Archive for January 20th, 2009

Legambiente, lenzuola bianche a Taranto la più inquinata d’Italia

Tuesday, January 20th, 2009
Presentato il libro bianco sull’inquinamento da attività produttive
ROMA
Polveri sottili, ossidi di azoto e di zolfo, benzene, ozono ma non solo. Agli inquinanti «classici» che il traffico riversa nelle nostre città, nell’aria che molti respirano in alcune zone d’Italia vanno aggiunti diossine e furani, policlorobifenili, mercurio, piombo o cadmio: composti chimici, tossici e in alcuni casi cancerogeni emessi da fonti industriali. È a questo inquinamento che Legambiente dedica quest’anno “Mal’Aria”, la campagna delle lenzuola bianche annerite dallo smog per chiedere centri urbani più vivibili. A Taranto, città simbolo di questa edizione, lo stabilimento siderurgico dell’Ilva ha prodotto in un anno il 92% delle emissioni di diossina e il 95% degli Ipa da fonti industriali.Proprio a Taranto, che ospita il più grande polo siderurgico del nostro Paese e detiene il triste primato della città industriale italiana con l’aria più inquinata, Legambiente ha presentato “Mal’Aria industriale”, il libro bianco sull’inquinamento atmosferico da attività produttive e dato il via alla sua storica iniziativa. Lenzuola bianche con la scritta «No allo smog» sono state esposte ai balconi per essere consegnate tra un mese al ministro Prestigiacomo affinchépossa valutare di persona la qualità dell’aria che respirano ogni giorno i tarantini.

«All’industria italiana - ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza - chiediamo il coraggio e la lungimiranza necessari a fronteggiare la crisi economica e finanziaria mondiale, investendo in prodotti innovativi, attraverso l’ammodernamento e la messa in sicurezza degli impianti e la riconversione dei cicli produttivi più obsoleti, come previsto dalla normativa europea, garantendo la qualità del territorio e la vivibilità dell’ambiente circostante, elemento che può contraddistinguere il nostro Paese sui mercati internazionali».

L’Ilva, con i suoi primati nazionali sulle emissioni inquinanti in atmosfera, è finita sul tavolo degli imputati soprattutto per i due record relativi alle emissioni di diossine e furani e di idrocarburi policiclici aromatici. Nel 2007 l’Ilva ha presentato, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 59/2005 di recepimento della direttiva europea Ippc, la richiesta di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) che dovrà essere rilasciata entro il 31 marzo 2009.

«Ci auguriamo - ha aggiunto Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - che il governo, a cominciare dal ministro dell’Ambiente, presti tutta l’attenzione che merita una brutta storia di inquinamento come quella di Taranto, per indirizzare gli investimenti dell’Ilva, in tempi certi e brevi, verso quelle tecnologie che adeguerebbero lo stabilimento ai migliori standard europei».

Secondo l’Inventario nazionale delle emissioni in atmosfera di Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nel 2006 in Italia l’industria ha emesso il 95% del totale dell’arsenico scaricato in atmosfera da tutte le fonti, il 90% del cromo, l’87% dei Pcb, l’83% del piombo, il 75% del mercurio, il 72% di diossine e furani, il 61% di cadmio. Sono stati emesse in atmosfera 388mila tonnellate circa di ossidi di zolfo (SOx), il 78% delle quali deriva da fonti industriali, soprattutto dalla produzione di energia, mentre il 15% è stato emesso dai trasporti non stradali, prevalentemente marittimi. Poco più di 173mila tonnellate di polveri sottili (PM10), emesse per il 28% del totale dalle attività industriali e per il 27% dai trasporti stradali; oltre 1 milione di tonnellate di ossidi di azoto (NOx), il 44% dei quali derivanti dal traffico stradale, mentre il 25% è dovuto all’industria.

