Archive for January, 2009

Collari di tortura per cani venduti online Sette denunce, 1.500 articoli sequestrati

Saturday, January 31st, 2009

Sette persone denunciate, quindici perquisizioni e 1.500 collari d’addestramento per cani sequestrati: è il risultato di un’operazione della polizia postale di Venezia, che ha individuato con i cyber-investigatori della sezione di Treviso - in seguito a segnalazioni fatte da cittadini - diversi negozi virtuali che vendevano particolari strumenti per l’addestramento di cani. Secondo gli investigatori sono in realtà «piccoli strumenti per sevizie», collari denominati «a strangolo con punte», ovvero predisposti all’irradiazione di scosse elettriche tramite telecomando. Le indagini sulla natura del materiale in vendita, svolte anche con personale specializzato del settore veterinario, hanno consentito di qualificare tali prodotti come possibili strumenti di tortura, che possono provocare la morte dell’animale.

FILMATI HARD - Un’altra inchiesta a Bolzano ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di un altoatesino per sfruttamento, favoreggiamento e istigazione alla prostituzione e maltrattamento di animali. Secondo gli inquirenti, avrebbe girato in casa sua film a luci rosse con una pornostar inglese e dei cani. L’uomo, in cerca di nuove «attrici», avrebbe anche avvicinato delle ragazze del posto, chiedendo loro se volevano guadagnare dei soldi facilmente. Ma loro hanno rifiutato. Indagato anche un trentino: avrebbe procurato al complice dei cuccioli di Labrador. L’ipotesi di reato contro di lui è maltrattamento di animali.

Fonte: Corriere della Sera

Sostenibilità fa rima con profitto

Saturday, January 31st, 2009

C’è chi crea programmi di microcredito e chi sviluppa piattaforme di videotelefonia dedicate alla medicina a distanza, chi si dedica alla produzione di energia da biomasse e chi stampa una free press italo-araba per gli immigrati di Milano. Idee imprenditoriali diverse, ma tutte con un filo conduttore: l’utilità sociale realizzata attraverso l’innovazione, ma senza perdere di vista l’anima dell’attività dell’impresa, cioè il profitto.

SOSTENIBILI E PROFITTEVOLI - Sette aziende «sostenibili» e rigorosamente made in Italy, si sono messe in gioco nella tappa italiana della «Global Social Venture Competition», gara nata nel 1999 per iniziativa di alcune business school internazionali (Haas School of Business, Columbia Business School, London Business School, Indian School of Business e Yale School of Management) con lo scopo di favorire la nascita e lo sviluppo di nuove imprese a forte rilevanza sociale. A organizzare l’evento italiano è stata l’Alta Scuola Impresa e Società (Altis) dell’Università Cattolica di Milano.

IL PODIO - A salire sul podio sono stati nell’ordine la comasca Contrada degli artigiani, che crea pezzi d’arredo recuperando vecchie tecniche artigianali e dando un mestiere a giovani con difficoltà di inserimento (che ha vinto la selezione con il progetto «Sedie d’autore», recuperate da cantine e soffitte e trasformate in raffinate opere design), la Idrogen di Desio (Milano), che progetta generatori di idrogeno per aiutare le famiglie a tagliare i costi della bolletta («Una casa che funziona a idrogeno», un progetto per estrarre idrogeno dall’acqua e usarlo come fonte energetica a basso costo per le nostre abitazioni), e la Telemedicina per la cooperazione che punta a fornire sistemi innovativi per la diagnosi a distanza a favore di Paesi in via di sviluppo («Medici a distanza per il Terzo Mondo»).

PALESTRA PER UNIVERSITARI - «I finalisti - ha spiegato il direttore di Altis, Mario Molteni - sono stati selezionati tra 18 progetti. Requisito imprescindibile era che almeno uno dei membri fosse iscritto all’università o avesse terminato da poco gli studi». I primi due premiati riceveranno anche un premio in denaro, mentre tutte le imprese sul podio avranno la possibilità di far frequentare a uno dei membri dell’azienda un master alla Cattolica. Ma anche per gli altri i riconoscimenti non mancano: i sette progetti potranno infatti partecipare a febbraio alle semifinali europee a Londra e, in caso riuscissero a superarle, alla finalissima di aprile all’università californiana di Berkeley.

