Archive for January 11th, 2009

2012 “Una tempesta solare ci spegnerà”

Sunday, January 11th, 2009
Nel 2012 minaccia di ripetersi il potente fenomeno magnetico che nel 1859 mandò in tilt le telecomunicazioni: dall’elettricità al telefono ai sistemi di sicurezza, sono a rischio blackout tutti i servizi essenziali
La notizia è di quelle che faranno tremare, in primo luogo, i rappresentanti duri e puri della generazione “always on”: quelli sempre connessi, via web - ovviamente wireless -, via cellulare, via bluetooth, via satellitare. Ma le conseguenze dell’allarmante scenario dipinto dalla Nasa per il 2012 minacciano, in realtà, la vita quotidiana di tutti e, addirittura, la sicurezza nazionale di qualsiasi paese dotato anche di un minimo sistema di telecomunicazioni: fra tre anni, infatti, potrebbe ripetersi l’intensa tempesta solare che nel 1859 “spense” completamente le tecnologie di comunicazione negli Stati Uniti e in Europa.Ma se 150 anni fa ad andare in tilt furono “soltanto” le reti del telegrafo, in un mondo in cui le telecomunicazioni sono base fondante di innumerevoli attività, “una replica attuale di quell’evento potrebbe causare una devastazione economica e sociale significativamente più ampia e potenzialmente catastrofica”, affermano i ricercatori dell’Accademia nazionale delle scienze, che hanno condotto lo studio commissionato dall’ente spaziale americano.La colpa è della cosiddetta “fase attiva”, che il Sole attraversa ogni 11 anni: durante questo particolare periodo, la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti: la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via”, prevede la Nasa.

Ma quel che è peggio, scrive l’équipe diretta da Daniel Baker, direttore del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell’Università del Colorado, è che “i servizi d’emergenza potrebbero essere interrotti e il controllo sul paese completamente perso”: l’unico modo di evitare che questo avvenga è cercare di arrivare preparati all’appuntamento con questa “Katrina spaziale”, studiando in modo ancor più approfondito le tempeste magnetiche e intervenendo per rafforzare le difese delle tecnologie più delicate. “Un fallimento catastrofico delle infrastrutture commerciali e governative, nello spazio e sulla Terra, può essere mitigato incrementando la preparazione della gente su questi temi, rafforzando le strutture vulnerabili e sviluppando sistemi avanzati pre la previsione delle tempeste”, conclude la ricerca, “Senza azioni o piani di prevenzione, l’accresciuta dipendenza da tecnologie avanzate, ma sensibili ai fenomeni spaziali potrebbe rendere la nostra società molto vulnerabile in futuro”.

Fonte: La Stampa

Wwf: la neve non nega il cambiamento climatico

Sunday, January 11th, 2009

Ampia e articolata è la risposta, contenuta in un dossier presentato oggi, che il Wwf dà a tutti gli improvvisati teorici di una mini-glaciazione che smentirebbe le teorie sul riscaldamento climatico mondiale a causa antropica

Con un dossier reso noto oggi, il Wwf ribatte alla polemica avviata in questi giorni secondo la quale il gelo e le nevicate dell’ultimo periodo, abbinato ad un probabile aumento della superficie dei ghiacci artici, ‘’…negherebbero la grave crisi climatica in atto, crisi che la comunità scientifica ormai afferma con voce unanime, attribuendone in larga parte la responsabilità all’aumento dei gas serra in atmosfera provocato dalle attività umane’‘.
“Posto che quest’inverno, rigido in alcune parti del mondo, non ha alcun significato preso singolarmente, non è detto che i cambiamenti climatici portino necessariamente e ovunque a condizioni di caldo intenso. Anzi – ha illustrato il direttore scientifico del Wwf Italia, Gianfranco Bologna, – uno degli effetti del global warming è costituito proprio dall’estremizzazione degli eventi meteorici’‘.
Altri fatti incontrovertibili sono l’aumento delle emissioni di carbonio, a causa dall’utilizzo dei combustibili fossili, (da 6,2 miliardi di tonnellate del 1990 a 8,5 del 2007, pari a d un + 38%). Il tasso di crescita delle emissioni è quindi stato del 3,5% all’anno, nel periodo 2000-2007, quasi quattro volte in più rispetto allo 0,9% l’anno del periodo 1990-1999.
Inoltre al Wwf ripetono che mentre la scienza climatica studia il complesso dei fenomeni: lo stato dell’atmosfera (temperatura, venti, precipitazioni, insolazione, umidità ecc.) per periodi almeno di 25-30 anni, al contrario la meteorologia si occupa dello stato atmosferico in un periodo specifico. particolare. Anche se poi non vanno scordate, dice il Wwf, le piogge tropicali in Italia di un paio di mesi fa’ e la temperatura media, che ad esempio, in Siberia era più alta di 13° della media stagionale.

