Archive for September, 2008

Divieto cani sui treni: domani Martini incontra Trenitalia

Tuesday, September 30th, 2008
 previsto per martedì 30 settembre,  l’incontro tra il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e l’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, riguardo le limitazioni di peso per il trasporto dei cani in treno. L’incontro, secondo quanto si apprende, si svolgerà nella sede del ministero della Salute e segue alle polemiche suscitate dall’annuncio della misura tra varie associazioni animaliste.In precedenza il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri aveva già annunciato azioni per trovare una soluzione: «È comprensibile il disagio di quanti non condividono le nuove direttive delle Ferrovie che limitano gravemente la presenza dei cani sui treni», dice Gasparri in un comunicato: «Occorre garantire sicurezza e igiene ma anche evitare divieti ingiusti».Il presidente dei senatori del Pdl riserva poi una riflessione su quanto accaduto a Trastevere la scorsa settimana, con l’aggressione compiuta da un «punkabbestia» ai danni di un clochard: «Un conto sono punk e persone che maltrattano gli animali e spesso costituiscono un pericolo, altro sono le persone che con decoro e cura si accompagnano ai cani. In attesa del nostro incontro sarebbe saggio da parte delle Ferrovie differire di quindici giorni l’entrata in vigore di nuove regole. In tal senso rivolgo un pubblico appello all’ingegner Moretti (amministratore delle Ferrovie n.d.r.)».

Bioplastiche, dall’1 al 4 ottobre a Roma “Chimica verde Expo 2008″

Tuesday, September 30th, 2008

Sono anche definite le “plastiche verdi”, in campo scientifico sono più conosciute come biopolimeri. Si possono produrre piatti, sacchetti, pannolini per bambini, imballaggi, teli per la pacciamatura nei campi e tanto altro ancora. Insomma le bioplastiche rappresentano ad oggi la migliore soluzione all’uso della plastica essendo biodegradabili e quindi non inquinanti. Inoltre possono essere ricavate anche dall’agricoltura creando quindi opportunità per questo settore. Se ne discuterà dall’1 al 4 ottobre a Roma al «Chimica verde Expo 2008».

L’Italia difatti è uno dei Paesi al mondo leader nella produzione di questi materiali, tuttavia non vi sarebbe un uso appropriato in Italia a causa di una normativa che ancora non è indirizzata in maniera adeguata all’educazione del risparmio nella plastica. Oltre il 60% infatti della produzione viene esportato, mentre il restante 40 per cento è utilizzato per la produzione di materiale per catering. E proprio nelle mense, a partire da quelle scolastiche, può cominciare la scalata all’educazione all’uso delle plastiche biodegradabili.

«Già in molte sagre paesane e mense esiste un solo sacco del rifiuto, quello organico e compostabile - spiega Lorenzo D’Avino, di Chimica Verde - permettendo l’ eliminazione alla fonte di imballaggi non compostabili, occorre ora capire il miglior sistema per compostare tutto questo.»

Nel mondo ogni anno sono prodotti 150 milioni di tonnellate di plastica; in Europa 44 milioni e solo in Italia 9 milioni di plastica che ogni anno deve essere smaltita a costi impressionanti, ma soprattutto con un forte impatto inquinante. Fino ad oggi ciascuno di noi ha consumato 30 kg/anno di plastica, ma le previsioni del nuovo millennio parlano di un potenziale di consumi che ci farà arrivare a 100 Kg/anno pro capite. In un anno i rifiuti di plastiche uccidono oltre un milione di uccelli marini, 100mila mammiferi marini, ma cosa bene più grave la plastica non è biodegradabile e continua ad inquinare.

L’utilizzo dei biopolimeri in termini di riduzione dell’inquinamento rappresenta una importante soluzione da vari punti di vista. A partire dal risparmio energetico per la loro produzione (fino al 75 in meno di energia e fino all’80 209568n meno di emissioni gas serra).