DA PROGETTO A REALTA’ - L’operazione si è già dimostrata vincente: nelle precedenti edizioni è capitato, infatti, che progetti particolarmente interessanti abbiano trovato un coraggioso imprenditore che li ha trasformati da sogno in realtà. Ai due migliori progetti della finale è andato inoltre un premio in denaro messo a disposizione da A2A, la multiutility milanese, sponsor dell’iniziativa. E già si sta preparando la seconda edizione della manifestazione: a partire dal 2 febbraio e sino alla metà di ottobre sarà possibile presentare ad Altis i progetti di impresa all’indirizzo mail: globalcompetition.altis@unicatt.it .

Fonte: Corriere della Sera

Gli strani materiali che avremo nel futuro

Saturday, January 31st, 2009

 Esistono materiali veramente molto strani. Alcuni, come la carta di minerali, sembrano una contraddizione in termini. Eppure le aziende più innovatrici stanno investendo molto sul loro sviluppo, per isolare, per non inquinare, per motivi estetici o per ragioni nobili. La webzine Popular Mechanics propone una rassegna delle 16 novità di questo settore, ipotizzando un loro utilizzo nel presente e nel futuro.

ALCUNI ESEMPI - C’è l’inchiostro magnetico, un vetro che cambia colore a seconda della temperatura, una pellicola anti-graffiti e la carta elettronica. Troviamo poi le fibre di ceramica, dalle proprietà isolanti e refrattarie, utilizzate per combattere le temperature estreme, e le piastrelle contenenti fibre ottiche che, permettendo alla luce di passare, vengono impiegate nelle piscine illuminate o nelle pareti iridescenti. Esiste inoltre una carta a nido d’ape molto adatta a certi imballaggi, in quanto può essere piegata in tutte le direzioni e ha doti di particolare flessibilità. La fotogallery descrive anche delle particelle luccicanti e commestibili che vengono impiegate in cucina, regalando ai piatti un aspetto molto kitsch. Infine, forse l’oggetto più strano, esiste una carta che per essere prodotta non ha alcun bisogno di fare stragi di legno e di foreste: si tratta della cosiddetta stone-paper, prodotta interamente con carbonato di calcio.

 

Emanuela Di Pasqua

Fonte: Corriere della Sera

La fine del mondo nel 2012?

Friday, January 30th, 2009

VENTI dicembre 2012, ovvero 20-12-2012, ovvero la prossima fine del mondo. Catastrofisti e fan di apocalissi varie hanno una nuova data da segnare in rosso sul loro calendario - fra tre anni - che coincide con la fine secondo il calendario Maya di un ciclo durato 5.126 anni.

Archiviato l’incubo Y2K, ovvero il fatidico arrivo dell’anno 2000, carico di oscuri presagi, incubi da crash informatico globale, da affrontare con istruzioni precise diffuse in rete e kit di sopravvivenza, e scavallata la prova acceleratore Lhc di Ginevra, anche questa accompagnata da previsioni catastrofiche, ecco il nuovo allarme per il 20 dicembre 2012. Data ricca di rimandi interni cui è difficile resistere, che, come ricorda anche Cnn, senza alcun fondamento scientifico, ha scatenato una nuova ondata di allarme via web.

Siti, libri, forum, perfino kolossal hollywoodiani stanno alimentando il fenomeno, anche se nessuno scienziato è in grado di sostenere l’idea che i Maya, noti per le loro avanzate conoscenze astronomiche, abbiano lanciato alcun allarme per l’anno in questione.

