Archive for July 5th, 2009

WWF; ECO-PAGELLE, ITALIA FUORI DA PODIO, 1/A GERMANIA

Sunday, July 5th, 2009

 Prime della classe Germania, Regno Unito e Francia. Italia ferma al quarto posto. Di gran lunga indietro Canada, Russia e Usa. Queste le pagelle per il 2009 del Wwf sulle politiche ambientali. A una settimana dall’inizio del G8 dell’Aquila e a cinque mesi dalla Conferenza sul clima di Copenaghen, il Wwf e Allianz danno i voti alle politiche ambientali dei paesi del G8 e ai cinque principali paesi emergenti attraverso il rapporto ‘G8 Climate Scorecards’. Secondo il rapporto, alla sua terza edizione, rispetto all’andamento delle emissioni di gas serra dal 1990, la distanza dagli obiettivi nazionali del Protocollo di Kyoto, la quota di energie rinnovabili e l’efficienza delle politiche climatiche, l’azione intrapresa ”resta comunque insufficiente per indirizzare il mondo verso un’economia a basso contenuto di carbonio e per limitare l’innalzamento della temperatura media globale al disotto della temperatura critica di 2 gradi, rispetto ai livelli preindustriali”. La Germania e’ - secondo il rapporto - l’unica ad aver aumentato significativamente la propria quota di energie rinnovabili. Bene il Regno Unito che ha gia’ raggiunto il proprio obiettivo di Kyoto, grazie alla transizione dal carbone al gas degli anni ‘90 e a un’innovativa politica climatica nazionale, e la Francia, che ha emissioni relativamente basse per l’utilizzo dell’energia nucleare. L’Italia, invece, e’ ancora lontana dagli obiettivi di Kyoto, con politiche che - giudizio del Wwf - oscillano tra misure incoraggianti (come la promozione dell’efficienza energetica degli edifici e nell’industria, e il conto energia per le rinnovabili), e misure negative, come il via a nuove centrali a carbone.
Fonte: Ansa.it

Contro le zanzare in periferia,Roma chiede aiuto ai pipistrelli

Sunday, July 5th, 2009

La Capitale lancia la sua ultima battaglia per la vivibilità dei quartieri periferici. Lotta al degrado delle periferie? Un piano per il ricovero degli immigrati senzatetto? Una campagna anti prostituzione? Macché, il Comune di Roma non ce l’ha con le lucciole, bensì con le zanzare. E per combatterle ha scoperto nuovi alleati. Contro le zanzare, a Corvia­le, arrivano i pipistrelli. L’idea è dell’Ater, l’istituto che in città gestisce migliaia di case popolari. Nel quartiere di Corviale ha installato 25 «Bat-box», letteralmente: scatole per pipistrelli.

 REGOLATORI NATURALI - Si tratta di «casette» per i chirotteri così utili alla lotta contro le zanzare: ogni piccolo mammifero può cibarsi di duemila insetti per notte e quindi essere un regolatore naturale contro l’invadenza dell’anofele. Le Bat-box sono state installate sugli alberi nei pressi degli edifici gestiti da Ater. «La nostra Amministrazione, man­tenendo fede alle promesse fatte agli inquilini, lancia un segnale importante sulla stra­da del rispetto e della tutela ambientale con l’in­stallazione, presso gli stabili di Corviale, delle Bat-box, stru­mento estremamente efficace e biologico di lotta alle zanzare», spiega Luca Petrucci, presidente dell’Ater del Comune di Roma.

GIA’ DIFFUSE TRA TOSCANA E TRENTINO - Le casette sono state instal­late dal Consorzio na­zionale servizi (Cns) che si occupa dei servizi di pulizia e igiene am­bientale per conto dell’Azien­da. «L’Ater - prosegue Pe­trucci - ha sposato un proget­to del Museo di Storia natura­le dell’Universitá di Firenze, che si basa appunto sull’instal­lazione, su alberi o stabili, del­le Bat-box, casette di legno utilizzate per offrire rifugio ai pipistrelli, i quali sono degli eccezionali predatori di zanza­re». Corviale ospita il primo esperimento del genere sul territorio del Lazio, mentre al­tre regioni italiane, tra le quali Toscana, Trentino Alto Adige, Piemonte, Emilia Romagna, Marche e Liguria hanno giá aderito all’iniziativa.

