Archive for April, 2009

L’Aquila, ecco la lista dei crolli annunciati Uno studio del 2006: 137 palazzi a rischio

Thursday, April 30th, 2009

Il Centro» recupera l’elenco dei palazzi con «criticità strutturali», molti dei quali sono stati rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. E’ l’elenco del rischio previsto già da uno studio del 2006. La Casa dello studente ad esempio aveva criticità strutturali del cemento. La Regione lo ha oscurato sul proprio sito, il Centro lo ha recuperato, la procura lo acquisisce per l’inchiesta sull’allarme prima ignorato e poi insabbiato

di Lorenzo Colantonio

 L’AQUILA. Ecco la lista dei crolli annunciati, ecco l’elenco dei 137 palazzi pubblici dell’Aquila con «criticità strutturali», molti dei quali erano fragili come cartapesta e sono stati rasi al suolo dalla scossa del 6 aprile. E’ l’elenco del rischio previsto già dal 2006. La Regione lo ha oscurato sul proprio sito, il Centro lo ha recuperato, la procura lo acquisisce per l’inchiesta sull’allarme prima ignorato e poi insabbiato.

 E’ all’ultimo posto della lista la Casa dello studente: 8 morti e cuore dell’inchiesta del procuratore Rossini e del sostituto Picuti.

LA MAPPA Gli edifici a rischio sisma e i danni subiti

 ECCO LA PROVA. Nell’elenco «oscurato» si legge chiaramente che l’immobile di via XX Settembre presentava: «Criticità strutturali del cemento armato».

 In un altro file, ripescato nel sito della Regione, compare anche una cifra: un milione e 470 mila euro. Era l’ingente somma consigliata per adeguare l’immobile: per farlo diventare a prova di sisma.

 SI SAPEVA DA TRE ANNI. La fragilità del palazzo era nota già tre anni fa quando la società Abruzzo Engineering, ex Collabora Engineering, riconsegna alla Regione un vasto e costoso studio, richiesto dalla Protezione civile Abruzzo, sul «Sistema informatico per la gestione degli edifici e delle opere infrastrutturali strategiche», cioè su immobili pubblici frequentati da moltitudini di cittadini.

 Erano palazzi da tenere sotto controllo, da tutelare, come la Casa dello studente che, nel sito, compare com’era prima del crollo, con i suoi 4 piani rasi al suolo dal terremoto delle 3.32.

 ANCHE DUE FOTO. Era una bella giornata di sole quando il tecnico della società Abruzzo Engineering, all’epoca presieduta da Lamberto Quarta, ex segretario dell’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, scatta le due fotografie che pubblichiamo nella tabella di questa pagina e che la procura acquisirà insieme con le altre centinaia di informazioni contenute nel sito dei crolli annunciati, e tornate alla luce grazie all’indagine del Centro.

Informazioni come il file su palazzo Carli, di piazza Rivera, anch’esso ridotto a un cumulo di macerie. Anch’esso catalogato con gravi «criticità strutturali».

 I LAVORI CONSIGLIATI.  Abruzzo-Collabora Engineering suggerisce, nel caso di palazzo Carli, di eseguire interventi di consolidamento per 5 milioni e 280 mila euro. Oppure l’ospedale San Salvatore che, nella tabella, riassumiamo per motivi di spazio in una sola riga, ma che nel documento di oltre 400 pagine ripescato da un server, che fino a tre giorni fa era inaccessibile, viene passata ai raggi X. Reparto per reparto, ciascuno dei quali ha lo stesso verdetto: criticità strutturali del cemento armato.

 LA CIFRA RECORD. Sommando, sempre reparto per reparto, i costi dei lavori consigliati per l’ospedale si arriva alla cifra record di 50 milioni di euro. Con accanto una postilla che non è di poco conto, perché lo studio quantifica anche l’importo finanziabile per l’adeguamento della struttura, un importo pari a oltre la metà della somma che si sarebbe dovuto spendere. Ma a vederlo ora l’ospedale, con l’insegna precipitata, le crepe a forma di croce di Sant’Andrea su tutte le facciate e quelle 13 colonne tirate su con cemento depotenziato, ci si chiede perché il costoso studio sia rimasto un file oscurato.