«Un esempio concreto di risparmio energetico - dice Stefano Cavallo, European Marketing manager di Ingeo per Natureworks - viene da COOP Italia che nel 2007 ha venduto circa 10 milioni fra piatti e bicchieri usa e getta della linea eco-logici COOP, realizzati in bioplastica Ingeo. Il risparmio di petrolio è stato quantificato in 800 barili e si sono evitate emissioni di CO2 per una quantità equivalente a quella emessa da 70 auto, con percorrenza media annua di 25,000 km».

Tuttavia esistono in Italia ancora dei freni al loro utilizzo, in larga parte dettati da una normativa ancora poco adeguata. «A questo proposito noi proponiamo patti di filiera adeguati - continua D’Avino - in particolare nei settori delle oleaginose e delle amidacee inoltre l’importanza di puntare su colture intensive a basso impatto ambientale e quindi libere da Ogm».

“Chimica Verde Expo 2008” è il primo il primo evento fieristico dedicato alla promozione e sviluppo dei prodotti, delle tecnologie di lavorazione, alla ricerca e alle applicazioni industriali delle materie prime di origine vegetale, secondo criteri di ecosostenibilità.

Fonte : La Stampa

Il solare “2 in 1”: elettricità ed acqua calda insieme

Tuesday, September 30th, 2008

Dalla scienza australiana una nuova generazione di pannelli solari in grado di fornire energia elettrica oltre a quella termica, dimezzando il costo di conversione

Esistono i moduli fotovoltaici ed i pannelli termici, ed ora grazie al lavoro di alcuni ingegneri dell’Università nazionale di Canberra anche dei nuovi dispositivi solari in grado di assolvere ad entrambe le funzioni. Si tratta di pannelli costituiti da sottilissimi canali con superficie a specchio, grazie alla quale i raggi luminosi vengono concentrati su una striscia che percorre i canaletti in tutta la loro lunghezza, producendo elettricità. Inoltre la striscia contiene anche acqua trattata, che riscaldata trasferisce il proprio calore ad un serbatoio. Un’installazione di media grandezza, spiega il responsabile del progetto Igor Skryabin del Collegio di Ingegneria dell’ateneo, potrebbe fornire acqua calda sufficiente per un’unità familiare, e se l’abitazione risponde ad alti target di efficienza energetica, sarebbe in grado di alimentarla per una proporzione che va da metà a due terzi del fabbisogno. Il progetto, detto “due in uno”, è tuttora in fase di sperimentazione, grazie ai fondi del governo australiano che ha finanziato la prima fase con 1,8 milioni di dollari. Al progetto partecipano anche l’Università di Tianjin in Cina e la compagnia della Silicon Valley Chromasum.

Fonte : La repubblica

Nasce il Comitato per il No al Nucleare e il Sì alle Rinnovabili

Tuesday, September 30th, 2008

Nella lotta al nucleare da oggi vi è un’altra figura. Un comitato per ribadire la necessità di superare il nucleare e rivolgere gli sforzi energetici alle fonti pulite

Si è riunito a Roma il Comitato per il No al Nucleare e per il Sì alle Energie Rinnovabili, una nuova figura nel panorama energetico nata grazie alle adesioni di personaggi politici, scienziati e associazioni. Il programma del comitato è dettato dalla stesura di un documento nel quale si esporranno le ragioni del no all’atomo e del sì alle energie alternative e una manifestazione pubblica da convocare a Caorso, in provincia di Piacenza, sede di una delle centrali chiuse dal referendum del 1987, e che è stata indicata come possibile sito per la ripresa del nucleare civile. Tra coloro che hanno aderito: Valerio Calzolaio (Sinistra Democratica) e Paolo Cento (Verdi), l’ex senatore verde Mauro Bulgarelli, gli europarlamentari Roberto Musacchio (Rifondazione Comunista) e Umberto Guidoni (Comunisti Italiani), ma anche di associazioni, tra cui Massimo Serafini di Legambiente, e dei sindacati, come Antonio Filippi della Cgil.

