Archive for October 29th, 2008

Arriva l’eco-sacchetto biodegradabile al 100%

Wednesday, October 29th, 2008

L’ultimo media sul mercato è il «sacchetto di plastica ecologico»: da oggi infatti le aziende possono sostenere l’ambiente semplicemente facendo pubblicità sui nuovi sacchetti biodegradabili al 100%. Un’iniziativa che consente al consumatore di sostenere l’ambiente senza dover pagare di più, per coprire i maggiori costi dei sacchetti biodegradabili, e alle aziende di raggiungere milioni di consumatori.

A lanciare l’idea Arcadia Media (www.ecosacchetto.it), giovane start-up nel mondo della pubblicità eco sostenibile, che ha già messo a disposizione della Grande Distribuzione italiana, ovvero Supermercati, Grandi Magazzini e Centri commerciali, l’opportunità di poter sostituire i sacchetti inquinanti con l’eco-sacchetto completamente biodegradabile e compostabile.

Una soluzione concreta per mettere un freno alla vera e propria valanga di sacchetti di plastica che «invadono» l’ambiente, basti infatti pensare che in Italia ogni mese vengono consumati ben 2 miliardi di sacchetti della spesa. Una incredibile quantità di plastica, tanto che se fossero distesi uno al fianco dell’altro si ricoprirebbe una superficie di oltre 500.000 chilometri quadrati.
Insomma con i sacchetti consumati dagli italiani in soli 30 giorni si potrebbe ricoprire la superficie della Spagna (quasi 506.000 chilometri quadri), sommergere quasi completamente la Francia (544.000 chilometri quadri di superficie) o addirittura una volta e mezzo l’Italia, la cui superficie arriva a malapena a 301.000 chilometri quadrati.Una quantità incredibile di plastica che richiede anni, se non secoli, per essere smaltita e che rappresenta una vera emergenza per l’ambiente. Fino al 2010, infatti, quelli in polietilene potranno essere venduti ed utilizzati, anche se questo comporterà una vera e propria «inondazione» di circa 30 miliardi di sacchetti, che per essere smaltiti in natura richiedono ben 400 anni. Ed è per porre un freno a questo disastro ecologico che Arcadia Media ha deciso di lanciare l’eco-sacchetto.

Per farlo ha deciso di sfruttare i sacchetti biodegradabili che pur essendo già disponibili per la grande distribuzione, fino ad oggi sono stati poco utilizzati, soprattutto a causa del loro alto costo per il cliente finale (in media costa tra le 3 e le 4 volte di più di un sacchetto «tradizionale»). Ed è per ovviare a questo ostacolo che Arcadia Media ha deciso di trasformare il sacchetto ecologico in un vero e proprio media, dove poter stampare messaggi pubblicitari che «pagheranno» la differenza di prezzo tra la produzione di un sacchetto di plastica e un eco-sacchetto.

«L’attenzione alle tematiche ambientali è in costante crescita, tanto che 4 italiani su dieci sono preoccupati della difesa dell’ambiente e sono convinti di dover fare qualcosa per l’ecosistema in cui viviamo - sottolinea Luca Latino, di Arcadia Media -I sacchetti rappresentano un oggetto di uso talmente quotidiano da passare troppo spesso inosservati per quanto riguarda i rischi per l’ambiente. Grazie alla sua trasformazione in un vero e proprio media i consumatori potranno avere l’eco-sacchetto al medesimo prezzo di un sacchetto in plastica, con le stesse caratteristiche funzionali. L’unica differenza è che su uno dei due lati ci sarà una campagna pubblicitaria».
Attraverso Arcadia Media, infatti, per le aziende sarà possibile sostenere la tutela dell’ambiente inserendo la loro pubblicità sugli eco-sacchetti. Il vantaggio per le azienda sarà quello di riuscire a raggiungere con i propri messaggi un pubblico estremamente interessante (i decisori d’acquisto) e ben targettizzato (in base a tipologia di catena, area geografica, ecc) e conseguentemente a poter misurare l’efficacia della campagna pubblicitaria.

Ma i vantaggi ci saranno anche per il consumatore finale: gli eco-sacchetti grazie alla presenza su uno dei due lati del messaggio pubblicitario, costeranno al cliente finale, esattamente come i super inquinanti sacchetti di plastica con l’ulteriore vantaggio che saranno utilizzabili per la raccolta differenziata dell’umido. Gli eco-sacchetti sono prodotti con un biopolimero che utilizza componenti vegetali e rende gli eco-sacchetti completamente bio degradabili. Il tutto garantendo le stesse caratteristiche di resistenza e di funzionalità data dai tradizionali, ma dannosissimi per l’ambiente, sacchetti in plastica.
Fonte: La Stampa