Fonte: La Repubblica

Ambientalisti contro l’utilizzo ludico delle motoslitte

Sunday, January 11th, 2009

Levata di scudi da parte degli ambientalisti piemontesi contro la liberalizzazione delle motoslitte prevista in una legge che il consiglio regionale approverà nei prossimi giorni e che ne consentirà l’utilizzo ovunque, tranne che sulle piste da sci.

Il provvedimento in commissione ha avuto l’appoggio bipartisan di quasi tutte le forze politiche. Ma le associazioni ambientaliste, appoggiate dal consigliere ecologista Enrico Moriconi, vorrebbero limitarne l’uso ai casi di effettiva necessità, come soccorso, approvvigionamento dei rifugi e raggiungimento di baite altrimenti isolate. Lo stesso regime, sottolineano, adottato da Trentino Alto Adige, Austria e Svizzera.

Mauro Laus, esponente dei Moderati e cofirmatario della legge con Gianluca Vignale di An, assicura che prenderà in esame la proposta. In gioco è infatti l’approvazione di una legge sulla montagna molto più ampia, che regolamenta anche la sicurezza sulle piste e prevede per il 2009 lo stanziamento di otto milioni di euro per l’innevamento artificiale e il sostegno delle piccole stazioni invernali.

«Le motoslitte - rimarcano Susanna Gonella di Mountain Wilderness e Giorgio Gnocchi del Cai-Uget - sono nate per i grandi spazi del nord, soprattutto americano. Usate su un territorio molto meno ampio come quello delle Alpi, rischiano di stravolgerne l’equilibrio. Sono potenti, rumorose e inquinanti: laddove circolano tendono a far sparire la fauna selvatica e gli escursionisti amanti della natura. L’ambiente incontaminato - osservano - dovrebbe essere valorizzato anche come risorsa turistica, perchè il tipo di turismo che sceglie la montagna di solito non è lo stesso che andrebbe a Rimini».

Fra le forze politiche che non hanno già votato a favore della legge in commissione figura Rifondazione Comunista, che si è riservata di decidere durante la discussione in aula. Il partito, spiega il capogruppo Gian Piero Clement, ha già preparato un pacchetto di circa cento emendamenti. Il punto più critico per il Prc è però quello dell’innevamento artificiale, che il partito è contrario a sostenere con contributi pubblici.

Laus, nel ribadire il proprio impegno per «la massima attenzione alle questioni sollevate» dagli ambientalisti, puntualizza che la legge nella sua formulazione attuale apre delle possibilità, ma che toccherà poi alla giunta regionale del Piemonte disciplinare la materia con una delibera attuativa.

Fonte: La Stampa

Da gennaio stop alla dispersione di pile e batterie

Sunday, January 11th, 2009

Con l’inizio dell’anno anche in Italia viene fatto un nuovo fondamentale passo avanti per la tutela ambientale: l’obbligo di raccogliere le batterie viene esteso a tutte le tipologie di pile e accumulatori oltre a quelle al piombo, grazie al recepimento di una direttiva europea.

Complessivamente si stima che ogni anno vengano immesse sul mercato italiano circa 40.000 tonnellate di pile e accumulatori non piombosi, i quali, una volta esaurita definitivamente la propria carica, se dispersi nell’ambiente, diventano rifiuti potenzialmente inquinanti e pericolosi per la nostra salute.

A differenza delle batterie al piombo, utilizzate per i veicoli, che per lo più vengono sostituite dagli elettrauto, le pile e i piccoli accumulatori, proprio per via delle loro ridotte dimensioni e del fatto che raramente è necessario ricorrere ai centri di assistenza per la loro sostituzione, vengono facilmente gettati nelle nostre pattumiere per poi finire in modo indifferenziato nelle già straboccanti discariche.

Il Centro di Coordinamento Pile ed Accumulatori (CdCPA) si pone lo scopo di raccoglierne il maggior numero per evitare un danno per l’ambiente ed uno spreco di metalli che possono essere riciclati mantenendo inalterate le proprie caratteristiche

Fonte: La Stampa

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!