Archive for October 15th, 2008

Compro l’elettricità al supermercato e spendo meno

Wednesday, October 15th, 2008

Grazie alla partnership di Mpe Energia con grandi catene distributive, da dopodomani l’energia si compra anche in alcune catene della grande distribuzione. E costa meno

Dopo Auchan e Iper, anche la catena distributiva tedesca Lidl: si amplia così, nel fronte della grande distribuzione, il numero di chi offre ai propri clienti la possibilità sottoscrivere contratti per la fornitura elettrica a costi più bassi di quelli del mercato. Anche da Lidl (500 punti di vendita italiani) dal 16 ottobre partirà l’iniziativa “Energia Low Cost” in partnership con Mpe Energia.
Il lancio sarà accompagnato da una settimana dedicata alla sensibilizzazione ad un consumo consapevole e sostenibile. In certi supermercati verranno insatallati anche dei punti informazione dove del personale specializzato illustrerà i vantaggi dell’offerta.
Questa comprende, alla firma del contratto, un bonus per 20 giorni di fornitura gratuita, e nella fornitura un “prezzo bloccato” con cui si congela il costo del chilowattora per 24 mesi. Di grande interesse soprattutto l’offerta “Risparmio verde”, che permette di scegliere una fornitura di energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili.
“Siamo orgogliosi di una partnership che ci permette di promuovere anche un consumo virtuoso di energia ecosostenibile – dichiara Luca Dal Fabbro, a.d. di MPE Energia, mentre quello di Lidl, Andrea Vai, sottolinea che: “Offrire la possibilità di aggiungere al carrello della spesa anche un prodotto di consumo imprescindibile quale l’energia, a prezzi unici, rappresenta per Lidl e per il Club del Low Cost un altro grande traguardo”.

Fonte : La Repubblica

I sette grandi misteri del pianeta Le domande irrisolte sulla Terra

Wednesday, October 15th, 2008

L’uomo la abita da centinaia di migliaia di anni, eppure non ha ancora risolto tutti i misteri che avvolgono il pianeta che chiama casa. Tra i tanti dubbi e interrogativi che devono ancora essere risolti, la prestigiosa rivista New Scientist ne seleziona sette, a suo dire i più importanti per la comprensione del nostro “bellissimo ed enigmatico mondo”.

IL SONDAGGIO DI REPUBBLICA.IT

Come mai sulla terra si sono create le condizioni migliori? Il nostro pianeta, l’unico conosciuto dove c’è vita, è nato dalla stessa nuvola di gas e polvere di cui sono composti gli altri corpi del sistema solare. Mancano però tanti dettagli su come possano essersi manifestate le giuste condizioni per la comparsa della vita e la giusta distanza dal Sole non basta come risposta.

Cosa è successo durante l’Età Oscura della Terra? I primi 500 milioni di anni del pianeta, il cosiddetto “eone adeano“, sono ad oggi avvolti dal mistero. Quando la giovane Terra fu investita da un corpo celeste delle dimensioni di Marte, i detriti sollevati dalla collisione hanno oscurato la luce e generato la Luna, ma “di questo periodo - dichiara la rivista scientifica - non sappiamo pressoché nient’altro”.

Da dove viene la vita sulla Terra? E’ uno degli interrogativi più affascinanti. Accantonata la remota possibilità che la vita sia arrivata sul pianeta attraverso un meteorite partito da chissà dove, esistono ad oggi numerose idee contrastanti che affrontano la difficoltà di trovare ed analizzare materiali risalenti ad oltre 4 miliardi di anni fa, periodo al quale si fa risalire la comparsa delle prime forme di vita.

Perché la Terra ha la tettonica a zolle? Tra tutti i pianeti conosciuti, il nostro è l’unico che presenta una divisione in placche, in continuo movimento e alla base della continua rigenerazione della crosta terrestre. Alle zolle si ricollegano fenomeni come la formazione dei pozzi petroliferi e la varietà dei minerali.

Cosa c’è al centro della terra? La risposta in realtà esiste ed è ferro. Ma New Scientist invita a non fermarsi a questo perché in realtà rimangono molti interrogativi. Il nucleo terrestre, dal diametro simile alla Luna, è composto da un involucro liquido di ferro e nichel e da un cuore solido quasi esclusivamente ferroso, ma alla nascita del pianeta la situazione era molto diversa, e proprio sul quando e perché di questa modifica, il dibattito scientifico è ancora fermo.