 ESPERIMENTO DA ALLARGARE - «E’ intenzione dell’Azienda - ha concluso il presidente dell’Ater - coinvol­gere nell’iniziativa, dopo l’esperimen­to-pilota di Corviale, via via tutti gli stabili che insistono sulle no­stre proprietá, compa­tibilmente con le ca­ratteristiche struttura­li del territorio, per­chè crediamo ferma­mente in questo pro­getto che permette di conciliare le esigenze degli utenti con la tu­tela e il rispetto dell’ ambiente. Mi preme sottolineare che l’in­stallazione delle cas­sette, avvenuta in questi gior­ni, dará principio all’insedia­mento dei pipistrelli che, di conseguenza, inizieranno ad avere efficacia nei prossimi mesi e, più concretamente, a partire dal prossimo anno». E per tutte le altre periferie tormentate dalle zanzare? In attesa che il Campidoglio si decida a fare qualcosa di più delle periodiche disinfestazi0ni, un sito internet racconta come costruire da sé la bat-box a casa.

 IN VENDITA AL SUPERMERCATO - Altrimenti fate una gita al supermercato, ma in Toscana: in quella regione, infatti, da oltre un anno sono in vendita bat-box prefabbricate. Sugli scaffali di una grande catena di ipermercati ci sono bat-box in legno multistrato di betulla, senza collanti e coloranti nocivi, inodori, di circa 35 centimetri di larghezza per 60 d’altezza e solo 5 centimetri di spessore.
Sono state progettate dal gruppo di ricercatori del Museo di Storia Naturale, Sezione di Zoologia «La Specola» dell’Università di Firenze, in base alle esperienze acquisite sulle specie di pipistrelli italiani. E hanno dato buoni risultati nelle sperimentazioni effettuate già da alcuni anni in vari Comuni della Toscana. Importante la localizzazione delle bat-box: i pipistrelli le utilizzeranno come rifugio se saranno ben collocate e facilmente individuabili. Meglio montarle su una parete esterna di casa, a circa 4 metri d’altezza dal suolo, magari vicino alla vegetazione; oppure sul tronco di un albero.

  • Un sito racconta come costruire la bat box in casa
  • Il sito del Museo Naturale di Firenze «La Specola»
  • Fonte: Corriere della Sera

    Afa e trombe d’aria addio clima mite

    Sunday, July 5th, 2009

    Grande cronista, Niccolò Machiavelli. “Un turbine di nugolaglia grossa e folta… spinta da superiori forze, o naturali o soprannaturali che le fussero, in se medesimo combatteva… nasceva un romore mai più udito… Ciascuno che lo sentì giudicò che il fine del mondo fusse venuto”. Lo scrittore fiorentino racconta “lo spaventoso turbine” che il 24 agosto 1456 si era abbattuto nelle vicinanze di Pisa. “Le spezzate nugole, ora verso il cielo salendo, ora verso terra scendendo, insieme si urtavano… molte case furono fino al piano della terra rovinate… i tetti dei templi furono più che un miglio discosto portati…”.

    Nelle cronache di oggi lo “spaventoso turbine” ha un altro nome: tromba d’aria. E un fenomeno meteorologico che sembrava relegato in terre lontane diventa notizia quasi quotidiana. “Tromba d’aria in Veneto: tetti scoperchiati, 28 feriti, danni per decine di milioni (6 giugno)”. “Tromba d’aria, con vento a 120 all’ora, solleva per 50 metri due kitesurfisti a Campo di mare. Uno muore (20 giugno)”. “Tornado a Cerveteri, distrutto un campo giochi, tetti danneggiati (21 giugno). E non ci sono soltanto gli “spaventosi turbini”.

