La Terra è consumata, nel 2030 ce ne serve un’altra
La Terra non sta bene; uomini, animali e piante neanche. Secondo il “Living Planet Report 2008″, “check up” biennale fatto da ricercatori del Wwf e altre organizzazioni scientifiche, presentato a Londra, «entro il 2030 avremo bisogno di due pianeti per soddisfare il fabbisogno dell’umanità di beni e servizi». La domanda globale sulle risorse della Terra supera infatti del 30% la capacità rigenerativa di quest’ultima. Più di tre quarti degli abitanti del pianeta vivono in nazioni che sono debitrici ecologiche, dove cioè i consumi nazionali hanno superato la capacità di risorse naturali del paese. Il rapporto si basa, tra l’altro, sulla misurazione dell’ “impronta ecologica”, un’unità che misura la domanda dell’umanità sulla biosfera, in termini di superficie di terra e mare necessarie sia alla produzione delle risorse che le persone utilizzano, sia all’assorbimento dei materiali di scarto generati.
CORSA CON GLI OCCHI BENDATI - La crescita demografica, e quella dei consumi individuali, hanno fatto sì che negli ultimi 45 anni la domanda dell’umanità sul pianeta sia più che raddoppiata. Ancora nel 1961 quasi tutti i paesi del Mondo possedevano una capacità più che sufficiente a soddisfare la propria esigenze interna. Nel 2005 la situazione è cambiata in modo radicale: molti paesi possono soddisfare i loro bisogni solo importando risorse da altre nazioni e utilizzando l’atmosfera del Pianeta come discarica di anidride carbonica e di altri gas serra.
LA BOLLA AMBIENTALE - Viviamo al di sopra delle nostre possibilità in una “bolla” ambientale che, a differenza di quella finanziaria, è più difficile da nascondere. Qui non si parla di futures, derivati od opzioni, ma di aria e di acqua, di grano e di riso. «A livello mondiale, durante l’ultimo anno il prezzo dei raccolti ha raggiunto vertici da record - ha scritto James P. Leape, direttore generale di Wwf International - in gran parte a causa dell’aumento della domanda di cibo, mangimi e biocombustibili e della continua diminuzione della risorsa idrica». La natura non accetta carte di credito: chi era povero diventa miserabile, chi aveva poco da mangiare, torna a morire di fame.
USA E CINA CONSUMANO OLTRE IL 40% DELLE RISORSE - Il consumo generale dell’umanità ha superato la biocapacità totale della Terra per la prima volta negli anni 80, e questa tendenza ha continuato a crescere. Ma ovviamente non tutti contribuiscono a questo trend nella stessa misura: Stati Uniti e Cina utilizzano, ciascuno, il 21% della biocapacità del pianeta. Il consumo procapite della Cina è molto più basso di quello registrato negli Usa, ma la popolazione è anche quattro volte superiore. Nei valori pro-capite gli statunitensi mantengono infatti il primato assoluto di grandi “divoratori” del pianeta, richiedendo una media di 9.4 ettari globali, come dire, che ciascun americano vive con le risorse di circa 4.5 pianeti Terra.
Stefano Rodi
Fonte : Corriere della Sera

Atmosforests.org
L’Uomo coltiva da sempre il sogno di conquistare altri pianeti da popolare, senza rendersi conto, però, che ancora non ha imparato a camminare su questo!. Forse è conseguenza della inconscia consapevolezza che sta distruggendo il pianeta. Una cosa è certa; di questo passo, assolutamente non farà in tempo a realizzare sogno alcuno.
Il sole, la terra, l’atmosfera, gli oceani e le Foreste primarie, rappresentano l’unico sistema naturale fornito dalla creazione, in grado d’adeguare e mantenere l’equilibrio del clima, la produzione di H2O, del effetto serra, l’ossigeno, l’ozono, DNA organico in generale e l’equilibrio globale del pianeta.
Il deterioramento dell’atmosfera e del clima, la scarsa produzione di H2O, l’assottigliamento della capa dell’ozono, la diminuzione del assorbimento di CO2, gli uragani e lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, camminano di pari passo e sono direttamente proporzionali alla scomparsa delle Foreste primarie.
Limitare l’inquinamento senza preoccuparci delle fonti d’assorbimento del CO2 è una strategia controproducente che comporta norme più severe per arginare l’emissione di CO2 ed u n’incremento maggiore di penalizzazioni per l’industria.
Secondo noi, l’inizio della soluzione dei problemi è prioritariamente collegato allo Stop della distruzione delle Foreste.
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