Archive for October 22nd, 2008

Lav, animali in codice civile e penale come “esseri senzienti”

Wednesday, October 22nd, 2008

Cani e gatti uguali a un pianoforte o alla tv di fronte alla legge italiana? La LAV ha deciso di prender posizione e proporre una riforma per tutelarli in caso di divorzio, testamenti, pignoramenti e aste giudiziarie, garantendogli il diritto al soccorso, alla circolazione su mezzi di trasporto, alla vita condominiale. Vietando di marchiarli a fuoco, tagliargli code e orecchie. Consentendo il colloquio dei detenuti con animali familiari.

“E’ un obiettivo ambizioso ma dovuto che nasce da tanti casi concreti e quotidiani, dal sospeso divieto d’ingresso dei cani sui treni al divieto per le ambulanze veterinarie di utilizzare la sirena, dalla possibilità di affidamento condiviso come per i minori in caso di separazione al non obbligo di fermarsi per un incidente con animali, ai necessari riconoscimenti del danno biologico ed esistenziale – ha detto Gianluca Felicetti, presidente LAV – siamo sicuri che questa nuova legislatura vorrà caratterizzarsi per questo nuovo passo in avanti, in coerenza con i recenti atti nazionali ed europei che hanno preso atto dell’importanza morale degli animali nella società”.

Non più dunque un “res”, ossia una cosa mobile non registrata, ma Fido e Micio come qualsiasi essere senziente, in linea con gli avanzamenti compiuti dal Codice Penale quattro anni fa contro i maltrattamenti, con le plurime sentenze della Corte di Cassazione e con la recente legge di ratifica del nuovo Trattato Europeo. La proposta di legge bipartisan presentata oggi alla Camera dei Deputati, con oltre 100 giuristi riuniti in convegno, è sostenuta dall’Intergruppo Parlamentare Animali e dalla Sezione di Medicinale Legale e Legislazione Veterinaria dell’Università di Milano, presente la Sottosegretario alla Salute Francesca Martini. E viaggia in parallelo con un manuale che aiuta a orientarsi nelle applicazioni della norma penale.

“Un’esigenza sempre più sentita - dichiara Maurizio Santoloci, magistrato di Cassazione e direttore dell’Ufficio Legale LAV, coautore insieme a Carla Campanaro del libro “La tutela giuridica degli animali” - questo perché forze di polizia, avvocati e operatori del settore che giorno dopo giorno si trovavano ad operare sul campo per la repressione dei crimini contro gli animali chiedevano sempre maggiori approfondimenti sulla normativa ancora relativamente giovane e purtroppo da alcuni ancora non considerata effettivamente vigente. Molti, infatti, ancora tendono a minimizzare quando ci si trova dinnanzi all’uccisione di un animale, gratuita e molto spesso crudele. Questo libro interviene a diffondere i precedenti giurisprudenziali che la LAV con il suo strenuo lavoro di monitoraggio e repressione delle violenze sugli animali ha ottenuto in quattro anni dalla sua emanazione”.

Mentre si attendono le reazioni, viene da riflettere che la legge non è proprio uguale dappertutto. Anche in materia di cani. Nell’ordinamento giuridico svizzero e tedesco, Fido gode di precisi diritti. A differenza dello statuto USA dove chi fa le boccacce ai cani, nell’Oklahoma finisce perfino in carcere. Evitate le riunioni con più di tre quattro zampe, è il sindaco che deve intervenire per ampliare il numero delle presenze ai raduni. Diversa la legislazione in Ohio, dove è vietato dare da bere ai pesci e - solo ai poliziotti - consentito mordere gli amici a quattro zampe. Illegale a Zion invece è dare sigari accesi a cani, gatti ed altri animali domestici tenuti come beniamini. Intanto l’Italia riflette: cosa ne pensate? Roberta Maresci