ACQUA: UE, AL VIA ETICHETTA ANTI-SPRECHI E PER EFFICIENZA

Wednesday, October 29th, 2008

Etichettare i prodotti indicando il volume di acqua utilizzato, con un sistema analogo a quello gia’ esistente per l’efficienza energetica. Lo chiede il Parlamento europeo per indurre una maggiore responsabilizzazione dei consumatori sulle questioni legate alle fonti idriche e lo sviluppo di programmi volontari di risparmio da parte dei produttori. I deputati ritengono che il sistema di etichettatura dovrebbe essere volontario, mentre le etichette e i sistemi di etichettatura esistenti dovrebbero essere tenuti in considerazione per evitare di confondere i consumatori con un’eccessiva quantita’ di informazioni. E sollecitano tutte le parti interessate a sviluppare un sistema volontario per la gestione sostenibile dell’acqua e per redigere programmi volontari di risparmio idrico nei vari settori economici (per esempio l’agricoltura, il turismo, l’industria manifatturiera). La risoluzione sottolinea la necessita’ di integrare la questione dell’acqua in tutte le politiche e di definire un approccio realmente integrato per affrontare tale questione, anche mediante gli strumenti finanziari e giuridici dell’Ue, coinvolgendo in tale processo tutti i livelli politici (nazionale, regionale e locale). A preoccupare l’Europarlamento sono la crescente produzione di biocombustibili e lo stato della rete idrica comunitaria, la prima responsabile dell’aumento della domanda di acqua, la seconda della dispersione di notevoli quantita’ di risorsa. Secondo il Parlamento e’ necessario rinnovare le infrastrutture e le tecnologie per promuovere nell’UE un uso piu’ efficiente dell’acqua e ridurne le perdite, ricorrendo anche ai Fondi strutturali, mentre la questione dell’acqua deve essere inserita in tutte le politiche dell’UE, secondo il Parlamento europeo.

Considerando che gli sprechi dovuti alle perdite di acqua nella rete di approvvigionamento pubblico nei centri urbani possono superare il 50%, l’ Europarlamento invita le autorita’ locali a migliorare le reti per la distribuzione dell’acqua divenute obsolete. Inoltre, gli eurodeputati sottolineano che si potrebbe risparmiare fino al 40% dell’acqua utilizzata nell’Ue e, pertanto, chiedono misure concrete, come l’etichettatura, e incentivi finanziari per promuovere un uso dell’acqua maggiormente efficiente e sostenibile. L’elaborazione di un’ efficace politica tariffaria per le acque, che rispecchi il reale valore dell’acqua, potrebbe sensibilizzare i consumatori a un utilizzo piu’ efficiente. Fondamentale e’ il ruolo delle autorita’ regionali e locali e delle organizzazioni della societa’ civile nelle campagne di sensibilizzazione e nell’ organizzazione di attivita’ educative, sostengono gli eurodeputati, mentre la Commissione europea e’ sollecitata a promuovere lo scambio di buone prassi tra regioni, comuni e organizzazioni della societa’ civile in materia di risparmio idrico. Nel sottolineare poi la funzione svolta dalla popolazione agricola europea nella lotta contro l’erosione dei suoli e la desertificazione, la risoluzione chiede che venga riconosciuto il ruolo fondamentale del produttore europeo nella conservazione della copertura vegetale delle regioni colpite dalla siccita’ o minacciate dalla sabbia trascinata dal vento. E esprime preoccupazione per l’incremento della produzione di biocombustibili che farebbe inevitabilmente aumentare la domanda di elevate quantita’ d’acqua evidenziando la necessita’ di sorvegliare attentamente l’impatto del consumo di biocombustibili e di riesaminare regolarmente le politiche comunitarie e nazionali in materia. Invita poi la Commissione ad appoggiare gli Stati membri nel rimboschimento delle zone che sono colpite ciclicamente dalla siccita’ e dagli incendi. I deputati raccomandano infine che il meccanismo comunitario di protezione civile preveda la possibilita’ di intervenire nelle situazioni di crisi determinate dall’estrema siccita’ e sollecitano vivamente il Consiglio ad adottare senza indugio una decisione sulla proposta di regolamento sul Fondo di solidarieta’ dell’Ue, allo scopo di perfezionare la definizione dei criteri e degli eventi eleggibili, compresi gli episodi di siccita’, per contrastare i danni provocati dalle catastrofi naturali in modo piu’ efficace, flessibile e rapido. (ANSA).