 Lo stesso discorso vale per tutte le sedi di facoltà universitarie, come l’edificio di via Assergi raso al suolo; la facoltà di Economia, crollata per metà; Ingegneria e Scienze della Formazione oppure Lettere, che aveva sede nel palazzo Camponeschi, sparita tra le macerie. Anche se in questi ultimi tre casi si scopre che lo studio commissionato alla società mista, pubblico e privato, che in Abruzzo si occupa di ambiente e territorio, ha il volto di una Cassandra distratta perché accanto alla frase «criticità del cemento armato» non c’è scritto «sì», anche se poi vengono consigliati lavori per 15 milioni di euro.

 LE ALTRE GAFFE. Identica è la contraddizione che riguarda altre due strutture pubbliche ferite, spazzate via dal sisma: il palazzo del Governo e la Provincia. Il terremoto non ha dato scampo a entrambi, la prefettura è diventata l’immagine simbolo della devastazione. Ma se vai a leggere tra le righe della lista dei crolli annuciati scopri che in nessuno dei due casi venivano evidenziate «criticità strutturali».

  E’ una sorta di giallo nel giallo, anzi nella catastrofe. Così come viene totalmente ignorato dalla studio di Abruzzo Engineering il palazzo di giustizia, il primo a essere stato sequestrato dalla procura dell’Aquila.

 IL CAPITOLO DE AMICIS. E’ la scuola della strage evitata, leggendo la relazione scritta nel 2006 che la riguarda diventa anche la scuola del miracolo, della tragedia scampata per chissà quanti anni.

 Sotto il titolo «Edilizia scolastica e rischi territoriali» infatti si legge: «Al momento del sopralluogo sulla struttura portante si è rilevato una fessura estesa per il 30 per cento del complesso scolastico e un livello massimo del danno valutato di grave entità (…) Si consiglia pertanto di tenere la scuola De Amicis sotto attento e costante controllo per evidenziare le evoluzioni delle lesioni». Sì, è stato proprio un miracolo.

Rifiuti: per le ecomafie un affare da 18 miliardi di euro all’anno

Thursday, April 30th, 2009

In Italia si producono “circa 140 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno”. Di queste 4,6 milioni finiscono in “quel ciclo di attività di smaltimento non ben definite”. Un ciclo che “solo nel 2008 ha fruttato alle ecomafie un business da 18 miliardi e 400 milioni di euro”. E’ quanto denunciato nel corso del convegno ‘Rifiuti speciali: la nuova frontiera dell’emergenza’, organizzato oggi a Roma dall’associazione Liberambiente, che invita a intervenire contro il traffico illegale di rifiuti, che “costa in termini di ambiente e di salute pubblica”.
La certezza, spiega il deputato del Pdl e presidente di Liberambiente, Roberto Tortoli, e’ che “al di là dei numeri le cosiddette ecomafie praticano i loro affari spesso in modo incontrastato”. Per questo motivo, aggiunge Tortoli, la neonata associazione ambientalista ha preparato una risoluzione da discutere in commissione Ambiente della Camera per “impegnare il governo a individuare gli strumenti normativi e organizzativi piu’ idonei” per contrastare le attivita’ illecite legate alle gestione e allo smaltimento dei rifiuti.
Il testo è stato realizzato su iniziativa dello stesso presidente di Liberambiente e dei deputati del Pdl Agostino Ghiglia, Franco Stradella, Tommaso Foti, Mauro Pili, Vincenzo Gibiino, Antonino Germana’ e Alessio Bonciani. La risoluzione chiede inoltre all’esecutivo di “razionalizzare e semplificare l’intero ciclo di gestione dei rifiuti” e, prosegue il presidente di Liberambiente, “definire opportuni piani per lo sviluppo di una rete nazionale di impianti” di raccolta e smaltimento.
Inoltre, aggiunge Tortoli, “Bisogna rendere piu’ trasparente la gestione dei rifiuti”.

