Archive for January 21st, 2009

Gli aironi danno spettacolo a Burano

Wednesday, January 21st, 2009

Basta guardare le foto per capire che lo spettacolo è fuori dal normale. Eppure neppure l’immagine più bella può descrivere il tourbillon di emozioni che, soprattutto all’alba o al tramonto, immerge il visitatore delle oasi del Wwf della Maremma. Il merito, in questo gennaio freddissimo, è dei tremila fenicotteri rosa da poco arrivati nelle aree protette di Burano, non lontane dalla “vipposa” Capalbio e di Orbetello. Uno spettacolo straordinario al quale si può assistere dal vivo grazie alle visite guidate che sono organizzate soprattutto nei week- end (per informazioni: Oasi di Orbetello: 0564/870198, Oasi di Burano: 0564/898829) dai volontari del Wwf. Domenica 1° febbraio, Burano sarà una delle oasi del Wwf protagonista della Giornata internazionale delle zone umide, veri e propri rifugi anche in inverno per lo svernamento di molte specie soprattutto trampolieri.

L’OSSERVAZIONE DEI FENICOTTERI - I tremila fenicotteri rosa arrivati in Maremma si osservano da postazioni realizzate dagli esperti per non disturbare la vita degli uccelli. A Burano l’oasi apre alle visite la domenica (sempre con guida): dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 17,30. Il panorama è da fiaba. Il lago, che è profondo appena un metro, si estende per altri 140 immerso nella macchia mediterranea e nella vegetazione palustre. Da ammirare a Burano oltre le gru, i falchi di palude, i fenicotteri, e i cormorani quest’anno c’è una “new entry” una rarissima aquila anatraia maggiore arrivata a sorpresa il primo dell’anno. “Nelle nostre oasi si possono trovare 274 specie di uccelli – spiega Fabio Cianchi, coordinatore delle oasi maremmane -, tra le quali morette, moriglioni, svassi, aironi, fenicotteri, molti rapaci, come il falco di palude, le albanelle, il falco pescatore, il falco lanario, e piccoli passeriformi come l’occhiocotto, la sterpazzolina e il beccamoschino. Tra i mammiferi sono presenti l’istrice, il tasso, la volpe, la donnola, la faina e la rara puzzola”. Anche gli insetti hanno un ruolo da protagonisti con da 233 specie, compresa anche la rarissima Eurynebria complanata. “Da alcuni anni si riproduce la farfalla monarca, la sfinge testa di morto e la Lelya cenosa, una piccola farfalla notturna il cui bruco si alimenta della canna di palude”, spiegano al Wwf. Fauna a parte, da non perdere la visita al pontile sulle acque del lago. E’ importante non solo per la sua atipica bellezza ma perché fu scelto da Michelangelo Antonioni in una delle scene più famose di “Eros” e da allora conserva ancora intatta la sua magia.

Marco Gasperetti

Un sensore verde per chi ha il pollice nero

Wednesday, January 21st, 2009

Cè chi nasce con il “pollice verde” e chi invece non ha idea di come regolarsi per mantenere in salute le proprie piante. Chi non ci riesce ricorda sempre con passione la scena di “Bianca” di Nanni Moretti, in cui il protagonista si sfoga parlando con una delle sue piante che non risponde alle sue cure: “Hai troppo sole, poco sole, cos’è che vuoi??… Più acqua, meno acqua??… Perché non parli?!… Rispondi!”. Bene, oggi i problemi di Moretti potrebbero essere risolti. Perché una società americana ha messo sul mercato “The Thirsty Light” un sensore digitale che ogni secondo misura il livello di umidità del terreno e comunica, attraverso un LED che brilla, se la pianta ha bisogno di acqua. L’oggetto è piccolo, si pianta nel terreno con facilità e quando lo si estrae non crea danni alla pianta o al terreno stesso. Il sistema elettronico che governa la piccola macchina verse si chiama Drypoint e ha una sensibilità all’umidità molto elevata, su una scala di 5 diverse gradazioni, che portano il LED a brillare maggiormente più il terreno si secca, avvertendo dell’urgenza di un intervento, fino al temibile livello 5, “completamente asciutto” che mette la macchina in standby per non consumare energia e emette un doppio brillio per avvertire dell’estrema gravità della situazione. Sul sito del Thirsty Light sottolineano che la macchinetta arriva con un ricco manuale non solo sull’uso dell’oggetto ma anche sui rudimenti del comportamento sano del bravo giardiniere. La macchina funziona con due pile al litio da 1.5V.