ECO-ENERGIA: 1.000 TETTI FOTOVOLTAICI A TERNI E PROVINCIA

Wednesday, October 29th, 2008

Pubblicato il bando per ”1000 tetti fotovoltaici”, bando che disciplina le procedure per la concessione e l’erogazione di un contributo, nella misura del 100% del costo di investimento, finalizzato alla realizzazione di 1.000 sistemi fotovoltaici, di potenza pari a 3 Kw ciascuno, destinati ad altrettanti privati e di 10 impianti da 6 Kw ciascuno, destinati alle scuole di proprieta’ del Comune di Terni e della Provincia, collegati alla rete del distributore locale di energia elettrica. Il progetto ”1000 tetti fotovoltaici”, che fa parte di un piu’ generale progetto regionale che vede la realizzazione complessiva di 3000 nuovi impianti fotovoltaici diffusi tra il ternano, il perugino e la valle umbra, e’ stato costruito grazie alla collaborazione tra Comune di Terni, Asm, Agesa e alcuni Istituti di credito e con il sostegno della Regione, dell’Upi e dell’Anci regionale, di cui il sindaco Raffaelli di Terni ne e’ il Presidente. Sono ammissibili al contributo i soli sistemi fotovoltaici i cui moduli saranno installati su tetti, tettoie, pensiline e lastrici solari, riferiti a strutture esistenti, aventi determinate caratteristiche. Possono fare domanda tutte le persone fisiche che risulteranno proprietari o esercitino un diritto reale di godimento sul complesso edilizio o unita’ abitativa, con ubicazione nei 32 Comuni interessati dall’ iniziativa. I benefici di un singolo impianto fotovoltaico, installato sui tetti delle case, saranno pari ad un risparmio annuale di 6,5 barili di petrolio e ad una riduzione delle emissioni in atmosfera di 2599 kg. all’anno di CO2. Gli impianti a disposizione per il solo Comune di Terni saranno 485. (ANSA).

Le migliori bufale scientifiche

Wednesday, October 29th, 2008

Era il 1957 quando sull’emittente britannica Bbc andava in onda una puntata del programma televisivo Panorama dedicata all’albero degli spaghetti, in Svizzera. Le immagini in bianco e nero che scorrevano sul piccolo schermo mostravano una famiglia intenta a raccogliere la pasta fresca dai rami delle piante e a distenderla poi ad asciugare, prima di poterla cuocere e mangiare. Prima che si venisse a sapere che si trattava solo di un pesce d’aprile architettato dalla stessa BBC, i centralini dell’emittente sono stati tempestati di telefonate di gente che voleva sapere come fare a coltivare le piante degli spaghetti. Un fake in piena regola e ben riuscito, quindi, che il New Scientist classifica come una delle burle scientifiche più belle di tutti i tempi, assieme ad altri casi più o meno noti.

IL GIGANTE - Come quello del Gigante di Cardiff, un uomo pietrificato di oltre tre metri di altezza ritrovato in una fattoria dello stato di New York alla fine del 1869. La notizia della scoperta si diffuse velocemente e in tanti si recarono in pellegrinaggio a Cardiff per vedere con i propri occhi. All’inizio dell’anno seguente, tale George Hull ammise la paternità della burla raccontando di aver commissionato l’enorme scultura di pietra.

L’UOMO SCIMMIA - È durata decisamente più a lungo la leggenda dell’uomo di Piltdown, una delle più colossali beffe archeologiche della storia, nata nel 1912 quando Charles Dawson – paleontologo per passione – annunciò che all’interno di una miniera a Piltdown, nel Sussex, aveva ritrovato i resti del teschio e della mandibola di un ominide sconosciuto. Battezzato Eoanthropus dawsoni, il misterioso uomo-scimmia è stato considerato per ben 50 anni come l’anello mancante nella catena dell’evoluzione. Solo nel 1953, infatti, l’uomo di Piltdown è stato riconosciuto dalla scienza come un falso: la mandibola era di un orang utan e il frammento di teschio risaliva invece al medioevo.

IL VERDE CHE UCCIDE – Tornando poi a parlare di piante, vale la pena di ricordare la leggenda del cosiddetto Upas tree, nata sulle pagine del London Magazine nel 1783. Si raccontava di un albero assassino, presente sull’isola di Java, talmente velenoso da uccidere chiunque si trovasse nel raggio di 24 chilometri, animali compresi. L’albero di Upas esiste realmente in Indonesia: è effettivamente velenoso, ovviamente non come vuole la leggenda, e nel suo veleno gli indigeni erano soliti intingere le punte delle loro armi.

LA VITA ETERNA – Porta infine la firma del medico e fisico tedesco del diciottesimo secolo Johann Heinrich Cohausen il trattato sul segreto dell’immortalità. Intitolato Hermippus redivivus, il manuale suggeriva – tra le altre cose – di imbottigliare il fiato delle vergini per poterlo poi respirare: una pozione miracolosa in grado di prolungare la vita e donare eterno vigore. Una burla fin troppo palese, questa dell’Ermippo redivivo - lo stesso Cohausen alla fine del libro accenna alla satira -, che però, chissà, avrà sicuramente spinto qualche credulone a tentare l’esperimento.

