Specie a rischio, un’arca di Noè contro i cambiamenti climatici
| Un gruppo di studiosi dell’Università australiana di Camberra diretti da Ove Hoegh-Guldberg propone, attraverso le pagine della rivista Science, per salvare le specie a rischio a causa dei cambiamenti climatici la necessità di un sistema di migrazione assistita per spostare specie animali in nuovi habitat da loro mai colonizzati naturalmente, ma più ospitali.«I rapidi cambiamenti climatici hanno già causato - dichiarano gli autori sulle pagine della rivista americana - cambiamenti nella distribuzione geografica di molte piante e animali, portando a gravi contrazioni o vere e proprie estinzioni di specie».
La distribuzione geografica di molte specie, inoltre, sta già variando naturalmente attraverso uno spostamento progressivo verso i poli, all’”inseguimento” del loro habitat naturale che sta a sua volta slittando a nuove latitudini. Ma altre specie da sole non ce la fanno a disperdersi autonomamente per stare al passo coi cambiamenti climatici e sono proprio loro a rischiare maggiormente l’estinzione. Per questo, propongono gli esperti, le autorità competenti dovrebbero contemplare l’opportunità della migrazione assistita per spostarle in luoghi più sicuri. Ovviamente non è semplice come portare un gatto in vacanza: spostare una specie da un luogo all’altro richiede la valutazione attenta delle conseguenze di questa colonizzazione artificiale del territorio, altrimenti si rischia di creare conflitti tra specie e di far finire tra le grinfie di inattesi predatori animali non abituati a confrontarsi con loro. Insomma «non stiamo proponendo di spostare mandrie di rinoceronti in Arizona o l’Orso bianco al Polo Sud - scrivono gli autori - né tanto meno grossi predatori in zone di allevamento di bestiame». Ma va considerato che in alcune zone la temperatura salirà di oltre 4 gradi in 100 anni, per cui la migrazione assistita potrebbe rappresentare l’ultima chance di salvezza per molte specie. |
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Fonte : La Stampa