Archive for September 20th, 2008

IN ARRIVO ECOAPPENNINO, FIERA FONTI RINNOVABILI

Saturday, September 20th, 2008

Al via a Porretta Terme la seconda edizione di ”Ecoappennino”, la fiera expo’ dedicata alle tecnologie per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili in montagna. Dal 26 al 28 settembre, grazie alla collaborazione con l’Universita’ di Bologna, le emissioni di anidride carbonica prodotte dalle attivita’ legate alla fiera saranno compensate attraverso un intervento di forestazione che prevede di piantare un certo numero di alberi, sufficienti a catturare - nel corso della loro vita - la CO2 prodotta dall’evento. All’iniziativa prendera’ parte Ises Italia (International Solar Energy Society) con un convegno e tre corsi di formazione. ”Conto Energia: bilancio e prospettive sulla strada del fotovoltaico” e’ il titolo del convegno che avra’ luogo sabato 27 settembre durante il quale si analizzera’ il nuovo Conto Energia, alla luce dei risultati raggiunti e delle prospettive nazionali, andando poi a valutare gli effetti della politica incentivante del fotovoltaico nel contesto internazionale e le proiezioni del contributo solare al fabbisogno elettrico. Il convegno sara’ presieduto dal presidente della Comunita’ montana media e Alta Valle del Reno, Pasquale Colombi, e parteciperanno Vincenzo Naso (Presidente Ises Italia), Maurizio Cuppone (Gse), Alex Sorokin (Gifi), Raffaele Tossini (Universita’ ”La Sapienza” - Roma), Luca Rubini (Consigliere Ises Italia). In occasione dell’evento, sono previsti anche 3 corsi di formazione su progettazione fotovoltaica e nuovo conto energia, 25-27 settembre, cogenerazione e certificazione energetica degli edifici. (ANSA).
 

CACCIA: VIA DOMENICA PER 8OOMILA DOPPIETTE

Saturday, September 20th, 2008

Saranno circa 800 mila, domenica prossima, i cacciatori che impugneranno le doppiette per l’avvio della nuova stagione venatoria, che si chiudera’ il 31 gennaio. Lo afferma Federcaccia (Fidc), che oggi in una conferenza stampa ha sottolineato il ruolo dei cacciatori nella difesa del territorio. ”Vogliamo liberarci dall’etichetta di predatori che ci e’ stata appiccicata addosso - ha detto il presidente nazionale Franco Timo - anche noi siamo impegnati nella gestione del territorio, e la nostra cultura affonda le proprie radici nella storia”. Federcaccia chiede che per cambiare le leggi che regolamentano la caccia si proceda in modo ”trasversale”, coinvolgendo anche agricoltori e ambientalisti, tenendo conto delle istanze di ognuno e attraverso un confronto costante anche con la scienza, in relazione alla definizione delle specie cacciabili. ”Diciamo no a colpi di mano”, ha aggiunto Timo, che ha inoltre ricordato come la caccia generi posti di lavoro, ”almeno 45 mila secondo l’Eurispes”, e che i cacciatori pagano tasse per oltre 138 milioni di euro all’anno. ”Chiediamo che si prenda in considerazione l’ipotesi di abbassare le tasse per il porto di fucile o per il tesserino regionale - ha concluso Timo - dal momento che i cacciatori sono quasi tutti pensionati e a malapena riescono ad arrivare a fine mese”.(ANSA)

Ecco dove la spesa costa meno

Saturday, September 20th, 2008
Una famiglia media può risparmiare sino a 2mila euro l’anno se sceglie il punto vendita più conveniente passato al setaccio da Altroconsumo in 44 città italiane. CLICCA SULLA MAPPA DELLA CONVENIENZA

Boicottare il carovita è possibile. In un anno una famiglia media può risparmiare quasi 2000 euro, sulla spesa alimentare, per l’igiene personale e della casa, se abita a Milano, 1050 euro a Roma, 1900 euro a Firenze, 1555 a Parma. Come? Scegliendo il punto vendita più conveniente, grazie alla concorrenza tra supermercati e iper, che in queste e altre città, come Verona, La Spezia, Brescia, Pisa, funziona bene e fa scattare il gioco dei prezzi al ribasso. A beneficio dei consumatori.

E’ l’Italia della grande distribuzione con rincari a macchia di leopardo e dinamiche concorrenziali attive più al centro-nord che al sud, quella fotografata da Altroconsumo. Per il ventesimo anno di fila, l’associazione indipendente di consumatori ha tracciato la mappa del dove fare la spesa in 44 città italiane, visitando 657 punti vendita e rilevando 122.000 prezzi.
Firenze risulta la piazza più conveniente. Maglia nera dell’indagine Reggio Calabria, dove la spesa alle famiglie costa ben il 32% in più che nel capoluogo toscano. Potenza e Aosta seguono a ruota, con prezzi più cari del 30%.

