Archive for March 30th, 2009

Fotovoltaico, le aziende italiane si lanciano nella produzione di silicio

Monday, March 30th, 2009

 Il fotovoltaico, per l’Italia, può rivelarsi una vera opportunità industriale. Nel giro di pochi anni il nostro Paese può diventare un grande esportatore e valorizzare al meglio tutta la filiera. Le aziende si stanno muovendo: sul piatto ci sono un miliardo e mezzo di investimenti programmati, dalla produzione di silicio a quello di celle e moduli.
Un esito niente affatto scontato. Il settore sta vivendo una crescita importante nel nostro Paese, merito degli incentivi del Conto Energia che, dopo il taglio di Spagna e Germania, è diventato il migliore d’Europa. Il nostro Paese, inoltre, è molto assolato e secondo un recente studio della McKinsey è tra i primi due che sarà in grado di raggiungere la grid parity, ovvero quel momento in cui il costo dell’energia elettrica prodotta con il Sole sarà competitivo con quella tradizionale. Eppure, le aziende si concentrano prevalentemente a valle della filiera, nella distribuzione e nell’installazione degli impianti. La produzione e la vendita di silicio resta invece appannaggio dei Paesi stranieri. Come dire: ci sta sfuggendo una grossa occasione. Ma le cose stanno cambiando.

“Entro il 2013 saremo in grado di esportare” ha spiegato Gianni Silvestrini, presidente del Kyoto club, durante il convegno “Gestire il boom fotovoltaico” che si è tenuto durante EnergyMed, la fiera in corso a Napoli. Un percorso che parte dai 340 Megawatt con cui nel 2008 l’Italia si è attestata al terzo posto nel mondo, dopo Germania e Spagna, per quanto riguarda l’installazione di impianti fotovoltaici, superando così Stati Uniti e Giappone. Che passa dai 1000 Megawatt cumulativi previsti entro la fine del 2009 e i 2000 entro la fine del 2010. Così l’Italia potrebbe diventare un ruolo leader a livello mondiale. “Entro il 2013 l’Italia può essere addirittura in grado di esportare” ha aggiunto Silvestrini. Le aziende stanno muovendo i primi (decisi) passi. Sul fronte della produzione silicio, sono in corso investimenti da circa 400milioni di euro l’uno. Il primo è quello della Silfab di Borgofranco (Ivrea), il secondo lo sta sostenendo la Estelux di Ferrara. Entrambe stanno lavorando alla realizzazione dell’area industriale. La crisi ha un pochino rallentanto i piani, ma entro il 2011 anche l’Italia dovrebbe entrare ufficialmente nella filiera del silicio per il fotovoltaico. A seguire, c’è la filiera delle celle, dove le aziende italiane attive sono la X-Group, la Helios, la Omnisolar, Eurosolare (Eni) e la Solsonica. Infine, il segmento dei moduli. Qui, di imprese italiane, ce ne sono un sacco.

Fonte : Il Sole 24 ORE

Fidanzati uccidono un cane e filmano la sua impiccagione

Monday, March 30th, 2009
Sono un 23enne e una 22enne veneti, rintracciati sono stati denunciati dai carabinieri
ROMA
Uccidono un piccolo meticcio a sprangate in un capannone, girano un video con il cadavere del cane appeso a una corda e lo mostrano ad alcuni conoscenti in un locale pubblico. È accaduto a Fiume Veneto, in provincia di Pordenone, dove i carabinieri di Azzano Decimo hanno denunciato per uccisione di animali un 23enne, D.J., artigiano di Azzano Decimo, e una sua amica 22enne, T.A., disoccupata di Fiume Veneto. I militari sono risaliti ai due dopo la denuncia presentata dalla madre convivente della giovane, F.L., 51enne operaia di Fiume Veneto, proprietaria dell’animale.I fatti risalgono ai primi giorni di marzo, quando D.J. e T.A. sono andati nel capannone di proprietà dei propri genitori per tentare di fare accoppiare il piccolo meticcio con un dobermann di proprietà del giovane 23enne. Di fronte alla ritrosia dei due cani D.J. ha legato una corda al collo del meticcio, assicurandone l’estremità a una solida base di ferro per impedirgli ogni movimento. I due si sono allontanati ma D.J., disturbato dal continuo abbaiare del cane, si è armato di una barra di ferro e ha percosso il piccolo fino a farlo tacere. Il cane ha ripreso ad abbaiare, lui è tornato indietro e lo ha colpito a morte con la barra in ferro.Ha poi convinto T.A. a girare un video del cane morto con la videocamera del telefono cellulare. Non solo: dopo aver legato una corda attorno alla carcassa del cane e assicurato l’estremità opposta a un muletto montacarichi, lo ha messo a penzoloni e, mentre l’amica riprendeva la scena col cellulare, D.J. lo ha colpito con la barra in ferro. In seguito anche T.A. ha colpito il cane allo stesso modo. Alcuni giorni dopo, la coppia ha mostrato orgogliosamente il video ad alcuni avventori in un locale pubblico.

I carabinieri hanno anche scoperto che D.J., nello stesso periodo, nello stesso capannone, ha maltrattato il proprio cane di razza dobermann prendendolo a calci alla presenza di altre persone. Per lui è scattata un’altra denuncia per maltrattamento di animali.

