Archive for September 9th, 2008

GREENPEACE PORTA A BRUXELLES AUTO BASSA EMISSIONE CO2

Tuesday, September 9th, 2008

Otto auto a bassa emissione, gia’ in commercio, si sono fermate oggi di fronte al Parlamento Europeo. A portarle e’ stata Greenpeace per dimostrare agli europarlamentari che e’ gia’ possibile costruire auto che non superino i livelli stabiliti dalla nuova legge in discussione al Parlamento che dovrebbe entrare in vigore nel 2012. Il dibattito si e’ aperto in questi giorni dopo che la commissione industria del Parlamento ha proposto di posticipare la data dell’applicazione dei nuovi limiti, 130 grammi di Co2 ogni km, al 2015. La nuova proposta dovra’ essere ora votata nella commissione ambiente dell’Europarlamento gia’ fissata per domani e poi spostata al 25 settembre prossimo. L’appello di Greenpeace e’ rivolto ai parlamentari perche’ mantengano la data di applicazione al 2012. L’ iniziativa - sottolineano gli ambientalisti - vuole dimostrare, al contrario di quello che affermano le case automobilistiche, che produrre macchine a ridotte emissioni e’ possibile ed economicamente sostenibile. Il convoglio delle otto auto rappresenta solo una parte dei modelli a bassa emissione gia’ disponibile in commercio, tra questi, spiega Greenpeace, non ci sono solo piccole citycar, ma anche modelli familiari piu’ grandi. L’elenco completo delle auto a bassa emissione, tra cui figurano anche diversi modelli Fiat (Cinquecento, Punto, Panda), e’ pubblicato sul sito dell’organizzazione ambientalista che invita i consumatori a informarsi sulle emissioni delle auto prima dell’acquisto. La manifestazione di oggi coincide con la pubblicazione del rapporto di Greenpeace ”Fuori strada: le pretese dell’industria automobilistica” che dimostra come i produttori abbiano sovrastimato i costi per l’adeguamento alla normativa europea. (ANSA)

5 OTTOBRE E’ BIODOMENICA IN 100 PIAZZE ITALIANE

Tuesday, September 9th, 2008

Biodomenica in 100 piazze il 5 ottobre prossimo per far conoscere a tutti l’agricoltura biologica di qualita’ ma anche puntare l’attenzione su un tema chiave: i cambiamenti climatici. L’evento, promosso dall’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab), in collaborazione con Legambiente e Coldiretti, sara’ l’occasione per parlare di alimenti bio, ma anche di biodiversita’, ambiente, del risparmio dell’acqua, consumo critico e responsabile, tradizioni e sviluppo locale. In 100 piazze in tutte le regioni italiane ci saranno degustazioni, incontri con i produttori sulle caratteristiche degli alimenti e metodo produttivo, eventi di informazione. Filo rosso di quest’anno l’argomento dell’emergenza clima, spaziando dalle energie rinnovabili a riuso e riciclo dei rifiuti, alla mobilita’ sostenibile. Secondo Legambiente le aziende bio infatti svolgono un ruolo importante: consumano tra un terzo e la meta’ di energia fossile rispetto all’agricoltura convenzionale, producono effetti diretti per la riduzione dei gas serra e aumentano la capacita’ di assorbimento dei sistemi agrari di CO2. Inoltre le aziende agricole possono anche pensare a produrre in proprio l’energia di cui hanno bisogno. Considerando poi, spiegano gli ambientalisti, che il livello medio di sostanza organica presente nei terreni coltivati con il metodo bio e’ dell’1,5%, ogni ettaro coltivato bio assorbe circa 1,5 tonnellate di anidride carbonica l’anno. Gia’ oggi i terreni bio sono in grado di assorbire 1 milione e 650 tonnellate di CO2 pari allo 0,3% delle emissioni totali di anidride carbonica dell’Italia. (ANSA).

