Archive for September 30th, 2008
Bioplastiche, dall’1 al 4 ottobre a Roma “Chimica verde Expo 2008″
Tuesday, September 30th, 2008Sono anche definite le “plastiche verdi”, in campo scientifico sono più conosciute come biopolimeri. Si possono produrre piatti, sacchetti, pannolini per bambini, imballaggi, teli per la pacciamatura nei campi e tanto altro ancora. Insomma le bioplastiche rappresentano ad oggi la migliore soluzione all’uso della plastica essendo biodegradabili e quindi non inquinanti. Inoltre possono essere ricavate anche dall’agricoltura creando quindi opportunità per questo settore. Se ne discuterà dall’1 al 4 ottobre a Roma al «Chimica verde Expo 2008».
L’Italia difatti è uno dei Paesi al mondo leader nella produzione di questi materiali, tuttavia non vi sarebbe un uso appropriato in Italia a causa di una normativa che ancora non è indirizzata in maniera adeguata all’educazione del risparmio nella plastica. Oltre il 60% infatti della produzione viene esportato, mentre il restante 40 per cento è utilizzato per la produzione di materiale per catering. E proprio nelle mense, a partire da quelle scolastiche, può cominciare la scalata all’educazione all’uso delle plastiche biodegradabili.
«Già in molte sagre paesane e mense esiste un solo sacco del rifiuto, quello organico e compostabile - spiega Lorenzo D’Avino, di Chimica Verde - permettendo l’ eliminazione alla fonte di imballaggi non compostabili, occorre ora capire il miglior sistema per compostare tutto questo.»
Nel mondo ogni anno sono prodotti 150 milioni di tonnellate di plastica; in Europa 44 milioni e solo in Italia 9 milioni di plastica che ogni anno deve essere smaltita a costi impressionanti, ma soprattutto con un forte impatto inquinante. Fino ad oggi ciascuno di noi ha consumato 30 kg/anno di plastica, ma le previsioni del nuovo millennio parlano di un potenziale di consumi che ci farà arrivare a 100 Kg/anno pro capite. In un anno i rifiuti di plastiche uccidono oltre un milione di uccelli marini, 100mila mammiferi marini, ma cosa bene più grave la plastica non è biodegradabile e continua ad inquinare.
L’utilizzo dei biopolimeri in termini di riduzione dell’inquinamento rappresenta una importante soluzione da vari punti di vista. A partire dal risparmio energetico per la loro produzione (fino al 75 in meno di energia e fino all’80 209568n meno di emissioni gas serra).
«Un esempio concreto di risparmio energetico - dice Stefano Cavallo, European Marketing manager di Ingeo per Natureworks - viene da COOP Italia che nel 2007 ha venduto circa 10 milioni fra piatti e bicchieri usa e getta della linea eco-logici COOP, realizzati in bioplastica Ingeo. Il risparmio di petrolio è stato quantificato in 800 barili e si sono evitate emissioni di CO2 per una quantità equivalente a quella emessa da 70 auto, con percorrenza media annua di 25,000 km».
Tuttavia esistono in Italia ancora dei freni al loro utilizzo, in larga parte dettati da una normativa ancora poco adeguata. «A questo proposito noi proponiamo patti di filiera adeguati - continua D’Avino - in particolare nei settori delle oleaginose e delle amidacee inoltre l’importanza di puntare su colture intensive a basso impatto ambientale e quindi libere da Ogm».
“Chimica Verde Expo 2008” è il primo il primo evento fieristico dedicato alla promozione e sviluppo dei prodotti, delle tecnologie di lavorazione, alla ricerca e alle applicazioni industriali delle materie prime di origine vegetale, secondo criteri di ecosostenibilità.
Fonte : La Stampa
Il solare “2 in 1”: elettricità ed acqua calda insieme
Tuesday, September 30th, 2008Dalla scienza australiana una nuova generazione di pannelli solari in grado di fornire energia elettrica oltre a quella termica, dimezzando il costo di conversione
Esistono i moduli fotovoltaici ed i pannelli termici, ed ora grazie al lavoro di alcuni ingegneri dell’Università nazionale di Canberra anche dei nuovi dispositivi solari in grado di assolvere ad entrambe le funzioni. Si tratta di pannelli costituiti da sottilissimi canali con superficie a specchio, grazie alla quale i raggi luminosi vengono concentrati su una striscia che percorre i canaletti in tutta la loro lunghezza, producendo elettricità. Inoltre la striscia contiene anche acqua trattata, che riscaldata trasferisce il proprio calore ad un serbatoio. Un’installazione di media grandezza, spiega il responsabile del progetto Igor Skryabin del Collegio di Ingegneria dell’ateneo, potrebbe fornire acqua calda sufficiente per un’unità familiare, e se l’abitazione risponde ad alti target di efficienza energetica, sarebbe in grado di alimentarla per una proporzione che va da metà a due terzi del fabbisogno. Il progetto, detto “due in uno”, è tuttora in fase di sperimentazione, grazie ai fondi del governo australiano che ha finanziato la prima fase con 1,8 milioni di dollari. Al progetto partecipano anche l’Università di Tianjin in Cina e la compagnia della Silicon Valley Chromasum.
