Archive for October 9th, 2008

Chernobil 20 anni dopo

Thursday, October 9th, 2008

Quando nel 1986 esplose il reattore nucleare di Chernobil, in Ucraina, gli elementi radioattivi vennero dispersi sull’Unione Sovietica, sull’Europa e anche sulle regioni orientali del Nord America.

A più di 20 anni di distanza, i ricercatori della Case Western Reserve University si sono recati in Svezia e in Polonia per ottenere informazioni sulla migrazione dei radionuclidi nel suolo, e i risultati sono stati presentati al convegno congiunto della Geological Society of America, della Soil Science Society of America, dell’American Society of Agronomy, della Crop Science Society of America e della Gulf Coast Association of Geological Societies di Houston.

La conclusione più importante è che a una profondità nel suolo corrispondente a quella dell’esplosione nucleare, in Svezia è stato trovato molto più plutonio che in Polonia.

Gerald Matisoff, direttore del Dipartimento di scienze geofisiche della Case Western Reserve University, in collaborazione con Lauren Vitko ha raccolto campioni di suolo in varie località dei due paesi, al fine di misurare l’abbondanza relativa e assoluta di cesio (137Cs), plutonio (239, 240Pu), e piombo (210Pb).

Per quanto riguarda la portata del fallout radioattivo, la sua velocità di diffusione nel suolo, il suo tasso di erosione e come viene trasportato dai sedimenti, i ricercatori hanno chiarito in particolare due ambiti: l’impatto per la salute pubblica e la differenziazione nella distribuzione degli elementi radioattivi a partire da un unico evento come quello di Chernobil o come i test di esplosione in atmosfera degli anni sessanta.

Dall’analisi dei campioni raccolti, si è evidenziato nel suolo svedese un picco per il 239Pu e il 240Pu a una profondità coincidente con quella di Chernobil, una circostanza, questa, che non trova riscontro nel suolo polacco.

Dalle registrazioni meteorologiche storiche si è poi ottenuta una spiegazione plausibile: all’epoca dell’esplosione, mentre la nube radioattiva sorvolava il paese il tempo era piovoso sulla Svezia. Ciò ha portato una maggiore quantità di radionouclidi sul suolo svedese dilavandoli dalle nubi che poi sono arrivate in Polonia. (fc)

ANIMALI: CANI CLANDESTINI DA UNGHERIA, 2 DENUNCE NAS

Thursday, October 9th, 2008

Due persone sono state denunciate, nel milanese, in un’indagine che ha portato a scoprire un’ importazione clandestina di cani dall’Ungheria e il maltrattamento di oltre cento cuccioli. Ad intervenire, dopo un’indagine durata oltre un anno, sono stati i carabinieri del Nas di Milano, che hanno denunciato il titolare di un canile privato di S. Giuliano Milanese, un uomo di 31 anni, e una sua famigliare e collaboratrice.

Le accuse sono quelle di aver importato 138 cuccioli di diverse razze senza i documenti e senza aver effettuato i controlli sanitari richiesti sia nella nazione d’origine sia in quella d’importazione. L’uomo, inoltre, avrebbe trasportato tutte le 138 bestiole su un furgone destinato al massimo a ospitare una ventina di cani, per cui e’ stato denunciato anche per maltrattamento di animali.

Accertamenti inoltre sono in corso per valutare l’eventuale produzione di documenti falsi, dato che una meta’ dei cuccioli, nel settembre scorso, erano stati dotati di un microchip. Un’inchiesta giornalistica proprio su questo fenomeno era stata messa in onda, la settimana scorsa, dal programma ”Le Iene”. (ANSA).

Intrappoliamo tutta la Co2?

Thursday, October 9th, 2008

Saranno le nuove tecnologie applicate all’energia a fare da protagoniste nei primi appuntamenti del premio Sapio per la ricerca italiana 2008.

