Archive for January 16th, 2009

Le Sette meraviglie della natura al voto su internet

Friday, January 16th, 2009

Cambia il mondo e cambiano anche le sue meraviglie e l’organizzazione svizzera no-profit «New 7 Wonders Of Nature» lancia un nuovo censimento degli scenari naturali più mozzafiato. Per votare occorre innanzitutto collegarsi al sito dedicato e seguire le istruzioni che vengono indicate.

IL CONCORSO - Il concorso si articola in più passaggi: a gennaio 2009 si chiuderanno le nomination nazionali e ogni Paese dovrà aver scelto la propria meraviglia, fermo restando che quelle condivise (come il Rio delle Amazzoni) resteranno in classifica. Entro il 7 luglio il gruppo di esperti dovrà poi selezionare 21 bellezze dai 77 finalisti e infine, tra il luglio 2009 e il 2011, si aprirà il tour finale, nel corso del quale i fortunati selezionatori decideranno sul campo quale tra i posti prescelti meriterà la prestigiosa insegna di «una delle 7 meraviglie» al mondo. Una specifica commissione di supporto dovrà sottoscrivere via via le candidature e i votanti, se lo vorranno, potranno ricevere per la modica cifra di 2 dollari un attestato personalizzato di votazione, tanto per ricordarsi e ricordare che anche loro hanno contribuito alla scelta delle nuove sette meraviglie.

LE NOMINATION - Per il momento la lista delle nomination conta 261 nomi distribuiti per 222 nazioni. L’orgoglio italico è rappresentato dal Vesuvio a cui si aggiungono le bellezze in comproprietà, come il Matterhorm, alias Cervino, e il Monte Bianco. Altri splendori naturali sono l’Everest, la Grande Barriera Corallina, lo struggente Albero della Vita, insospettabile e maestoso albero solitario nel bel mezzo del deserto del Bahrain, la suggestiva e cangiante formazione rocciosa australiana Ayers Rock, il Kilimangiaro e le Grotte di Cristallo delle Bermuda.

L’ULTIMO CENSIMENTO - L’ultimo concorso che ci fu a proposito di bellezze mondiali risale al 2007 e riguardava le bellezze create dall’uomo, come la Grande Muraglia o il Colosseo. Autentici splendori, sia ben chiaro, ma Madre Natura ha saputo fare di meglio.

Emanuela Di Pasqua
Fonte Corriere della Sera

«Gli animali? Seviziateli così» E Radio 105 sospende il suo «Zoo»

Friday, January 16th, 2009

Si chiamano «Lo zoo di 105» e tra di loro c’è stato per molto tempo anche un Leone, vale a dire mister Di Lernia. Ma a dispetto della metafora animalesca, Marco Mazzoli e gli altri conduttori del programma di punta di Radio 105 questa volta l’hanno fatta davvero grossa e sono riusciti a fare arrabbiare - di più, «imbestialire» - una gran parte dei loro ascoltatori, quelli più sensibili alle tematiche ambientaliste e animaliste. E lo hanno fatto proprio nella puntata di ripresa dello show, lunedì, dedicando una parte della loro chiacchierata live alle tecniche di sevizia su gatti, rospi e animaletti di vario genere. Il risultato è che da oggi il programma non andrà più in onda: la proprietà dell’emittente si è dissociata dalle parole dei quattro «zoologi» e per dare un segnale forte ha deciso di metterli a riposo. Per quanto tempo, ancora non si sa.

LA PUNTATA «RIPARATRICE» - Chissà come la prenderanno gli ascoltatori, visto che da anni lo «Zoo» è il clou del palinsesto pomeridiano del network, oltre che uno dei programmi più seguiti di tutto il panorama radiofonico nazionale. Quello che è certo, però, è che gli stessi ascoltatori non avevano gradito gli eccessi della puntata di lunedì, quando ad un certo punto si è iniziato a parlare dei tanti modi di torturare un animale, dal petardo infilato nelle parti intime di un gatto alla sigaretta che fa esplodere le rane. Al punto che alla radio sono arrivate moltissime telefonate e email di protesta. Gli stessi conduttori devono aver capito di essere andati un po’ sopra le righe, tanto che mercoledì hanno mandato in onda una puntata «riparatrice», in cui oltre a ridimensionare il senso delle loro parole hanno dato voce anche ai presidenti di gruppi e associazioni animaliste. Sul sito della radio è apparso anche un messaggio di Marco Mazzoli: «Siamo finiti a parlare di gatti e nel tono scherzoso e idiota (tipico del programma) abbiamo involontariamente toccato un tasto molto delicato che ha fatto incazzare alcune associazioni animaliste e alcuni amanti degli animali, l’ultima cosa che intendevamo fare, ci dispiace molto. Purtroppo a volte non ci rendiamo conto di essere di esempio per molti giovani, ma noi scherziamo. In queste ore abbiamo avuto modo di parlare con diversi rappresentanti di varie associazioni, con cui ci siamo scusati e chiariti». Mazzoli e i suoi compari hanno anche promesso di impegnarsi in prima persona in un lavoro di volontariato nei canili.

