Archive for October 2nd, 2008

Fotovoltaico, l’italiana Esco Energy lancia il gel per le finestre

Thursday, October 2nd, 2008

Un gel fotovoltaico trasparente, da applicare sulle vetrate degli edifici rendendoli produttori di corrente elettrica grazie all’energia del Sole. La promessa è altissima, almeno quanto l’interesse, visto che una soluzione del genere risolverebbe una volta per tutte l’integrazione architettonica del fotovoltaico nelle case, dando una spinta alla microgenerazione, ovvero la produzione di energia su scala domestica. Esco Energy, azienda di Potenza nata nel 2004 come società di servizi energetici, ha scelto l’«Italian energy summit 2008» organizzato dal Sole 24 Ore per lanciare il nuovo prodotto, anche se la sua commercializzazione su scala industriale arriverà soltanto a giugno 2009, e già da adesso solleva più di un interrogativo.

«Il gel fotovoltaico è un materiale liquido composto da silicio amorfo, al quale viene applicato un procedimento nanotecnologico in modo da renderlo semiconduttore - ha spiegato Alessandro Cariani, responsabile della ricerca e sviluppo - all’interno della soluzione ci sono anche acqua e una soluzione salina». Il costo industriale del gel è di 2 euro per watt, senza i costi di installazione. Per il momento è pensato per riempire lo spazio tra i doppi vetri delle fineste. Occupa tra i 4 e gli 8 millimetri. Essendo trasparente, la visibilità rimane buona, anche se sconta un 20% di minore trasmittanza. «L’energia solare viene catturata e assorbita da piccoli terminali elettrici installati nelle finestre, per essere poi riversata in rete, permettendo una produzione di 97 watt/ora per ogni metro quadro di superficie». Cariani ha aggiunto che il gel può essere inserito su strutture già esistenti.

Va detto che se l’idea - che arriva dai laboratori di ricerca italiani - è certamente innovativa, la strada per l’industrializzazione appare in salita. A partire dall’integrazione su vetrate già esistenti: comporta un aumento di peso della struttura e quindi una serie di interventi sui serramenti che economicamente non sono trascurabili. C’è poi l’aspetto dell’efficienza. Per quanto nelle situazioni ideali, e dunque in laboratorio, si sia arrivati a quasi 100 watt/ora per metro quadrato, la situazione reale è ben diversa: i raggi solari arrivano con un’inclinazione di novanta gradi solo in alcuni momenti della giornata, e soprattutto non in tutte le esposizioni. L’aspetto dei costi, e quindi del ritorno degli investimenti, per il momento invita alla prudenza.

Il mercato del fotovoltaico in Italia sta vivendo un vero e proprio boom: la potenza installata con il nuovo Conto Energia, meccanismo di incentivazione statale, ha già superato gli 82mila kw. In un contesto del genere il nuovo gel può comunque trovare delle applicazione. Appare verosimile pensare ad una soluzione integrata del nuovo gel fotovoltaico con i comuni pannelli mono o policristallini, che «potrebbe portare a un’efficienza effettiva del 25%». A giugno 2009, promette il presidente di Esco Energy, Giuseppe Vetere, partirà la produzione nella fabbrica di Potenza. «Il nostro obiettivo è arrivare ad una produzione di 50-60 Mw per anno».
luca.salvioli@gmail.com

Fonte : Il sole 24 Ore

Il mercato bio non conosce crisi Settore in espansione, prezzi più bassi

Thursday, October 2nd, 2008

Se ci fosse una scala cromatica per descrivere lo stato dell’economia, in questo momento si potrebbe sintetizzare così: ciò che non è nero è verde. Già, perché in questo periodo di crisi, c’è un settore che gode di ottima salute, almeno in Italia: quello dei prodotti biologici. Precipitano i consumi ma non quelli bio, che addirittura aumentano. Non solo. Secondo le associazioni di categoria, questi generi alimentari hanno resistito all’inflazione meglio dei concorrenti. Ma i risultati non sono solo economici. L’agricoltura alternativa a quella convenzionale, dicono i suoi sostenitori, non fa solo bene alle tasche ma anche all’ambiente e aiuta a combattere i cambiamenti climatici.