Si è partiti ieri al Politecnico di Torino con una giornata intitolata «Protocollo di Kyoto, quali tecnologie innovative?». Si è fatto il punto su efficienza energetica e convenienza economica dello stoccaggio dell’anidride carbonica, cioè del confinamento sottoterra della CO2 derivata dalla combustione del carbone nelle centrali termoelettriche. È questo un progetto ambizioso su cui l’Unione europea ha investito molto, allo scopo di rientrare nei parametri del Protocollo di Kyoto per l’emissione in atmosfera di questo gas, considerato il principale responsabile del recente riscaldamento climatico - il cosiddetto «effetto serra». La giornata ha esaminato anche strade alternative verso il medesimo obiettivo di taglio del CO2: dall’utilizzo dell’idrogeno come generatore di energia a una riconsiderazione del nucleare. Il confinamento post-combustione dell’anidride carbonica potrebbe quadrare il cerchio e per questo ha incontrato anche l’interesse degli Stati Uniti, pur non essendo Washington firmataria del Protocollo di Kyoto: questo interesse si è concretizzato nel programma FutureGen a cui partecipa anche l’Enel (vedi «Tts» dello scorso 2 aprile).

In una successiva giornata, il 30 ottobre, presso l’Università di Ferrara, si parlerà di «Economia verde, nuova energia per il business europeo»; al centro dell’attenzione gli ultimi sviluppi della tecnologia fotovoltaica, cioè della produzione di elettricità dal Sole, eterna promessa dell’energia finora zavorrata da costi di produzione che restano alti - ma sempre meno alti grazie alle continua innovazioni tecnologiche, e in ogni caso sempre meno lontani da quelli delle altre fonti di energia a seguito della galoppata del prezzo del petrolio. Fra queste due giornate, se ne inserirà una - il 21 ottobre - che vedrà discusse alla Camera dei deputati (Sala delle conferenze) le questioni legate alla divulgazione scientifica. Il 21 novembre, invece, all’Università di Milano-Bicocca si parlerà di biotecnologie, mentre il 27 novembre, a Bologna, di riabilitazione dalle mielolesioni. In ognuna di queste giornate si alterneranno gli interventi di alcuni tra i maggiori esperti dei diversi settori.

Il premio Sapio punta a promuovere l’innovazione, la circolazione di idee, la discussione scientifica e la conoscenza di nuove tecnologie attraverso la sinergia tra istituzioni, università e imprese. Alla fine verranno premiati diversi ricercatori, junior e senior. La Sapio di Monza è uno dei principali gruppi operativi italiani nel settore dei gas tecnici e medicinali e ha una consolidata collaborazione con centri di ricerca e istituti universitari italiani e internazionali per la sperimentazione di soluzioni energetiche e ambientali.

LO SAPEVI CHE
Il Premio Sapio per i ricercatori
La decima edizione del Premio Sapio per la ricerca italiana assegnerà diversi riconoscimenti: i «Premi Junior» per ricercatori giovani, ma che si sono già distinti, e il «Premio Industria», riservato a chi ha colto risultati rilevanti nella ricerca applicata. Informazioni sul sito www.premiosapio.it.
Fonte: La Stampa

L’Europarlamento resiste al primo assalto confermati i tagli alle emissioni di CO2

Thursday, October 9th, 2008

 Gli ambientalisti di Greenpeace alla fine parlano di voto con “luci e ombre”, ma in realtà vista la pessima aria che tirava, l’impressione è che per il movimento verde si sia trattato di una vittoria. La commissione Ambiente dell’Europarlamento ha approvato infatti con 44 voti contro 20 (e 1 astenuto) la parte più importante e controversa del pacchetto dell’Unione Europea su clima ed energia, riguardante la nuova ‘borsa delle emissioni’ di gas serra (Ets) che funzionerà dal 2013 al 2020.

Il voto conferma l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 20% entro il 2020, che passerebbe automaticamente al 30% in caso di accordo internazionale alla conferenza di Copenaghen del dicembre 2009 sul periodo post-Kyoto. Un obiettivo che in questi giorni era stato bersaglio di attacchi concentrici da parte di governi e settori industriali in forte ritardo nelle riconversione verde, a iniziare proprio da quelli italiani. Contro la conferma del pacchetto Ue si erano scagliati infatti nei giorni scorsi sia il ministro per le Politiche comunitarie Andrea Ronchi, sia il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Ma a cercare di gettare i bastoni tra le ruote del percorso ambientalista intrapreso da Bruxelles erano anche molti paesi dell’ex blocco comunista, Polonia in testa.


