Archive for October 11th, 2008

L’anidride carbonica prodotta in Usa arriva in Europa

Saturday, October 11th, 2008

Come se non bastasse tutta l’anidride carbonica (CO2) che produciamo nel nostro Paese attraverso centrali energetiche, industrie e trasporti, e che non riusciamo minimamente a ridurre, tanto da avere sfondato ogni limite impostoci nell’ambito del protocollo di Kyoto, ora si scopre che sulle nostre teste si sta accumulando pure una parte di quella prodotta in Nord America.

SCOPERTA - La disarmante scoperta è stata fatta grazie a uno studio condotto da ricercatori del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena (California) sulla base dei dati raccolti dal satellite Aqua della Nasa nel periodo 2002-2008. «Abbiamo potuto compilare la prima mappa su scala globale della distribuzione della CO2 nella media-alta troposfera, cioè in uno strato della nostra atmosfera che si trova a circa 8 km d’altezza rispetto alla superficie terrestre», riferisce Moustafa Chahine, leader del progetto di ricerca e autore dello studio che è stato appena pubblicato sulla rivista internazionale Geophysical Research Letters. «La mappa ci permette di capire come questo gas, principale responsabile dell’effetto serra causato dall’uomo, si distribuisce nel globo a partire dalle principali sorgenti; e in quali aree tende ad accumularsi, spinto dalle correnti della grande circolazione atmosferica».

MAPPA - Guardando le ricostruzioni grafiche e le animazioni realizzate dai ricercatori americani le sorprese non mancano. Piuttosto che distribuirsi uniformemente su scala globale, come ci si aspetterebbe nel caso di un gas in continuo movimento, la CO2 tende a formare sacche e fasce che si evidenziano, nelle mappe in falsi colori elaborate dai ricercatori americani, con chiazze blu dove la concentrazione è più bassa, rosse dov’è più alta, e gialle nel caso intermedio. Un’evidente chiazza rossa ristagna sul Mediterraneo, e sull’Italia in particolare, alimentata da tutte le altre sorgenti europee e, fatto inaspettato, anche da un consistente flusso che arriva costantemente dal Nord America (Stati Uniti e Canada). Dalle nostre parti la concentrazione supera le 386 parti per milione ed è quindi più alta della media mondiale (383). Altre evidenti sacche di CO2 ristagnano sul Medio Oriente, alimentate dall’Asia Meridionale; e sul Pacifico a causa delle emissioni dell’Asia Orientale. In genere si può vedere che tutta la fascia fra 30 e 40 gradi latitudine dell’emisfero nord rappresenta, dove più dove meno, una cintura ad alta concentrazione di CO2. Una cintura analoga si trova nell’emisfero sud, a causa delle forti emissioni provenienti dalle attività dell’uomo in Sud America, Africa Centrale e Australia. Ai flussi delle attività energetico-industriali bisogna aggiungere anche le emissioni derivanti dai continui incendi di foreste, che liberano quantitativi di CO2 paragonabili alle attività produttive.

EFFETTI - Quali effetti potrebbe avere il ristagno della CO2 su scala locale? Si potrebbe verificare un maggiore riscaldamento nelle aree dove questo gas serra si concentra maggiormente? «Per rispondere a questa domanda bisognerà sviluppare simulazioni ad hoc, includendo i nuovi dati ricavati da queste ricerche», risponde il professor Antonio Navarra, ricercatore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e presidente del Centro Euro Mediterraneo per i cambiamenti climatici. «Per ora posso dire soltanto che la ricerca dei colleghi americani è estremamente interessante perché fornisce un quadro dinamico della distribuzione della CO2 nell’atmosfera in tutto il mondo». Altri ricercatori fanno notare che, spinti dalle correnti globali, assieme alla CO2 arrivano altri inquinanti atmosferici che non generano effetto serra, ma effetti tossici sull’ambiente e sui viventi. In passato questo fenomeno era stato già segnalato. Ora la ricerca americana lo conferma indirettamente.

Franco Foresta Martin
Fonte: Corriere della Sera

Aidaa: 40.000 gatti neri scomparsi in un anno in Italia

Saturday, October 11th, 2008

Sono quasi 40.000 i gatti neri scomparsi in Italia dal dicembre 2007 fino ad oggi: la stima è dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), che denuncia l’uso di questi felini per riti esoterici, creazione di pellicce ed esperimenti nei laboratori della vivisezione.

L’Aidaa afferma di aver ricavato questa cifra «da proiezioni a livello nazionale che si basano su segnalazioni di sparizioni che compaiono su giornali locali e siti internet, oltre allo sportello on line ’Salviamo i gatti nerì».

Il presidente dell’associazione Lorenzo Croce giudica «allarmante» questo dato, anche se inferiore rispetto a quello registrato sempre da Aidaa tra 2006 e 2007, quando scomparvero 60.000 gatti neri.

«Non possiamo sottovalutare la presenza di diverse sette esoteriche che catturano questi animali da sacrificare - afferma in una nota - e ancora peggio dei mercati di pellicce. Inoltre il gatto nero rappresenta ancora per molti un pericolo, un portatore di jella».

Proprio in occasione della prossima festa di Halloween, a fine ottobre, Aidaa organizzerà ronde per prevenire episodi di violenza verso questi felini, e organizzerà per domenica 16 novembre la “Festa del gatto nero”, che avrà come testimonial il cantante Don Backy e l’attrice Tatyana Lorenzini.

Fonte: La Zampa.it

ECO-ENERGIA:GIUNTA SICILIA,NO A CENTRALE EOLICA NEL RAGUSANO

Saturday, October 11th, 2008

La giunta regionale ha negato la realizzazione di una centrale eolica nel ragusano. La proposta e’ arrivata all’esame della giunta, perche’ nel corso della procedura di autorizzazione la soprintendenza ai beni culturali di Ragusa aveva manifestato il suo dissenso. L’area su cui era stata proposta la realizzazione del parco eolico e’ infatti considerata di particolare rilievo paesaggistico: ”il progetto di utilizzazione industriale - ha motivato la soprintendenza - sarebbe stato in aperto conflitto con la vocazione turistica della zona”, che tra l’altro e’ area di attuazione del Pit dei comuni montani iblei. ”La realizzazione del parco eolico non e’ stata approvata perche’ - afferma una nota - rappresenterebbe un potenziale elemento di regresso economico dell’area, nonostante l’interesse del governo regionale a sostenere progetti volti alla realizzazione di energia da fonti rinnovabili”. (ANSA)

RIFIUTI: PENE DA 1 A 4 ANNI DISCARICHE ABUSIVE

Saturday, October 11th, 2008

”Chiunque realizza una discarica non autorizzata e’ punito con la pena della reclusione da uno a quattro anni e con la multa da ventimila euro a sessantamila euro. Si applica la pena di reclusione da uno a cinque anni e dalla multa da cinquantamila euro a centomila euro se la discarica e’destinata anche in parte allo smaltimento di rifiuti pericolosi’. E’ quanto si legge nell’articolo 6 della bozza del decreto legge sui rifiuti che domani sara’ discusso al Consiglio dei ministri di Napoli.

”Alla sentenza di condanna - si legge nel testo - o alla sentenza emessa ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale consegue la confisca dell’area sulla quale e’ realizzata la discarica abusiva se di proprieta’ dell’autore o del compartecipe al reato, fatti salvo gli obblighi di bonifica o di ripristino dello stato dei luoghi”.(ANSA).

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