L’evento.
Questi temi saranno centrali domenica 5 ottobre, in occasione della nona edizione della campagna nazionale Biodomenica 2008, organizzata dall’Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab), in collaborazione con Coldiretti e Legambiente, e la partnership di Repubblica. it. Per la nona volta, produttori, consumatori e associazioni ambientaliste, si incontreranno per fare il punto sul settore biologico: verranno allestiti stand in una cinquantina di piazze italiane, dove sarà possibile degustare e informarsi.

Il successo economico. L’edizione di quest’anno è all’insegna dell’ottimismo. “A fronte di una diminuzione dei consumi, negli ultimi nove mesi c’è stato un aumento costante dei prodotti biologici, che stimiamo dal 5 al 10% - afferma Andrea Ferrante, presidente dell’Aiab - In più, la forbice dei prezzi che separa prodotti convenzionali e biologici si è ridotta in maniera sensibile. Questi ultimi hanno resistito meglio all’inflazione, grazie alla minore dipendenza dal petrolio e all’avvicinamento tra produttori e consumatori, che permette di evitare gli aumenti dovuti alla distribuzione”.


Il contributo alla lotta al global warming. Ma l’argomento al centro della campagna di questa edizione saranno i cambiamenti climatici. Secondo uno studio dell’Usda (il Dipartimento dell’agricoltura americano), un campo coltivato ad agricoltura biologica trattiene fino a sei volte la quantità di carbonio per ettaro, e permette di risparmiare quasi il 50% di energia rispetto ad una coltivazione con metodi convenzionali. Il bilancio energetico è migliore anche nei confronti di un appezzamento non lavorato (+20%). Un’altra ricerca dell’Università di Vienna, sostiene che anche mangiare bio riduce del 30% l’inquinamento.

Un settore di eccellenza. Con oltre un milione di ettari e più di 50mila aziende biologiche, l’Italia è il primo Paese produttore in Europa (dove sono italiane il 37% delle imprese) e il terzo al mondo dopo Australia e Argentina. Quanto a percentuale di superficie agricola coltivata, il 6,9%, il Belpaese ha il primato assoluto. Un mercato in crescita, come dimostra il boom di bioagriturismi e gruppi d’acquisto, rispettivamente +25% e +60% dal 2005 (dati Tuttobio 2008). Dati incoraggianti che spingono il presidente della Coldiretti Sergio Marini a chiedere l’introduzione di “un marchio biologico italiano”. Insomma, il settore ha a cuore l’ecologia, ma parla sempre più il linguaggio pragmatico degli economisti. E anche in tempi di grossa crisi, lo fa con il sorriso sulla bocca.