Eppure basta fare una semplice ricerca su Google con “2012 fine mondo” per essere inondati da 952.000 risultati, fra siti, volumi dedicati, blog e video a tema, solo in italiano. Con vari scenari: si spazia da tempeste solari in grado di innescare eruzioni vulcaniche a un’inversione dei poli magnetici che farà fermare la terra per 72 ore, per poi farla riprendere a girare sul proprio asse in direzione opposta. Bufala creata ad arte o profezia che si basa su un minimo di verità? L’unico fatto è che la data del 20 dicembre 2012 coincide con il solstizio di inverno. Se si aggiunge l’ipotesi secondo la quale i Maya avrebbero indicato questa specifica data come finale perché coincide con l’allineamento del Sole con il centro della Via Lattea, tanto basta a seguaci di teorie new age e amanti ed esegeti di coincidenze catastro-millenariste a creare un fenomeno.


Neppure le smentite degli esperti riescono a far smontare la bolla: “Libri popolari e teorie sui Maya sono costruite sulla base di ben poche evidenze” assicura alla Cnn Anthony Aveni, professore di astronomia e antropologia e studi nativo-americani all’università Colgate, negli Stati Uniti, studioso della civiltà Maya.

Le ultime uscite in libreria, insieme a Hollywood - che farà uscire in autunno un filmone con John Cusack diretto da Roland Emmerich dal titolo “2012” - alimentano la febbre da giorno del giudizio, agitando lo spettro di catastrofi climatiche, disastri naturali, impatti di asteroidi o comunque qualcosa di terribile che sconvolgerà il mondo.

Per qualcun’altro quella fine preannunciata per il 2012, ammesso che arrivi davvero, potrebbe voler solo indicare un rinnovamento; almeno così avrebbero interpretato i Maya fa la fine del ciclo al termine del quale il mondo avrebbe attraversato una grande trasformazione, non necessariamente negativa: potrebbe trattarsi di una rivoluzione in senso spirituale, con il passaggio da un mondo materiale ad uno dominato da valori più elevati, alternativi.

Teorie a parte, una certezza, comunque, rimane: se usciremo indenni dall’emergenza 2012, avremo giusto il tempo di prepararci mentalmente alla prossima apocalisse annunciata: l’appuntamento è per il 2033, altra data fortemente a rischio, fatta degli anni del Signore più duemila.

Fonte: La Repubblica

Usa, declina il fiume Colorado Pericoli per il Grand Canyon

Friday, January 30th, 2009

RAPPORTI scientifici falsificati per aggirare il parere degli esperti sui rischi ambientali. È solo l’ultimo di uno dei tanti misfatti dell’amministrazione Bush in fatto di tutela ambientale, e a farne le spese è stato questa volta un monumento naturale, il Grand Canyon. Il quotidiano americano Washington Post ha svelato che il ministero dell’Interno ha voluto ignorare, e in alcuni casi modificare, i responsi di ricerche scientifiche sulla corretta gestione delle risorse idriche del fiume Colorado. Così facendo, la fauna e l’ecosistema in generale del Grand Canyon, secondo il gruppo ambientalista Grand Canyon Trust, sono stati fortemente danneggiati.

Una disputa annosa. Le dighe su invasi che afferiscono al Colorado sono al centro di una disputa annosa. Le acque che alimentano il fiume forniscono energia idrica e il loro fluire viene regolamentato a seconda del fabbisogno di energia elettrica della zona. Se però l’apertura o chiusura delle dighe è utile per le centrali idroelettriche, non è detto lo sia altrettanto per l’ecosistema del Grand Canyon. Gli ambientalisti sostengono infatti che una regolazione dei flussi non sia naturale visto che, per sua natura, il Colorado è caratterizzato da periodi di piene e di siccità. Al contrario, le centrali elettriche richiedono un flusso quasi costante e, per risparmiare, vogliono chiudere alcune dighe durante le ore notturne, quando c’è bisogno di meno potenza.

Il piano quinquennale. Lo scorso febbraio il ministero degli Interni, che si occupa anche di gestione dell’ambiente, ha approvato un programma che prevede soltanto una piena all’anno, avvenuta nel marzo 2008, dopo la quale il Colorado avrebbe avuto un flusso regolato fino al 2012. Ogni decisione su come gestire le acque è stata quindi rimandata, sulla base dei risultati di studi costati al governo federale oltre 100 milioni di dollari. Ma questi studi, sostengono le associazioni ambientaliste, dicono chiaramente che il Colorado starebbe molto meglio con più piene occasionali e il governo ha voluto ignorarli. Al loro posto, secondo quanto sarebbe sfuggito alla dirigenza del Grand Canyon National Park, sono stati prodotti studi falsificati o incompleti, emendati delle parti contrarie agli interessi delle grandi aziende che possiedono gli impianti idroelettrici.