Il voto di questa mattina conferma anche la posizione iniziale della Commissione europea riguardo ai permessi di emissione, che prevede fin dal 2013 l’obbligo per il settore energetico di acquistare all’asta il 100% delle emissioni attribuite a ciascuna installazione (oggi le quote di anidride carbonica sono assegnate gratis, e si paga solo in caso di superamento dei tetti previsti).

Nel 2013, gli altri settori industriali, invece, dovranno pagare solo per il 15% dei loro premessi di emissione, ma ogni anno questa percentuale aumenterà fino a raggiungere il 100% nel 2020. E’ previsto, tuttavia, che entro il 31 marzo 2010 la commissione valuti l’opportunità di concedere un trattamento di favore ai settori ad alto consumo energetico (acciaio e cemento in particolare), dopo aver preso in conto i risultati e l’eventuale accordo internazionale di Copenaghen.

Dove si concentrano però gli aspetti più ambigui e controversi è la parte del pacchetto che affronta il futuro del carbone, la fonte energetica dal maggior impatto sul clima. Un emendamento approvato prevede che dal 2015 sia proibito costruire centrali termoelettriche che emettano più di 500 grammi di CO2 per kilowatt ora generato. Questa disposizione mette al bando, di fatto, le centrali a carbone, a meno che non siano dotate della tecnologia Ccs (carbon capture and storage), ovvero un dispositivo di “cattura” delle emissioni e il loro stoccaggio in un deposito geologico.

Un tecnologia ancora agli albori (il primo e unico impianto è stato inaugurato recentemente in Germania) che gli ambientalisti avversano fortemente, ritenendola poco sicura (chi garantisce che in futuro non ci siano fughe di CO2?) e soprattutto colpevole di drenare risorse che potrebbero essere molto più proficue se investite nel miglioramento delle fonti rinnovabili. “Una truffa per tenere in piedi l’industria del carbone”, non esita a definirla Greenpeace.

Con un voto separato su un altra sezione del pacchetto clima-energia, gli eurodeputati della commissione Ambiente hanno approvato infatti la proposta di destinare al sostegno finanziario di 12 progetti pilota di impianti Ccs, nel periodo 2013-2020, il ricavato derivante dalla messa all’asta dei permessi relativi a 500 milioni di tonnellate di CO2 (pari a circa 10 miliardi di euro agli attuali prezzi di mercato).
Soprattutto per questo motivo la soddisfazione di Greenpeace non è completa. “Il Parlamento - afferma una nota dell’associazione ambientalista - ha confermato che l’obiettivo unilaterale per la riduzione dei gas serra scatterà al 30% in caso di raggiungimento di un accordo internazionale per la seconda fase di Kyoto. Tuttavia - si legge - sono stati stanziati nuovi sussidi all’industria del carbone, concedendo crediti di CO2 per 10 miliardi di euro a progetti di cattura e sequestro della CO2. La patata bollente passerà ora nelle mani del Consiglio europeo dell’energia il prossimo 10 ottobre”.

Fonte: La Repubblica

AMBIENTE: LEGAMBIENTE, PER BIODIVERSITA’ INVESTIRE IN PARCHI

Thursday, October 9th, 2008

- “Per salvare le specie e gli habitat a rischio servono risorse adeguate, strumenti condivisi e decisioni appropriate. Ma serve soprattutto investire sui parchi che sono lo strumento piu’ efficace e moderno per tutelare la fauna, le foreste e le risorse naturali”.
  Cosi’ il responsabile nazionale aree protette di Legambiente Antonio Nicoletti, commenta l’allarme sul rischio d’estinzione di alcune importanti specie lanciato nel corso del IV Congresso dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura a Barcellona, dove l’associazione partecipa presentando oggi le campagne di Legambiente ‘Mappa della Primavera’ e ‘Natura e Territorio’.
  “In Italia - osserva - e’ l’orso bruno marsicano la specie che piu’ di altre rischia di scomparire, e per salvarlo dall’estinzione non bastano le buone intenzioni ma servono fatti concreti come il provvedimento che chiedeva la chiusura al traffico veicolare di alcune strade di montagna proposto dal Parco d’Abruzzo e disatteso dal comune di Pescasseroli che ha fatto marcia indietro grazie alla presa di posizione del Corpo Forestale dello Stato”. (AGI)

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!