Fonte : La Zampa.it

Nuovo Sos per gli squali decimati dalla pesca

Wednesday, October 22nd, 2008
Nuovo Sos per gli squali, a causa della pesca eccessiva. Per la loro sopravvivenza occorre ridurre la cattura, in particolare per le specie più vulnerabili dal punto di vista biologico e per quelle che danno preoccupazioni dal punto di vista della conservazione. 
Questa la raccomandazione, spiega Shark Alliance, degli scienziati del Comitato di ricerca e statistica (Scrs) della Commissione internazionale per la conservazione dei tonni atlantici (Iccat), che di recente hanno prodotto un rapporto proprio sugli squali. E proprio il tema della difesa di questi animali è stato al centro della seconda edizione della Settimana europea dello squalo, che si chiude oggii e che ha visto iniziative anche in Italia, promosse da Shark Alliance e Centro turistico studentesco (Cts). 
Animali al vertice della catena alimentare, gli squali “oggi sono fra gli animali marini più minacciati, a causa soprattutto della pesca eccessiva - spiega Domitilla Senni, di Shark Alliance - decine di milioni di squali infatti vengono catturati ogni anno, intenzionalmente o accidentalmente, nella pesca professionale e ricreativa. Succede nel caso della pesca del tonno e del pesce spada: per questo è importante che i ricercatori dell’Iccat abbiano raccomandato di ridurre le catture, chiedendo anche il divieto di sbarco di questi animali nei porti, con il loro rilascio in mare e di conseguenza il divieto al commercio. Tutti strumenti di protezione per prevenire lo sviluppo di una pesca insostenibile”.
 Il documento degli esperti dell’Iccat si occupa di varie specie, spiega l’associazione, dal mako pinna lunga allo squalo volpe occhione, e poi squalo volpe, pinna bianca oceanico, smeriglio, squalo martello, squalo martello festonato, squalo seta e una razza, il trigone viola. Nel Mediterraneo, ricorda Shark Alliance, nel corso degli ultimi due secoli le popolazioni di 20 specie di squali pelagici sono diminuite del 97%. 
E l’ Europa svolge un ruolo importante nella pesca, commercio e consumo di squali, ma non ha ancora fissato limiti di cattura per tutte le specie di squali commercializzate. Non se la passano meglio nell’Oceano Atlantico: «Gli squali sono tra le specie più vulnerabili e dimenticate dell’Atlantico - afferma Sonja Fordham di Shark Alliance - e il nuovo rapporto offre linee guida chiare per partire con un’azione urgente e gli sforzi di conservazione». Per questo l’associazione chiede di applicare le misure raccomandate dagli esperti a specie vulnerabili come lo squalo volpe occhione, smeriglio e squali martello, oltre che a ridurre la pesca dei mako e dare un tetto alle catture delle verdesche. 
Intanto Shark Alliance e Cts stanno raccogliendo firme a sostegno di una petizione, per sostenere e attuare un efficace piano d’Azione europeo per la conservazione degli squali da presentare al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo e al ministro per le Politiche Agricole, Luca Zaia.

Fonte: La Stampa

Amici della Terra: puntare sulle eccellenze ambientali dell’Italia

Wednesday, October 22nd, 2008

L’associazione mostra una panoramica sulle molte efficienze italiane nel campo ambientale, dalle emissioni di gas serra pro capite all’efficienza della mobilità ed invita a porre l’efficienza come del pacchetto UE

Mentre prosegue lo scontro di questi giorni sul costo delle misure per il pacchetto energia, innescato dal Governo italiano, l’associazione Amici della Terra, senza pretendere di effettuare una valutazione esaustiva di tutti gli indicatori rilevanti per la riduzione dei gas serra, coglie l’occasione per mettere in luce i punti forza dal lato ambientale che il sistema Italia può vantare.

