Archive for January 31st, 2009

Collari di tortura per cani venduti online Sette denunce, 1.500 articoli sequestrati

Saturday, January 31st, 2009

Sette persone denunciate, quindici perquisizioni e 1.500 collari d’addestramento per cani sequestrati: è il risultato di un’operazione della polizia postale di Venezia, che ha individuato con i cyber-investigatori della sezione di Treviso - in seguito a segnalazioni fatte da cittadini - diversi negozi virtuali che vendevano particolari strumenti per l’addestramento di cani. Secondo gli investigatori sono in realtà «piccoli strumenti per sevizie», collari denominati «a strangolo con punte», ovvero predisposti all’irradiazione di scosse elettriche tramite telecomando. Le indagini sulla natura del materiale in vendita, svolte anche con personale specializzato del settore veterinario, hanno consentito di qualificare tali prodotti come possibili strumenti di tortura, che possono provocare la morte dell’animale.

FILMATI HARD - Un’altra inchiesta a Bolzano ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di un altoatesino per sfruttamento, favoreggiamento e istigazione alla prostituzione e maltrattamento di animali. Secondo gli inquirenti, avrebbe girato in casa sua film a luci rosse con una pornostar inglese e dei cani. L’uomo, in cerca di nuove «attrici», avrebbe anche avvicinato delle ragazze del posto, chiedendo loro se volevano guadagnare dei soldi facilmente. Ma loro hanno rifiutato. Indagato anche un trentino: avrebbe procurato al complice dei cuccioli di Labrador. L’ipotesi di reato contro di lui è maltrattamento di animali.

Fonte: Corriere della Sera

Sostenibilità fa rima con profitto

Saturday, January 31st, 2009

C’è chi crea programmi di microcredito e chi sviluppa piattaforme di videotelefonia dedicate alla medicina a distanza, chi si dedica alla produzione di energia da biomasse e chi stampa una free press italo-araba per gli immigrati di Milano. Idee imprenditoriali diverse, ma tutte con un filo conduttore: l’utilità sociale realizzata attraverso l’innovazione, ma senza perdere di vista l’anima dell’attività dell’impresa, cioè il profitto.

SOSTENIBILI E PROFITTEVOLI - Sette aziende «sostenibili» e rigorosamente made in Italy, si sono messe in gioco nella tappa italiana della «Global Social Venture Competition», gara nata nel 1999 per iniziativa di alcune business school internazionali (Haas School of Business, Columbia Business School, London Business School, Indian School of Business e Yale School of Management) con lo scopo di favorire la nascita e lo sviluppo di nuove imprese a forte rilevanza sociale. A organizzare l’evento italiano è stata l’Alta Scuola Impresa e Società (Altis) dell’Università Cattolica di Milano.

IL PODIO - A salire sul podio sono stati nell’ordine la comasca Contrada degli artigiani, che crea pezzi d’arredo recuperando vecchie tecniche artigianali e dando un mestiere a giovani con difficoltà di inserimento (che ha vinto la selezione con il progetto «Sedie d’autore», recuperate da cantine e soffitte e trasformate in raffinate opere design), la Idrogen di Desio (Milano), che progetta generatori di idrogeno per aiutare le famiglie a tagliare i costi della bolletta («Una casa che funziona a idrogeno», un progetto per estrarre idrogeno dall’acqua e usarlo come fonte energetica a basso costo per le nostre abitazioni), e la Telemedicina per la cooperazione che punta a fornire sistemi innovativi per la diagnosi a distanza a favore di Paesi in via di sviluppo («Medici a distanza per il Terzo Mondo»).

PALESTRA PER UNIVERSITARI - «I finalisti - ha spiegato il direttore di Altis, Mario Molteni - sono stati selezionati tra 18 progetti. Requisito imprescindibile era che almeno uno dei membri fosse iscritto all’università o avesse terminato da poco gli studi». I primi due premiati riceveranno anche un premio in denaro, mentre tutte le imprese sul podio avranno la possibilità di far frequentare a uno dei membri dell’azienda un master alla Cattolica. Ma anche per gli altri i riconoscimenti non mancano: i sette progetti potranno infatti partecipare a febbraio alle semifinali europee a Londra e, in caso riuscissero a superarle, alla finalissima di aprile all’università californiana di Berkeley.

DA PROGETTO A REALTA’ - L’operazione si è già dimostrata vincente: nelle precedenti edizioni è capitato, infatti, che progetti particolarmente interessanti abbiano trovato un coraggioso imprenditore che li ha trasformati da sogno in realtà. Ai due migliori progetti della finale è andato inoltre un premio in denaro messo a disposizione da A2A, la multiutility milanese, sponsor dell’iniziativa. E già si sta preparando la seconda edizione della manifestazione: a partire dal 2 febbraio e sino alla metà di ottobre sarà possibile presentare ad Altis i progetti di impresa all’indirizzo mail: globalcompetition.altis@unicatt.it .

Fonte: Corriere della Sera

Gli strani materiali che avremo nel futuro

Saturday, January 31st, 2009

 Esistono materiali veramente molto strani. Alcuni, come la carta di minerali, sembrano una contraddizione in termini. Eppure le aziende più innovatrici stanno investendo molto sul loro sviluppo, per isolare, per non inquinare, per motivi estetici o per ragioni nobili. La webzine Popular Mechanics propone una rassegna delle 16 novità di questo settore, ipotizzando un loro utilizzo nel presente e nel futuro.

ALCUNI ESEMPI - C’è l’inchiostro magnetico, un vetro che cambia colore a seconda della temperatura, una pellicola anti-graffiti e la carta elettronica. Troviamo poi le fibre di ceramica, dalle proprietà isolanti e refrattarie, utilizzate per combattere le temperature estreme, e le piastrelle contenenti fibre ottiche che, permettendo alla luce di passare, vengono impiegate nelle piscine illuminate o nelle pareti iridescenti. Esiste inoltre una carta a nido d’ape molto adatta a certi imballaggi, in quanto può essere piegata in tutte le direzioni e ha doti di particolare flessibilità. La fotogallery descrive anche delle particelle luccicanti e commestibili che vengono impiegate in cucina, regalando ai piatti un aspetto molto kitsch. Infine, forse l’oggetto più strano, esiste una carta che per essere prodotta non ha alcun bisogno di fare stragi di legno e di foreste: si tratta della cosiddetta stone-paper, prodotta interamente con carbonato di calcio.

 

Emanuela Di Pasqua

Fonte: Corriere della Sera

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