Recoplastica: quando differenziare fa guadagnare

Anche i rifiuti hanno un valore, soprattutto se differenziati. Apre i battenti a Torino il primo negozio che acquista spazzatura a peso. L’iniziativa viene inaugurata nel capoluogo del Piemonte dove la problematica dei rifiuti sembra stare particolarmente a cuore ai cittadini.

Il negozio dei rifiuti

Situato a Moncalieri (To), in via Santa Croce 11/B, il negozio si propone di essere di supporto soprattutto per chi ha difficoltà nel recarsi in discarica per lo smaltimento dell’immondizia. L’iniziativa si deve a Recoplastica, società di recupero piemontese, che in seguito ai numerosi contatti (circa 8.000) seguiti all’annuncio del punto vendita ha ipotizzato un su grande scala, con aperture in tutta Italia. Un’idea che potrebbe avere successo anche a Vedelago (Tv), comune dove si ricicla oltre il 90% dei rifiuti che provengono da un’area in cui vive un milione di abitanti.

Il meccanismo

Una dinamica di incentivo alla raccolta differenziata che premia i più attenti alla tematica del riciclo. Il negozio paga infatti a peso i rifuti differenziati in base alle quotazioni di mercato che variano di settimana in settimana.

Il prezziario si aggira intorno ai:

  • 50 centesimi per un Kg di alluminio
  • 20 centesimi per un Kg di ferro
  • 18 centesimi per il Pet
  • 5 centesimi per la carta.

Lo sviluppo commerciale

Piace a sindaci e cittadini l’iniziativa, da cui si ipotizza già di ricavare un franchising. Intanto apriranno ad ottobre altri due centri a San Gillio e Santena, sempre in provincia di Torino.
I dettagli del progetto saranno illustrati il prossimo 13 settembre in un meeting che radunerà cittadini di tutt’Italia. “Stiamo ancora definendo il business plan del franchising - sostiene Roberto Gravinese, proprietario del progetto - che offrirà un pacchetto “chiavi in mano”. Ogni Ecopunto Recoplastica dovrebbe avere un’utenza media di 2.500 persone”. Senza contare che “l’utile mensile dovrebbe ammontare a 2.000 - 2.500 euro”.

Fonte: La Stampa

2 Responses to “Recoplastica: quando differenziare fa guadagnare”

  1. Andrea Quaranta

    “L’italiano – diceva Ennio Flaiano – è mosso da un bisogno sfrenato d’ingiustizia”, e – in nome, immagino, di un non meglio precisato e accidioso conservatorismo gattopardesco – tende a lamentarsi di (e opporsi a) tutto, ma anche a non fare nulla di concreto, nei piccoli gesti quotidiani, per migliorare (non solo) l’ambiente…

    Sarà difficile fargli cambiare mentalità, e diffondere una cultura diversa da quella del mero tornaconto personale, contingente e irrispettoso delle esigenze di tutto ciò che lo circonda…

    Chissà…magari toccarlo nel portafogli (con “incentivi”) sarà il tasto “giusto” per cominciare a “sensibilizzarlo” sulle problematiche ambientali…

    Certo, non sarà questa la panacea per la risoluzione del problema rifiuti, che è molto più vasto e non riguarda solo la gestione dei rifiuti urbani…
    E, personalmente, sono convinto che il riutilizzo, prima ancora del recupero, sia la strada da perseguire: ma penso che iniziative come questa debbano essere seguite e incoraggiate, proprio perché, inserite in un contesto integrato, rappresentano il contributo che ci si aspetta da ognuno di noi, e perché concorrono a diffondere una cultura ambientale, indispensabile base per costruire, giorno dopo giorno, un mondo migliore.

    http://naturagiuridica.blogspot.com

  2. Andrea Quaranta

    Ribadisco: condivido il progetto Recoplastica, nei termini sopra richiamati, e non si discute della solarità dei partenopei.

    Il fatto è che – a prescindere da come è stata gestita la questione napoletana in tutti questi lunghi anni di emergenza – come molti napoletani testimoniano, l’emergenza è tutt’altro che finita.

    Semplicemente, non se ne parla più come prima.
    Ma non per questo significa che non esista…

    Un video girato proprio il primo settembre da Graziella Mazzoni, e pubblicato su You Tube, infatti, mostra una realtà ben diversa da quella idealizzata dalla Recoplastica…

    E in un post di qualche giorno prima (28 agosto 2008), apparso su Notecologiche, Marianna, napoletana, nel suo blog sottolinea, con amarezza, che se nessuno ne parla non è emergenza…

    Non sono che due delle numerose testimonianze che si possono trovare in rete…

    Un’altra, a titolo di esempio, è quella comparsa sul sito di Ecquologia, in cui Michele Buonuomo, presidente della sezione campana di Legambiente, afferma che dire che oggi l’emergenza rifiuti è superata è come se un vigile del fuoco, dopo aver svuotato una casa allagata dicesse che è stato risolto il problema del dissesto idrogeologico in Italia… Quello che si può dire è che c’è stata un’azione straordinaria di pulizia e sicuramente sono state individuate alcune soluzioni che per essere temporanee vanno anche bene, ma guai se confondessimo queste azioni con la soluzione del problema. Serve un approccio ben diverso che richiede un’azione radicale diversa

    Quindi: un plauso al progetto, ma non esageriamo con il rappresentare una realtà che non esiste…
    E soprattutto, finiamola con i messaggi di occulta propaganda politica che sfruttano l’eco che ha avuto a livello mediatico un progetto condivisibile negli intenti.

    http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/09/recoplastica-bene-ma-non-esageriamo.html

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