Fonte: La Zampa.it

Clima, nasce la “Carta delle Città e dei Territori d’Italia”

Monday, March 30th, 2009
Realizzata dal coordinamento di Agenda 21, in collaborazione con Anci e Upi
ROMA
Un documento che candida i Comuni, le Province e le Regioni d’Italia ad avere un ruolo attivo nel raggiungimento degli impegni sottoscritti dal Governo rispetto al Pacchetto 20+20+20 dell’Unione Europea e nell’ambito dei negoziati che si terranno a Copenhagen a dicembre 2009, quando verranno ridiscussi i contenuti dell’accordo che sostituirà il Protocollo di Kyoto. È questo il significato della Carta delle Città e dei Territori d’Italia per il Clima, realizzata dal Coordinamento di Agenda 21, in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e l’Unione delle Province Italiane, che verrà consegnata ufficialmente al Governo il 3 aprile a Roma.All’evento di presentazione del documento, che si svolgerà sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il Patrocinio del Parlamento Europeo e del Ministero dell’Ambiente, parteciperà anche Pedro Ballesteros, responsabile della campagna Intelligent Energy Europe della Dg per l’Energia della Commissione Europea.Il testo in particolare raccoglie una serie di proposte per far sì che nelle politiche a favore della tutela del clima vengano sfruttate le potenzialità delle amministrazioni locali, già attive a livello territoriale con diverse tipologie di intervento capillare che stanno dando un contributo importante. Come fanno sapere in una nota Anci, Upi e Agenda 21, dai dati raccolti con il nuovo sistema di calcolo formulato dal Coordinamento di Agenda 21 ad esempio risulta che in molte città si è già potuta ottenere una riduzione di Co2 del 20%.

Secondo Agenda 21, Anci e Upi è necessario infatti che gli enti locali possano accedere ai meccanismi dell’Emission Trading e al mercato dei Titoli di Efficienza Energetica e che il Governo escluda dal patto di stabilità gli investimenti locali in progetti finalizzati alla mitigazione e all’adattamento al cambiamento climatico.

«È giunto il momento di coordinare gli sforzi ad ogni livello - afferma Emilio D’Alessio, Presidente di Agenda 21 - per fare in modo che l’Italia onori gli impegni sottoscritti lo scorso dicembre in sede europea e sia in condizione di rispettare i nuovi obiettivi che verranno individuati nell’accordo che sostituirà Kyoto. Si tratta fra l’altro di un’opportunità per promuovere un nuovo modello di sviluppo che, investendo nell’innovazione, può contribuire in misura decisiva al rilancio dell’economia del nostro paese».

La carta si pone quindi come uno strumento concreto per consentire al paese di compiere un passo avanti nelle politiche per la tutela del clima in linea con quanto stanno facendo i grandi d’Europa e gli Stati Uniti. «Come Anci promuoveremo questa iniziativa - afferma Flavio Morini, Presidente della Commissione Ambiente dell’Associazione - e invitiamo tutti i Comuni a dare un segnale forte che deve partire proprio dagli Enti locali. L’obiettivo è essere protagonisti a Copenhagen». Da qui al 3 aprile, data della conferenza di presentazione ufficiale del documento che si terrà a Roma nella sede dell’Ispra, gli enti locali potranno segnalare la propria adesione anche inviando una mail a adesionecarta@21italy.eu.

Fonte: La Stampa

Obama: forum su clima ed energia

Monday, March 30th, 2009

 Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato la creazione di un Forum delle 17 grandi economie mondiali su energia e clima. La prima riunione si terrà a Washington il 27 e 28 aprile e sarà seguita da un vertice a luglio in Italia. Obama ha invitato i leader di Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, India, Indonesia, Italia, Messico, Russia, Sudafrica, oltre al segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon. Questi Paesi, insieme agli Stati Uniti, rappresentano circa l’80% delle emissioni mondiali di gas serra. La Danimarca parteciperà come presidente della Conferenza in vista di una convenzione Onu sul clima.

LETTERA A BERLUSCONI - Seguirà un vertice in Italia, alla Maddalena, a luglio in concomitanza con il G8. A questo proposito Obama ha scritto una lettera al premier Silvio Berlusconi in cui chiede l’aiuto dell’Italia per riattivare il Major Economies Forum sull’energia e i cambiamenti climatici. Berlusconi ha dato il via libera affinché la riunione si tenga alla Maddalena, probabilmente nel terzo giorno del summit. Il vertice in Italia sarà preceduto da una serie di riunioni preparatorie, a partire da quella convocata per fine aprile al Dipartimento di Stato di Washington.

DIALOGO TRA PAESI CHIAVE - «Il Major Economies Forum faciliterà un dialogo aperto tra paesi chiave del mondo industrializzato e in via di sviluppo - spiega la Casa Bianca -, aiuterà a generare la leadership politica necessaria per ottenere un risultato positivo ai negoziati Onu sul clima che si terranno in dicembre a Copenaghen e farà progredire l’esplorazione di iniziative congiunte sull’energia pulita e la riduzione delle emissioni inquinanti». Le riunioni del Major Economies Forum su cambiamento climatico e energia sono state istituite nel 2007, alla vigilia del G8 di Heiligendamm in Germania, quando il presidente degli Stati Uniti era George W. Bush e l’obiettivo era trovare strategie alternative a quelle fissate dal protocollo di Kyoto. Il primo incontro si tenne a Washington il 27 e il 28 settembre 2007, seguito da altre due riunioni l’anno successivo: il 30 e 31 gennaio 2008 a Honolulu, Hawaii, e il 16-18 aprile 2008 a Parigi. L’incontro di aprile sarà quindi il quarto del Forum.

Fonte : Corriere della Sera

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