Fonte: La Repubblica.it

Ecomostri, riparte la caccia su Repubblica.it le vostre denunce

Tuesday, September 30th, 2008

 Punta Perotti, il simbolo degli Ecomostri che hanno deturpato l’Italia in nome della speculazione, non c’è più da due anni, raso al suolo a conclusione di una pressante mobilitazione a favore dell’ambiente e della legalità. Una battaglia vinta grazie all’impegno pluriennale di tanti cittadini e associazioni, Legambiente in testa. Ma forse grazie anche all’enormità dello scandalo e dello sfregio subìto dal litorale di Bari.

Più difficile ottenere risultati quando si deve combattare con degli “ecomostriciattoli”, scempi apparentemente minori, ma spesso ancora più pericolosi perché messi insieme vanno a formare quel rumore di fondo che rende tutti un po’ più sordi ed assuefatti a degrado e illegalità. Per questo Legambiente e Ecoradio da qualche mese hanno lanciato “Hai visto un EcoMostro?”, una campagna di segnalazioni che chiama tutti a vigilare sugli abusi commessi sul territorio. Non solo sui grandi scempi, i più gravi dei quali sono ormai ordinati in una classifica ben precisa, ma anche quelli apparentemente minori e periferici.

Ora a dare ancora più forza e visibilità a questa inziativa ci sarà anche Repubblica.it, pubblicando le immagini e le denunce dei lettori. Nei casi più eclatanti e problematici, legati soprattutto all’abusivismo edilizio e alla violazione della normativa a tutela del territorio, le segnalazioni ricevute da Ecoradio e Legambiente prima di essere rilanciate e rese pubbliche saranno controllare “sul posto” da un gruppo di esperti per verificare che per quanto sgradevoli o criticabili siano effettivamente anche illegali.


Periodicamente verranno diffuse invece immagini e segnalazioni di situazioni alle quali ci stiamo purtroppo via via abituando: piccole discariche abusive, piste ciclabili inagibili o parchi abbandonati all’incuria. L’iniziativa non vuole limitarsi però alla fase di individuazione e denuncia e intende offrire anche un supporto tecnico e burocratico per permettere ai cittadini di agire e mobilitarsi: guide per contattare gli organi comunali, provinciali, o regionali, indicazioni pratiche su come avviare petizioni e ricorsi.

Manda una mail all’indirizzo ecomostri@ecoradio.it

scrivendo nell’oggetto “EcoMostro” e allegando a immagini e video qualche riga di testo per spiegare il tipo di abuso o di illecito e i danni per l’ambiente. “L’iniziativa - spiegano gli organizzatori - non vuole essere un’operazione isolata con fini sensazionalistici limitati ad un breve periodo d’attività, ma intende dare una continuità temporale in grado di raggiungere lo scopo di monitorare costantemente, grazie all’intervento consapevole e attivo dei cittadini. In più partecipano, in più riusciamo a vigilare in modo capillare sul territorio e a far partire contestualmente la ricerca di soluzioni efficaci per annullare i danni al nostro patrimonio artistico e ambientale”.

Fonte : La Repubblica.it

VULCANO ISOLA ‘STRABICA’, SI DISACCOPPIA

Monday, September 29th, 2008

L’isola di Vulcano, nell’arcipelago delle Eolie, si sta ‘disaccoppiando’ diventando un’isola ’strabica’: l’estrema punta settentrionale di Vulcano si sta infatti muovendo verso Sud-Sud-Est, assieme alla vicina e maggiore Isola di Lipari; tutto il resto della stessa isola scivola invece verso Nord-Nord-Ovest. A scoprire il fenomeno - grazie alle antenne dei satelliti artificiali della costellazione GPS, in grado di fornire i lenti spostamenti del terreno - due ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Ingv, Alessandro Bonforte e Francesco Guglielmino.