Fonte : Ecquo

Terremoto, case agibili ma pochi rientrano La procura indaga anche sull’amianto

Thursday, April 30th, 2009

Sono pochi gli aquilani che hanno deciso di rientrare nelle loro case nonostante l’avviso di ieri del sindaco Cialente che ha autorizzato il rientro nelle prime 139 abitazioni dichiarate agibili. Prosegue intanto l’attività della procura per accertare se ci sono responsabilità nei crolli. Ieri firma del decreto per la ricostruzione da parte del Quirinale. La copertura del decreto

per la ricostruzione dopo il terremoto prevede 1,152 miliardi di euro per il 2009. Il resto dei finanziamenti è spalmato fino al 2032, mentre a decorrere dal 2033 si prevedono finanziamenti per 2,9 milioni di euro. Inizia oggi in Senato l’iter del decreto.La procura indaga anche sull’amianto. In riferimento al pericolo rappresentato dai rifiuti speciali - in particolare amianto - tra le macerie, il procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini, ha sostenuto che c’è una indagine in corso. Oggi vertice con la polizia per fare il punto sull’inchiesta.

Regole su responsabilità costruttori. «C’è un’attività ispettiva per acclarare come si sono comportate le strutture in una situazione come questa» spiega Rossini, alla sua audizione in Senato. «C’è anche un’attività preventiva - ha aggiunto - per proporre normative innovative e perché ci siano regole precise che ancorino le attività dei costruttori anche alle proprie responsabilità».

Prefetto: consegnare armi case inagibili. Chi custodiva le armi in luoghi divenuti inagibili deve consegnare le stesse e il relativo munizionamento agli Uffici di polizia competenti per territorio quali Questura, Commissariati di Pubblica Sicurezza o, ove assenti, Stazioni dei Carabinieri. A renderlo noto è il prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli. Nel provvedimento si sottolinea che «non è consentito detenere le armi nei campi allestiti». «Le armi in questione - si legge nella circolare - saranno restituite non appena gli interessati avranno la disponibilità di locali adeguati alla loro conservazione». La circolare prevede che le imprese abilitate a svolgere attività in materia di armi, munizioni ed esplosivi dovranno adottare tutte le necessarie misure per la messa in sicurezza dei locali dove tali materiali sono depositati ovvero provvedere al trasferimento degli stessi.

Paura di rientrare in casa. «Non ce la sentiamo proprio di rientrare a dormire» commenta Maria davanti all’ingresso di casa in compagnia di sua madre, in una palazzina in piazza Domenico Cifani, che si affaccia su via Ettore Moschino, in zona Torrione: «Viviamo al quarto piano e il solo pensiero di dover evacuare con il rischio di un’altra scossa non ci farebbe dormire». Anche Luigi Falancia è rientrato questa mattina in casa solo per gettare l’immondizia, fare pulizia e controllare la situazione della casa.«E’ importante vincere la paura e rientrare - spiega - mia moglie è disabile e non possiamo vivere in eterno in queste tende».

Proprietaria villetta agibile: non rientriamo. Un bella villetta, corazzata in cemento armato, con solo qualche crepa nelle tamponature al piano terra, ma per il resto perfettamente agibile. Ma Paola, dipendente del Tribunale, una degli abitanti di Sant’Elia, sceglie di aspettare prima di tornare a casa per paura, ma anche perché «manca ancora il gas». La villetta, a due piani, ha resistito molto bene alla scossa del 6 aprile. «Ce la siamo costruiti da soli, sapevamo che era zona sismica, non abbiamo lesinato su ferro e cemento, anche perché al massimo ci sarà costata il 100% in più - racconta Paola - È la dimostrazione che a un terremoto si può resistere». Paola e la famiglia vivono e dormono in un camper a 10 metri dalla casa perché «la paura è ancora tanta».

La terra trema ancora. Alle 10.57 scossa sismica di magnitudo 3 è stata avvertita in provincia dell’Aquila (epicentro a Fagnano Alto, Fossa, Ocre, Poggio Picenze, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne’ Vestini, Sant’Eusanio Forconese e Villa Sant’Angelo).