Gli animali vittime di Bush. Tra le vittime della politica senza scrupoli dell’amministrazione Bush ci sono dunque ora anche i Gila cypha, pesci d’acqua dolce tipici di alcuni fiumi statunitensi, oltre alle spiagge del Colorado, minacciate dall’erosione a causa della politica di gestione delle dighe. In particolare la popolazione dei pesci è oggetto di una disputa nella disputa perché il governo ha sostenuto, nel varare il piano quinquennale, che la popolazione di Gila cypha non è a rischio, mentre gli ambientalisti sostengono che i pesci dovrebbero essere inseriti negli elenchi delle specie a rischio. La fauna del Grand Canyon è solo l’ultima a essere messa in pericolo dalle scelte dell’amministrazione Bush: i salmoni furono tra le prime, specie già a rischio falcidiata dalle politiche repubblicane per la pesca e la costruzione di dighe. Inoltre, il presidente aveva tagliato i fondi alle ricerche pubbliche sulle specie in via di estinzione, ricerche che, anche quando venivano fatte, sono state spesso ignorate.

La sfida del ministro Salazar. Ken Salazar, il segretario di Stato agli Interni nominato da Barack Obama non ha voluto fare dichiarazioni sul caso specifico del Grand Canyon. Tuttavia i suoi intenti, in accordo con il programma del nuovo presidente, sono di invertire la rotta dell’amministrazione Bush e di mettere almeno sullo stesso piano gli interessi economici e quelli ambientali. “Non ci saranno più le sviste del passato”, ha avuto modo di dire il ministro nei giorni scorsi, e gli ambientalisti gli hanno subito lanciato un appello: “Se vuole davvero cambiare, cominci dal suo ministero”, sfidandolo a liberarsi degli impiegati e funzionari abituati a tenere in maggiore conto le ragioni degli industriali rispetto a quelle dei rapporti scientifici.

Nuovo reattore made in Usa per bruciare le scorie nucleari

Friday, January 30th, 2009

Un reattore ibrido a fissione e fusione, in grado di bruciare le scorie radioattive altamente tossiche e di lunga vita, potrebbe rivelarsi la strada giusta per rilanciare l’energia nucleare, superando lo scoglio della costruzione di grandi e costosi depositi di rifiuti nucleari. Il progetto è stato presentato da un gruppo di fisici americani dell’Institute for Fusion Studies dell’Università di Austin, Texas e pubblicato sull’ultimo numero della rivista di tecnologie della fusione nucleare «Fusion Engineering and Design». «Molti oppositori del nucleare citano il problema delle scorie come il principale ostacolo allo sviluppo dell’energia nucleare nel mondo –spiegano Mike Kotschenreuther e Swadesh Mahajan, due degli autori del progetto–. Ora noi abbiamo ideato un modo relativamente economico per usare la fusione al fine di distruggere le scorie nucleari prodotte dalla fissione».

FISSIONE E FUSIONE - A questo punto, per meglio seguire il ragionamento dei fisici americani, bisogna ricordare che la fissione consiste nello spezzare, per mezzo di neutroni, i nuclei di elementi pesanti come l’Uranio, e utilizzare l’energia liberata. Su questo processo si basano le attuali centrali nucleari in funzione in tutto il mondo. Nella fusione nucleare, invece, l’energia si libera in seguito al compattamento di nuclei di atomi leggeri come l’idrogeno e il deuterio. Questo tipo di processo, che tiene accese le stelle, non è ancora stato governato dall’uomo fino al punto da fare funzionare una centrale a fusione nucleare. Sono state costruite le bombe a fusione nucleare, ma non i reattori in grado di cedere la loro energia in maniera controllata.