”Il movimento di disaccoppiamento avviene proprio nell’istmo che collega il promontorio di Vulcanello a Vulcano, e il cratere della Fossa si trova proprio a cavallo della linea di discontinuita’ fra questi due opposti movimenti”, precisa Bonforte aggiungendo che i movimenti rilevati sono dell’ordine di alcuni centimetri in poco piu’ di un anno: una dinamica, rileva, ”di tutto rispetto anche a confronto della lentezza dei movimenti geologici”. I rilievi che hanno portato a questa scoperta, appena pubblicata sulla rivista internazionale Tectonophysics, sono stati possibili grazie alla fitta rete GPS che copre tutte le Isole Eolie e in particolare Lipari Vulcano e Stromboli. Ma quale significato ha il disaccoppiamento osservato? Le cause di questo complesso quadro deformativo, aggiunge Bonforte, ‘’sono da imputarsi alla particolare collocazione di questo ramo dell’arcipelago eoliano. L’asse congiungente le tre isole marca una zona di confine tra due aree interessate da una dinamica opposta: a Ovest, sul versante Alicudi-Filicudi c’e’ una compressione della crosta terrestre; a Est dalla parte di Panarea-Stromboli movimenti di distensione e vulcanismo attivo.

E’ proprio lungo questa importante discontinuita’ della crosta che risale il magma che in passato ha alimentato il complesso Lipari Vulcano”. Lo studio approfondito della dinamica della zona eoliana, commenta il presidente Ingv Enzo Boschi, ”aiuta a comprendere i meccanismi di alimentazione dei centri eruttivi e, in ultima analisi, e’ di grande utilita’ per la mitigazione del rischio vulcanico e della dinamica del Mediterraneo”. (ANSA).

“Allarme veleno nel cibo per gli animali”

Monday, September 29th, 2008

La melammina nel latte che sta avvelenando migliaia di neonati cinesi è arrivata anche in Italia. Non in prodotti alimentari consumati dall’uomo. L’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte ha riscontrato la presenza della resina nociva in alcune scatole di cibo per cani e gatti, i cosiddetti pet food. Su 145 campioni prelevati dagli scaffali dei negozi torinesi, due prodotti sono risultati positivi alle analisi ed è subito partita la segnalazione. Il procuratore vicario di Torino Raffaele Guariniello ha aperto un fascicolo d’inchiesta ipotizzando i reati di commercio di sostanze alimentari nocive e frode in commercio (la melammina viene aggiunta in alcune farine per aumentare fittiziamente il contenuto proteico degli alimenti). Non solo. Ha ordinato una serie di controlli a tappeto paralleli a quelli già predisposti dal ministero della Salute in tutta Italia (i Nas stanno effettuando sequestri in trenta località diverse). L’idea è quella di allargare il più possibile la campionatura sui cibi per animali coinvolgendo i laboratori dell’Arpa, dell’Istituto zooprofilattico e delle facoltà di chimica e veterinaria dell’università.

Se l’allarme per l’uomo è recente dopo lo scandalo del latte in polvere cinese, per gli animali è già scattato da due anni. Tutto ha avuto inizio negli Stati Uniti che, tra il settembre e il dicembre 2006, hanno importato dalla Cina partite di farina di mais e frumento contaminate. Le farine sono state utilizzate dai produttori americani per confezionare cibo per animali domestici. Nel giro di poco, però, negli Usa si è assistito a una strage: sono morti 1950 gatti e 2200 cani. Dai veterinari sono piovute 10.000 segnalazioni per insolite morti di animali domestici dovute a insufficienza renale. In pochi mesi sono arrivate 17.000 lettere di protesta da parte dei consumatori e la Fda (Food and Drug Administration americana) ha ritirato dal commercio intere partite di cibo per cani e gatti. Le analisi hanno confermato il problema: su 750 campioni di farina di mais, 330 risultavano contaminati. E su 85 campioni di proteine di riso, in 27 era presente la melammina.

La Fda americana ha lanciato un allarme contaminazione, ripreso il 2 maggio 2007 dalla Commissione Europea che ha chiesto controlli sulle materie prime agli Stati membri dell’Ue. In Italia le verifiche sono partite dal 23 luglio dell’anno scorso. Per ora non sembra che ci siano pericoli per l’uomo. In un dossier presentato a un recentissimo convegno dell’Istituto zooprofilattico del Piemonte (e acquisito dal procuratore vicario Guariniello) si legge: «Per quanto riguarda la valutazione di esposizione nell’uomo, la Fda ritiene che sia improbabile che l’uomo possa venire in contatto con livelli di contaminazione quali quelli rilevati nei mangimi per animali». La preoccupazione, però, è sulla catena alimentare lunga. Nel dossier emerge la tossicità della malamina non solo per cani e gatti, ma anche per gli ovini.