Brambilla: in arrivo incentivi per il turismo. Il sottosegretario con delega al turismo Michela Brambilla in visita all’Aquila ha detto che il turismo sarà determinante per la ripresa dell’Abruzzo, al punto di diventare «il volano economico» della regione. Sono pronte le campagne promozionali per rilanciare il marchio Abruzzo e per «riparare i danni indiretti di una cattiva informazione sul turismo abruzzese dopo il sisma». Il sottosegretario ha voluto rimarcare che se da un lato i Giochi del Mediterraneo di Pescara e il G8 all’Aquila saranno la vetrina principale per una corretta informazione, sono in arrivo «misure di sostegno a imprese e lavoratori di tutto l’Abruzzo e non soltanto della zona aquilana». Fisco, Iva, credito, provvidenze: è in arrivo, ha confermato la Brambilla, un pacchetto per permettere all’intero comparto abruzzese «che concorre all’11% del pil regionale e al 12% dell’occupazione di superare il grave momento».

 

 

Fonte: Il Messaggero

GREEN CROSS; MESSAGGIO MONTALCINI, SERVE ISTRUZIONE

Thursday, April 30th, 2009

 L’istruzione e’ la soluzione per i problemi dell’umanita’. In questo modo il presidente onorario di Green Cross Italia, Rita Levi Montalcini, in un messaggio, sprona l’assemblea nazionale dell’associazione fondata da Mikhail Gorbaciov. ”Il problema dell’ambiente - prosegue Montalcini nel messaggio - sta diventando sempre piu’ determinante e credo sia importante guardare oggi si’ avanti con ottimismo ma anche avere la consapevolezza che una societa’ civile globale puo’ creare nuove opportunita’ per ridurre il nostro impatto ambientale”. E’ nell’istruzione, osserva il premio Nobel, che risiede ”la parola chiave per la soluzione di tutte le problematiche che incombono sull’umanita’, attraverso una formazione che includa l’educazione alla pace e allo sviluppo economico”.
Fonte: Ansa.it

Presidente Commissione Ambiente: no a Kyoto e al pacchetto

Thursday, April 30th, 2009

Contro il protocollo di Kyoto, il pacchetto clima-energia dell’Ue e favore della mozione negazionista di Dell’Utri. Il presidente della commissione Ambiente del Senato espone la sua posizione

(Rinnovabili.it) – “L’Italia ha fatto male a sottoscrivere il protocollo di Kyoto, la cui impalcatura è da rivedere”. E non solo. Male fece anche ad aver preso impegni sul pacchetto energia e clima della Ue.
Chi si esprime così, a sorpresa, è il Presidente della commissione Ambiente del Senato, Antonio D’Ali’.
D’Ali’ tenta anche di spiegare questa sua posizione con una motivazione, per la verità alquanto singolare. “Il protocollo di Kyoto è un fallimento perché non è stato firmato da tutti – argomenta convinto, aggiungendo – E l’Italia non ha valutato la capacità e la struttura dell’economia nazionale per raggiungere quei risultati” che, secondo il personale parere del senatore, “erano già di per sé degli obiettivi irraggiungibili”. Al contrario plaude alla clausola di revisione sul pacchetto Ue (prevista per marzo 2010), secondo lui “buona” perché “permette di effettuare delle rimodulazioni”: detta in parole povere, di tornare indietro nella lotta ai cambiamenti climatici.
In netta contrapposizione con la scelta di politica ambientale della stessa Unione il presidente della commissione Ambiente si è dichiarato concorde con la mozione sui cambiamenti climatici dei senatori del PdL Dell’Utri, Nania e Poli Bortone: “Semplicemente si vuole dare ascolto a chi ha una posizione diversa e non solo a quella dominante dell’Ipcc” che, sempre a suo dire, sembra “condizionata in modo pesante da fondamentalismi ambientali. Una cosa – cerca ancora di spiegare D’Ali’ – è dire che l’uomo è la causa del riscaldamento globale, altro è verificare se c‘è un mix di fattori”. E sui negoziati: “Più che accordi globali, penso a accordi bilaterali, non ne escluderei uno tra Usa e Cina”.

