Povera notte, si stanno spegnendo le lucciole

Le lucciole sono scomparse. E l’unica certezza è che a inghiottirle non è stato il buio. E nemmeno qualche bambino cattivo, di quelli che giocavano a rinchiuderle in un barattolo di marmellata, per poi guardarle spegnersi piano piano, mentre la mamma urla dalla finestra che è ora di andare a letto. I bambini di oggi, le lucciole, non le hanno nemmeno mai viste. Qualcuno dice che è colpa delle nostre città, illuminate a giorno anche alle due di notte, qualcun altro sostiene che la vera causa sono i cambiamenti climatici. Su un punto, però, sono tutti d’accordo: capire cosa sta succedendo alle lucciole è fondamentale per comprendere lo stato di salute di un ecosistema. La moria è un fenomeno mondiale: le lucciole sono sparite dalle pianure degli Stati Uniti e lungo i fiumi del sud Est asiatico, dalle campagne italiane e dai sobborghi delle città australiane.Pasolini se n’era accorto nel 1975. E gli era sembrato un cattivo presagio, come se con questi minuscoli insetti si stesse estinguendo qualcosa di molto più importante. Oggi l’allarme arriva anche dalle università e dai centri di ricerca internazionali, che assistono impotenti al declino di questi insetti romantici, senza capirne fino in fondo le cause. La settimana scorsa un centinaio fra biologi ed entomologi si è riunito a Chiang Mai, nel nord della Thailandia, per cercare di risolvere il mistero. «Quando parli con una persona anziana delle lucciole, succede sempre la stessa cosa - racconta Stefan Ineichen, un ricercatore svizzero che ha aperto un sito web interamente dedicato a questi insetti -. Ne ricordano tantissime durante la loro infanzia, e adesso si ritengono fortunate se riescono a scorgerne una».

Il problema è che nessuno riesce veramente a monitorarle. Fino ad oggi sono state censite oltre duemila specie, e ne vengono scoperte di nuove ogni anno, ma studiarle è complicato: possono vivere fino a due anni ma l’età adulta, in cui producono luciferina, la sostanza fluorescente che rende possibile l’illuminazione, dura solo tre settimane. Inoltre sono per lo più i maschi ad essere visibili, anche se si è ancora lontani dal decifrare il significato dei loro flash, una specie di codice Morse, legato al rituale amoroso e alla presenza di eventuali pericoli. Le femmine, invece, trascorrono la maggior parte della loro vita a terra, e si illuminano di rado.

A Chiang Mai, famosa per i suoi templi bhuddisti ma anche per lo spettacolo del fiume Mae Klong illuminato dalle lucciole, la loro scomparsa è vissuta come un lutto. «Erano un simbolo di questa città - racconta Preecha Jiabyu, un barcaiolo che di notte accompagna i turisti lungo le rive del fiume - Adesso bisogna allontanarsi di almeno due miglia dal centro per riuscire a vederne qualcuna. Negli ultimi tre anni sono diminuite del 70%». Ma questa è solo una stima. Per provare a contarle, e quindi a quantificare una volta per tutte l’ordine di grandezza della moria, i biologi stanno adottando vari metodi: un gruppo di ricercatori europei ha provato a misurare il numero di insetti che vola attorno a un pezzo di legno durante l’arco di un’intera notte mentre gli scienziati dell’Istituto di ricerca forestale malese stanno fotografando mensilmente la popolazione di lucciole che vive lungo il fiume Selangor. «In questo modo speriamo, nel giro di alcuni anni, di avere numeri attendibili» spiega Christopher Crastley, un entomologo del Massachusetts. Ma questo è solo il primo passo. Perché ogni regione del pianeta ha le sue specificità ambientali, e quindi le cause della scomparsa potrebbero essere diverse.

L’unico a non avere dubbi è Preecha Jiabyu: «È colpa dell’inquinamento del fiume: sta uccidendo anche i pesci. Per quanto mi riguarda preferisco la barca a remi, ma i miei concorrenti continuano a viaggiare a motore. Non capiscono che così, tra un paio d’anni, non avranno neanche più turisti da portare in giro? Mi sento come se, con le lucciole, stia morendo una parte di me».

Fonte : La Stampa

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