«Dosi giornaliere di 25 e 50 grammi di melammina a capo - si legge - hanno determinato la morte di soggetti dopo 9 e 7 giorni di esposizione con lesioni renali e abosamali, cistite emorragica e infiammazione dell’intestino cieco. A dosi di 10 grammi, due pecore su tre sono morte entro 31 giorni, con cristalli renali ed edema polmonare». Ma come possono non farsi prendere dal panico proprietari di animali domestici e allevatori? «Rintracciabilità e tracciabilità dei prodotti sono imposti dalla normativa europea - spiega Gandolfo Barbarino, dirigente del servizio veterinario della Regione Piemonte - e tutto ciò che entra nella catena alimentare deve risultare. Ciò non toglie che per gli acquirenti dei cibi resti problematico orientarsi: negli Stati Uniti i prodotti contaminati risultavano made in Usa sulle confezioni, che non contenevano riferimenti ai fornitori cinesi». In Europa si punta su forti vincoli al sistema delle imprese: autocontrolli, tracciabilità, polizze assicurative per rifondere i danni alla salute provocati e contribuzioni per il potenziamento dei controlli pubblici che, se efficaci e tempestivi, rappresentano la miglior prevenzione.

Dopo i controlli sui cibi, ora l’Istituto zooprofilattico piemontese sta approntando un altro tipo di analisi: un monitoraggio autoptico sui decessi di gatti e cani attraverso la rete dei veterinari. È importante capire quali conseguenze può avere l’eventuale contaminazione dei pet food.

Fonte : La Zampa.it

MAESTRALE GREEN ENERGY, ITALIA PERDE OCCASIONE

Sunday, September 28th, 2008

Italia indietro sulle rinnovabili. Un’occasione perduta, secondo alcuni operatori che si trovano a combattere con burocrazia e autorizzazioni. A lanciare l’Sos la Maestrale Green Energy che, a Roma, in occasione del Salone internazionale Eolica Expo Mediterranean 2008, il 1/o ottobre ha organizzato l’incontro ”Energie rinnovabili: perche’ l’Italia sta perdendo un’occasione” per fare il punto della situazione. ”L’Italia - ha detto l’amministratore delegato di Maestrale Green Energy, Carlo Durante anticipando i temi dell’incontro - sta rinunciando alla ricchezza che potrebbe essere portata dalle rinnovabili: per ottenerla serve piu’ politica energetica al centro, piu’ semplicita’ autorizzativa in periferia e piu’ coinvolgimento del territorio”.

Un momento di discussione e di confronto in cui si provera’ a dare una risposta a molte domande: perche’ l’Italia non e’ ancora in grado di vivere la ”terza rivoluzione industriale”, quella dell’energia da fonti rinnovabili; quali le cause che hanno portato un settore definito strategico per l’Italia e per l’Europa in generale, a vivere in una sorta di limbo operativo-gestionale; perche’ in Italia, a differenza di altri Paesi europei, a parte rari e sporadici casi, stenta a formarsi un’industria dedicata alle fonti alternative. Il Salone internazionale Eolica Expo Mediterranean, dedicato esclusivamente al settore dell’energia eolica, e’ giunto alla sua sesta edizione, e torna alla Nuova Fiera di Roma, dall’1 al 4 ottobre. (ANSA).

Celle fotovoltaiche: record mondiale di efficienza

Sunday, September 28th, 2008

Milgliora sempre di più l’efficienza delle celle fotovoltaiche. Ora l’asticella è stata posta ad una percentuale di 40,8, grazie al’impiego di fosfuri e arseniuri di Gallio e Indio.

