Archive for May 24th, 2009

Christian il leone - una storia di amicizia

Sunday, May 24th, 2009

Guardate questo video , mi ha commossa…

TERREMOTO: CHIESTI TASSI ANCHE DELL’8,9% PER LA RICOSTRUZIONE

Sunday, May 24th, 2009

Tassi di interesse dell’8,50 e dell’8,90 per cento sono stati proposti da due grandi banche a un cittadino aquilano che aveva chiesto piccoli prestiti fiduciari finalizzati alla ristrutturazione dell’abitazione danneggiata dal terremoto. Le richieste sono documentate da filmati realizzati con una telecamera nascosta per un’inchiesta giornalistica; la Prefettura del capoluogo ha chiesto di avere la registrazione. Da un’indagine condotta dal responsabile locale dell’emittente televisiva regionale “ATV7″, Gianfranco Sciarra - egli stesso danneggiato dal terremoto - è emerso che il tasso di interesse praticato per piccoli prestiti è pari o superiore all’8,50 per cento in quei due istituti di credito. L’inchiesta è stata mandata in onda nella trasmissione “Sotto le colonne”, con riferimento ai portici dell’Aquila, che storicamente rappresentano il salotto della città dove è solito discutere di politica, cultura, sport e attualità in generale. A causa della mancata liberatoria da parte degli intervistati non sono stati divulgati i nomi delle due banche, ma sono evidenti le dichiarazioni fornite dagli addetti. Il prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, è vice Commissario delegato con funzioni vicarie per l’emergenza terremoto in Abruzzo. Secondo quanto si è appreso, il filmato - richiesto dall’ufficio stampa della Prefettura - sarà consegnato lunedì prossimo.

CONTROLLI DOPPIE CASE, DENUNCIATI 5 SFOLLATI
- Cinque terremotati - su oltre duecento controllati - ospiti di alberghi, sono stati denunciati per falso e truffa ai danni dello Stato in quanto, pur essendo proprietari di case in comuni non colpiti dal sisma del 6 aprile, alloggiavano in strutture messe a disposizione dalla protezione civile. Tra i denunciati, anche una coppia di anziani proprietaria di sei appartamenti e di una villa con 24 stanze. A scoprire le irregolarità sono stati, anche su segnalazione di alcuni terremotati aquilani, i carabinieri di Montesilvano, che hanno avviato una serie di controlli incrociati a campione per verificare il possesso di seconde abitazioni disponibili. La Protezione Civile aveva informato, affiggendo negli alberghi degli annunci, che chi aveva altre disponibilità alloggiative personali doveva avvalersene. Infatti, i terremotati, nel momento in cui si presentavano ai Centri operativi comunali per richiedere una sistemazione in albergo o in tenda dovevano autocertificare di non avere altre disponibilità. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni in quanto vi sarebbero almeno altre 10 situazioni d’incongruenza.

CIALENTE, DIBATTITO CULTURALE PER CENTRO STORICO - Un dibattito interculturale per stabilire come intervenire sul centro storico è auspicato dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, intervenuto all’assemblea dei sindaci del cratere sul tema della ricostruzione, in programma alla Scuola della Guardia di Finanza. “Dobbiamo capire come restaurare, come reinvestire, come ricostruire il centro storico - ha spiegato il sindaco -. Il danno che ha avuto questo centro storico somma tutti i terremoti negli ultimi quarant’anni. Solo in quest’area - ha aggiunto - ci sono oltre 2.000 edifici tutelati dalla Sovrintendenza”. Fondamentale, secondo Cialente, è capire quali saranno le risorse economiche a disposizione subito: “Le risorse che il decreto mette a disposizione - ha detto - vanno spese subito per progetti concreti”.

RIMANGONO 299 VITTIME ACCERTATE NELL’AQUILANO
- E’ fermo a 299 il numero delle vittime accertate del sisma nell’aquilano. Il dato è stato diffuso dalla Questura dell’Aquila. In una nota si legge che l’anziana donna dell’Aquila Margherita Borrelli, morta in un ospedale romano l’altro ieri, pur rimasta ferita in occasione della scossa devastante del 6 aprile scorso, è risultata deceduta per altre cause, secondo la certificazione medica prodotta dall’Ospedale in cui era ricoverata.