Fonte: La Repubblica

Dai rifiuti ci salva solo la sobrietà

Thursday, October 2nd, 2008
 
Dai rifiuti ci salva solo la sobrietà
   
La terra sta diventando un’immensa discarica di immondizia globalizzata
ALBERTO PAPUZZI
Trent’anni fa, o giù di lì, un racconto di Italo Calvino (che allora viveva a Parigi) su segreti e paradossi della poubelle (la pattumiera) poteva deliziarci, come caso di antropologia quotidiana basata sul trash e carica di allusioni. Oggi non accadrebbe. La sola parola immondizia ci conduce sull’orlo di un abisso economico, sociale, tecnologico, politico in fondo al quale s’intravede la catastrofe. «Il mondo in cui viviamo è sempre più occupato da un immane cumulo di rifiuti», come scrive Guido Viale nel nuovo saggio Azzerare i rifiuti (Bollati Boringhieri), in uscita a giorni. Il mondo. Non la Campania. È l’intero pianeta che si avvia a diventare una colossale discarica. La prossima tappa del progresso sarà l’immondizia globalizzata. Ciascuno di noi produce oltre un chilo e mezzo di rifiuti urbani, veri escrementi del corpo sociale come le feci lo sono del corpo fisico. E tutte le merci che si producono prima o poi si trasformano in rifiuti, i quali sono vicini a superare le merci in circolazione. «È un po’ come se il numero dei morti - scrive Viale - si aggiungesse a quello degli uomini viventi».Contro questa patologia ecologica Azzerare i rifiuti rielabora una serie di scritti frutto di vent’anni di lavoro dell’ex leader del Sessantotto, che sui temi ambientali ha già pubblicato Un mondo usa e getta (1994) e Tutti in taxi (1996). L’obiettivo è discutere vecchie e nuove soluzioni della questione. In verità il punto chiave è il confronto tra due culture: quella dei consumi e quella della sobrietà. Discariche, riciclaggi, inceneritori, termovalorizzatori, tutti i provvedimenti pensati per fronteggiare l’emergenza spazzatura sono considerati inefficaci, se non deleteri, finché non si realizza un cambio di mentalità. Finché non si passa alla cultura della sobrietà: «Meno consumi meno rifiuti». La rincorsa ai consumi ci fa tutti più poveri: «Mentre ad arricchirci e a creare benessere - nel senso di “stare bene” e non di “comprare tanto” - sono soprattutto la qualità e la varietà dei nostri rapporti interpersonali e la ricerca di una sintonia con un ambiente naturale meno inquinato e stravolto».È un assioma che mette ai margini il tema dei consumi come motore del progresso sociale. Tuttavia due punti mostrano come una scelta ecologica sia compatibile anche con lo sviluppo. Il primo riguarda la consapevolezza della questione: i rifiuti ci prendono in contropiede perché li abbiamo espulsi dalla nostra idea dell’organizzazione sociale; passando attraverso intellettuali come Quesnay e Heidegger, si dimostra che la monnezza è una categoria dello spirito, per cui è concepita come cosa da buttare e non da smaltire. In secondo luogo Viale richiama le responsabilità dei produttori: lo smaltimento è l’unica fase della vita di un prodotto - dai giocattoli o dagli alimenti alle scorie nucleari - di cui progettisti e fabbricanti non si sono occupati. Bisogna arrivare alla considdetta «chiusura dei cicli produttivi», con la quale ogni produttore sia tenuto a occuparsi anche degli imballaggi, dello smontaggio, dei vari residui e così via.Perciò ogni bene di consumo dovrebbe essere dotato di un testamento che insegni a sbarazzarsene. C’è un’eutanasia anche per le merci.

Fonte: La Stampa

ECO-ENERGIA: BOOM SOLARE SU TETTI CITTA’ ITALIANE

Thursday, October 2nd, 2008

 Il ricorso degli italiani a fonti di energia rinnovabili o alternative cresce a ritmi vertiginosi. Questo quanto emerge da un’indagine Istat sugli indicatori ambientali urbani, i cui dati relativi ai settori termico e fotovoltaico sono stati elaborati dalla Western Co, azienda impegnata nella progettazione e produzione di sistemi di ottimizzazione dell’energia solare fotovoltaica. Gli indicatori analizzati nei comuni capoluogo di provincia e relativi all’anno 2007 evidenziano, infatti, un utilizzo sempre piu’ diffuso sia del solare termico sia del fotovoltaico. Per quanto riguarda i pannelli solari fotovoltaici, solo il comune di Palermo nel 2000 fu il primo a installarli mentre, nel 2007, sono stati 45 i comuni che hanno adottato questo tipo di tecnologia. Nel dettaglio: Prato con 3,2kw ogni mille abitanti, Frosinone con 2,5, Parma con 2, Foggia e Ragusa con 1,9, Como con 1,1, Viterbo con 1, Pavia e Forli’ con 0,9, Sondrio con 0,8, La Spezia con 0,6, Pistoia, Reggio Calabria e Pescara con 0,5, Vercelli e Torino con 0,4, Avellino, Vicenza, Biella, Massa, Venezia e Siracusa con 0,3, Napoli, Livorno, L’Aquila, Grosseto, Genova, Sassari e Brescia 0,2, Bologna, Trento, Bolzano, Treviso, Reggio Emilia, Palermo, Asti, Verona, Piacenza, Gorizia, Ravenna, Ferrara e Perugia con 0,1. Per i pannelli solari termici, troviamo al primo posto Ragusa con 2,8 metri quadrati, seguita da Udine con 2,5, La Spezia, Asti e Bolzano con 2,2, Verona e Siena con 1,9, Cagliari con 1,4, Grosseto con 1,2, Brescia con 1,1, Vercelli con 1, Reggio Emilia con 0,9, Perugia con 0,8, Como e Terni con 0,6, Sondrio, Venezia e Pavia con 0,5, Genova e Parma con 0,4, Roma e Trento con 0,3, Piacenza, Sassari, Palermo e Ferrara con 0,2, Livorno, Ravenna, Padova, Bologna e Milano con 0,1. I metri quadrati installati ogni 1.000 abitanti sugli edifici comunali sono passati da 0,16 nel 2006 a 0,24 nel 2007, mentre il numero dei comuni che ha dichiarato di installarli e’ cresciuto sensibilmente raggiungendo quota 31 nel 2007 contro i 6 dell’ anno 2000. (ANSA).

