Archive for January 23rd, 2009

VECCHI TELEFONINI IN CAMBIO DI SOLARE A SCUOLA

Friday, January 23rd, 2009

La conferenza dei servizi della Regione Sicilia ha dato il via libera definitivo alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle. Lo ha annunciato l’ad di Enel, Fulvio Conti. Enel detiene il 90% del progetto, che potra’ realizzarsi in ”40-50 mesi dall’inizio dei lavori”. L’investimento previsto e’ di circa 600 milioni e il rigassificatore ha una capacita’ di 8 miliardi di metri cubi di gas, pari a circa il 10% del mercato italiano.

”Utilizzeremo soprattutto gas nigeriano - spiega Conti a margine di un convegno a Milano - ma potremmo fare riferimento anche ad approvvigionamenti da paesi con i quali abbiamo gia’ rapporti come l’Algeria, l’Egitto, il Qatar e gli Emirati Arabi. Questa e’ una risposta in positivo per difendere l’autonomia degli approvvigionamenti energetici di un paese”.

Il rigassificatore di Porto Empedocle verra’ realizzato dalla holding ‘Nuove energie’ di cui Enel e’ proprietaria al 90%, con il restante 10% in mano a imprenditori che hanno partecipato al progetto. ”Ora l’approvvigionamento di gas nigeriano, che fa un giro turistico dal nord della Francia - conclude Conti - costa al paese 150-170 milioni di euro in piu’ all’anno”. (ANSA).

Moria delle api: pesticidi «essudati»

Friday, January 23rd, 2009

Bastano due minuti: un’ape beve le gocce d’acqua essudate da piante di mais trattate con i nuovi potenti insetticidi neonicotinoidi, e nel giro di soli due minuti cade a terra morta. Queste le ultime scoperte degli scienziati sul rapporto tra pesticidi utilizzati in agricoltura e la crescente moria delle api che ha colpito il nostro Paese: un risultato che apre interrogativi sui possibili effetti di questi veleni sull’uomo. Sarà uno dei temi del Congresso n.25 dell’Apicoltura professionale, gli «Stati Generali» dell’apicoltura, a Sorrento (Napoli), dal 21 al 26 gennaio 2009.

LA «GUTTAZIONE» - Se fino ad ora gli scienziati si erano limitati a constatare gli effetti micidiali sulle api della dispersione dei neonicotinoidi (sostanze utilizzate nella concia dei semi) all’atto della semina del mais, e del loro inquinamento di nettare e polline a causa della loro azione sistemica, adesso si aprono scenari ancora più allarmanti: fra le fonti di raccolto d’acqua preferite dalle api ci sono le gocce che trovano sulle piante, come la rugiada e le gutte, ovvero le essudazioni delle foglie. Proprio queste risulterebbero estremamente contaminate e velenose: il professor Vincenzo Girolami dell’Università di Padova, afferma che «le guttazioni (gocce di acqua che tutte le giovani piante di mais producono in abbondanza sulla punta delle foglie) di piante ottenute da semi di mais conciati, se vengono bevute dalle api le uccidono entro 2-10 minuti ed entro 20-40 minuti se solo vengono assaggiate per un attimo estraendo la ligula (la lingua a proboscide delle api)». Gocce di acqua che oltre alle api, anche altri insetti utili possono tranquillamente raccogliere. Il professor Andrea Tapparo, del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Padova, ha analizzato le gocce di acqua prodotte dalle piantine di mais con la guttazione, rinvenendo la presenza di neonicotinoidi in ragione di una decina di milligrammi per litro: la misura è espressa in milligrammi/litro ovvero ppm-parti per milione - quando è notorio che la dose letale per l’ape si misura in poche, infinitesimali, ppb - parti per bilione.