Google pensa all’oceano per alimentare i data center

Tuesday, September 9th, 2008

Sono ancora le distese oceaniche a far da protagoniste nella ricerca di soluzioni alternative in campo energetico. E il celeberrimo motore di ricerca non se le lascia sfuggire

Centri d’elaborazione dati galleggianti ed alimentati dall’energia del moto ondoso. E’ l’ultima idea presentata dall’azienda di Mountain View ed ora in attesa di brevetto. Dopo aver investito nell’energia solare e nella geotermia Google punta alle possibilità offerte dall’oceano spiegandone le caratteristiche: delle vere e proprie piattaforme poste in mezzo al mare a 3-7 miglia dalla costa, in 50-70 metri d’acqua, e riempite di container contenenti server, sistemi di storage e altre tecnologie di rete. La finalità è presto detta: i data center galleggianti avrebbero, infatti, il pregio di poter essere portati vicino agli utenti, in modo tale che l’attività di rete possa essere bilanciata e confinata ad aree locali.
Potrebbero essere usati in caso di emergenza per sostituire o per affiancare i sistemi tradizionali di trasmissione dei dati. Inoltre l’alimentazione da fonti rinnovabili, in questo caso dall’energia generata dalle onde oceaniche ridurre l’impronta ecologica in maniera considerevole. Se perfezionato, questo approccio potrebbe essere utilizzato per costruire centri d’elaborazione dati da 40 MW non soggetti a tasse immobiliari o di proprietà.

Fonte : La Repubblica

Onu: “Mangiare meno carne” per salvare l’ambiente

Tuesday, September 9th, 2008

 Rinunciare a fettina o bistecca una volta alla settimana per salvare l’ambiente. Perché facendo sparire da tavola la carne almeno un giorno ogni sette si combatte il surriscaldamento globale. L’appello è rilanciato dall’Onu per bocca di Rajendra Pachauri, economista indiano, vegetariano, e una delle voci più autorevoli in materia di clima: presidente dell’Ipcc, il panel intergovernativo sui mutamenti climati delle Nazioni Unite, lo scorso anno ha ricevuto insieme ad Al Gore il premio Nobel per la pace.

L’impatto di quella che appare come una modesta rinuncia sarebbe notevole, più di quello che i non addetti ai lavori possono pensare: l’allevamento di bestiame, infatti, è responsabile del 18% delle emissioni complessive di gas serra, molto più del settore trasporti cui è attribuito il 13%. E, se per molte persone rinunciare all’auto può diventare molto problematico, scegliere insalata, frutta e verdura almeno una volta ogni sette giorni è decisamente più fattibile.

E anche più conveniente per l’ambiente. I numeri parlano chiaro: la produzione di un chilogrammo di carne causa emissioni equivalenti a 36,4 kg di anidride carbonica. L’allevamento e il trasporto di animali inoltre richiede, per ogni chilo di carne, la stessa energia necessaria per mantenere accesa una lampadina da 100 watt per quasi tre settimane. E il bestiame è una fonte diretta di metano, 23 volte piu dannoso dell’anidride carbonica, prodotto naturalmente dai processi digestivi degli animali da allevamento.

Pachauri, che aveva già lanciato l’allarme all’inizio dell’anno a Parigi, ne parlerà domani a Londra nel corsodella annual lecture della ‘Compassion in World Farming‘, un’associazione animalista britannica che ha chiesto al governo di impegnarsi per ridurre il consumo di carne del 60 per cento entro il 2020. Se l’industria della carne denuncia di essere ingiustamente nel mirino, la causa promossa dall’Onu ha già testimonial famosi, come sir Paul McCartney e il Italia l’ex ministro della Sanità Umberto Veronesi. E acquista una urgenza particolare, alla luce delle stime della Fao: secondo l’agenzia Onu per il cibo e l’agricoltura, il consumo di carne è destinato a raddoppiare nel 2050.

Fonte: La Repubblica

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