Alessandra Carboni
Fonte : Corriere della Sera

NEL 2009 AL VIA PARCHI-CARD, TESSERA ECOTURISMO

Wednesday, October 29th, 2008

Novita’ nel 2009 per gli eco-turisti nell’Italia dei parchi. Si tratta della Parchicard, una tessera per incentivare il turismo in 22 parchi nazionali, 18 regioni e 39 province, attraverso sconti e agevolazioni in alberghi, ristoranti, negozi e altri servizi. All’inizio dell’anno prossimo saranno 10mila le tessere distribuite in tutta Italia, per usufruire di facilitazioni in una media di 50 esercizi per ognuno dei parchi nazionali. L’iniziativa nasce dall’esperienza dei servizi turistici del Centro turistico studentesco (Cts), con il contributo di Federparchi, selezionando gli esercizi presenti nelle aree protette che offrono qualita’, tipicita’ e rispetto per l’ambiente. Un segno della buona salute del turismo ”verde” italiano, dove non mancano ”buone pratiche”. L’idea di una card a livello nazionale infatti segue altre esperienze gia’ avviate a livello locale da singole aree protette, come il Parco della Majella (Abruzzo), il Parco delle Cinque terre (Liguria), oppure il Parco dell’Adamello Brenta (Trentino Alto Adige).

Ad esempio, la Cinque Terre Card Treno, valida da 1 a 7 giorni, consente la libera circolazione sui treni tra le stazioni di La Spezia e Levanto, l’accesso a tutti i percorsi pedonali e alle aree attrezzate del Parco, l’uso dei minibus ecologici del Parco e degli ascensori, l’accesso ai centri di osservazione naturalistica e ai vari ”musei del territorio”. La Majella Card invece e’ la Carta sconti del parco, partita nel 2000 e convenzionata con i centri visita o presso tutti gli esercizi che espongono il marchio, per i biglietti di ingresso agli stessi centri visita, il prezzo dei gadget, pubblicazioni del parco. Tra gli aderenti anche agriturismi, una scuola di escursionismo, botteghe e negozi d’artigianato, residence, cooperative di servizi turistici vari (tra cui le visite guidate), alberghi, un ostello, rivendite di prodotti alimentari e ristoranti. L’operazione sostiene l’artigianato locale, produzioni di qualita’, promuovendo l’immagine dell’area protetta.

La ParcoCard dell’Adamello Brenta e’ stata lanciata nel 2005 e permette di usufruire, in 15 giorni, di un ventaglio di 50 proposte al costo di quattro. Il pacchetto prevede una decina di escursioni, biglietto gratuito per navette e parcheggi, include l’accesso ai centri visitatori delle case del parco e ai musei provinciali, ma anche degustazioni. Per promuovere un turismo che sia anche sostenibile ci sono anche altre iniziative, per favorire gli spostamenti senza danneggiare la natura dei parchi. Nell’area marina protetta di Torre Guaceto, in Puglia, l’ente gestore ha risolto il problema della ‘’sosta selvaggia” delle auto troppo vicino alla costa, realizzando un parcheggio in un’area piu’ distante ma servita da un bus navetta gratuito. E chi aspetta l’autobus riceve ”lezioni di ambiente” sull’area in cui si trova e la tutela delle dune. C’e’ poi ”A piedi fra le nuvole” del Parco del Gran Paradiso, che le domenica d’estate consente di arrivare al colle del Nivolet, quota 2.600 metri, a piedi, in bici o in navetta, lasciando l’automobile a sei km di distanza. Quest’anno il titolo del programma di vari appuntamenti e proposte e’ stato ”Spegni il motore: ascolta la montagna”, con escursioni, musica, arte, ma anche pic-nic e sapori tipici. (ANSA).

Appello di Carlo d’Inghilterra contro il “climate change”

Wednesday, October 29th, 2008

Dichiarazioni a favore della lotta ai cambiamenti climatici durante la sua visita in Giappone con la moglie Camilla Parker Bowles

“Se non facciamo tutti attenzione alle sfide ambientali che stiamo affrontando – ha dichiarato Carlo d’Inghilterra in un’intervista televisiva – sarà sempre piu’ difficile assicurare un futuro al nostro benessere economico”.
Lo ha detto il principe durante la sua visita in Giappone con la moglie Camilla, lanciando così un appello all’impegno per la lotta ai cambiamenti climatici.
Il principe di Galles e la duchessa di Cornovaglia, arrivati a Tokyo per una visita ufficiale di cinque giorni, oltre a visitare alcune località del paese, avranno una serie di attività diplomatiche come l’incontro con Taro Aso, il premier giapponese, e una cena con l’imperatore Akihito e l’imperatrice Michiko. La visita coincide con l’anniversario dei 150 anni dalla firma del Trattato anglo-giapponese di amicizia e commercio e mira a rafforzare le gia’ solide relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Fonte : La Repubblica

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