Perché il clima della Terra è così stabile? Un tempo la Terra non era l’unico corpo celeste ricoperto per gran parte della sua superfice da acqua (indispensabile per il mantenimento della vita) ed anche su Venere e Marte esistevano distese liquide, che sono però scomparse a causa di un clima estremamente variabile. Sul nostro pianeta invece la temperatura è rimasta pressoché stabile per almeno 4 miliardi di anni, una “fortuna” che non ha ancora trovato motivazioni certe.
Possiamo prevenire i terremoti e l’eruzione dei vulcani? La facilità di stabilire dove si verificheranno i fenomeni dovuti al movimento delle placche si scontra con la quasi impossibilità di dire esattamente quando questi accadranno. Le attuali “previsioni” si basano sul calcolo delle probabilità che parte dai terremoti registrati nei passati anni. Un sistema tutt’altro che solido e che presenta numerose lacune

Fonte : La Repubblica

Perugia, denuncia dei dipendenti Galbani “Così ci fanno vendere i formaggi avariati”

Wednesday, October 15th, 2008

NON BASTAVANO le indagini - che continuano ad ampio raggio - delle procure di Cremona e Piacenza. Adesso a scrivere una nuova pagina nello scandalo dei formaggi “scaduti, bonificati e reimmessi sulle tavole degli ignari consumatori” (dalle carte dell’inchiesta), ci pensano gli stessi dipendenti delle aziende. Accade a Perugia, dove alcuni lavoratori - venditori e addetti allo stoccaggio - hanno presentato un esposto in procura contro la Galbani, denunciando di essere “stati obbligati, per anni, dai capi del personale, a vendere merce con la data di scadenza contraffatta”.

A disposizione dei magistrati ci sono documenti, fotografie e registrazioni audio piuttosto esplicite. Nella denuncia si fa riferimento a grossi quantitativi di prodotti piazzati sul mercato dopo provvidenziali lifting nel deposito perugino dell’azienda. Da lì - stando al dossier ora al vaglio degli investigatori - dal 2000 in poi sarebbero partite tonnellate di formaggi e salumi “tenuti in vita”.

Il marchio Galbani è già coinvolto nell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Cremona e Piacenza. Compare tra i principali fornitori della Tradel, una delle aziende “riciclone” che tra Lombardia e Emilia Romagna acquistavano formaggio scaduto o avariato e lo “bonificavano” mischiandolo a prodotto fresco. Precise responsabilità, in quel caso, sono emerse a carico di alcuni impiegati degli stabilimenti Galbani di Certosa di Giussago e Corteolona (Pavia).

Decine di tonnellate di merce qualificata come “residui di produzione lattiero casearia per trasformazione a uso alimentare” erano in realtà costituite da croste di gorgonzola ad uso zootecnico e cagliate scadute.
Egidio Galbani Spa produce i formaggi Bel Paese, Certosa, Santa Lucia e Galbanino. Fa parte della francese Lactalis, il gruppo caseario numero uno in Europa, già proprietario di altri marchi italiani tra cui Invernizzi e Locatelli. “Big logistica” è la società che distribuisce e vende tutti i prodotti Galbani in Italia.

Nel deposito di Perugia operano 26 camioncini, ognuno dei quali “piazza” in media 60 quintali di merce al mese, complessivamente 15 tonnellate. È qui, nella base umbra, che deflagra il caso “etichette”. Tutto inizia nel 2005. Con una denuncia “interna”. Alcuni dipendenti si rivolgono al direttore del personale (tuttora in carica). Non ne possono più di quello che - in una serie di comunicazioni riservate - viene definito un “sistema vergognoso”.

Informano il dirigente su ciò che sistematicamente avviene nel deposito. Una serie di “incastri” sulle confezioni di formaggi e salumi: scadenze prorogate, cancellate con solventi in modo tale che il prodotto possa essere venduto senza problemi. Fatture e bolle di accompagnamento modificate ad arte. Qualche esempio? La mortadella “Golosissima” scade il 16-01-2003 ma la fattura di vendita riporta la data 24-01-2003. Le mozzarelline Santa Lucia scadono il 5-5-2005 e però vengono vendute l’11-05-2005.

