni: si tratta di un contributo prezioso, che dovrebbe consentire agli enti di preparare in modo opportuno gli animali (vaccini, sverminazioni, test filaria etc.);
- non è vero che tutti gli animali vengono inviati senza documenti, come dichiarato da Enpa: vi sono associazioni (come Save the Dogs) che inviano cani dotati di microchip e passaporto, spesso anche di certificazione Traces e con tutti i trattamenti sanitari di base. Se esistono abusi vanno denunciati e perseguiti, ma non facciamo di tutta l’erba un fascio.
- criticare l’utilizzo dell’aereo come mezzo per il trasporto degli animali rivela totale mancanza di conoscenza degli aspetti logistici legati a tali viaggi: Save the Dogs, in 7 anni di progetti in Romania, ha inviato quasi 2.000 animali in Nord Italia, Svezia, Svizzera, Olanda e Finlandia e gli animali hanno mostrato di tollerare benissimo i viaggi nella stiva. Inoltre sarebbe difficile effettuare tali trasporti senza adeguata documentazione, essendo gli animali controllati a quasi tutte le dogane europee.
- sicuramente esistono organizzazioni (italiane e straniere) fuori controllo, che lucrano sugli animali o che gestiscono gli aspetti logistici senza rispettare la legislazione europea sui trasporti e sulla documentazione sanitaria. Ciò non toglie che moltissime associazioni agiscano solo ed esclusivamente nell’interesse degli animali, con standard di trasporto adeguati e rispettando la legge.
Invitiamo Enpa, i Ministri e tutti coloro che fossero interessati all’argomento ad approfondire la realtà del Nord Europa e le attività di coloro (come Save the Dogs) che tramite l’adozione internazionale salvano migliaia di animali ogni anno. Petizioni come questa alimentano un clima di psicosi e di disinformazione che non giovano al protezionismo italiano né ai nostri amici animali, ma si limitano a dare visibilità a chi le avvia.

Fonte: Animali e Animali

I rifiuti? possono alimentare la “Green Economy

Monday, July 6th, 2009

Lo studio “I benefici della raccolta-riciclo in Italia” sarà presentato in via ufficiale l’8 luglio a Roma ma è ormai noto che in dieci anni la politica del riciclo ha dato i suoi frutti

(Rinnovabili.it) – Dallo studio “I benefici della raccolta-riciclo in Italia”, condotto dal professor Alessandro Marangoni di Althesys, sono apparsi dati interessanti: il sistema Conai-Consorzi in dieci anni sarebbe riuscito a risparmiare un miliardo di euro grazie alla mancata emissione di gas serra da riciclo. Sono stati inoltre tagliati anche i costi dello smaltimento dei rifiuti di imballaggio, per un valore di 3 miliardi e 244 milioni di euro.
Tutto ciò a dimostrazione che il riciclo dà vantaggi ecologici ed economici, costituendo un forte incentivo per lo sviluppo economico sostenibile e per la “Green Economy”.
Lo studio non è ancora stato presentato ufficialmente, bisognerà aspettare il convegno del Consorzio Nazionale Imballaggi in programma per l’8 luglio a Roma, intitolato “Le politiche dei rifiuti in Italia: sostenibilità ambientale, sostenibilità economica”.
L’incontro, al quale prenderanno parte personaggi di spicco nel panorama europeo come Helmut Maurer, della Direzione ambiente della Commissione europea, servirà ad informare circa le criticità e i vantaggi della politica dei rifiuti esistente in Italia, garantendo un confronto tra i rappresentanti di Federambiente, Legambiente, Confindustria e le altre istituzioni che vi prenderanno parte.

Fonte : La Repubblica

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