    Da giorni a Roma dopo ore di afa monsonica la città viene sommersa di grandine e non è certo questa l’unica “stranezza” meteorologica di quest’anno. Sulle montagne venete la grandine è arrivata quando ancora era tempo da neve. A Pieve d’Alpago la grandinata invernale, il 24 febbraio, è riuscita a uccidere cinque cinghiali.
    Si leggevano nei romanzi, le pagine sui cieli che sembrano impazziti e mandano verso la terra un vortice che sembra un cono, o una proboscide, e tutto risucchia e tutto spezza. “Le trombe d’aria della tarda primavera, e le altre arrivate nel novembre scorso - dice Luca Lombroso, meteorologo presso il dipartimento di ingegneria dei materiali e dell’ambiente all’università di Modena - sono un segno di questo tempo sconquassato. Sono anomali anche i temporali “estivi” che arrivano in autunno e pure in inverno. Esiste certamente un nesso fra le trombe d’aria, e comunque gli eventi atmosferici estremi, e il riscaldamento dell’atmosfera. Se c’è più caldo, l’acqua evapora di più e le perturbazioni sono più “cariche”. Il ciclo dell’acqua diventa più veloce. Il riscaldamento globale ormai è accertato.


    Secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration dal 1880 ad oggi gli otto anni più caldi sono tutti posteriori al 1997. Nell’ordine, sono il 2005, il 1998, il 2002, il 2003 (quando secondo l’Organizzazione mondiale della sanità ci sono stati 40.000 morti in Europa e 20.000 in Italia), il 2007, il 2006, il 2004 e il 2001. In cento anni nella nostra atmosfera la temperatura è salita di 1 grado. Non è poco. Con 5 gradi in meno si tornerebbe all’era glaciale. E negli ultimi vent’anni c’è stata una forte accelerazione, con un aumento di circa 0,2 gradi all’anno. In particolare nell’area del nord, dalle Alpi alla Toscana, la crescita di temperatura è stata di tre o quattro volte superiore alla media dell’ultimo secolo.
    Questo mette in discussione tutto. Secondo l’0cse, nei prossimi anni, sono previsti “riduzione della neve a bassa altitudine, arretramento dei ghiacciai, cambiamenti delle temperature e precipitazioni estreme”".

    Non è necessario tornare ai tempi del Machiavelli per leggere le cronache di “spaventosi turbini”. L’11 settembre 1970 un tornado si abbatte nelle campagne di Padova e nella laguna veneziana. Per 58 minuti, e su una striscia di 70 chilometri, distrugge campi e case. Trentasei morti, cinquecento feriti. Velocità del vento superiore ai 220 chilometri all’ora. Nella piana di Catania, il 31 ottobre 1968, una tromba d’aria per 15 minuti devasta un corridoio di 16 chilometri. Due morti, cento feriti. Il 4 luglio 1965 il vortice si abbatte nelle campagne fra Fiorenzuola e Sissa, fra Piacenza e Parma. Nove le vittime. Il 16 giugno 1957 il tornado distrugge Robecco e Vallescuropasso, nel’Oltrepò pavese. Quando il vento arriva all’improvviso e la grandine gela l’aria - come in questi giorni a Roma - gli esperti parlano di “cella temporalesca”. “Troppa energia in aria”, dice Marina Baldi dell’istituto di biometeorologia del Cnr. “Di mattina cielo terso e sole caldo, di pomeriggio arriva la pioggia lampo o la grandine. In questi giorni sembra una routine ma la spiegazione è nell’energia che si accumula nell’aria. La colpa è dei “fenomeni connettivi”: l’aria si comincia a scaldare durante la mattina e così si carica di energia che viene poi “rilasciata” sotto forma di precipitazioni. Le perturbazioni brevi ma intense si stanno estendendo anche al bacino del Mediterraneo”. Un tempo erano fenomeni lontani, “tropicali”. Ora i monsoni allagano l’Eur.

    Fonte: Corriere della sera

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