ll record mondiale, per quanto riguarda l’efficienza di una cella fotovoltaica, è stato stabilito al National Renewable Energy Laboratory (NREL) statunitense, con una percentuale del 40,8%. E’ un tipo di cella a tripla giunzione concepita, realizzata e sperimentata, dal NREL, impiegando strati costituiti da fosfuri e arseniuri di Gallio e Indio. Il programma produttivo è stato chiamato IMM (Inverted Metamorphic Multi-juntions)
Questa tecnologia consente alla cella di sfruttare una gamma più ampia di frequenze dello spettro solare e così può utilizzare più energia da convertire in elettricità.
La caratteristica potenza della cella è stata misurata con concentrazione solare pari a 386 soli (cioè pari a 386 volte la radiazione disponibile che arriva sulla superficie della terra). Si tratta molto più dei 240 soli del precedente record del luglio 2007 (40,7%). E forse proprio in questo sta quella differenza dello 0,1% in più.
Comunuque il primato è stato segnalato dalla rivista “R&D Magazine” come una tra le 100 scoperte più innovative del 2008. Ma dal punto di vista concreto questa nuova cella potrà essere impiegata nello spazio sia per i satelliti oppure nei sistemi a concentrazione, con lenti ad hoc. La società Emcore già pensa di commercializzarla nei prossimi due anni.

Fonte: La Repubblica

Mucca pazza, nuovo caso dopo 2 anni

Sunday, September 28th, 2008

Primo caso di mucca pazza nel 2008, dopo i 142 casi totali registrati in Italia dal 2001. Il morbo della Bse è stato riscontrato, in Lombardia, su un bovino di tredici anni, proveniente da un’azienda del lodigiano. Da 21 mesi non si avevano casi analoghi. Secondo l’Istituto zooprofilattico di Torino, che ha eseguito le analisi sulla materia cerebrale del capo macellato, l’animale potrebbe aver contratto la malattia nel suo primo anno di vita, quindi 12 anni fa, dopo essersi nutrito con mangimi contaminati. Si tratta di un caso di Bse di tipo classico, contratto appunto attraverso l’alimentazione con farine miste di carne e ossa.

«È un chiaro segnale che la malattia è sotto controllo - spiega la responsabile del Centro nazionale per la Bse, Maria Caramelli, raggiunta telefonicamente - L’animale andrà distrutto, l’azienda è sotto controllo e non c’è nessun rischio che carni contaminate possano arrivare sulle tavole dei consumatori». Inoltre, il fatto che si tratti del primo caso dell’anno dopo 21 mesi, dimostra «l’evidente declino dell’epidemia», rassicura la Caramelli. Attualmente nei mangimi animali, aggiunge, la farina di carne e ossa è scomparsa. «Dai controlli eseguiti oggi non risulta, mentre nel 2000 - ricorda - circa un terzo dei mangimi risultava contaminato».

Quanto all’epidemia di Bse, l’Italia «registra oggi livelli di incidenza tra i più bassi in Europa». Dall’inizio della sorveglianza nel 2001, quasi cinque milioni di bovini sono stati analizzati. «Di recente - sottolinea Maria Caramelli - l’Italia ha ottenuto la certificazione europea che del fatto che la Bse è sotto controllo». Bovini e ovini che vanno al macello sono controllati. «Il vero rischio è rappresentato dalla macellazione clandestina - osserva infine la responsabile del centro nazionale per la Bse - e per quelle carni che possono arrivare senza controllo dai paesi fuori dall’Europa».

Codacons chiede controlli a tappeto
Il Codacons chiede controlli a tappeto negli allevamenti e di aumentare il numero dei controlli per la Bsedopo la notizia di un caso di mucca pazza in Lombardia, dopo due anni di assenza di segnalazioni. «Il caso desta molta preoccupazione», scrive il Codacons che «teme che si sia abbassata la guardia, come spesso accade in Italia quando ritorna la quiete dopo la tempesta».

«Purtroppo - si legge in una nota dell’associazione - quando l’attenzione di autorità e media si sposta, si riducono i controlli in altri campi. Le ragioni sono molte: scarsità di personale, scarsità di fondi. Ecco perché la riduzione dei casi di Bse registrati sia in Italia che in Europa, e l’innalzamento dell’età dei capi contaminati, dati sicuramente positivi, temiamo abbiano indotto ad una riduzione della sorveglianza e a determinare il caso di oggi».

Fonte : La Stampa

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