Archive for October 1st, 2008

97 modi per far ridere un cane

Wednesday, October 1st, 2008
Chi l’ha detto che i cani sono musoni? Ridono veramente! A patto si tenga presente che, come si dice dei fiocchi di neve, non c’è n’è uno uguale all’altro e tutti vivono per essere amati, non c’è che dire: lo fanno con evidente gioia. E giù a rotolarsi per terra: magari a dentri stretti, ma lo fanno! Come Blanca, una Labrador che è contenta non appena la mano del padrone si infila a mo’ di guanto in un paio di calzini: meglio se da ginnastica. Come Yonah, Rottweiler che adora le grattatine sub-collare.Come Samantha, una Shih Tzu di una certa età che tra i suoi passatempi predilige il leccaggio della fronte, ma scoppia di ilarità con la piòata: basta mettere in un sacchetto di carta un po’ di ghiottonerie e di giochini, gonfiar d’aria la sfera e farla scoppiare; sarà uno spettacolo bestiale! Invece i cani a coda corta sembrano naturalmente portati per il twist. Ma non ditelo ad Ali, un Boxer che come altri suoi imparentati adora il massaggio con la vostra migliore imitazione di due ragni che vi farà vedere la sua pelle formicolare. Basta toccare i tasti giusti: i chitarristi scopriranno che la struttura dei loro cani è simile a quella del loro strumento preferito, a patto arpeggino strimpellando sulle coste, cosa che funziona particolarmente con cani dal muso lungo. La “Baudy building” è invece consigliata ai Bassotti: ovvero la seduta di allenamento con il cane al posto dei pesi.Che siano leali o turbolenti, placidi o civettuoli, chi li ama sa che basta estendere il proprio amore e dirigerlo verso una specie di missione, per trovare ogni giorno un’alternativa gratificante a favore di Fido. Perché ridere è una cosa seria e a portata di grattino o altro stratagemma anche per il vostro amico a quattro zampe. Basta mettere in pratica il thoracic park, il salvietta-time o attaccare una palla al soffitto e farla girare se siete padroni pigri. E giù a divertirsi. Perché questi sono solo tre dei “97 modi per far ridere un cane” (Magazzini Salani, euro 8,90), suggeriti a mo’ di gustose pillole da assaporar di giorno in giorno, da Jenny Langbehn, infermiera veterinaria e “god whisperer” a Manhattan.

Non vi resta che annotare sul libro le manifestazioni di entusiasmo o di disagio preferite dal vostro cane. Come fosse un diario da rispolverare, con la praticità di una piccola enciclopedia, questi esercizi a volte mattacchioni a far da collante nel legame tra voi e FIdo. Piuttosto? Voi quand’è che saltate impazienti davanti alla porta gridando “giretto! Giretto!”?

Fonte: La zampa.it

Treni vietati ai cani, ordinanza sospesa

Wednesday, October 1st, 2008

Non è ancora una vittoria, ma di certo la si può considerare un piccolo e beneaugurante successo. L’ordinanza di Trenitalia che avrebbe impedito, a partire dal 1° ottobre, l’accesso alle carrozze a tutti gli animali domestici di peso superiore ai sei chili è stata sospesa. «Oggi abbiamo avuto un incontro con l’amministratore delegato Trenitalia, Vincenzo Soprano, con il quale abbiamo deciso la sospensione dell’ordine di servizio - ha annunciato il sottosegretario al ministero del Welfare, Francesca Martini, al termine di incontro svoltosi al ministero della Salute -. Esprimo enorme soddisfazione per questa decisione di Trenitalia e ringrazio loro per la collaborazione che ci vede nell’obiettivo comune di tutelare il diritto dei tanti viaggiatori possessori di cani, di viaggiare con il proprio animale e allo stesso tempo di tutelare tutti gli altri viaggiatori, la loro sicurezza l’igiene, la qualità e la salubrità dei vagoni».

MORETTI - «Non abbiamo ritirato l’ordine di servizio, ma abbiamo aderito alla richiesta del sottosegretario di sospendere per 15 giorni il provvedimento per cercare una soluzione». L’amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, spiega in questi termini la decisione di sospendere per il momento l’ordine di servizio. «Abbiamo due ordini di problemi - ha spiegato Moretti - siamo sommersi da lettere di protesta dei passeggeri per la presenza di razze pericolose di cani sui treni, tipo rottweiler, pitbull e simili. Non possiamo far entrare queste razze, bandite in tutta Europa, in spazi ristretti dove sono presenti bambini e anziani. La gente ha paura di questi animali che superano i 60 chilogrammi di peso e sono classificati tra le razze aggressive e pericolose». Il secondo problema, ha proseguito Moretti, riguarda lo stato di igiene dei cani e la tutela dei passeggeri, che «hanno il diritto di sedersi al loro posto senza che questo sia stato occupato poco prima da un animale, magari provvisto di certificato che attesti che non sia portatore di parassiti». «Stiamo ragionando su questo e non so a che soluzione arriveremo», ha aggiunto l’amministratore delegato.