RIFIUTI: SINDACI IN CATENE A ROMA, TENSIONE A CHIAIANO

Thursday, October 2nd, 2008

Nuovi tafferugli a Chiaiano, proteste dei sindaci irpini che si incatenano a Roma davanti a Palazzo Chigi: sale alta la tensione sui rifiuti in Campania, alla vigilia della visita di Berlusconi che tra poche ore sarà per la nona volta a Napoli per fare il punto sull’applicazione del decreto.

Le proteste sono montate su due fronti. A Roma, 13 sindaci dei comuni dell’alta Irpinia interessati alla discarica del Formicoso si sono incatenati davanti Palazzo Chigi in risposta al blitz della notte di domenica, quando i militari dell’esercito avevano chiuso l’accesso ai terreni in cui sorgerà la nuova discarica irpina. I sindaci dei comuni di Sant’Angelo dei Lombardi, Calitri, Lairano, Teora, Lioni, Vallata, Andretta, Bisaccia, Rocca San Felice, Guardia dei Lombardi, San Andrea di Conza, Monteverde e Lacedonia si sono hanno denunciato come si intenda “nascondere la monnezza di una regione sotto il tappeto di una zona, come l’Alta Irpinia, che fa la raccolta differenziata e ha già 2 altre discariche”. Un gesto eclatante che ha portato una delegazione dei primi cittadini ad ottenere un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, definito “molto soddisfacente”: “Il sottosegretario - affermano i sindaci - ci ha assicurato che al momento saranno effettuati solo dei carotaggi nel sito del Formicoso e che la discarica aprirà solo se ce ne sarà bisogno dopo l’apertura di tutte le altre discariche della Campania, come previsto dal decreto ora convertito in legge”.

Intanto, a Chiaiano la tensione resta altissima e nuovi scontri tra forze dell’ordine e manifestanti si sono verificati quando i cittadini del quartiere e della vicina Marano che erano al presidio di via Cupa Dei Cani hanno cercato di fermare quattro camion dell’esercito che trasportavano ghiaia alla cava. I manifestanti quando hanno visto arrivare i mezzi militari hanno infatti improvvisato un sit-in, bloccandoli per circa un’ora: la tensione è salita ed ha portato a tafferugli con le forze dell’ordine che hanno anche fermato per accertamenti Mauro Bertini, l’ex sindaco di Marano, poi denunciato per resistenza aggravata e interruzione di pubblico servizio e rilasciato. Nuove proteste sono avvenuta in serata, con un nuovo corteo spontaneo a Marano, a cui ha partecipato anche Bertini, e sono annunciate per domani, quando i manifestanti si ritroveranno al centro di Napoli per manifestare contro il premier. Il riaccendersi della protesta non fa comunque vacillare il sottosegretario Bertolaso che ha lanciato un duro attacco all’estrema sinistra: “A protestare contro la discarica di Chiaiano - ha detto - sono gli stessi che mi hanno impedito di lavorare durante il governo Prodi e che oggi devono comunque trovare il modo di far vedere che esistono ancora visto che sono stati mandati a casa dagli italiani alle ultime elezioni”.

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