Melammina, l’Izs: “Quantità rilevata non è dannosa per gli animali”

L’Istituto zooprofilattico del Piemonte rassicura: le scatolette di cibo per cani e per gatti sono sicure, per ora il monitoraggio sulla presenza di melammina non ha fornito dati preoccupanti. Anche i due prodotti sospetti finiti nella rete dei controlli (il campionamento ieri è arrivato a coprire 154 prodotti) non destano particolare allarme: «Le quantità rilevate sono state minime, tali da non essere dannose per gli animali – fa sapere la dottoressa Cesarina Abete, responsabile del centro di referenza per la sorveglianza e il controllo degli alimenti degli animali dell’istituto – Gli unici due esami positivi risalgono all’ottobre 2007 e riguardano mangime complementare per animali diversi, un integratore proteinico che va disciolto nell’acqua e aggiunto al mangime normale, ma le partite sono già state sequestrate e distrutte».

Nel frattempo il monitoraggio va avanti e si allarga. Ieri all’istituto sono arrivati i primi campioni di alimenti di uso umano. Si tratta di latte liquido, latte in polvere, caramelle, biscotti e tutti quei prodotti in cui c’è il sospetto che possano essere state utilizzate farine di mais o frumento contaminate. A breve gli istituti zooprofilattici d’Italia avranno un incontro al ministero della Salute dove la competenza sui vari alimenti da analizzare verrà suddivisa. Ogni istituto dovrà studiare un metodo di validazione per stabilire in modo oggettivo la presenza o meno di melammina. Per l’uomo, comunque, i rischi sembrano lontani. Gli esperti scientifici della Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare che ha sede a Parma, hanno stabilito che “se soggetti adulti consumassero in Europa cioccolata e biscotti contenenti latte in polvere contaminato, nemmeno nella peggiore delle ipotesi supererebbero la Tdi (dose giornaliera ammissibile), fissata in 0,5 mg/kg di peso corporeo”.
Anche i bambini con un consumo medio di biscotti, caramelle mou al latte e cioccolata non supererebbero la dose. Ci sarebbe del pericolo solo in casi di livelli massimi di contaminazione e con bambini che consumano grandi quantità di cioccolata, caramelle mou o biscotti. All’Istituto zooprofilattico del Piemonte, inoltre, ha appena avuto inizio un progetto finanziato dal ministero della Salute in collaborazione con le università di Torino e Perugia. Ad alcuni pesci viene somministrata la melammina in concentrazioni diverse per verificarne la risposta.

Fonte ; La Zampa.it

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