LA NUOVA «CENTRALE» - I fisici americani sostengono ora di essere in grado di realizzare una «Compact Fusion Neutron Source» (CFNS), una potente sorgente di neutroni, non più grande di una stanza, costituita da un «tokamak», cioè da una ciambella magnetica contenente deuterio a 100 milioni di gradi di temperatura. Il CFNS dovrebbe diventare parte di un complesso ciclo di nucleare così organizzato. Le scorie prodotte dagli oltre cento reattori nucleari americani ad acqua leggera (LWRs) dovrebbero, in prima istanza, essere riciclate al 75%, in modo da diventare nuovo combustibile nucleare. Le parti non riciclabili, costituite da elementi transuranici altamente radio tossici e con vite medie di centinaia di migliaia di anni, verrebbero sottoposte al bombardamento neutronico dei nuovi reattori ibridi fusione-fissione CNFS dove, oltre a produrre energia, sarebbero letteralmente bruciate e rese inoffensive al 99%.

LE SCORIE - Ogni CNFS si sbarazzerebbe delle scorie di 15 reattori convenzionali. Il materiale da custodire in depositi geologici si ridurrebbe ad appena l’1% delle scorie attuali. Checché ne dicano alcuni esperti, il problema dei depositi geologici per le scorie nucleari non è affatto risolto. Negli Stati Uniti il dibattito su quanto sia sicuro e conveniente il grande deposito nazionale di Yucca Mountin, va avanti da anni. Attualmente si prevede che il deposito sarà pronto nel 2020 e che potrà ospitare 77 mila tonnellate di rifiuti nucleari. Ma già nel 2010 questa quantità di rifiuti sarà superata e quindi si porrà il problema di un secondo e costosissimo deposito. In Italia, dopo il flop del deposito nazionale di Scanzano, cancellato a furor di popolo, non si è più parlato di sito nazionale per la raccolta delle scorie nucleari, nonostante ora si progetti una riapertura dell’opzione nucleare. «Con il progetto CNFS –assicurano gli autori dello studio- tutti questi problemi saranno superati e in più si potrà contare su un’espansione del nucleare in sostituzione del carbone e di altre centrali a combustibili fossili che aggravano l’effetto serra».

CAUTELE - Il progetto americano è stato accolto con interesse, ma anche con cautela da uno dei massimi esperti italiani di tecnologie nucleari, l’ingegner Giancarlo Aquilanti, capo della task force nucleare di Enel: «Si tratta sicuramente di un progetto serio ma anche complicato. E non è detto che sia l’alternativa più economica e vicina nel tempo per sbarazzarsi delle scorie nucleari di alta attività. Personalmente penso che possa risultare più promettente bruciarle nei reattori ad alta velocità di quarta generazione che vedranno la luce fra il 2025 e il 2040».

Franco Foresta Martin
Fonte: Corriere della Sera

Uccelli stesi come panni per motivi artistici

Thursday, January 29th, 2009
Forma d’arte discutibile a Calì, capitale della Colombia, nell’ambito di una esibizione di 41 artisti locali. Andres Velez ha proposto “Contra el Viento” (Contro il vento), una realizzazione che prevede decine di uccelli locali vivisezionati e appesi per le ali su dei fili come se fossero dei panni.
Fonte: La Stampa