IL CONGRESSO - «Questa scoperta - sostiene Francesco Panella, presidente degli Apicoltori italiani - è l’ennesima dimostrazione della superficialità con cui sono state concesse le autorizzazioni d’uso di queste molecole a effetto neurologico sistemico, che trasformano le piante tal quali in insetticidi perenni». «Il problema non si risolve con la modifica delle seminatrici e neppure con il miglioramento delle tecniche di concia (migliorando ad esempio l’adesività dei concianti al seme), perché la guttazione sulle piante conciate e su quelle che vengono coltivate in loro successione mette comunque a disposizione dell’ape “gocce di linfa” avvelenata da ingenti quantitativi di principio attivo». Proprio l’emergenza che attanaglia gli allevamenti apistici italiani sarà al centro del Congresso n. 25 dell’Apicoltura Professionale Italiana. Le cinque giornate dell’evento - promosso da Unaapi-Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani, Aapi-Associazione Apicoltori Professionisti Italiani, Apas-Apicoltori Campani Associati, con il patrocinio della Regione Campania - saranno l’occasione importante di discussione e dibattito per affrontare le tematiche più “calde” che ruotano intorno al rapporto vitale che unisce le api alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo e delle produzioni agricole del nostro Paese, che proprio i pesticidi killer, usati abbondantemente e indistintamente nelle campagne italiane e non solo, rischiano di compromettere definitivamente.

Fonte : Corriere della Sera

VIA A RIGASSIFICATORE PORTO EMPEDOCLE

Friday, January 23rd, 2009

La conferenza dei servizi della Regione Sicilia ha dato il via libera definitivo alla costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle. Lo ha annunciato l’ad di Enel, Fulvio Conti. Enel detiene il 90% del progetto, che potra’ realizzarsi in ”40-50 mesi dall’inizio dei lavori”. L’investimento previsto e’ di circa 600 milioni e il rigassificatore ha una capacita’ di 8 miliardi di metri cubi di gas, pari a circa il 10% del mercato italiano.

”Utilizzeremo soprattutto gas nigeriano - spiega Conti a margine di un convegno a Milano - ma potremmo fare riferimento anche ad approvvigionamenti da paesi con i quali abbiamo gia’ rapporti come l’Algeria, l’Egitto, il Qatar e gli Emirati Arabi. Questa e’ una risposta in positivo per difendere l’autonomia degli approvvigionamenti energetici di un paese”.

Il rigassificatore di Porto Empedocle verra’ realizzato dalla holding ‘Nuove energie’ di cui Enel e’ proprietaria al 90%, con il restante 10% in mano a imprenditori che hanno partecipato al progetto. ”Ora l’approvvigionamento di gas nigeriano, che fa un giro turistico dal nord della Francia - conclude Conti - costa al paese 150-170 milioni di euro in piu’ all’anno”. (ANSA).

La longevità legata all’aria pulita

Friday, January 23rd, 2009

L’aria pulita è buona da respirare e questo si è sempre saputo, ma ora sappiamo anche che, come un po’ di buonsenso avrebbe suggerito, allunga la vita. La ricerca, portata avanti dalla Brigham Young University in collaborazione con la Harvard School of Public Health, ha preso in esame 51 metropoli e ha confrontato i dati inerenti l’aspettativa di vita degli abitanti con quelli riguardanti l’inquinamento atmosferico in un periodo compreso tra il 1980 e il 2000. I ricercatori hanno rilevato che la vita media si è accresciuta di 2,72 anni a partire dal 2000 e assegnano il 15 per cento del merito alla diminuzione delle emissioni inquinanti. Altri studi affermano che una cattiva qualità dell’aria peggiora le condizioni di chi soffre di malattie cardiache o polmonari. Un esempio europeo è quello della Gran Bretagna dove stime ufficiali quantificano in otto mesi il danno dell’inquinamento dell’aria sull’aspettativa di vita.

LO STUDIO - I ricercatori hanno usato modelli statistici avanzati che hanno permesso loro di sgomberare il campo dalle altre variabili in grado di condizionare la durata della vita delle persone (come il fumo o la condizione sociale). La ricerca ha preso in esame soprattutto l’inquinamento dovuto al PM 2.5, le famigerate polveri sottili dovute prevalentemente al traffico automobilistico (e in grado di depositarsi nei nostri polmoni) e sospettate di peggiorare fenomeni asmatici e malattie cardiache. Il risultato cui sono approdati gli studiosi è che 10 microgrammi per metro cubo di particolato inquinante in meno rappresentano sette mesi di vita in più. Tra le città in esame, quelle che con maggiore decisione hanno perseguito l’obiettivo di migliorare l’aria per i propri abitanti hanno regalato loro ben dieci mesi di aspettativa di vita in più. Pittsburgh e Buffalo, che partivano dall’infelice condizione di essere tra le metropoli con l’aria peggiore, hanno visto decrescere le polveri sottili di 14 microgrammi per metro cubo.