Il bonus energia riparte dallo sconto in cinque rate

Tuesday, January 20th, 2009

La paura, a volte, si misura in domande. Nel caso della detrazione del 55%, la paura era quella di perdere il bonus fiscale per gli interventi di risparmio energetico. Le domande, invece, sono quelle arrivate all’Enea, l’ente delegato a ricevere la documentazione: 30mila solo nell’ultima settimana dell’anno scorso, con un’impennata che porta il totale a 185mila. Per avere un’idea, basta pensare che prima del decreto anti-crisi si prevedevano 130mila domande relative al 2008. Una cifra superata di quasi il 40 per cento.

A spazzare via dubbi, incertezze e timori è arrivato il disegno di legge di conversione del decreto anti-crisi (Dl 185/2008), approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato. La nuova formulazione dell’articolo 29 ha cancellato tutte le principali limitazioni (si veda l’articolo in basso). In pratica,il 55% resta com’era,anche se per le spese sostenute dal 1�gennaio 2009la detrazione andrà sempre ripartita in cinque anni, anziché poter essere distribuita da tre a dieci rate annuali a scelta del contribuente. Una rigidità che permetterà all’agenzia delle Entrate di calcolare esattamente l’esborso annuo per il Fisco, ma che come è facile comprendere in rari casi, potrà danneggiare i beneficiari.

Molti contribuenti, con il regime precedente, sceglievano la rateazione in tre anni per sfruttare al massimo la detrazione. Ma per gli interventi più costosi, o per chi aveva redditi molto bassi, poteva essere più vantaggioso spalmare il bonus su dieci annualità. Ora questa pianificazione “a lungo” dello sconto non è più possibile. Come indicato nelle schede a fianco per le principali tipologie di lavori verdi, l’importo annuo della detrazione si abbassa rispetto alla ripartizione triennale. E in alcuni casi potrà esserci anche la cosiddetta incapienza fiscale, cioè la situazione in cui l’imposta dovuta è più piccola della detrazione (e dunque una parte dello sconto va perduta).
Istanze in dribbling

Come interpretare l’impennata delle domande? «La realtà è che il decreto anti-crisi ha generato molta confusione», risponde Giampaolo Valentini, coordinatore del gruppo di lavoro sull’efficienza energetica dell’Enea. E in questo scenario di incertezza i contribuenti hanno scelto strade diverse. Qualcuno si è affrettato per finire i lavori ed effettuare il bonifico di pagamento entro il 31 dicembre. Qualcun altro, anche se non poteva terminare gli interventi in tempo, ha inviato comunque la documentazione all’Enea. E qualcun altro ancora, nel dubbio, ha preferito aspettare che la situazione si chiarisse. Spiega ancora Valentini: «Ho la ragionevole certezza che molte persone abbiano fatto domanda anche quando gli interventi non erano stati ultimati. Una procedura impropria, perché bisogna prima finire i lavori ed effettuare i pagamenti ».
Il costo dell’incertezza

Le opinioni delle imprese descrivono benissimo questo quadro a doppia velocità. «Siamo soddisfatti di come è cambiato il decreto anti-crisi. Tuttavia, la frenata tra novembre e dicembre è stata tale da determinare un calo del 10-15% dell’attività produttiva del 2008 rispetto alle previsioni » commenta Maurizio Esitini, direttore generale di Assistal, l’associazione dei costruttori di impianti. Se questa fosse la dimensione della contrazione, il fatturato 2008 degli interventi interessati dal bonus del 55% infissi, caldaie, pannelli solari, isolamento termico e riqualificazione energetica degli edifici – passerebbe a 1,62 miliardi dagli 1,8 miliardi di euro previsti fino a due mesi fa.

«Tutti si sono fermati», conferma Valeria Verga, segretario generale di Assolterm, sigla che rappresenta i produttori di pannelli solari, un comparto che ha comunque chiuso il 2008 con una crescita del 30 per cento. Diversa, invece, la dinamica descritta dalla Uncsaal, che riunisce i produttori di serramenti e facciate continue. «Dicembre è stato un mese molto produttivo – spiega il direttore generale Pietro Gimelli . Quando i consumatori hanno capito che il Governo avrebbe concesso lo sconto fiscale almeno per il 2008, sono corsi a installare gli impianti entro fine anno».