Le modalità dell’inchiesta.  Altroconsumo si è messa nei panni della famiglia media è ha fatto la spesa con due ipotetici carrelli, cioè due panieri di spesa-tipo, il primo “griffato”, con prodotti confezionati di marca e freschi, il secondo, più attento al portafogli, scegliendo solo il primo prezzo, dunque considerando anche gli hard discount. Ha stilato degli indici di convenienza a base 100. Più l’indice è vicino a 100, più il negozio è economico. E poi, per ogni località, ha scelto il punto vendita migliore, quello con uno scontrino più basso (CLICCA SULLA MAPPA DI ALTROCONSUMO).  Il risultato è confortante: una famiglia attenta ai prezzi può risparmiare da mille a duemila euro in un anno sull’acquisto di alimentari, prodotti per l’igiene personale e la pulizia di casa. Il punteggio 100 è stato conferito alla città più conveniente per la spesa-tipo, Firenze, appunto. Qui, e a Pisa, la concorrenza è da manuale e si risparmia più di 1.500 euro sulla media nazionale. Da anni Esselunga, Coop e Ipercoop combattono nelle due città una guerra a suon di prezzi ribassati, pur di accaparrarsi i consumatori. I risultati: un costo della spesa annua attorno ai 6 mila euro, ben al di sotto della media delle altre città. Ma questo meccanismo virtuoso non raggiunge altre città vicine, come può essere Livorno, dove si spendono in media 6.677 euro l’anno. Questo perché la concorrenza latita e la forbice dei prezzi tra i punti vendita non varia di oltre il 12%. Bene invece Verona e La Spezia. Tra i grandi centri, vince Milano con 2 mila euro se si sceglie il negozio giusto (1.100 euro rispetto alla media generale). Al sud Bari fa meglio di tutti (ma è più cara del 22% rispetto a Firenze). Poi arrivano Palermo, Catanzaro e Messina. Tra le peggiori troviamo Potenza, Aosta e Reggio Calabria. Nella classifica dei marchi della distribuzione trionfa il modello Esselunga.

I prodotti più cari. Altroconsumo ha elaborato anche una “lista nera” della spesa: la farina Barilla è rincarata in un anno di oltre il 50%; gli spaghetti della stessa marca si presentano a scaffale con un prezzo più alto del 34% rispetto a metà 2007. Riso Scotti Ora Classico +29% e penne De Cecco +20%. Ci si potrebbe consolare con un bicchiere di spumante, il cui prezzo, in un anno, è sceso del 6,4%: non un genere di prima necessità, però.

Come avere la guida al Superisparmio. I dettagli delle 44 città con gli abbinamenti tra località e supermercato sono disponibili nella guida al Superisparmio, che può essere richiesta ad Altroconsumo sino all’11 ottobre telefonando dalle ore 9 alle 19, dal lunedì al sabato, al numero verde 800.90.50.38, oppure consultando il sito dell’associazione.

Fonte : La Repubblica

Legambiente, basta con l’usa e getta inquinante

Saturday, September 20th, 2008

«Anche l’Italia dichiari guerra all’usa e getta inquinante e premi, invece, i sistemi ecocompatibili e i prodotti biodegradabili o riutilizzabili». Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, si schiera apertamente dalla parte della tassa sul picnic, annunciata dal ministro francese dell’Ecologia e dei Trasporti Jean Louis Borloo.

«Tassare i prodotti usa e getta non è altro che l’applicazione più ovvia del principio comunitario “chi inquina paga”, alla base di tutte le direttive europee relative all’ambiente - spiega Ciafani -. Secondo gli ultimi dati di Apat la produzione dei rifiuti urbani in Italia è aumentata del 12% circa dal 2000 al 2006. La produzione di beni inquinanti va scoraggiata attraverso un meccanismo di penalizzazione economica, i cui proventi devono essere finalizzati al sostegno del riciclaggio e alla promozione di prodotti innovativi ed ecocompatibili e di iniziative per la riduzione dei rifiuti e il riutilizzo degli imballaggi, come il vuoto a rendere».

«Non si partirebbe da zero - sottolinea l’associazione ambientalista -. Basterebbe diffondere su scala nazionale le buone pratiche sulla prevenzione della produzione di rifiuti già avviate da Comuni e società di igiene urbana, come quelle premiate da Legambiente e Federambiente nell’ambito di Comuni Ricicloni 2008».

«Si va dalla gestione sostenibile nelle mense scolastiche comunali (con cibi biologici, acqua in brocca e piatti e posate riutilizzabili) nel Comune di Campolongo Maggiore (VE), per esempio, alle ecofeste (manifestazioni di piazza in cui sono rigorosamente assenti stoviglie e posate usa e getta in plastica) promosse dal Comune di Torre Boldone (BG) - prosegue Legambiente - e dalla Fiemme Servizi in provincia di Trento, che organizzano inoltre campagne di sensibilizzazione per l’uso dei pannolini lavabili, o all’introduzione della vendita del latte fresco in bottiglia di vetro a rendere negli esercizi commerciali come nel Comune di Marcon (VE) ».
Fonte : La Stampa

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