GAS DAI RIFIUTI, IN ITALIA LA PRIMA ECO-RAFFINERIA

Thursday, January 29th, 2009

Arriva il gas ultrapulito ottenuto da percolato, olio esausto e liquami. Il carburante ‘naturale’ si chiama Magnegas e l’ideatore della macchina che lo produce e’ Ruggero Santilli, presidente dell’Ibr (Institute for basic research) in Florida. Presto, uno di questi mini-reattori arrivera’ in Italia grazie all’iniziativa dell’associazione Futuridea. L’installazione, prevista tra marzo e aprile con sperimentazione sui reflui dei frantoi, in provincia di Benenevento, sara’ alimentata da pale eoliche, creando la prima eco-raffineria. A sostegno di questa iniziativa, presentata oggi a Roma, sara’ depositata domani, in Commissione Trasporti della Camera, una proposta di legge del deputato del Pd, Costantino Boffa. La proposta e’ finalizzata alla ”promozione di sistemi di mobilita’ a alta sostenibilita’, attraverso l’istituzione, presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di un Fondo a favore della ricerca, dello sviluppo e dell’ innovazione”. Con il Fondo, illustra Boffa, si intende promuovere interventi di filiera” sull’idrogeno, ‘’sistemi per i combustibili ultrapuliti”, fino ai prototipi e alle procedure di omologazione. In un particolare tipo di trattamento, il Magnegas, spiega Santilli, arriva a produrre, attraverso un riciclaggio continuo ”anche 1,2 milioni di litri di carburante” da 1.000 litri di scarti liquidi, una moltiplicazione dovuta al passaggio da liquido a gassoso. (ANSA).

CABINOVIA SOLARE PER PANORAMA CAVE MARMO

Thursday, January 29th, 2009

CARRARA (MASSA CARRARA) - Un progetto all’avanguardia per esaltare il binomio marmo-turismo con un occhio di riguardo all’ambiente. Questi gli obiettivi della ‘cabinovia solare’ ideata dal geologo Carlo Musetti e dall’architetto Schneider che - se rispecchiera’ i requisiti di fattibilita’ tecnico-ambientale necessari - dovra’ collegare il paese di Torano (frazione di Carrara), a ridosso delle cave di marmo, e il piazzale panoramico di Campocecina (nel Comune di Carrara).

”Il progetto - spiega il geologo Carlo Musetti - ha lo scopo di valorizzare il patrimonio naturale, storico, culturale e sociale che per Carrara si identifica con l’attivita’ estrattiva, ma anche con quelle aree che vedono siti di cava dismessi che potrebbero essere recuperati e destinati al turismo. Un’infrastruttura di trasporto come la cabinovia sarebbe unica al mondo, oltre che per la spettacolarita’ del percorso, anche per il fatto di essere alimentata con energia rinnovabile, tramite pannelli solari fotovoltaici”. Il progetto eliminerebbe le cabine elettriche delle 90 cave del bacino carrarese, sostituendole con campi fotovoltaici a servizio della cabinovia ma anche delle esigenze della stessa attivita’ estrattiva”. (ANSA).

governo e nucleare

Thursday, January 29th, 2009
SCAJOLA, SINISTRA CERCA DI SPAVENTARE CITTADINI

(ANSA) - CAGLIARI, 27 GEN - Diversificazione delle fonti da vari paesi e diversificazione di produzione con il ”rientro al nucleare”. E’ l’ipotesi allo studio del Governo per risolvere la questione energia, come ha spiegato il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, il quale, dopo aver ribadito che si punta a fare entro il 2020 la prima centrale nucleare in Italia, ha rilevato che sul tema c’e’ molta ignoranza, con la sinistra che cerca di spaventare i cittadini. L’esponente del Governo, a margine di un incontro con i vertici della Confindustria della Sardegna, ha aggiunto che ”nessuno ha mai parlato di collocare una centrale nucleare in Sardegna”, anche se ha precisato che nulla e’ da escludere ma l’ultima parola ‘’spettera’ sempre ai territori”. ”Noi stiamo facendo una politica energetica molto forte a livello nazionale ma non spetta al Governo - ha detto - decidere dove realizzare le eventuali centrali nucleari: saranno gli enti locali, con le societa’ che devono investire in energia, a valutare le condizioni di sicurezza con i benefici per le popolazioni, e quali dovranno essere le collocazioni”. Scajola ha aggiunto che l’intenzione del Governo e’ quella di dare energia sicura e certa a costi contenuti per i cittadini ”perche’ se non c’e’ energia non c’e’ sviluppo. La realta’ e’ che in tutta Italia - ha concluso - paghiamo l’energia elettrica il 30% in piu’ degli altri paesi”. (ANSA). GC
27/01/2009 15:38