INCHIESTA: D’INNOCENZO, MAI DENUNCE DA STUDENTI
- L’ex presidente dell’azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) dell’Aquila, Luca D’ Innocenzo, sentito come persona informata dei fatti, ha respinto tutti i rilievi su presunte responsabilità per le mancate denunce sulle condizioni strutturali della casa dello studente - gestita dall’Adsu -, nel cui crollo sono morti lo scorso 6 aprile otto giovani. Alla Polizia, D’Innocenzo ha dichiarato che mai nessuno studente, né la Regione hanno fatto comunicazione di disagi all’interno della struttura crollata, né all’Adsu, né al cda della stessa. “Non c’é stata comunicazione da parte degli studenti - ha spiegato neppure in una riunione del 30 marzo scorso, così come non ci sono state denunce”. L’ex presidente Adsu ha poi detto che nei loro uffici non è mai giunto lo studio commissionato dalla Regione (di cui l’Adsu é ente strumentale) alla società Abruzzo Engineering in cui si parlava di criticità strutturale della casa dello studente, gestita dall’Adsu. Dopo essere stato ascoltato dalla Polizia, D’ Innocenzo ha anche rivelato di avere fatto un sondaggio, nel dicembre scorso, tra i ragazzi della casa dello studente per constatare il gradimento della struttura ed ha affermato che su cento schede avute indietro solo in cinque si era dato un giudizio negativo. Nelle restanti gli studenti hanno espresso giudizi positivi o estremamente positivi. D’Innocenzo ha infine fatto intendere che non pensa che sarà indagato nell’inchiesta in atto. Dimessosi nei giorni scorsi dalla carica, D’Innocenzo era già stato ascoltato una prima volta dalla polizia.

Fonte: ANSA ,it

CALDO, DOMENICA RECORD. LE REGOLE PER DIFENDERSI

Sunday, May 24th, 2009
Oggi si annuncia il giorno più caldo, con picchi a Firenze, Roma, Perugia, Latina e Venezia, dove è previsto il livello tre. Raggiungeranno inoltre il livello due almeno 14 centri (Bari, Bologna, Brescia, Catania, Civitavecchia, Frosinone, Messina, Milano, Napoli, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Torino e Viterbo), dopo le temperature elevate raggiunte oggi in otto città (con un livello tre a Firenze, Latina, Perugia e Roma e un livello due a Catania, Messina, Reggio Calabria e Venezia).Ecco allora dieci regole per difendersi dal caldo, proposte dal ministero del Welfare.- BERE MOLTO: si consigliano uno o due litri d’acqua al giorno, soprattutto per gli anziani perché il loro meccanismo di regolazione termica non funziona più in modo ottimale. Bene anche i succhi di frutta, ricchi di sali minerali. Limitarsi con bevande gassate, zuccherate e ricche di caffeina.

- CIBI LEGGERI: mangiare poco e preferire cibi leggeri, poco salati e facili da digerire, suddivisi in quattro o cinque pasti nella giornata. Non concentrare troppi grassi e proteine in un unico pasto. Frutta (come agrumi, fragole, meloni che contengono fino al 90% di acqua) e verdure fresche ricche di antiossidanti (peperoni, pomodori, carote, lattughe) sono ideali contro il caldo. Attenzione a conservare correttamente i cibi, soprattutto carni, latticini, dolci con creme, gelati.

- EVITARE LE ORE CALDE: nelle ore più calde, fra le 11 e le 18, si consiglia di non uscire e di evitare attività fisica intensa, giochi e sport all’aperto; bambini, anziani e convalescenti dovrebbero evitare anche zone molto trafficate. -

 VESTITI COMODI E LEGGERI: preferire abiti in cotone, lino e fibre naturali. A contatto con le fibre sintetiche, infatti, il sudore può provocare reazioni allergiche.

- SOLE: proteggersi con filtri solari e non esporsi al sole fra le 11,00 e le 16,00 per evitare eritemi e scottature.

- IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO: prima di metterli in funzione, i condizionatori di casa e quelli dell’automobile vanno smontati e puliti. Nei piccoli e nei grandi impianti vanno sempre puliti i filtri (anche i più potenti), dove possono annidarsi spore e germi, e le vaschette in cui si forma la condensa.

- IN AUTOMOBILE: non lasciare mai persone o animali nell’auto parcheggiata al sole, nemmeno per poco tempo. Quando si entra in una macchina parcheggiata al sole iniziare il viaggio con i finestrini aperti o accendere il climatizzatore.

- VENTILARE LA CASA: aprire le finestre al mattino presto, la sera tardi e nella notte per fare entrare aria fresca e tenere chiuse le finestre di giorno. - DOCCE TIEPIDE: sono efficaci contro il caldo docce e bagni tiepidi (mai freddi) senza asciugarsi, e inoltre bagnarsi viso e braccia con acqua fresca riduce la temperatura del corpo.

- FARMACI: attenzione a conservarli correttamente, nella loro confezione e lontano da irradiazione solare diretta. Vanno in frigorifero quelli che non si conservano oltre i 25-30 gradi.

       
 
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Biodiversità, rischio di estinzione per molte specie

Sunday, May 24th, 2009
 

Le Ovaletto di Catania, le Miele di Cagliari e le Belladonna di Enna, il Femminiello di Messina, il Quattrocchi di Catania e il Santu Ghironi di Cagliari sono le specie di arancia italiane e quelle di limone a rischio di estinzione.Tra le tante le qualità di mele da proteggere ci sono le Appio di Sassari, le Zamboni di Bologna e le Limoncella di Roma. Le Angelica di Ravenna, le Cannella di Isernia, le Dea di Foggia, le Piviri di Olbia o le Mamoi di Nuoro sono solo alcune delle pere che rischiano di scomparire, mentre la Bianca Marostica di Vicenza, la Del Fiore di Foggia, la Duronata di Modena, la Durone di Pavia e la Cuore Nero di Piacenza sono le varietà di ciliegie in via di estinzione, l’Arruba di Cagliari, la Biancolilla di Agrigento, la Bordatura di Enna, la Pizzo Corvo di Palermo e la Istumbus di Sassari le mandorle a rischio. L’anguria e il melone di varietà tipicamente italiane già quasi non ci sono più. E sono molti altri ancora i frutti del nostro patrimonio agricolo che potremmo a breve perdere per sempre. Si contavano in Italia 8000 varietà di frutta alla fine dell’Ottocento mentre oggi si arriva a poco meno di 2000.Nel dossier Biodiversità a rischio di Legambiente e Bioversity International, c’è questo e altro ancora. Un’attenta panoramica sullo stato delle specie vegetali, agricole e non, di quelle animali e sui fattori di perdita di varietà delle forme di vita nel mondo, che le due associazioni presentano in occasione della giornata mondiale delle biodiversità che si celebrerà oggi.

«Sarebbe grave se non venissero portate avanti tutte le azioni previste nella Carta sulla biodiversità siglata a Siracusa all’ultimo G8Ambiente - dichiara Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente -. La Ue ha annunciato che per il 2009 - 2013 i governi dovranno concentrarsi sul tema dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla biodiversità. È evidente che per avvicinarsi agli obiettivi del Countdown 2010 è necessario riconfermare e rafforzare l’impegno delle istituzioni europee nei prossimi due anni e anche che siano individuati impegni e vincoli misurabili e concreti».

Countdown 2010 è un’alleanza di governi, Ong e settore privato con l’obiettivo di fare intraprendere a tutti i partner le azioni necessarie per fermare la perdita di biodiversità entro il 2010. L’Italia ha aderito formalmente a quest’iniziativa nel 2005.

«Il contributo di Bioversity International a questa edizione del dossier - spiega Stefano Padulosi, ricercatore di Bioversity International - è volto a sottolineare la necessità di una migliore salvaguardia della biodiversità in agricoltura, risorsa essenziale per garantire all’umanità un futuro libero dall’insicurezza alimentare e nel quale a ciascuno sia data la possibilità di avere accesso a cibo nutriente e sano».