In Italia il primo robot-spazzino

Thursday, April 30th, 2009

Nel metro e mezzo di altezza e 77 centimetri di larghezza si nasconde un mix di tecnologie: un sistema di navigazione satellitare, un altro basato su ultrasuoni e ancora sistemi laser e una miriade di sensori e meccanismi elettronici e meccanici. Il tutto costruito e assemblato con uno scopo: raccogliere la spazzatura. Il primo robot spazzino sarà sperimentato in Italia da sabato 9 maggio a Pontedera, in provincia di Pisa.

L’automa si chiama DustCart ed è stato realizzato dall’Atr (Advanced Telecommunications Research Institute International), uno dei più prestigiosi laboratori di ricerca giapponesi e dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Il robot spazzino per ora ha un’autonomia di 24 chilometri e una velocità di 16 ed è utile per la raccolta di spazzatura «porta a porta» soprattutto nei piccoli centri storici e nei centri commerciali. Il funzionamento è semplicissimo. L’utente forma un numero al cellulare, inserisce via e numero civico, e il robottino raggiunge l’appuntamento. A questo punto si inserisce il sacco della spazzatura nel ventre dell’automa che può ospitare sino a 30 chili di materiale. Una delle peculiarità della macchina è la possibilità di fare raccolta differenziata: sfiorando lo schermo sensibile al tocco, infatti, si può selezionare la tipologia di rifiuti (vetro, plastica, carta e altro) e dare la possibilità al robot di raggiungere appositi contenitori.

La sperimentazione di DustCart si svolgerà nelle zone pedonali dei Comuni di Pontedera, Peccioli e Massa (Massa Carrara) e all’estero a Örebro (Svezia) e a Bilbao (Spagna). I primi risultati di laboratori hanno dato un esito positivo. Tecnicamente il robot funziona bene e individua con accuratezza ostacoli e indirizzi. Questo avviene grazie a un innovativo sistema di ultrasuoni e di segnalatori che debbono essere istallati nelle zone operative. Anche il Gps e gli altri sensori compiono il loro dovere egregiamente.

Non mancano però i problemi. Perché passare da un ambiente tutto sommato «protetto» (laboratori, zone di sperimentazione) a quello di una città può trasformarsi per l’automa in una giungla. Per una corretta raccolta di rifiuti è dunque indispensabile avere una rete di robot che, se pur efficienti, hanno bisogno di manutenzione e soprattutto di controllo. E questo vale soprattutto nei Paesi occidentali dove gli episodi di vandalismo sono purtroppo all’ordine del giorno. Anche i costi di produzione avranno un peso. L’impressione è che i netturbini in carne e ossa potranno dormire sonni tranquilli almeno per qualche altro anno. Wall-e, l’automa spazzino della Disney e della Pixar premiato con l’Oscar, resterà ancora un’icona dell’immaginario cinematografico.

Fonte: Corriere della Sera

Medusa killer avvistata nel Mediterraneo

Thursday, April 30th, 2009

Ha un bel nome: Physalia Physalis. Un soprannome evocativo di grandi avventure trans-oceaniche: Carabela Portuguesa (Vascello Portoghese). E una pessima reputazione: una sua carezza può essere letale. La medusa più pericolosa del mondo è stata avvistata nel Mediterraneo. Non una sola, ma una colonia: viaggia in un gruppo di cinquanta, non lontano dalle coste di Murcia, secondo le segnalazioni del Centro oceanografico di Los Alcázares.

CONDIZIONI FAVOREVOLI - Erano dieci anni che non si faceva vedere così vicino e, stando ai sospetti di Oceana, organizzazione internazionale per la protezione degli oceani), la formazione si è lasciata sospingere dalle correnti nel bacino del Mediterraneo, attraverso lo Stretto di Gibilterra, incoraggiata dalle condizioni favorevoli offerte dal cambio climatico e dalla scomparsa di molti pesci, suoi nemici naturali. La caccia alle tartarughe marine e la loro rarefazione sono un altro contributo alla prosperità della trasparente “assassina”.