LA RIVOLTA ONLINE - Il provvedimento era stato adottato da Trenitalia per scongiurare la presenza di zecche, pulci e altri insetti a bordo dei convogli. Ma alla diffusione della notizia i proprietari di animali - e anche molti abituali viaggiatori di Trenitalia non possessori di cani o gatti - erano insorti, sottolineando nei forum online (centinaia di messaggi su «Animali&Dintorni» di Corriere, nei blog e nei siti specializzati come i convogli viaggino spesso in precarie condizioni di pulizia, indipendentemente dalla presenza dei pet. Non solo: molti possessori di animali domestici avevano già annunciato l’inizio di uno sciopero ad oltranza dei viaggi in treno, spiegando di non essere in alcun modo intenzionati a viaggiare senza il proprio amico a quattrozampe al seguito e di essere piuttosto propensi a individuare mezzi di trasporto alternativi.

DISOBBEDIENZA CIVILE - Contro il provvedimento era già stata convocata una manifestazione di disobbedienza civile da parte della Lav, la Lega antivivisezione, che aveva invitato i proprietari di animali a presentarsi alla stazione Termini di Roma accompagnati dai propri cani e gatti per prendere comunque un treno in base alle regole attualmente in vigore, che gli animalisti considerano comunque penalizzanti. L’iniziativa è ovviamente stata revocata. «Chiediamo a Trenitalia di attuare politiche che possano garantire agli utenti un servizio davvero adeguato alle esigenze di tutti i passeggeri - commenta ora Roberto Bennati, vicepresidente della Lav -, favorendo e non ostacolando il trasporto di milioni di cani che sono parte integrante, a tutti gli effetti, di tante famiglie italiane. Dal tavolo tecnico annunciato dal Sottosegretario Martini, ci aspettiamo un approccio condiviso al fine di trovare soluzioni non discriminanti e all’altezza di un servizio di trasporto indispensabile, ma che lamenta troppo spesso problemi igienici assolutamente non riconducibili ai pochi passeggeri a quattro zampe che la stessa Trenitalia dichiara di avere. Eventuali limitazioni di accesso ai cani sui treni sarebbero in controtendenza con tutte le aperture compiute dalla stragrande maggioranza delle ferrovie del resto d’Europa, e in Italia da altre società di trasporto locali e da compagnie di navigazione che hanno abolito i loro divieti; inoltre si rischierebbe di disincentivare ulteriormente il turismo dall’estero e il traffico privato».

«E’ STATO BUON SENSO» - «Credo che quella di Trenitalia sia stata una decisione di buon senso - ha detto ancora il sottosegretario Martini - che ci fa comprendere come con il dialogo sia possibile trovare soluzioni adeguate». I cani, dunque, almeno per il momento continueranno a viaggiare come prevede la legge vigente, con guinzaglio e museruola sotto responsabilità dei padroni.

Fonte : Corriere della Sera

 

Melammina, l’Izs: “Quantità rilevata non è dannosa per gli animali”

Wednesday, October 1st, 2008

L’Istituto zooprofilattico del Piemonte rassicura: le scatolette di cibo per cani e per gatti sono sicure, per ora il monitoraggio sulla presenza di melammina non ha fornito dati preoccupanti. Anche i due prodotti sospetti finiti nella rete dei controlli (il campionamento ieri è arrivato a coprire 154 prodotti) non destano particolare allarme: «Le quantità rilevate sono state minime, tali da non essere dannose per gli animali – fa sapere la dottoressa Cesarina Abete, responsabile del centro di referenza per la sorveglianza e il controllo degli alimenti degli animali dell’istituto – Gli unici due esami positivi risalgono all’ottobre 2007 e riguardano mangime complementare per animali diversi, un integratore proteinico che va disciolto nell’acqua e aggiunto al mangime normale, ma le partite sono già state sequestrate e distrutte».