La FAO stima che, ad oggi, il 75% delle varietà delle colture agrarie siano andate perdute e che i tre quarti dell’alimentazione mondiale dipendano da appena 12 specie vegetali e 5 animali. Se si considera che oltre il 40% della superficie terrestre utile è destinata a uso agricolo, si capisce come la diversità biologica e la sua salvaguardia non possano prescindere dall’agricoltura e dalle produzioni alimentari. L’agricoltura moderna e le nuove tecnologie hanno portato, però, molti agricoltori a utilizzare specie uniformi di piante o animali ad alto rendimento.

La forte perdita di varietà coltivate, detta anche «erosione genetica», ha provocato anche in Italia a un’estrema semplificazione dei sistemi agricoli, a svantaggio della sostenibilità e della sicurezza dei raccolti. Tale perdita si riflette direttamente nel cibo che mangiamo: delle circa 30.000 specie commestibili in natura, appena 30 sono le colture alimentari che soddisfano il 95% del fabbisogno energetico mondiale e - di esse - frumento, riso e mais forniscono più del 60% delle calorie che consumiamo.

Eppure, secondo l’ultima indagine condotta da Eurobarometro per la Commissione europea sulla percezione dei cittadini europei delle questioni legate alla biodiversità, pochi concordano sul fatto che la sua conservazione sia indispensabile per la produzione di cibo, carburanti e medicine e che una variazione sullo stato attuale possa comportare cambiamenti anche in ambito economico. Per il 35% degli intervistati (25mila cittadini europei con età superiore ai 15 anni di tutti gli Stati membri dell’Unione) la parola biodiversità è addirittura sconosciuta. Così è anche nel nostro Paese dove la media di chi ignora il termine è assolutamente in linea con quella europea. Agli ultimi posti dell’elenco la Repubblica Ceca e Cipro, con il 78 e l’84 % degli intervistati a cui è necessario spiegare il significato della parola in questione, mentre all’altro capo si piazza l’Austria (10%) seguita da Germania (16%), Belgio (23%) e Francia (25%).

La percezione degli europei è che la scomparsa di diversità sia un problema grave, ma solo il 19% reputa che la situazione attuale possa avere ripercussioni immediate sulla vita quotidiana. Il 61% vede la salvaguardia della biodiversità come una priorità innanzitutto morale. Vero è che la perdita di biodiversità non deve essere fermata per il solo interesse naturalistico, ma per evitare rischi per la nostra stessa sopravvivenza. Milioni di persone dovranno confrontarsi presto con carestie, scarsità d’acqua e malattie a causa di questa riduzione, avutasi soprattutto negli ultimi decenni per cause antropiche (5 le principali cause riconosciute, oltre ai naturali processi evolutivi: i cambiamenti di uso del suolo, i cambiamenti climatici, l’introduzione di specie aliene, la variazione di concentrazione di anidride carbonica e le deposizioni azotate a cui vanno aggiunte le piogge acide).

L’ultima Red List della IUCN (International Union for Conservation of Nature), il più completo elenco dello stato di conservazione e di rischio delle specie animali e vegetali, rileva purtroppo un aumento della minaccia d’estinzione: contiene 44.838 specie di cui 16.928 a rischio.

L’Italia è fra i Paesi più ricchi di biodiversità in Europa, con circa 57.000 specie animali (1/3 di quelle europee) e 5.600 specie floristiche (il 50% di quelle europee), dei quali il 13,5% sono specie endemiche. Vi sono tuttavia minacciate 138 specie, il cui 8% appartiene al regno delle piante e il 92% a quello degli animali. Il tritone sardo (Euproctus platycephalus), l’avvoltoio egiziano (Neophron percnopterus),) il chiurlottello (Numenius tenuirostris), la tartaruga comune, (Caretta caretta), la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea), la foca monaca (Monachus monachus), il muflone (Ovis orientali), lo storione (Acipenser sturio), la cernia (Epinephelus marginatus), la razza bavosa (Dipturus batis) sono tra quelli più minacciati.

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