Fonte : La repubblica
Nasce il Comitato per il No al Nucleare e il Sì alle Rinnovabili
Tuesday, September 30th, 2008
Nella lotta al nucleare da oggi vi è un’altra figura. Un comitato per ribadire la necessità di superare il nucleare e rivolgere gli sforzi energetici alle fonti pulite
Si è riunito a Roma il Comitato per il No al Nucleare e per il Sì alle Energie Rinnovabili, una nuova figura nel panorama energetico nata grazie alle adesioni di personaggi politici, scienziati e associazioni. Il programma del comitato è dettato dalla stesura di un documento nel quale si esporranno le ragioni del no all’atomo e del sì alle energie alternative e una manifestazione pubblica da convocare a Caorso, in provincia di Piacenza, sede di una delle centrali chiuse dal referendum del 1987, e che è stata indicata come possibile sito per la ripresa del nucleare civile. Tra coloro che hanno aderito: Valerio Calzolaio (Sinistra Democratica) e Paolo Cento (Verdi), l’ex senatore verde Mauro Bulgarelli, gli europarlamentari Roberto Musacchio (Rifondazione Comunista) e Umberto Guidoni (Comunisti Italiani), ma anche di associazioni, tra cui Massimo Serafini di Legambiente, e dei sindacati, come Antonio Filippi della Cgil.
Fonte: La Repubblica.it
Ecomostri, riparte la caccia su Repubblica.it le vostre denunce
Tuesday, September 30th, 2008Punta Perotti, il simbolo degli Ecomostri che hanno deturpato l’Italia in nome della speculazione, non c’è più da due anni, raso al suolo a conclusione di una pressante mobilitazione a favore dell’ambiente e della legalità. Una battaglia vinta grazie all’impegno pluriennale di tanti cittadini e associazioni, Legambiente in testa. Ma forse grazie anche all’enormità dello scandalo e dello sfregio subìto dal litorale di Bari.
Più difficile ottenere risultati quando si deve combattare con degli “ecomostriciattoli”, scempi apparentemente minori, ma spesso ancora più pericolosi perché messi insieme vanno a formare quel rumore di fondo che rende tutti un po’ più sordi ed assuefatti a degrado e illegalità. Per questo Legambiente e Ecoradio da qualche mese hanno lanciato “Hai visto un EcoMostro?”, una campagna di segnalazioni che chiama tutti a vigilare sugli abusi commessi sul territorio. Non solo sui grandi scempi, i più gravi dei quali sono ormai ordinati in una classifica ben precisa, ma anche quelli apparentemente minori e periferici.
Ora a dare ancora più forza e visibilità a questa inziativa ci sarà anche Repubblica.it, pubblicando le immagini e le denunce dei lettori. Nei casi più eclatanti e problematici, legati soprattutto all’abusivismo edilizio e alla violazione della normativa a tutela del territorio, le segnalazioni ricevute da Ecoradio e Legambiente prima di essere rilanciate e rese pubbliche saranno controllare “sul posto” da un gruppo di esperti per verificare che per quanto sgradevoli o criticabili siano effettivamente anche illegali.
Periodicamente verranno diffuse invece immagini e segnalazioni di situazioni alle quali ci stiamo purtroppo via via abituando: piccole discariche abusive, piste ciclabili inagibili o parchi abbandonati all’incuria. L’iniziativa non vuole limitarsi però alla fase di individuazione e denuncia e intende offrire anche un supporto tecnico e burocratico per permettere ai cittadini di agire e mobilitarsi: guide per contattare gli organi comunali, provinciali, o regionali, indicazioni pratiche su come avviare petizioni e ricorsi.
Manda una mail all’indirizzo ecomostri@ecoradio.it
scrivendo nell’oggetto “EcoMostro” e allegando a immagini e video qualche riga di testo per spiegare il tipo di abuso o di illecito e i danni per l’ambiente. “L’iniziativa - spiegano gli organizzatori - non vuole essere un’operazione isolata con fini sensazionalistici limitati ad un breve periodo d’attività, ma intende dare una continuità temporale in grado di raggiungere lo scopo di monitorare costantemente, grazie all’intervento consapevole e attivo dei cittadini. In più partecipano, in più riusciamo a vigilare in modo capillare sul territorio e a far partire contestualmente la ricerca di soluzioni efficaci per annullare i danni al nostro patrimonio artistico e ambientale”.
Fonte : La Repubblica.it