Nel frattempo il monitoraggio va avanti e si allarga. Ieri all’istituto sono arrivati i primi campioni di alimenti di uso umano. Si tratta di latte liquido, latte in polvere, caramelle, biscotti e tutti quei prodotti in cui c’è il sospetto che possano essere state utilizzate farine di mais o frumento contaminate. A breve gli istituti zooprofilattici d’Italia avranno un incontro al ministero della Salute dove la competenza sui vari alimenti da analizzare verrà suddivisa. Ogni istituto dovrà studiare un metodo di validazione per stabilire in modo oggettivo la presenza o meno di melammina. Per l’uomo, comunque, i rischi sembrano lontani. Gli esperti scientifici della Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare che ha sede a Parma, hanno stabilito che “se soggetti adulti consumassero in Europa cioccolata e biscotti contenenti latte in polvere contaminato, nemmeno nella peggiore delle ipotesi supererebbero la Tdi (dose giornaliera ammissibile), fissata in 0,5 mg/kg di peso corporeo”.
Anche i bambini con un consumo medio di biscotti, caramelle mou al latte e cioccolata non supererebbero la dose. Ci sarebbe del pericolo solo in casi di livelli massimi di contaminazione e con bambini che consumano grandi quantità di cioccolata, caramelle mou o biscotti. All’Istituto zooprofilattico del Piemonte, inoltre, ha appena avuto inizio un progetto finanziato dal ministero della Salute in collaborazione con le università di Torino e Perugia. Ad alcuni pesci viene somministrata la melammina in concentrazioni diverse per verificarne la risposta.

Fonte ; La Zampa.it

Sei gradi alla fine del mondo

Wednesday, October 1st, 2008
Il riscaldamwento del pianeta entro fine secolo può portare a una catastrofe ambientale di portata inimmaginabile. E’ la tesi di Sei gradi» di Mark Lynas, best seller mondiale pubblicato negli Stati Uniti dal National Geographic e in Italia da Fazi. Ma è davvero così? Ne discutono in questa pagina il geologo Mario Tozzi, Richard Lindzen, professore di Meteorologia al Massachusetts Institute of Technology e Piero Bianucci.
Nel 2001, il Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc, vincitore del Nobel per la pace nel 2007) pubblicò uno studio sconvolgente in cui prevedeva che, se l’umanità non avesse cambiato rotta, entro la fine del secolo la temperatura globale sarebbe aumentata da un minimo di 1,4 a un massimo 5,8 °C.Nel suo libro Mark Lynas, descrive, grado per grado, le conseguenze di un tale cambiamento climatico – apparentemente di poco conto – sulla Terra. Con l’innalzamento di un grado, secondo Lynas, gran parte delle barriere coralline e dei ghiacciai scomparirebbero. Se si salisse di tre gradi la maggioranza della foresta amazzonica verrebbe distrutta da incendi e periodi di siccità. Un ulteriore innalzamento (4 gradi) vedrebbe il livello degli oceani alzarsi al punto di distruggere paesi quali il Bangladesh e l’Egitto e sommergere città come Venezia. Con cinque gradi in più milioni di persone sarebbero costrette a lasciare le aree in cui vivono perché oramai inabitabili. Ma con sei gradi in più, quasi tutte le forme di vita (compresa quella umana) scomparirebbero.L’AUTORE
Giornalista, scrittore e ambientalista Mark Lynas ha trentacinque anni e vive a Oxford. Si è laureato in Storia e Politica all’Università di Edimburgo. La sua passione è lo studio dei cambiamenti climatici. Collabora a riviste prestigiose come New Statesman, Ecologist, Granta e ai quotidiani The Guardian e The Observer. E’ conosciuto in tutto il mondo per il saggio Sei gradi.IL VERDETTO
di PIERO BIANUCCI
Certezze. La temperatura della Terra sta salendo, 10 degli ultimi 11 anni sono stati i più caldi dall’Ottocento ad oggi. Un secolo fa nell’aria c’erano 290 parti di anidride carbonica per milione, ora sono 380 e ciò si deve al consumo di combustibili fossili. I carotaggi fatti in Antartide e nell’Artico hanno permesso di ricostruire il clima fino a un milione di anni fa, confermando le preoccupazioni.
Dubbi. I modelli climatici indicano aumenti da 1,5 a 5 °C per il 2100. La stima più ragionevole dice 2 gradi. La maggioranza dei climatologi è in allarme, alcuni gridano alla catastrofe, pochi altri minimizzano. Ma nella scienza non si vota, l’esperimento ha l’ultima parola, e i modelli al computer non sono esperimenti.
Azioni. L’esperimento vero lo sta facendo l’umanità intera. Purtroppo ha il difetto di essere quasi irreversibile. Senza drammi e senza scrollate di spalle, conviene dunque smettere fin d’ora di aggiungere gas serra all’atmosfera. Tra un secolo petrolio e metano saranno in ogni caso insufficienti. Tanto vale lavorare subito per sostituirli. Chiunque abbia ragione. Come si dice, due piccioni con una fava.

Fonte : La Stampa

Sostieni Pianeta Verde effettuando
una donazione di 1 €
con il tuo cellulare

BUY NOW!