PARALISI E ARRESTO CARDIACO - Più che una medusa, il Vascello Portoghese è un sifonoforo, a forma di vescicola piena di gas; e i suoi tentacoli possono provocare la paralisi anche in un uomo e perfino un arresto cardiaco. L’infida Physalia Physalis ha un raggio di azione di trenta metri, mentre galleggia sorniona, cullata dalle onde. La cattiva notizia è che, se dovesse trovarsi bene nel Mediterraneo, potrebbe installarsi e proliferare, creando non pochi problemi al turismo balneare. La buona notizia è che le piogge abbondanti di questa primavera stanno creando una barriera di acqua dolce e fredda generalmente poco gradita alle meduse. Per ora, quindi, niente allarmismi o previsioni catastrofiche per la stagione estiva, ma si segue con attenzione la passeggiata fuori rotta della flotta tropicale, che veleggia verso le Baleari.

Elisabetta Rosaspina
Fonte: Corriere della Sera

MALTEMPO: PO IN PIENA, SORVEGLIATO SPECIALE

Wednesday, April 29th, 2009
L’Agenzia Interregionale per il Po (Aipo) sta “monitorando attentamente la piena del fiume in corso in queste ore, in stretto coordinamento con tutti gli enti preposti alla sicurezza del territorio”. Ne dà notizia la stessa Aipo precisando che l’Ufficio servizio di piena e gli uffici territoriali sono allertati da ieri. Il Po ha superato la scorsa notte il livello di guardia all’ idrometro di Valenza (Alessandria) di circa 50 cm. Il livello raggiunto è 3,90, il livello di guardia 3,50. Alle attuali condizioni meteo, è ipotizzabile che il passaggio della piena comporti via via un superamento del livello di guardia lungo l’asta del grande fiume di circa un metro/un metro e mezzo.  Un eventuale aggiornamento delle previsioni sarà possibile nelle prossime ore, anche in base all’evoluzione delle condizioni meteo.

ALESSANDRIA, EVACUATA POPOLAZIONE
E’ diventata esecutiva ad Alessandria l’ordinanza di evacuazione di alcune zone della città a causa del maltempo. Complessivamente sono coinvolte 6.000 persone. A rischio sono i piani terra dei quartieri Orti, Piscina e altre zone nei pressi del Ponte Cittadella che è stato chiuso al traffico già da ieri. Nel primo pomeriggio, infatti, è prevista l’ondata di piena del Tanaro. La polizia municipale invita con i megafoni ad abbandonare le abitazioni e a raggiungere i punti di raccolta che sono nei pressi dell’ospedale e nei grandi parcheggi dei centri commerciali. Al momento la situazione è tranquilla e sotto controllo. Ad Alessandria il peggio è comunque passato, e il rischio esondazione dovrebbe essere scongiurato.L’onda massima della piena del Tanaro, arrivata in città intorno alle 14,30, si è mantenuta nell’alveo del fiume. Il Ponte della Cittadella ha retto l’urto e il livello dell’acqua si è mantenuto circa 80 centimetri al di sotto della sommità dell’arcata. Il deflusso è ancora sostenuto, ma si ritiene che in quattro-cinque ore l’area potrà essere dichiarata fuori pericolo. I problemi si spostano ora più valle, dove viene monitorato l’innesto del Tanaro con la Bormida, al momento molto difficoltoso. Lo ha riferito all’ANSA l’assessore alla Protezione Civile della Regione Piemonte, Luigi Ricca, che si trova sul posto per seguire da vicino l’evolversi della situazione. In Piemonte intanto si è aperto il dibattito sul dopo-emergenza e in particolare sul futuro del ponte. Già ieri era stato ipotizzato l’abbattimento della struttura, ritenuto però troppo rischioso durante la piena. Al momento il ponte è sottoposto a vincolo, ma Ricca ritiene che si dovrà agire per poterlo abbattere e per ricostruirne poi uno più sicuro. La struttura attuale infatti ha già fatto da tappo al deflusso delle acque in precedenti alluvioni, provocando l’esondazione del Tanaro.