ECODEM, DECISIONISMO GOVERNO FRENATO DA VOTO

(ANSA) - CAGLIARI, 27 GEN - ”In campagna elettorale il nucleare non conviene”: e’ quanto sottolinea Francesco Ferrante dell’esecutivo nazionale dell’Associazione degli Ecologisti democratici, commentando le dichiarazioni in Sardegna dal ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. ”Il ministro, dopo mesi in cui in ogni occasione possibile lanciava il nuovo programma nucleare - osserva Ferrante - alla prima prova con cui si sarebbe dovuto misurare con il consenso concreto della gente, i sardi in questo caso, fa una precipitosa marcia indietro. Facendo finta di dimenticare che la delega al Governo in materia di nucleare contenuta nel ddl Sviluppo, in discussione al Senato proprio in questi giorni, prevede il potere sostitutivo dell’Esecutivo in caso di mancata intesa con gli enti locali per la localizzazione delle centrali. Il decreto espropria infatti ogni potere agli enti locali, proprio per tentare di risolvere il problema del consenso delle popolazioni. Ma non ci sono scorciatoie possibili: questo nucleare e’ ancora pericoloso, insicuro e non conveniente economicamente”. La retromarcia di Scajola dimostra che quello del Governo - conclude l’esponente di Ecodem - e’ tutto un bluff e una palese perdita di tempo che sarebbe molto piu’ utile impiegare in un serio programma su fonti rinnovabili e risparmio energetico”. (ANSA). GC/MOA
27/01/2009 16:10

CAGLIARI, 27 GEN - ”Fa piacere sentire che il ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, oggi in visita in Sardegna, ha fatto dietrofront sul nucleare. Peccato che il disegno di legge del governo in discussione al Senato prevede che le decisioni rispetto ai siti per le centrali possano essere assunte anche contro il parere delle Regioni”. Lo sottolineano i senatori del Pd Roberto Della Seta e Gian Piero Scanu, capigruppo nelle commissioni Ambiente e Difesa. ”E’ chiaro che oggi nel timore che la posizione sul nucleare faccia perdere voti in Sardegna Scajola fa una precipitosa marcia indietro rispetto alle sue posizioni e a quelle del governo - sostengono i due esponenti del centrosinistra -. Fin dall’inizio il Pd ha dichiarato che la proposta sul nucleare dell’Esecutivo cosi’ come e’ formulata non e’ una proposta seria perche’ configura una scelta scollegata dalle politiche energetiche generali. Il paradosso e’ che il governo sponsorizza il nucleare come strumento per la riduzione delle emissioni quando in realta’ boicotta il pacchetto clima che e’ la strada scelta dall’Europa per combattere i cambiamenti climatici. E’ comunque positivo che Scajola, pasdaran del nucleare dappertutto e ad ogni costo, adesso abbia deciso di dare prova di maggior realismo”. (ANSA). GC

27/01/2009 16:17

 

ROMA, 27 GEN - Considerando quanto ha affermato oggi, ”forse Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, soffre di amnesia, visto che la delega al governo in materia di nucleare contenuta nel ddl Sviluppo, in discussione al Senato proprio in questi giorni, prevede il potere sostitutivo dell’esecutivo in caso di mancata intesa con gli enti locali per la localizzazione delle centrali”. Cosi’ Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, commenta in una nota le ultime dichiarazioni del ministro Claudio Scajola in materia di nucleare. Ciafani si chiede allora se si tratti di ”paura di perdere consenso”, il fatto che ”alla prima scadenza elettorale, a quanto pare, in materia di nucleare il governo decisionista si dichiara accondiscendente col territorio”. Comunque ”l’episodio ci rassicura” conclude Ciafani, perche’ ‘’se cosi’ stanno le cose, il nucleare fortunatamente non si fara’ mai. Avremo, pero’, perso tempo prezioso e risorse utili allo sviluppo di tecnologie pulite, alla lotta ai cambiamenti climatici e al rilancio dell’economia, come testimoniato anche dalle scelte della nuova amministrazione statunitense in materia di energia”. (ANSA). Y62-GU
27/01/2009 16:42

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