I primati dell’Italia

  1. Rendimenti delle centrali termoelettriche (fonte IEA): l’Italia è al primo posto fra i grandi paesi a livello globale, con il 45% di efficienza e supera del 17% la Germania (38.5%) e del 25% della Polonia (36%).
  1. Efficienza energetica del parco circolante auto (Fonte IEA): se è vero che la nostra mobilità presenta un’eccessiva preferenza per la mobilità privata, è anche vero che l’efficienza del parco circolante auto è a livelli di eccellenza a livello globale: i consumi chilometrici dell’Italia risultano al primo posto, insieme alla Grecia, con 6,4 litri di benzina equivalente per 100 chilometri superando il Regno Unito del 10% (7,1 litri di benzina equivalenti); la Francia dell’11% (7.2 litri); la Germania del 18% (7.8 litri); la Svezia del 26% (8.7 litri).
  1. Indicatore di intensità energetica complessiva (Fonte ADEME): consumi energetici finali per unità di PIL, valutati al valore dell’Euro nel 2004 e a parità di potere d’acquisto, aggiustato per tener conto delle diverse condizioni climatiche in Europa e delle diversità di struttura industriale: Italia al primo posto, sopravanzando Germania e Regno Unito, che si collocano sotto la media comunitaria, e staccando nettamente Francia, Spagna e Olanda.
  1. Emissioni di gas serra pro capite, Tonnellate di CO2 equivalente pro capite, (Fonte Agenzia Europea per l’ambiente): Italia 9,7 tCO2eq., ben al di sotto sia alla media UE15 (10,7 tCO2eq.), sia alla media UE27 (10,4 tCO2 eq.).

“Alla luce di questi dati, – commenta Amici della Terra) si capisce che la ripartizione degli impegni del pacchetto energia è avvenuta in base a criteri non trasparenti, non discussi e diversi da quelli ambientali. Esso non tiene conto dei livelli di efficienza ambientale già raggiunti e, quindi, dei maggiori costi che avranno i paesi più virtuosi per fare ulteriori progressi. In questo senso penalizza l’Italia ma, soprattutto, rivela la debolezza della strategia complessiva in difesa del clima globale”. L’Italia dunque “può e deve chiedere cambiamenti sostanziali ma non con l’atteggiamento difensivo di chi cerca di evitare impegni ambientali. Piuttosto con la consapevolezza di chi può rappresentare risultati ambientali tangibili e indicare soluzioni realistiche ed economicamente valide agli altri partner europei”. “Porre l’efficienza energetica come obiettivo vincolante del pacchetto e come criterio per la ripartizione degli sforzi fra gli Stati Membri – conclude l’Associazione – è indispensabile non solo e non tanto all’Italia per pagare meno, ma a tutta l’Europa per raggiungere migliori risultati per il clima con costi inferiori”.

Il documento completo può essere consultato sul sito dell’associazione.

Fonte : La Repubblica

Informazioni agli utenti sul mercato dell’elettricità e del gas

Wednesday, October 22nd, 2008

Dalle 8.00 alle 18.00 dal lunedì al venerdì è a disposizione un numero verde per tutti coloro che, dopo la liberalizzazione dell’elettricità e del gas hanno bisogno di informazioni sui meccanismi e le regole di questi mercati

Si tratta di un servizio telefonico gratuito che risponde alle domande dei consumatori su come orientarsi nel mercato liberalizzato e per conoscere i diritti di cui si gode e le garanzie che sono previste contro eventuali comportamenti impropri degli esercenti.
Un call center fornisce quindi notizie sul mercato dell’energia elettrica e il gas al numero verde 800.166.654, con operatori specializzati a disposizione delle esigenze dei cittadini-utenti.
Dal luglio 2007, infatti, gli italiani possono decidere a quale fornitore di energia elettrica rivolgersi. E l’Autorità per l’energia ha così realizzato questo servizio, proprio per spiegare al grande pubblico le opportunità della liberalizzazione.
Sarà così possibile a tutti sapere le regole della libera vendita, i diritti e le garanzie previste. Tutto tranne consigli o indicazioni su specifiche offerte. L’Autorità fornirà solo informazioni sul funzionamento dei nuovi meccanismi e sulle garanzie.
Al call-center si affianca anche un servizio per e-mail: info@au-energia.it, oppure via fax al numero verde 800.185.024. o sul sito dell’Autorità per l’energia sulla Finestra del Consumatore

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