CROLLA PALAZZINA PAVESE, RIPRESE RICERCHE DISPERSO - Si chiama Giuseppe Pessina, l’uomo di 70 anni disperso da ieri sera dopo il crollo di una palazzina in via Recoaro a Broni. Pessina abita nella casa a fianco di quella crollata, per una frana improvvisa. Da quanto si è saputo l’uomo era uscito dalla sua abitazione con la moglie su invito delle forze dell’ordine: anche il suo alloggio, infatti, era stato evacuato in seguito alla frana staccatasi dalla collina. Si teme che Pessina possa essere stato travolto dall’onda di acqua e fango. Nella zona scorre il torrente Rile. Le ricerche dell’uomo scomparso e l’intervento di soccorso erano state sospese verso le 2 di stanotte a causa di un ulteriore smottamento. Le ricerche sono riprese stamattina, nonostante la situazione sia critica in diverse parti dell’Oltrepò Pavese, a causa di allagamenti e frane, ma al momento non ci sono novità.
ASTI: FRANE E ALLAGAMENTI, E’ ANCORA EMERGENZA - Notte in bianco per amministratori pubblici di Asti, Castello d’Annone e Rocchetta Tanaro, nell’ astigiano, per il pericolo alluvione. La situazione è ancora di emergenza con stato di allerta per la protezione civile. Sono circa un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco di Asti, Canelli e Nizza Monferrato per frane, allagamenti di scantinati, per alberi e pali dell’Enel caduti sulle strade. La Provincia ha reso noto che sono almeno una decina le strade interrotte per frane e smottamenti. Il corso Alessandria é ancora bloccato tra Asti e Quarto per l’inagibilità del ponte sul torrente Versa. A Castello d’Annone si è lavorato tutta la notte con l’impiego di idrovore per evitare allagamenti al centro abitato. Il livello delle acque del Tanaro continua a crescere ed alle 7 era a 50 centimetri dal livello di guardia. Tutti gli altri fiumi e torrenti dell’Astigiano sono straripati in più punti, ma al momento non ci sono pericoli per le persone.

DISAGI A ROMA, OLTRE CENTO CHIAMATE A VIGILI FUOCO - Ancora pioggia e disagi, soprattutto per la circolazione stradale, questa mattina a Roma. Molti i quartieri, dal centro alle periferie, dove il traffico è stato paralizzato dalle strade allagate. Problemi per gli automobilisti soprattutto sul grande raccordo anulare, in via Ostiense, via Colombo, via Tiburtina, via Nomentana, via Salaria e sulla Pontina. Notte di lavoro per i vigili del fuoco che hanno effettuato oltre cento interventi in quasi tutta la città per rimuovere alberi e rami caduti ieri pomeriggio e durante la notte, ma anche insegne e cartelloni pubblicitari divelti dal vento che ieri si è abbattuto sulla capitale. Alcuni incidenti dovuti alla forte pioggia, sulla tangenziale e in via di San Gregorio, hanno paralizzato il traffico nelle prime ore della mattina. Rallentamenti anche sul Gra nel tratto tra la via Cassia e la via Aurelia. Sempre in nottata i vigili del fuoco e le forze dell’ordine hanno soccorso molte persone in difficoltà a causa della caduta di alberi. Come in via Predoso a Monte Mario dove un grosso pino si è abbattuto su una casa impedendo l’accesso degli inquilini per molte ore. Stesso problema anche in via Ostiense e poi in via Trionfale dove un albero si è letteralmente appoggiato su un muro impedendo il passaggio di pedoni ed auto.

CIAMPINO, UN VOLO DIROTTATO E LIEVI RITARDI - Qualche lieve ritardo nella partenza e arrivo dei voli e un aereo dirottato da Ciampino a Fiumicino. Le cattive condizioni metereologiche, in particolare la forte pioggia e la scarsa visibilità che hanno colpito, in particolare tra le 9.30 e le 10.30, anche l’area circostante lo scalo di Ciampino hanno causato qualche ritardo negli atterraggi e decolli dei velivoli. Un volo in particolare della compagnia Ryanair proveniente da Stoccolma, che doveva atterrare a Ciampino alle 9.55, è stato dirottato sullo scalo di Fiumicino, dove è atterrato circa un’ora dopo.