Fonte: La Repubblica

Punta Perotti, Italia condannata “Violata la proprietà privata”

Wednesday, January 21st, 2009

STRASBURGO - La confisca dei terreni di Punta Perotti, secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo, è avvenuta in violazione del diritto della protezione della proprietà privata e della Convenzione dei diritti dell’uomo.

Alle società Sud Fondi, Iema e Mabar, che si sono rivolte alla Corte di Strasburgo nel 2001, i giudici hanno riconosciuto un indennizzo (per la verità alquanto modesto) pari a 40mila euro ciascuna, 30mila per le spese processuali e 10mila per i danni morali.

Secondo i giudici di Strasburgo, lo Stato italiano ha violato l’articolo 7 della Convenzione dei diritti dell’uomo che sancisce che non può essere inflitta una pena se quest’ultima non è prevista dalla legge. La Corte europea conferma così quanto a suo tempo venne rilevato dalla Corte di Cassazione italiana quando assolse i costruttori di Punta Perotti “per aver commesso un errore inevitabile e scusabile nell’interpretare le disposizioni di legge regionali, essendo queste oscure e mal formulate”.

Nella sentenza dei giudici europei si legge che al tempo in cui si svolsero i fatti “le leggi in materia di confisca in Italia non erano chiare e quindi non permettevano di prevedere l’eventuale sanzione”. I giudici di Strasburgo hanno anche condannato l’Italia per la violazione del diritto alla proprietà privata, perché la confisca illegale ha costituito un’ingerenza nel legittimo diritto dei ricorrenti di beneficiare delle loro proprietà.

Ai giudici, che hanno riconosciuto un indennizzo pari a 40mila euro ciascuna, 30mila per le spese processuali e 10mila per i danni morali, le società in realtà avevano chiesto un indennizzo totale assai più elevato. Sud Fondi aveva chiesto in tutto 274milioni di euro, Mabar 62 milioni e Iema quasi 14 milioni.


L’abbattimento, nell’aprile del 2006, del terrificante complesso residenziale costruito sul lungomare di Bari (guarda le foto) ha rappresentato una delle vittorie storiche contro gli ecomostri e l’illegalità edilizia.

GUARDA LA FOTOSEQUENZA

Dopo un lunghissimo iter giudiziario e molte campagne d’opinione partite nel 1997, l’ultima parola era stata espressa dalla Corte di Cassazione nel 2001 con una sentenza che assolveva gli imprenditori dalle contestazioni penali, ma autorizzava la confisca dei suoli e degli immobili in quanto abusivi (sono stati realizzati a poche decine di metri dalla battigia) e attribuiti al patrimonio del Comune di Bari. Altri cinque anni sono stati poi necessari perché il gigantesco complesso fosse effettivamente raso al suolo.

“Il verdetto della Corte europea dei diritti dell’uomo - commenta il sindaco di Bari Michele Emiliano - conferma ciò che avevo sempre detto e cioè che il Comune di Bari non spenderà nulla ma che è lo Stato condannato a risarcire per l’esproprio”. Emiliano ha spiegato di condividere in pieno il verdetto, e si è detto quindi “pronto a collaborare con il governo e con le società ricorrenti per trovare una soluzione risarcitoria negoziale”. “Il Comune - ha aggiunto - è a disposizione per definire accordi di programma con cui mettere a disposizione ai soggetti da risarcire volumi edilizi analoghi a quelli confiscati per compensare”.
Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente, una delle associazioni che più si sono battute per far finire lo scempio di Punta Perotti, sottolinea invece “l’abbattimento rimane una grande vittoria dell’ambiente contro la piaga dell’abusivismo e lo scempio del territorio, il lieto fine di una lunga battaglia condotta senza tregua”. “La sentenza della Corte di Strasburgo - precisa - si occupa solo della decisione di confiscare i terreni ai proprietari ma non inficia minimamente la legittimità dell’abbattimento previsto da una legge dello Stato e che sarebbe stato fatto comunque a prescindere dal proprietario del terreno”.

Fonte: La Repubblica

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!