La stessa sorte tocca alle ricottine (confezioni da 250 gr), al provolone piccante, al pecorino sardo Castenuri, alla Certosa, alla caciotta e al salame Milano (confezioni da 3 kg). E dunque: tutto questo i lavoratori riferiscono - prove alla mano - al direttore del personale. È il 14 novembre del 2005. L’incontro avviene in un hotel di Perugia.

“C’è da vergognarsi”, “i capi sanno tutto”, “se vengono fuori queste cose, l’azienda chiude domani”. Di fronte all’outing degli addetti, il dirigente promette interventi immediati, ma allo stesso tempo li dissuade dall’intraprendere eventuali azioni di denuncia. “Certo, bisogna intervenire… - dice - metti che qualcuno si sente male dopo aver mangiato sta roba, ma non sia mai che stè notizie escano fuori di qui”.

Passa un mese e Galbani corre ai ripari. Un ispettore amministrativo viene inviato nel deposito. Controlla la merce nei furgoni, accerta che è scaduta. Partono i controlli a campione in un paio di negozi. I formaggi e i salumi taroccati, quelli dove viene acclarato il “trucco” sulle confezioni, vengono acquistati dalla stessa azienda. Tolti dagli scaffali. Ma il sistema non cessa.

Di più. I vertici aziendali vengono informati anche del problema delle “carenze igieniche” durante le operazioni di stoccaggio della merce. Merce stivata fuori dalla celle frigorifere. A volte addirittura in “celle private” ovvero garage. Trasporto con mezzi non idonei. Finisce tutto nel dossier presentato in Procura. Viene in mente il rassicurante motto dell’azienda (”Galbani vuol dire fiducia”). Ma questa è un’altra storia.

Fonte : La Repubblica

15/10 - Per correttezza aggiungo questo articolo trovato oggi sul Corriere della Sera

PERUGIA - Nessuna irregolarità è stata riscontrata dai tecnici dei Nas dei carabinieri e dalla Asl nei prodotti Galbani in un controllo effettuato martedì in un magazzino di Ponte San Giovanni (Perugia) dell’azienda alimentare che sarebbe al centro di una presunta contraffazione sistematica delle date di scadenza dei prodotti lattiero-caseari e dei salumi. Lo hanno riferito oggi i Nas di Perugia

ECODOC, LA CARTA ‘VERDE’ DI IDENTITA’ DELLE AUTO

Wednesday, October 15th, 2008

E’ nata Ecodoc la carta d’ identita’ dell’impatto ambientale dei veicoli. Frutto di una convenzione tra il Ced, Centro Elaborazione Dati del ministero dei Trasporti e Sermetra, la rete di agenzie di pratiche automobilistiche, Ecodoc costituisce una sorta di carta di circolazione ”verde” che aiutera’ i cittadini a destreggiarsi piu’ speditamente tra i diversi provvedimenti antismog, restrittivi della circolazione e per il calcolo corretto del bollo auto. Ecodoc riporta infatti tutte le informazioni relative alla normativa Euro sulle emissioni inquinanti, alla presenza del Filtro Anti Particolato per i veicoli diesel, alle emissioni CO2, di NOx e di particolato e sugli impianti ecologici istallati (GPL/metano).

Risponde a uno degli interrogativi piu’ frequenti tra gli automobilisti, quello relativo all’ identificazione dell’attuale codice euro del proprio veicolo, codice che molto spesso non corrisponde alla direttiva comunitaria indicata nel libretto di circolazione. La carta, pero’, certifica soprattutto le caratteristiche dell’impatto ambientale dell’auto in modo aggiornato: infatti grazie alle informazioni aggiornate in tempo reale e presenti sulla banca dati del Ced registra tutte le operazioni effettuate sui veicoli, dall’aggiornamento dei parametri imposti dalle direttive europee, all’installazione degli impianti gpl fino ai passaggi di proprieta’ o alle bonifiche fiscali.

Sara’ uno strumento prezioso dunque in caso di blocco o limitazioni del traffico, legati al codice euro del veicolo e alla presenza del filtro, in occasione del pagamento del bollo, dato che le tasse automobilistiche legano l’importo al codice euro e in alcuni casi alle emissioni CO2 cosi’ come in fase di rottamazione per accedere a eventuali incentivi. (ANSA).

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