 
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Fonte: Ansa.it

ANIMALI: ALLARME OBESITA’ PER 33% GATTI E 28% CANI

Wednesday, April 29th, 2009

Dopo gli Stati Uniti, arriva anche in Italia l’allarme obesita’ per gli animali domestici. A dirlo e’ un’indagine nazionale condotta nel 2008 per conto della Pet obesity task force (gruppo di lavoro che comprende i Medici veterinari italiani a sostegno della task force istituita a livello internazionale) su 3.868 cani e 1.540 gatti e coinvolgendo 200 fra ambulatori e cliniche. Rispetto al totale degli animali presi in considerazione, la ricerca rileva che il 33% dei gatti e il 28% dei cani sono in sovrappeso. Un problema spesso legato a un’alimentazione sbagliata, e non all’uso di cibi industriali, oltre allo scarso movimento. Non a caso, i cani obesi che abitano in appartamento sono l’8% (contro il 16% dei gatti) e quelli con un giardino a disposizione il 6% (stessa percentuale dei gatti). Dell’argomento si occupera’ anche Zoomark, il salone internazionale dei prodotti per l’alimentazione e la cura degli animali, in programma in Fiera a Bologna dal 7 al 10 maggio.

Fonte: Ansa.it

Sempre meno farfalle, è allarme in Uk

Wednesday, April 29th, 2009

Gli inglesi ne fanno una questione di identità: le farfalle nei loro campi fioriti ci sono sempre state e non vedere più alcune delle loro specie più amate svolazzare copiose tra un fiore e l’altro fa male come una ferita che sanguina. L’estate del 2009 sarà un banco di prova per capire se sarà confermato il trend di rapido declino, registrato dagli studiosi soprattutto negli ultimi due anni, o se vi sarà una sperata quanto improbabile inversione di tendenza. Il 2008, secondo quanto si legge in nell’ultimo Uk Butterfly Monitoring Scheme è stato in assoluto l’anno l’anno più negativo della storia degli ultimi trent’anni. E almeno 12 specie hanno registrato drastici cali di popolazione al punto da arrivare vicine al rischio di estinzione.

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NON SOLO ESTETICA - Non è però solo una questione estetica, una testimonianza di affetto per una componente fondamentale del panorama rurale britannico. «Le farfalle sono un importante indicatore, capace di metterci in allerta sui disequilibri dell’ambiente - avverte dal proprio sito Internet la Butterfly Conservation, un’associazione fondata nel 1968 da un gruppo di naturalisti proprio come risposta ai primi allarmi sulla riduzione del numero di insetti -. Se il numero di farfalle è in calo, inevitabilmente anche la fauna e l’ecosistema risultano in declino». Dal 1998 il presidente della Butterfly Conservation è sir David Attenborough, per anni volto televisivo della Bbc, noto anche in Italia per una serie di documentari sulla natura rilanciati da diverse trasmissioni a carattere scientifico e naturalistico, come ad esempio «Quark» di Piero Angela.

I MEDIA IN CAMPO - Per capire quanto la cosa sia fondamentale per i britannici, basta pensare al fatto che lunedì il Guardian ha dedicato ben quattro pagine all’argomento, oltre alla copertina nel proprio inserto G2 che, parafrasanto la canzone di Pete Seeger poi diventata uno dei simboli della protesta pacifista degli anni Sessanta si chiede: «Where have all our butterflies gone?», dove sono finite le nostre farfalle? L’Indipendent, altro autorevole quotidiano, ha invece deciso di lanciare la Great British Butterfly Hunt, la grande caccia alle farfalle britanniche. Si tratta ovviamente di una caccia solo documentaria, con i lettori sguinzagliati in ogni contea del regno unito con l’obiettivo di individuare e classificare tutte le 58 specie di farfalle - 56 indigene e due importate nel corso dei secoli - che vivono nell’isola e che sempre più sono a rischio di scomparsa. L’obiettivo è puntare i riflettori su un patrimonio naturale, ma anche sensibilizzare sempre più l’opinione pubblica verso le tematiche della conservazione dell’ambiente.

 

Fonte: Corriere della Sera

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