Fonte: Il Sole 24 ORE

ECO-ENERGIA: A FIRENZE FOTOVOLTAICO CARICA SCOOTER ELETTRICI

Tuesday, January 20th, 2009

Una colonnina di ricarica fotovoltaica per motorini elettrici e’ entrata in funzione al mercato di Sant’Ambrogio, in centro a Firenze. Secondo quanto spiega una nota del Comune, si tratta della prima colonnina in Italia ad essere alimentata da questa energia rinnovabile pulita. L’impianto e’ stato progettato e realizzato dalla societa’ fiorentina Eta-Florence Energie Rinnovabili. ”E’ la prima postazione a Firenze ad emissioni zero - ha detto l’assessore comunale all’ambiente Claudio Del Lungo - che, grazie a un display, consente di misurare anche il risparmio di anidride carbonica per i kilowatt consumati”. ”Le caratteristiche principali della nuova colonnina (costo complessivo 30 mila euro) - aggiunge la nota - sono la totale rinnovabilita’ della fonte energetica primaria e l’assenza di emissioni di sostanze inquinanti durante l’intero ciclo di produzione. I pannelli fotovoltaici sono installati sulla superficie della pensilina del mercato”. (ANSA).

CERTIFICATI BIANCHI, IN 4 ANNI STOP 5MLN TNL CO2

Tuesday, January 20th, 2009

Buone notizie sul fronte energetico: in 4 anni e’ stato registrato un risparmio equivalente ai consumi elettrici di 2,5 milioni di abitanti e sono state evitate emissioni per 5 milioni di tonnellate di CO2. A tracciare il bilancio positivo e’ il terzo rapporto annuale sui certificati bianchi dell’Autorita’ per l’energia. I certificati bianchi, chiamati anche Titoli di Efficienza Energetica (TEE), attestano il conseguimento di risparmi energetici attraverso l’applicazione di tecnologie e sistemi efficienti. Vengono emessi dal Gestore del Mercato Elettrico (GME) sulla base delle certificazioni (dei risparmi conseguiti) effettuate dall’Autorita’. Un certificato equivale al risparmio di 1 tonnellata equivalente di petrolio (tep), che e’ l’unita’ convenzionale di misura usata comunemente nei bilanci energetici per esprimere tutte le fonti di energia tenendo conto del loro potere calorifico. Secondo la relazione nel periodo gennaio 2005-maggio 2008, nelle case degli italiani sono stati installati oltre 800 mila elettrodomestici a basso consumo, 21 milioni di lampadine ad alta efficienza e 230mila mq di pannelli solari per produrre acqua calda. Con queste apparecchiature, insieme ad altri accorgimenti utili, le famiglie hanno realizzato l’80% del risparmio energetico totale ottenuto con il sistema dei certificati bianchi, un sistema che sta offrendo consuntivi molto positivi, a sostegno di un utilizzo sempre piu’ efficiente ed intelligente dell’energia.

Dal Rapporto emergono anche miglioramenti dell’efficienza energetica nei processi industriali, per effetto dell’ installazione di centinaia di nuovi motori elettrici e di regolatori di frequenza, oltre che di decine di sistemi di cogenerazione. Nel settore pubblico sono stati resi piu’ efficienti i sistemi di illuminazione grazie alla sostituzione di 420mila lampade e all’installazione di sistemi di regolazione automatica, i cosiddetti ”taglia-consumi”. A conferma del successo del meccanismo dei certificati bianchi, nei primi quattro anni di applicazione (dal gennaio 2005 al dicembre 2008) il risparmio complessivo ha gia’ superato i 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (tep). Un risparmio che equivale alla produzione elettrica di una centrale da piu’ di 1.100 MW ed ai consumi domestici di piu’ di 2,5 milioni di abitanti, evitando oltre 5 milioni di tonnellate di emissioni di CO2. A fronte di incentivi per circa 110 milioni di euro erogati dall’Autorita’, il risparmio realizzato dai consumatori (presso i quali sono stati realizzati gli interventi) e’ stato infatti dalle 9 alle 14 volte il costo degli stessi incentivi (per ogni unita’a’ di energia risparmiata). (ANSA).

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