LE CONCLUSIONI - «Abbiamo la prova che stiamo ottenendo un consistente ritorno dal nostro investimento speso per migliorare la qualità dell’aria. Questo non porta solo miglioramenti all’ambiente ma anche alla nostra salute», sostiene uno dei ricercatori coinvolti nello studio, il dottor C. Arden Pope. In Europa una ricerca di questo tipo non è ancora possibile poiché i dati necessari hanno iniziato a essere raccolti in tempi troppo recenti per fornire un dato statistico attendibile. Tuttavia, ufficiosamente, traspare dal mondo scientifico un piccolo vantaggio europeo rispetto all’aspettativa di vita americana. Resta quindi invariato il valore del consiglio della nonna di stare all’aria aperta. Se non è troppo inquinata.

Emanuela Di Pasqua
Fonte: Corriere della Sera

MAFIOSI UCCIDEVANO RANDAGI PER PROVARE ARMI

Friday, January 23rd, 2009

Gli affiliati alla cosca di Partinico (Palermo) uccidevano i cani randagi per provare pistole e fucili, a volte modificati artigianalmente, che poi venivano utilizzate per gli omicidi. Ai tre autori di questi “delitti” i pm stanno valutando l’ipotesi di contestare, oltre all’associazione mafiosa per i quali sono stati arrestati , anche l’accusa di maltrattamenti su animali. Si tratterebbe di un fatto nuovo in un’inchiesta antimafia. Tutto ciò emerge dall’indagine dei carabinieri conclusasi con l’emissione da parte del Gip di 16 ordinanze di custodia cautelare (12 arresti, 3 notifiche in carcere e un latitante, Domenico Raccuglia). Agli atti dell’inchiesta ci sono le trascrizioni delle intercettazioni ambientali effettuate a bordo delle auto di tre “picciotti”.
I carabinieri in sala ascolto hanno carpito le loro voci e poi sentito gli spari. Il giorno dopo i militari effettuavano sopralluoghi e trovavano le carcasse degli animali uccisi. Le armi venivano provate in campagna, nel territorio compreso fra Partinico e Borgetto, da tre allevatori. Si tratta di Salvatore Li Puma, Gaspare e Giuseppe Bacarella.
(ANSA)

LA LAV ANNUNCIA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE
“Siamo pronti a fare la nostra parte presentandoci parte civile contro questi delinquenti nella convinzione che i crimini contro gli animali debbano essere puniti severamente e che spesso sono forieri di ben altre illegalità. Nella psiche mafiosa le prime azioni violente, una sorta di vero e proprio addestramento, spesso avvengono contro animali, facendo uccidere dai futuri killer cani randagi, animali al pascolo o appartenenti a persone da intimorire. La violenza contro gli animali precede quella contro le persone”. Questo il primo commento di Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, alla notizia secondo la quale gli affiliati alla cosca di Partinico (Palermo) uccidevano i cani randagi per provare pistole e fucili, armi che poi venivano utilizzate per gli omicidi.

La sconcertante notizia emerge dall’indagine dei Carabinieri denominata “Cartagho” che oggi ha portato a 16 ordinanze di custodia cautelare. Dalle intercettazioni ambientali si è scoperto che alcuni “picciotti”, affiliati alla cosa di Partitico provavano nelle campagne fra Partitico e Borgetto armi da fuoco, a volte modificate artigianalmente, sparando ai cani randagi. Il giorno dopo i militari dell’Arma recandosi sui luoghi trovavano le carcasse degli animali uccisi. Il reato contestato sarebbe quello di uccisione di animale punito ai sensi dell’art. 544-bis del Codice Penale che sanziona con la reclusione da tre a diciotto mesi chiunque cagiona la morte di un animale.

Dal “Rapporto Zoomafia 2008: animali e sicurezza” scaricabile dal sito www.lav.it emerge come l’uso di animali da parte della criminalità organizzata sia diventato un business da 3 miliardi di euro l’anno. Lo sfruttamento illegale di animali ad opera dei malavitosi si realizza soprattutto nelle corse clandestine di cavalli, nella “cupola del bestiame”, nel traffico di animali esotici e nella pesca illegale, tutti reati fortemente presenti in Sicilia come hanno dimostrato le numerose operazioni delle Forze di Polizia messe in atto in tutta l’isola.

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