L’EDITORE SI DISSOCIA - La puntata con le scuse sarà anche pubblicata sul sito web del programma, dove già compare la presa di posizione della Finelco, l’editore dell’emittente, che non ha evidentemente ritenuto sufficiente il «mea culpa» in diretta dei conduttori. I toni con cui vengono prese le distanze sono tutt’altro che accomodanti: «Salva la libertà di espressione degli artisti nella determinazione dei contenuti della trasmissione, l’editore sente il bisogno di condannare le affermazioni dei conduttori». E ancora: «Ai conduttori del programma è stata inviata una lettera di richiamo e altre sanzioni sono allo studio da parte dell’ufficio legale della nostra Società. I conduttori stessi, una volta resisi conto della leggerezza e della superficialità delle proprie affermazioni, si sono impegnati a scusarsi personalmente e in questi giorni stanno contattando direttamente tutti coloro che si sono sentiti offesi da tali dichiarazioni». Tra l’altro la società sottolinea di essere sempre stata in prima fila nella lotta contro i maltrattamenti degli animali e per il sostegno alle iniziative a loro favore. «Abbiamo fondato l’associazioen Prontofido e collaboriamo quotidianamente con tutti organismi di tutela degli animali come Lav, Aidaa, Enpa, Lipu, Wwf e Lega del Cane. Inoltre, caso unico in Italia, abbiamo creato “Radio Bau”, un’emittente online interamente dedicata agli animali».

I TEMPI DELLA SOSPENSIONE - Al posto dello «Zoo» in diretta, andrà in onda un programma registrato, un «best of» della stessa trasmissione. L’ufficio stampa della Finelco fa sapere che non è ancora stata presa alcuna decisione circa la durata della sospensione. Già in passato il programma aveva avuto delle battute d’arresto, ma poi era stato rimandato regolarmente in onda.

A. Sa.
Fonte: Corriere della Sera

La bufala del ghiaccio in ripresa ricercatore costretto a smentire

Friday, January 16th, 2009

Guelfi e ghibellini, Coppi contro Bartali, Mazzola contro Rivera. In Italia, è stato ripetuto spesso, si finisce sempre per dividersi in due partiti. Quando si parla di riscaldamento globale il problema travalica però i confini nazionali e lo stesso atteggiamento di sterile contrapposizione investe tutto il mondo. Da una parte chi è persuaso che il Pianeta si stia rapidamente riscaldando per colpa delle attività industriali umane, dall’altra i negazionisti.

Due fazioni non esattamente simmetriche visto che della prima fa parte la crema della ricerca internazionale sul clima e si esprime attraverso studi posti al vaglio della comunità scientifica. Nella seconda ci sono invece pochi ricercatori outsider e molti polemisti di professione. Ma c’è anche una fazione più catastrofista del primo partito sempre pronta a interpretare qualsiasi segnale, per quanto ambiguo, a proprio sostegno e a duellare su questo terreno con i rivali negazionisti.

A fare le spese di questa contrapposizione sono quasi sempre i dati scientifici, strumentalizzati e tirati da una parte o dall’altra a discapito della loro neutralità e del necessario e faticoso sforzo per capirne realmente la portata. L’ultimo caso eclatante è stata la notizia del presunto recupero dei ghiacci artici usata in questi giorni per ridare fiato alle trombe dei negazionisti. Una caso da manuale del cortocircuito che può colpire l’informazione soprattutto nell’era di Internet.

La notizia, ripresa oltre che dai blog di mezzo mondo anche da giornali nazionali e agenzie di stampa, suonava più o meno così: a fine 2008, dopo la seconda peggiore perdita estiva di sempre (la peggiore fu nel 2007), il ghiaccio marino del Polo Nord ha conosciuto una ripresa vigorosa, tornando nientemeno che ai livelli del 1979. Dato che veniva attribuito alle misurazioni dell’autorovolissimo William Chapman dell’Università dell’Illinois e assolutamente incoraggiante rispetto ai timori di scioglimento totale dei ghiacci estivi nel volgere di pochi anni lanciato appena pochi mesi prima.


Le cose in realtà non stanno esattamente così. Innanzitutto non si trattava di uno studio di Chapman, ma di una valutazione (basta su dati raccolti dall’Università dell’Illinois) di un blogger, Michael Asher, che si limitava a chiedere allo scienziato dell’Illinois un commento nel quale lo studioso spiegava che effettivamente un recupero c’era stato e poteva essere attribuito a una particolare circolazione dei venti gelidi. Ma tanto è bastato a mettere in moto la macchina negazionista. Così alla fine Chapman è dovuto intervenire per mettere fine all’equivoco con una nota ufficiale pubblicata sul sito dell’Università.

Innanzitutto, fa chiarezza lo studioso della criosfera, il dato comparativo non si riferisce ai ghiacci marini artici ma al valore globale che si ottiene sommando quelli di Polo Nord e Polo Sud, con i primi che rispetto al 1979 si riducono di quasi un milione di chilometri quadrati e i secondi che avanzano di circa 0,5 milioni. “Un dato - precisa - poco indicativo rispetto alle valutazioni sul riscaldamento globale in quanto la maggior parte dei modelli sulle previsioni degli effetti dei gas serra sulla criosfera prevedono gli effetti maggiori sull’estensione estiva dell’artico e i dati registrati sono in linea con queste previsioni”, mentre alcuni studi sottolineano che “uno degli effetti collaterali del riscaldamento globale può essere proprio un momentaneo incremento nell’estensione dei ghiacci antartici”.
Chapman invita inoltre a tenere in considerazione che l’estensione è solo uno dei parametri di valutazione dei ghiacci e non necessariamente il più importante, visto che fondamentale è anche lo spessore, attualmente senz’altro minore rispetto a quello degli anni passati.

Fonte: La Repubblica

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